Il Calabrescia pensiero

Archive for giugno 2007

WWE

Posted on: 30 giugno 2007

Voglio parlare di un argomento che in sè non mi interessa, ma attraverso di esso esprimere una mia idea più generale. Avrete sentito di quel tale wrestler che, prima di farla finita, ha ucciso la moglie e il figlio. Figlio di sette anni. Non ricordo il nome di questo ormai ex atleta, non ho mai seguito questo genere di spettacolo. E vi ricorderete forse che, qualche mese fa, un altro wrestler di cui ricordo il nome, Eddie Guerrero, è stato trovato morto, pare, per un’overdose. Tragedie umane.
Ma non è questo il punto. Il punto sta nella decisione negli alti vertici di Italia 1 di eliminare totalmente la trasmissione di tale pratica sportiva. Sempre se di sport si può parlare, perchè lo si sa bene che il wrestling altro non è che finzione, recitazione. Il tutto scatenato dalla tragedia del dupice omicidio e poi suicidio del tizio di turno. A me non interessa, quei programmi non mi sono mai piaciuti, non perchè fossero violenti, ma perchè… non so, sapete, una cosa può non piacere senza un preciso motivo, no?
Ma a certa gente piace. E a questa gente viene rifilato il solito polpettone moralista: è un programma diseducativo, forma un ideale di violenza.
Ma non raccontiamoci stronzate, va.
Prendiamo la boxe. Non è mai morto nessuno sul ring? Certo che è successo. Nessun pugile professionista l ha mai fatta finita? Certo. Nessun pugile ha mai ucciso? Anche. Ma quanti hanno mai proposto di bandire la boxe? Quanti si sono mai rifiutati di trasmettere un incontro perchè troppo violento? E si che li i setti nasali si spaccano per davvero.
Credo che il wrestling sia vittima del solito moralismo. E, credetemi, qualsiasi cosa presa di mira dall arido moralismo fine a sè stesso non ha vita facile. Esempio? La TV. Conoscete un elettrodomestico più sfigato della povera TV? Vittima di incessanti attacchi di sociologi barbuti e frigidi "AAAAAAAAAARRRRGGHHHHH, STRUMENTO DEL DIAVOLO!!!!". Ditemi che non è vero, se avete coraggio di farlo. Dove sta il potere nero della TV? Qualche pornazzo la notte? Qualche minchiata di giorno? Ma allora, miei giovani lettori che erediterete l’Italia, voi che avete intelletto, non credete che da questo punto di vista un PC sia più pericoloso? In TV esistono orari protetti. Su un PC basta che ti connetti a internet alle 9 di mattina, mentre su rai tre trasmettono i Teletubbies, e ti puoi vedere stimolanti filmati quali Cicciolina che pippa un cavallo oppure spezzoni di cartoni animati di dubbio gusto quali "Nonna Papera davanti e di dietro tutti quanti".
Ma non ci son santi. Il moralismo duro e crudo colpisce senza ragioni. Bestia la TV, santo il PC.
E ora il wrestling. Che poi diciamolo, l uomo è ancora un animale. L essere civile gli inibisce la sua parte bestiale che in qualche modo deve sfogare. E’ un pò lo stesso discorso che ho fatto sulla prostituzione tempo fa. L uomo torna a casa, vuole spaccare la faccia al suo capo testa di cazzo, ma non lo può fare perchè siamo in una società civile ed esistono altri uomini che si chiamano "avvocati". E il capo testa di cazzo se ne può permettere molti. Quindi il nostro amico torna a casa e si guarda il wrestling, almeno sogna, immagina di essere Ray con la sua 619 (correggetemi se sbaglio) di fare il culo al capo. Oppure, come dicevo tempo fa, si prende una mignotta e via. Oppure si fa una mignotta guardando il wrestling. Ora la metto sul faceto, sull idiota se vogliamo, ma bisogna rendersi conto che certe cose che possono sembrare magari volgari e amorali, sono invece lo sfogo di istinti che, se venissero repressi, sarebbero di gran lunga più nocivi per tutta la comunità.
 
E comunque sto aspettando il polpettone moralista dall’opinione pubblica sulla nocività del ferro da stiro. Quante casalinghe, quante madri indifese hanno rinunciato a lembi della loro epidermide a causa di quella disgraziata invenzione?
 
Ma fatemi il favore, fatemi.
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Ma minchia.
Mi domando e mi chiedo: c’è forse qualcosa di più odioso e catartico di uno stronzo che, per far apparire più importante quello che sta dicendo usa paroloni incomprensibili? Non sto parlando di una serata tra amici con uno che fa il trombone, gli altri che non capiscono una sega e risata finale. Sto parlando di corsi universitari, con professori stronzi e scrittori altrettanto testine di… che testine bisogna avere?
Esempio pratico, il mio prossimo esame: economia politica. Da premettere che ho già infornato i due esami più difficili del primo anno, entrambi da dodici crediti, e lasciatemi dire con una punta di sboronaggine che li ho messi in saccoccia al primo colpo. E il mio primo esame è stato diritto privato. Per dire, non sono quel che si dice una "testina di membro virile", sono un bischero, va bene, magari in auto ho rischiato di tirar sotto qualche vecchia se non fosse stato per il tempestivo intervento del mio navigatore di fiducia urlante: "CALACALACALA LA VECCHIAAAAAAAA!" (Cala è il mio soprannome, e la vecchia poi non l ho stirata, ha solo preso un tocco, poveretta), ma a parte questo sono un ragazzo abbastanza sveglio.
Comincio a preparare suddetto esame, conto le pagine. Son circa 200. Mi ride lo scroto, fate conto che, sommati, i primi due esami ammontavano ad un numero di pagine pari a circa 2000. Mica pippe. Comincio a lavorarci col sorriso in ghigna: tsè, che sarà mai. Sto cazzo! Arrivo a metà. Non capisco più una beneamata cippa. Preso dallo sconforto piciotto con il suddetto tomo, mi capita la scarna biografia dell autore. Il tanghero insegna al MIT. Che altro non è che il Massachussets Institute of Technologies. Una specie di Harvard della tecnologia e della scienza. Ma, cosa più eclatante è, credo, che il magno stronzo goda nel supporre la sofferenza di poveri studenti. Lui, dall alto della sua cattedra scrive equazioni assurde, si lancia in teorie cervellotiche, in perifrasi contorte e attorcigliate come una strana posizione del Kamasutra. Quando, invece, puoi tranquillamente scopare nella classica posizione "del missionario". Intendo dire che fa dei papirozzi lunghi e complicati quando potrebbe essere invece più semplice e stringato, a tutto vantaggio degli studenti, i quali memorizzerebbero meglio e capirebbero di più. Invece no. Deve far vedere che è un gran macroeconomista, lui. Perchè i macroeconomisti ce l han duro! Ora, per questo tubacchio di esame, mi è toccato tradurre il tutto. Tonnellate di grafici, quintalate di equazioni lunghe sei kilometri che, per far vedere che lui che insegna al MIT ed è più furbo, sono state scritte in lettere greche. Io non lo so il greco, maremma maiala, ho fatto lo scientifico. Va bene, se mi fai l equazione forse te la so spiegare, ma se al posto delle lettere che conosco mi fai sti segnetti del cazzo tanto vale disegnare i tre porcellini al posto rispettivamente di x, y e z, che il concetto non varia. C’è notizia di docenti che usano le lettere ebraiche. Oh figa. Manca solo che mettiate i caratteri in aramaico, poi per capirvi l’unica cosa in cui può sperare il povero pirla studente di turno è una possessione demoniaca, almeno comincia a parlare quelle lingue e le sa anche leggere. Ma si ha anche notizia di studenti che l’anima all’orrenda bestia l han venduta sul serio, e poi, in sede d esame, quando il docente per identificare lo studente chiede: "Mi da il suo nominativo, per favore?" Il ragazzo risponde con gli occhi all indietro: "Ego sum quis intus aaaaabitat… Putes me expellere? Ego te provoco…" E subito dopo, davanti all’equazione di turno, con gli occhi indietro e la bava alla bocca: "Aoh, io mica la leggo sta lingua… e si che sò Satana… aoh, abbello, ma cazzo ci sta scritto?"
 
Fate voi.
 
