Il Calabrescia pensiero

Ars loquendi

Posted on: 4 luglio 2007

I miei più affezionati lettori sanno bene che i miei pomeriggi sgravati dallo studio universitario li passo nella famigerata città di Ghedi. E il più delle volte nel famigerato bar "Il Tagliere". Ma non è questo il punto. Due giorni fa mi trovavo a Ghedi con il mio collega studente di giurisprudenza, nonchè mio navigatore quando guido io (quante vecchie gli devono la vita…), ed io suo navigatore quando guida lui. Ecco, gli facevo da navigatore perchè non avevo a disposizione la Carolina (che come ben sanno i miei lettori è il nome della mia auto), allora ha preso la sua e via. Che per inciso si chiama Giuseppina, ma è francese (una Renault), quindi, per esser precisi, il suo vero nome è Josephine. Il fatto è che la bella Josephine mi manca un pò di cavalleria. Ricordo qualche tempo fa, eravamo io, che fungevo da intrepido navigatore, il mio collega, e due ragazze sul sedile didietro. Già tanto per lei, povera stella. Problema: il caldo era atroce, rischiavo la fusione nucleare dei miei ultimi neuroni. Tirar giù i finestrini non serve, si fonde ugualmente. Allora prendo la drastica decisione. Accendo a palla il condizionatore. Tenete conto che avevamo già la radio accesa. E pure i fari. In quell istante il mio amico urla: "Non la tengo! Cala che cazzo hai fatto? Perdiamo potenza! Cazzo prendi la cloche, tirala su, tirala su!"
Io afferro la radio: "May day, may day, stiamo perdendo quota, may day, siamo in zona Montichiari, may day!!!"
E siam precipitati.
No dai. Il collega ha solo dovuto scalare in 4 marcia per tenere il motore ad un numero di giri più alto, in modo tale da poter utilizzare al meglio tutti i dispositivi. Solo che, affinchè tutto vada a pieno regime, il numero di giri dev esser pari a quello di un F14 Tomcat in fase di decollo. Hai l’impressione che la Clio spicchi il volo.
Quindi due giorni fa faccio al mio amico: "We, ma dagli una pepata alla centralina, magari guadagni una ventina di cavalli…"
 
E ACCADDE L IMPOSSIBILE
 
Ben pochi sono riusciti a farmi tacere. Ecco, il collega li ce l ha fatta. Fa una pausa di trenta secondi. Sorride. Pregusta la battuta che gli si affaccia all encefalo.
E sgancia il siluro:
"beh, almeno la mia non è come la tua, che ha centosessanta cavalli che portano in giro un somaro… che spreco"
 
Ditemi che non è un grande!
 
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


    • Piero Sallusti: te saluto......pure i galli hanno capito che il mentitore di professione era solo un cavallo di troia per indagare Valle....un finto accusatore, d'acc
    • Franco (@Francostars1): Gli atti osceni in autovettura possono essere evitati come reato se i vetri sono appannati o tutti coperti, come citato dalle Sentenze della Cassazion
    • calabrescia: Esistono anche assassini magri. E non possiamo sapere se Simonetta non conoscesse il Valle.
    %d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: