Il Calabrescia pensiero

Disgrazia

Posted on: 9 luglio 2007

Io lo uccido. Lo secco. Lo attacco per i maroni.
Questo stronzo.
No, gli collego il piperino al gabbiotto antizanzare del post di sotto.
2000 Volts su per la prostata.
Ma andiam con ordine và, altrimenti non capite.
Una settimanella fa andavo per le calvisanensi campagne sulla mia fidata bici. Una belva comprata 8 anni fa, allora era una mountain bike coi cazzi. Lo è anche ora, ma ovviamente non può competere con quelle più moderne dai freni a disco. Ma allora era quanto di meglio si potesse trovare. Tutta in alluminio, 21 marce. Una figata. Freni a tamburo, ok, ma dalle pastiglie talmente lunghe (7 cm) che per otto anni non sono mai state sostituite. Hanno sempre funzionato a dovere.
Fino ad una settimana fa. Vado come un toro, c’è una curva stretta a destra. Stretta la curva e la strada pure. Faccio lo sborone, voglio arrivare in velocità, tirare il freno dietro e farmela col culo della bici di fuori. Il freno mi abbandona a metà lavoro. Poco male, il culo si raddrizza e via. Torno a casa e la metto ruote all’aria: ha un pregevole meccanismo che ti fa regolare a piacere la tensione dei tiranti dei freni e del cambio. Per i freni non ci son cazzi: consumati. Guardo il cambio: la catena raschia sul deragliatore, mò la regolo… 3 ore. Un bijeux di lavoro. Cambio perfetto.
Il giorno dopo la porto dal tipo delle bici di Calvisano, il mio paese. Gli dico: "Ascolti, mi deve cambiare le pastiglie dei freni e le gomme (che dopo 8 anni di minchiate non esistevano più), meglio se me le mette da strada, non da sterrato. Michelin le ha?"
E lui "Sisi, certo… Ah, ho anche delle camere d’aria rigide, le monto? Sentirà che tenuta!"
E io, crepi l’avarizia: "Ok vada per le camere d’aria. Ma non tocchi il cambio. L ho sistemato io ieri. Non tocchi il cambio".
 
Passa la settimana di lavori. Vado a ritirarla. Minchia che cazzo di gomme, chissà come tiene bene!
 
Ma l incubo comincia.
Il cornuto sorride: "Ah, senta, le ho bloccato il cambio così non si impiccia con le marce e la catena non esce."
Io penso ch sia un aborto di battuta. Faccio un sorriso di cortesia: "Ah… Eheh… Spiritoso…"
Lui mi guarda negli occhi: "Vero che a volte le usciva la catena?"
Io penso: ma ha bevuto? E’ ubriaco? E’ fatto di crack?
Cazzo per far uscire la catena devi essere un pirla, devi pedalare indietro mentre cambi.
Ma ancora penso che stia scerzando.
"Ecco venga, venga a vedere!"
 
Il filo del cambio anteriore è trinciato. Il filo di quello posteriore non so cosa abbia subito: delle 7 marce posteriori ne vanno 4.
 
Totale, delle 21 marce originali, ne ho 4 rimanenti. Penso ad uno scherzone. "Ahah… ma certo… c’è mio papà dietro la porta… o mia sorella…"
 
E guardo nel negozio. Il tipo mi guarda basito.
 
Il sangue mi si gela.
 
Chiedo: "E’… reversibile…?"
E il bifolco: "E’ coooosaaaa?"
Io: "Si può mettere come prima…?"
"Ma che scherza? Faccia un giro, vedrà che differenza!"
 
Prendo la bici. Non so che pensare, non ha senso, magari è uno scherzo sul serio… meglio non incazzarsi.
La tenuta è perfetta, la bici è incollata a terra. Ma arriva la prima occasione di frenata. Aaaah, uno spettacolo. Non so come ha fatto ma i freni van peggio di prima. E, signori, tocco di classe: sfiori i freni e non solo non frena un cazzo, ma vibra. Senti il manubrio che, da solo, gira da sinistra a destra, sinistra destra…  avete presente "L esorcista"? Ecco, sembra una bici posseduta. "freni" zigzagando.
Un toccasana se hai un trattore alle spalle.
E un fosso alla tua  destra.
Provo il cambio. Cazzo, vanno veramente soltanto 4 marce dietro. Il cambio davanti non funge. E quello dietro, mutilato, fa un sinistro "CLA TAN CLA TAN CRRRRRRRRRR".
Na figata. Sembra una bici cinese. Però buttata giù dalla Grande Muraglia una quindicina di volte.
 
Torno dal tizio, l assassino. Gli dico: "A Brescia ci son degli specialisti per queste bici. Le manderò il conto. E le gomme Michelin con le camere d’aria (sempre Michelin) me le tengo come omaggio. Che ne dice?"
 
Resta basito. Fa per ribattere. Lo blocco. "Alberto Calabrò, se ha da dire qualcosa questo è il mio nome, sa dove trovarmi, che nel nord Italia di Calabrò ce ne son due. Buona giornata"
In realtà augurandogli, tra me e me, di essere inculato dall uomo di colore che, nel frattempo, si presentava per un cambio del sellino.
 
E oggi 24 km con la bici di mammà, perchè la mia è inguidabile. Una bici in piombo fuso, si direbbe. Ho il culo e i fianchi a pezzi, porca miseria.
 
Lui e la sua catena che esce.
 
Ma ‘ncùlèt.
 
 
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2 Risposte to "Disgrazia"

…interessante…
Chissà se l\’uomo d colore poi se l\’è inculato veramente?!?!?
 

ahahahahahahahahahah!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!:p…………..!!!!!!!!!!!!!!!!è troppo da ridere questa!!!!!dai..scherzo…cala non prendertela……!!!!:p….hihihihihihihihihihciaoooooo!!!!!!!!!!!!!

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