Ah, Ale, il limoncello di nonna tua è eccezzziunale veramente. La prossima volta che vengo me ne dai ancora un goccio eh! Anzi, lo offri a tutti. A tutti i miei lettori un goccio del limoncello di nonna di Ale! Fatto con limoni suoi di terra terronica.
 
Mica pippe.
 
 

 

GIULIETTINA

SE ANCORA CONTINUI A PUBBLICARE LE MIE COSE E DIRE PAROLE SU D ME SRANNO CAZZI TUOI TE LO GIURO E T CONVIENE NN SCHERZARE PIU COL FUOCO PERCHE SENO SN GUAI VERAMENTE PER TE

28 giugno 14.02

Mò, Giuliettina, hai un pò scassato… ho risposto con un post al tuo commento acido e volgare e me ne ritrovo un altro. Ti ho scritto un commento dove ti chiedo di cessare le ostilità, riconoscendo un’eventuale asprezza delle mie critiche nei tuoi confronti, e lo hai cancellato. E allora cosa diamine vuoi? Non vuoi più critiche? Restringi il campo di gente che possa accedere al tuo blog! Non vuoi che pubblichi i commenti che tu stessa mi fai? Allora non me li fare! Perchè, cara Giuliettina, se a te fanno commenti sgraditi, tu li cancelli. Io, al contrario, li metto in evidenza, faccio in modo che tutti, e dico tutti, possano leggere le critiche che mi si fanno e la mia conseguente risposta. Non devo scherzare col fuoco? In primis dimmi dove sta lo scherzo, in secundis dimmi chi è il fuoco. Tu? Tu mi scotteresti? Reagiresti in modo a me sfavorevole? E con quali mezzi? Legali? Ok, chiama il tuo avvocato e fammi sapere l’eventuale accusa, poi vediamo. O forse alludi a una specie di "spedizione punitiva", magari un manipolo di tuoi fedelissimi che tu ADBXS un casino, pronti a farmi il culo su tuo espresso ordine? Ah, Giuliettina, qui il reato sarebbe tuo, si chiama "minacce". Ma non credo sia questa la fattispecie, nel tuo caso.
Su, Giuliettina mia, smettila di rompere, hai cancellato il mio commento dove ti propongo di piantarla con le menate, che non ne vale la pena… L hai cancellato, allora te lo ripropongo qui: basta.
 
E poi, non ti rendere ridicola con le minacce: ma che diavolo faresti???
 
Essù…
 
 

 

GIULIETTINA

CIAO BASTARDO!SN CONVINTA KE QL KE O SCRITTO E BELLO.SE A TE NN PIACE NN ME NE FOTTE UN CAZZO CAPITO PEZZO D MERDA?LO TOLTO PERCHE VOI BASTARDI LO STAVATE FACENDO GIRARE DA PER TUTTO.CAPITO?CMQ VAFFANCULO TU KE SAI LA STRADA CI PUOI ANDARE.CIAO STRONZO BASTARDO,ANTICAPPATO,DEFICENTE,IGNORANTE

26 giugno 15.58

In primis traduco in italiano corrente questo simpatico commento che la nostra amabile Giuliettina mi ha concesso:

"CIAO BASTARDO! SONO CONVINTA CHE QUEL CHE HO SCRITTO SIA BELLO. SE A TE NON PIACE NON ME NE FOTTE UN CAZZO, CAPITO, PEZZO DI MERDA? L’HO TOLTO PERCHE’ VOI BASTARDI LO STAVATE FACENDO GIRARE DAPPERTUTTO. CAPITO? COMUNQUE VAFFANCULO, TU CHE SAI LA STRADA CI PUOI ANDARE. CIAO STRONZO BASTARDO, HANDICAPPATO, DEFICIENTE ED IGNORANTE."

