Il Calabrescia pensiero

La ragione

Posted on: 20 maggio 2007

Un uomo rozzo ma intelligente andò un giorno da un maestro, per farsi rendere dotto sulle giurisprudenza e sulla retorica. Veniva da una famiglia umile, non aveva quasi nulla, per questo chiarì subito col maestro che non aveva i soldi per permettersi di pagare gli studi: "Non ti preoccupare -disse il maestro- mi pagherai non appena vincerai la tua prima causa". E così decise di istruirlo rendendolo abile nel ragionamento, nella parola e nella conoscenza delle leggi. Poco tempo dopo, però, morì uno zio del novello giurista, un cavadenti, e, avendo imparato in passato i fndamenti del mestiere dallo zio, il suddetto giurista ne prese l ambulatorio, gli attrezzi, e cominciò a esercitarne la professione, dimenticandosi della possibilità di intraprendere una professione legale. Il suo maestro, dovendosi far togliere un dente cariato, gli capitò nell ambulatorio. "Tu hai un debito con me!" gli disse. Ma il cavadenti, che era scaltro, gli rispose: "Non ho alcun debito: tu stesso lo hai detto, mi pagherai non appena vincerai la tua prima causa; ebbene, faccio il cavadenti, e di cause non ne ho mai vinte, quindi non ti devo nulla."
Il maestro, raffinato nel ragionamento a sua volta: "Ebbene ti citerò in giudizio: se vincerai la causa e il giudice, dandoti ragione, ti dirà di non pagarmi, mi pagherai lo stesso in quanto dovrai tener fede alla tua promessa. Se perderai mi dovrai comunque pagare, in quanto ti verrà imposto dal giudice"
E il suo vecchio allievo: "No, se vincerò non ti pagherò, perchè il giudice, in tal caso, non lo riterrà equo; se perderò non ti pagherò comunque, perchè non avrei vinto la mia prima causa."
La situazione era paradossale: entrambi i ragionamenti erano validi.
Si fece il processo e il giudice, non avendo il cavadenti ancora vinto la sua prima causa, non potè far valere il diritto del maestro a risquotere il suo credito, poichè la condizione era proprio una vittoria in tribunale. Si diede così ragione al cavadenti, che, così, la fece franca. Qualche tempo dopo, ritrovatisi maestro e allievo, si discusse sulla singolarità della faccenda e, poichè i rapporti tra i due erano nonostante tutto molto buoni, lo stesso cavadenti diede un consiglio a favore del maestro: "Un modo per avere i tuoi soldi ce l hai: citami ancora in giudizio, non puoi che averne ragione. Se infatti il giudice darà ragione a me dicendomi di non pagarti avrai i tuoi soldi comunque, piochè una causa l ho già vinta e questa sarebbe la seconda. Se invece il giudice darà ragione a te, avrai i tuoi soldi, in quanto mi verrà imposto dal giudice di pagarti."
Si fece quindi l’appello e il giudice, vedendo ora che la condizione per il pagamento si era ormai verificata (il cavadenti aveva vinto in primo grado la sua prima causa), diede ragione al maestro, che, finalmente, potè risquotere il suo credito.
Il senso di questa storia è che, anche quando una situazione sembri apparentemente in stallo e senza via d’uscita, si trova sempre un modo, con l’intelligenza, non solo di uscirne, ma anche di uscirne vincenti, senza offendere e senza violenza. E che non esistono verità o falsità assolute, così come non esistono difficoltà invalicabili.
 
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5 Risposte to "La ragione"

ma tu nn avevi niente da fare oltre a cercare qst storielle contorte e cervellotike?! 😛 torno a studiare, va…
ciauuu!

Then Alberto… I have also read me with Laura your piece and I have to say that I am liked a lot…  Now the diva Bee lowers to write a comment to a blog… they will put me on all the newspapers if they come him/it to know…  However you visit also my site:  beyonceonline.com  You will find all on me…  kisses By Beyonce

Dico subito una cosa, prima di tutto che sono stato "OBBLIGATO" da Alberto a partecipare al blog!.
Comunque dopo aver letto velocemente e distrattamente il … blog in questione, il primo commento che mi è nato è questo: il neo cavadenti, che prima astuto e furbo si è acapparrato l\’ ambulatorio ecc., e quando ha incontrato il vecchio e ha vinto la causa, è stato un GRANDE,  ma GRANDE GRANDE, MA poi da CO@@@@NE, ma GRANDE CO@@@@NE, quando è diventato vecchio, maestro ecc, ha chiamato in causa ancora il vecchio (ormai morto mi sà) e ha perso dovendogli dare i soldi (se bene ho capito), e stato e lo dico ancora un GRANDE CO@@@@NE, perchè poteva starsene zitto e non dire più niente al vecchio maestro, cosi, si teneva i soldi, NO?
Da questa storia, secondo mè inventata da Alberto (perchè troppo banale, al giorno d\’ oggi chi fà cosi\’ dai!), esce un commento finale: che diventando vecchi non si diventa saggi, ma deficenti!
OK, va bene adesso?   

Anzi, sono tutti e due co@@@@ni, perchè il vecchio maestro (mica tanto maestro mi sà eh!), doveva chiedergli subito i soldi, (mai fidarsi di nessuno quando ci sono in ballo i soldini!) oppure mandarlo a ca@@re, è stato fortunato che ha trovato un altro co@@@@ne, che gli ha dato i soldi INVANO!

MMMMMMMMM devi essere Andrea… ikkia… feroce sei!
Ovvio che sia paradossale, è 1 storiella… da cui ricavare 1 mezza morale… eddai su… che diamine, apprezza, my friend!

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