Il Calabrescia pensiero

Piccolo fisico

Posted on: 3 agosto 2007

Lo sa bene chi ha fatto il liceo con me: ho sempre avuto il pallino della fisica. Anche dell’elettronica, ma quella non me la insegnava nessuno, quindi ero più innocuo.
Ma la fisica…
Chi dei miei compagni di classe non si ricorda delle allegre conversazioni con la mia profe, delle quali la maggior parte non capiva un cazzo, e nelle quali, quattro volte su cinque, io stesso mi perdevo e il mio cervello sbiellava.
Ricordo ancora la discussione su come i materiali emanino onde via via più intense man mano che si somminstra energia, e la mia domanda sul fatto che, allora, un pollo lasciato troppo nel forno, dopo essersi carbonizzato, potesse arrivare addirittura ad emettere raggi gamma.
E, sembra una follia, abbiam discusso venti minuti sul pollo nucleare.
Oppure, sempre a livello di onde, su come la temperatura possa influenzare la percezione del colore, e che quindi, a temperature molto basse (o alte, non ricordo), avevo una teoria che mi portava a concludere che il mondo sarebbe stato visibile a colori sgargianti tipo uniposca.
E giù a ipotizzare.
Ora, con l’università, mi son calmato. Tuttavia, andando in bici, mi è venuta una domanda.
Se saprete rispondermi bene, se non capirete un cazzo fa niente, è solo per farvi rendere conto.
 
Dunque. Vado in bici, ok? Guardo la gomma davanti. E mi chiedo: "e se fossi una particella del battistrada, a quali accelerazioni sarei sottoposto?"
E’ da matti, ma stimolante, credetemi.
Tralasciamo la forza gravitazionale.
E prendiamo due casi.
In entrambi i casi ho una ruota che gira a velocità costante, solo che nel primo caso la ruota gira a vuoto, è sollevata da terra.
Nel secondo caso ruota e tasla perchè è attaccata alla bici.
 
Ora, caso uno: sono una particella del battistrada, la velocità è costante, quindi non ho accelerazioni variabili per via della velocità lineare costante. C’è solo una accelerazione centripeta costante.
 
Caso due: sono sempre la stessa particella. La velocità è uguale a quella di prima, solo che ora la ruota tocca terra e rotola.
 
Bene.
 
Qui mi parte la relatività del moto: tutto ciò che si muove lo fa in relazione a qualcosa. Per un uomo che ci cammina sopra, la Terra è ferma, ma se osservata in un contesto spaziale, si muove rispetto al Sole. E il Sole, che rispetto alla Terra è fermo, si muove essendo parte di un braccio in movimento della Via Lattea.
Tutto questo per dire che non esiste l’immobilità o la mobilità assoluta. E questo è dimostrato anche nella relatività einsteiniana, ma qui rischio di avere un orgasmo fisico, mi fermo.
 
Abbiate questo assunto: niente è fermo in assoluto, niente è in movimento in assoluto. C’è sempre un altro termine di paragone.
 
Ora, la partcella della ruota "ferma" (rispetto alla Terra) non ha accelerazioni lineari, ha una costante accelerazione centripeta.
 
La particella della ruota "in moto" (rispetto alla Terra), si trova, a mio parere, in una situazione diversa. La velocità di rotazione è medesima, solo che salta fuori il particolare emozionante.
Immaginate questa particella come un punto colorato del battistrada. Nel momento in ui tocca terra, si può dire che la sua velocità sia pari a zero. Infatti la Terra è ferma, almeno in modo relativo.
Poi risale: quando è all’apice, sul punto più alto della ruota, la sua velocità è doppia rispetto a quella della bici (sempre in relazion alla Terra), perchè la ruota ha la medesima velocità della bici stessa, e mentre il punto è sul punto più alto, la sua direzione è inversa a quella del moto della bici.
Se la bici va ai 10 all’ora, un osservatore a terra vedrà il punto colorato della gomma compiere movimenti circolari traslati, quindi una spirale, un ghirigoro. E noterà che, almeno relativamente a sè stesso, esso passerà da 0 km/h (quando tocca la terra che è ferma) a 20 km/h (che è la somma della velcità della bici in relazione alla Terra moltiplcata per due, poichè alla sommità il punto a in senso inverso alla direzione della bici e le velocià, quindi, si sommano).
 
Bene, dopo questa orgia di fisica mi chiedo: le due particelle, pure se poste su ruote uguali e alla medesime velocità, risentiranno di queste variazioni (relative) del secondo caso, oppure proveranno accelerazioni uguali?
 
La relatività del moto influenza il comportamento cinematico della materia in situazioni realmente uguali ma relativamente diverse?
 
Devo trovare una donna.
 
 
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1 Response to "Piccolo fisico"

E tu pretendi pure ke io faccia un commento…sei pazzoooooo…cm si fa a commentare qst cs è davvero 1 intervento folle cm dicevi tu…ma cm ti vengono qst dubbi di fisica…mah cmq  concordo proprio sull\’ultima frase"dv trovare una donna" ne hai davvero bisogno peggiori giorno dp giorno da qnd ti conosco….XD…no dai scherzo …nn è veroooo…o forse si…si si decisamente si…stai peggiorando..dai ti aiuto io a trovare una donna…mmm…forse l\’ho già fatto????!!!! XD….
Beh ora vado ciaoooo….baciiiiiiiiiiiiiiii……
PS: ma qll del pollo è forte davvero…"il pollo nucleare"…mah povero alberto

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    • Piero Sallusti: te saluto......pure i galli hanno capito che il mentitore di professione era solo un cavallo di troia per indagare Valle....un finto accusatore, d'acc
    • Franco (@Francostars1): Gli atti osceni in autovettura possono essere evitati come reato se i vetri sono appannati o tutti coperti, come citato dalle Sentenze della Cassazion
    • calabrescia: Esistono anche assassini magri. E non possiamo sapere se Simonetta non conoscesse il Valle.
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