Ora spiego la vicenda. Ho un amico di nome Alessandro, il quale gestisce un blog splendido, fuori dal comune. Anzi, non nego che proprio il mio stesso blog si ispiri al suo. Qualche giorno fa questo mio amico pubblica un post in cui prende bonariamente per i fondelli il blog della suddetta Giulietta, per lo strambo modo in cui ella ammazza la grammatica (e ve ne sarete accorti), e il blog di un tale Tasso, il quale fa inequivocabilmente apologia di fascismo, il che è reato. Al che, avendo io visitato entrambi i post, mi sono permesso di fare delle critiche, ovviamente evitando le offese (dopotutto perchè offendere, a che pro?). Anche altri hanno risposto a questa simpatica blogger. Ma pare lei manchi di inclinazione all’autocritica. Inferocita come un bufalo risponde sul blog di Ale:

"VAFFNCULO A TUTTI.E TU GRAN BASTARDO CODLIONE PEZZO DI MERDA NN T PERMETTERE D SCRIVERE QST COSE SL TUO BLOG.SEI SOLO UN COGLIONEEEEEEEE.BASTARDO"

Ho lasciato immutati gli errori. Rende di più. A questo punto mi sono inferocito io, perchè nessuno l ha mai offesa, come lei invece fa dando del "coDlione gran bastardo pezzo di merda". Mi preparo la tuta mimetia da guerrigliero blogger, alla difesa di un amico. Entro in territorio nemico (il blog di tale Giulietta). Cerco il post che originariamente aveva ispirato la critica fatta dal mio collega blogger: ohibò, è sparito. La Giuly l’ha eliminato. Allora le lascio una frecciatina: "Cara giuli, ale sarà pure stronzo ecc. ecc. ma tu il post l hai eliminato. Vuol dire che proprio stronzo non è, non ha proprio torto, era scritto da cani. Oppure sei convinta di aver fatto un’opera d’arte grammaticale e l hai tolto ugualmente? In tal caso saresti piuttosto strana.."

La risposta sua, signori, la trovate a inizio post. Che dolce ragazza. Lo facevamo girare, il tuo post? Ovvio! Lo sai, Giulietta, che puoi regolare gli accessi al tuo blog? Se lo regoli in modo che cani e porci lo possano visitare sii pronta almeno a beccarti delle critiche. E al fatto che i tuoi pezzi assumano una visibilità che nemmeno immaginavi. Ma soffermiamoci sulle offese della pulzella, perchè son stimolanti:

STRONZO: variante di "pezzo di merda". Lo sono? Lascio decidere ai miei lettori e a coloro che mi conoscono. Sono sicuro che nei commenti non convalideranno l’offesa.

BASTARDO: come sopra. Ai lettori l’ardua sentenza.
HANDICAPPATO: qui hai fatto Bingo. Non so se tu abbia letto i post precedenti: ebbene, lo sono davvero. Sono mezzo azzoppato. Tralascio il resto. Basta questo a classificarmi co lo stesso termine dela nostra amica. Ora, se tu hai letto il post dove confesso i miei difetti e mi dici così proprio in riferimento a quelli, sei un persona a dir poco spregevole. Ma esiste la presunzione di innocenza: diamo per certo che non ci sia mala fede fino a prova contraria, hai semplicemente usato un’offesa che si è rivelata vera.
DEFICIENTE: guardiamo la parola nel signifcato latino del termine: "deficiens", colui a cui manca qualcosa. Sono, usando questo brutto termine, handicappato, si. MI MANCA la salute. Quindi sono anche deficiente. Hai fatto Bingo anche qui.
IGNORANTE: ai lettori la sentenza, ma mi si consenta… Giulietta mia, ma mi dai dell ignorante sul serio? Ma scherzi o fai sul serio? Fai la lumaca che offende la lepre dicendole che non sa correre? Impara a usare la lettera "h" davanti a talune forme del verbo "avere", poi ne riparliamo.
 
Ah, Giulietta: chi commenterà saranno ragazzi liceali o studenti universitari, tra i quali corsi di studio spiccano giurisprudenza (di cui sono un esponente), medicina, ingegneria…
Non fare la furbata di offenderli come hai fatto con me, non fare una guerra nucleare armata solo di arco e frecce. Perchè un conto è farsi rompere dialetticamente le ossa da uno solo, come ho appena fatto io con te. Un conto è farsele rompere da 30 ragazzi.
 
Poi si che ti diverti.

Potete visitare il blog di questa simpatica amica all indirizzo:

GIULIAGALIFI93.spaces.live.com

Prendo spunto da un argomento non strettamente attinente ma utile per lanciarmi in un panegirico in favore delle donne.
Questo argomento altro non è che l omosessualità. Di tipo maschile, si intende.
Ecco, il problema non mi tange, uno può scegliere, a mio parere, con la massima libertà chi amare e portarsi a letto, dalle zoccole, alle brave ragazze, ai viados brasiliani con un missile tomahawk al posto del pisello.
Il parere mi cambia però quando dalla pura sfera personale subentra l aspetto legislativo: certe concessioni di cui si parla non dovrebbero essere, a mio parere, concesse. Ma se sto qui a spiegare i motivi faccio notte, e poi non è questo l oggetto di questo post.
L oggetto altro non è che una adulazione, un’ode a qualcosa che io ritengo superiore a tutto: la donna.
Mi chiedo (ovviamente per mezzo di una fictio, si capisce quanto questa sia una domanda idiota…): come si può essere omosessuali? Sono cristiano, credo nella creazione divina. Certo, non ritengo false le varie teorie quali i Big Bang e tutto il resto, solo penso siano frutto, loro e ciò che ne deriva, di un volere superiore.
Ecco. Di tutte le cose create, delle stelle, del mare, dei pianeti e di tutti gli animali, credo ci sia una creatura in cui l’opera divina si sia espressa al massimo grado della sua potenza: la donna. Cosa c è di più bello degli occhi di una ragazza quando guardano i tuoi mentre sorridono o piangono? Perchè è così: sono stupendi, magici in ogni situazione, in ogni stato d animo. E cosa più sensuale delle labbra quando sorridono? Ogni loro curva, ogni loro singola parte del corpo è carica di bellezza e sensualità. E cosa c è di più piacevole e che scaldi più il cuore di una ragazza che, alla intrinseca bellezza, aggiunga anche un tocco di grazia e femminilità? Un tocco di ritrosìa e pudore che la renda più desiderabile? Che ti da la sensazione di trovarti davanti ad un raro gioiello che solo se sarai alla sua altezza potrai avere. E che, dopotutto, forse non avrai mai. Cosa sono tutte le sensazioni e le esperienze e le ricchezze rispetto a stringere a te la ragazza che ami, sentirne il profumo e il calore, guardarla mentre i suoi occhi dicono che ti ama?
Chi ha tutto questo non ha forse tutto dalla vita? Per questo mi chiedo: come è possibile che esistano esseri umani che non possano godere di tale bellezza? O che non vogliano?
Poi son scelte.
Eh lo so. Avere un blog implica l onere di rimpinguarlo per lo meno ogni 2-3 giorni per soddisfare la voglia irrefrenabile di lettura dei tuoi visitatori. Mi fermo poco tempo e già scattano all attacco: "we, ma non scrivi più???"
Ma aspettate! Lo sapete che scrivere mi piace, tranquilli che lo farò sempre, perchè è un qualcosa che mi rilassa. Ma oltre che rilassare me bisogna anche che i miei post risultino gradevoli e intelligenti: per questo non tutti i giorni se ne aggiunge uno. C’è bisogno di ispirazione, di un’idea, di tempo. Posso avere l’idea. Se però non c è ispirazione, il post esce un cesso. Se non c è tempo il post non esce e basta.
Ecco qui: il tempo. Ho un esame alle porte, idee e ispirazione ci sono quasi sempre. Ma il tempo…
Con calma, non abbiate fretta.
E’ più buona la torta lasciata lievitare con pazienza, rispetto a quella infornata di corsa per averla più in fretta.
 
Non credete anche voi?
Vorrei sfogarmi. Lanciare quello che spero sia un costruttivo post indirizzato solo ad una parte dei miei lettori: le donne. Intendendo con questo tutto il genere femminile, senza distinzione di razze ed età.
Mi chiedo, ma fate finta di non capire certi approcci di noi uomini o proprio non carburate?
Toccherò un solo aspetto, tanto per fare un esempio che resti ben impresso nella mente.
Torniamo indietro di un anno.
Mi invaghisco di una ragazza. Non dirò nè età nè da dove venga; una ragazza. Come avviciarla? Ci vuole il numero, un pò la conosco, mi servirebbe il numero per chiederle di uscire. O per lo meno per farmi vivo… Insomma avete capito no? Uno strumento per rendermi visibile.
Problema: sono timido. Andare da lei e chiederle il numero mi sembrava, oltre che un tantino da disperato, un’impresa impossibile. Già mi sentivo: "ehi ciao… eeeeeee… eh si… come va?" risposta: "bene, si… ma…" io: "sisi, non è che ci conosciamo… eeeeeeee… aaaaaa…" buio. Soffocamento. Asfissia. Divento viola e buona notte. Fottuto da solo. No, mi serve un approccio distaccato, devo prima di tutto vincere la mia timidezza: il numero è l’unica cosa che mi salva. Chiederlo all’amica sua? No, grandissimo pezzo di idiota, se lo fai lei capisce e non riesci più a guardarla per il resto dei tuoi giorni. Allora mi ingegno. Faccio un breafing, una mappa, dove stendo tutti i numeri a mia disposizione. Son tanti. Meglio. Qui salta fuori il genio (o il demente) che è in me: faccio il giro lungo. Vedo quali persone a mia disposizione hanno amici di amici di amici di amici che possano arrivare a lei. Tipo: ho il numero di Tizio. So che Tizio conosce Antonio che conosce Caia che conosce Marco che conosce Ermenegilda che è l’amica della tipa. In questo modo è sicuro che, almeno agli ultimi gradini, non si conosce l’identità del richiedente originario del numero. Credo di aver fatto invidia alla CIA. Mi son creato una mappa di 10 persone, miglior amica sua inclusa, e ognuno ha fatto esattamente il proprio sporco lavoro, senza sgarrare d un millimetro. Tipo: "io il suo numero non l ho ma posso chiedere a…". Stessa frase ripetuta 10 volte. Sinchè il numero, dopo 3 giorni, è arrivato in mano mia. La studio a scuola. Ha funzionato cazzurinu, lo stratagemma ha funzionato, lei non ha atteggiamenti che facciano capire che sa chi sia lo spasimante di turno. Aspetto ancora 2 giorni per sicurezza. Meglio di James Bond, per la miseria. Poi attacco.
1 ora davanti al cell per trovare il coraggio di chamarla. Poi il coraggio lo trovo, ma non so che cazzo dire. BELLO! Ho trovato il fucile ma non le cartucce, ottimo…
Opto per un sms. Decido di mantenermi sul vago. "Ehi come va?". Vago e insigificante, una marcia alla volta, penso, sennò il motore si spegne. Risposta sua "Bene. Ciao ciao".
Eccoci al punto. Non è tanto la crudezza della risposta, ermetica fino allo spasmo. E’ il "ciao ciao".
SEMBRA un cordiale saluto, ma non lo è. La donna saluta con "ciao". Se i ciao aumentano il significato assume questa sfumatura: "vedi di non rompere più i maroni che non mi interessi". E tanto più sono i ciao, tanto più marcato è il concetto.
Ritento "Io sono Alberto, ricordi, si?". Risposta: "Certo. Ciao ciao ciao.". Cacchio, 3 ciao. Qui rischio la fucilazione a pallini di sale. Ma lo fai apposta o non capisci sul serio che ci sto provando? E se lo capisci almeno rendi onore all’estrema fatica per trovare il tuo cacchio di numero! No!
Solo questo, ragazze: basta, non scrivete più "ciao ciao" alla fine dei messaggi, è peggio di ucciderci, peggio di quando ci dite:
"Sei il mio miglior amico!!!!!"
e noi pensiamo:
"Amico sto cazzo…"
ma diciamo:
"Ahah… mi fa piacere… quando hai bisogno…"
 
Rendiamo questo mondo un pò migliore, su. Lasciatevi corteggiare e amare, porca miseria. E se vi facciamo schifo almeno un pò di rispetto, dopotutto non intendiamo derubarvi o farvi del male, ma amarvi!!!!!!
 
Teniatelo sempre presente.
 
Ciao ciao a tutti.
 


    • Piero Sallusti: te saluto......pure i galli hanno capito che il mentitore di professione era solo un cavallo di troia per indagare Valle....un finto accusatore, d'acc
    • Franco (@Francostars1): Gli atti osceni in autovettura possono essere evitati come reato se i vetri sono appannati o tutti coperti, come citato dalle Sentenze della Cassazion
    • calabrescia: Esistono anche assassini magri. E non possiamo sapere se Simonetta non conoscesse il Valle.
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