Il Calabrescia pensiero

Archive for ottobre 2007

Via 2 Giugno numero 3 (Calvisano) – facoltà di giurisprudenza (Brescia).
 
24 minuti e 38 secondi.
 
Raikonnen is nothing.
 
 
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Ma io non lo so. Che diamine. Dovrebbero mettere pene corporali, amputazioni di arti superori e inferiori per i pirla che parcheggiano su un passo carrabile.
Porca miseria, io parcheggio all interno della mia facoltà. Mi è capitato molte ma molte volte che un cazzone di prim ordine mi piazzasse la sua bella auto davanti al portone.
Il che, se non esistessero il denaro e i risarcimenti danni non sarebbe un problema. La Carolina è bella grossa e solida, uscirei a mò di ariete speronando il cazzone di turno. Tanto di solito sono solo vecchi modelli della 600, a volte qualche Ford Ka.
Nessun problema.
Solo che in questa venale società esiste il denaro, se sfianchi l auto a un bifolco che la parcheggia malandrinamente gliela devi ripagare. E devi pagarti pure i danni che fai alla tua auto.
Quindi non ho mai speronato nessuno.
Ma oggi il top.
Una ditta di traslochi piazza il suo furgonazzo davanti al portone. La metà del passaggio è ostruita. Da notare che tale ditta sta lavorando per la facoltà stessa. Vado in segreteria per lamentarmi.
Questo furgone s’ha da spostare.
La segretaria mi guarda spaesata.
"Si… li avvertiamo… non so… ma dove sono? Boh… passeranno, stia tranquillo…"
Dopo mezz’ora, e dico mezza, siamo ancora li. SIAMO perchè ho su due ragazze e un amico, tutti e tre abitano sulla strada che faccio per tornare a casa, e gli do uno strappo. E piove di bestia.
La segretaria, minorata, dice che ci passo: forse non coglie la larghezza della vettura, che dal portone passa con scarto di cm 15, forse le sfugge il modesto costo della fiancata.
Mi rompo le palle e decido di cercare i pirla personalmente. Li trovo, si giustificano dicendo che gli ausiliari del traffico gli han detto di parcheggiare li.
Gli ausiliari.
Invenzione nefanda, gli ausiliari.
Alla prossima gli buco le gomme, o gli taglio i freni, o gli metto un pò di C4 tra i fili dell accensione, oppure pago un serial killer e lo piazzo sul sedile posteriore.
 
Qualcosa farò.
 
Ma se mi prendono al Milionario, mi faccio una Hammer H1, e poi vediam chi è il più furbo.
Entro in facoltà facendo una breccia nelle mura. E, all’occorenza, esco nel medesimo modo.
Senza non aver prima mitragliato la macchina del cretino di turno con l AK74, piccolo opzional della casa statunitense, al modico prezzo di 23 mila euro.
E forse faccio domanda per l abilitazione a trasportare missili balistici Cruise.
 
Si sa mai.
Periodo aureo.
Tutto pare che vada per il verso giusto. O, per lo meno, per quanto riguarda l immediato futuro, ogni cosa sembra suggerire che andrà bene.
E questo su tutti  fronti, da quelli meno importanti a quelli fondamentali.
Tra pochi giorni si scriverà la parola "fine" ad un capitolo penoso il cui inizio risale a vent anni fa.
Avrò la mia giustizia.
In questi giorni si sta realizzando, tutto sembra darne certezza, quello in cui meno speravo e più desideravo.
In futuro, anche qui è possibile, avrò grosse, ma grosse soddisfazioni.
 
Per quanto riguarda il meno importante, signori, ho chiamato "chi vuol esser milionario" (ho trovato libero!!!) e ho lasciato i miei dati. Ergo, a Dio piacendo, è possibile che mi convochino e che io partecipi.
Al massimo non becco neppure un euro, ma sai che soddisfazione?
 
E il massimo di tutto è pensare che tutte queste belle cose non mi portano ad essere altrettanto fortunato come la maggioranza della gente. Ma vedo come sono felice io, e come a volte son tristi i fortunati.
 
E’ meraviglioso.
 
Un pò di ossigeno, di respiro, dopo venti anni di lotte e sconfitte pressochè onnipresenti. Forse è la fine.
 
Se tutto, ma proprio tutto va in porto, sarebbe la fine di tutto quello che finora mi ha tolto il sonno, che mi tormenta sempre.
 
Una fantastica, nuova vita.
 
E, tutto questo pur continuando ad essere diverso, debole. Ma sentendomi diverso in meglio, invincibile, migliore.
 
La storia sta cambiando. Ora tocca a me. Ora rido io.
 
Fantastico. 
 
 
Mah…
Lo scrivevo ieri: Prodi traballa in Senato. Stamattina mi informo.
Non ha traballato, ha avuto un terremoto dell ottavo grado Richter.
Evito l’eccessiva informzione, gli eccessivi particolari: vi annoierei.
Bastino le linee guida.
Battaglia senatoriale durata circa 12 ore. Sei (e dico sei!!!) le cadute della "maggioranza". Di cui una mi fa pensare.
Si discuteva: "che famo, la società del ponte sullo stretto la sciogliamo?".
Con tutto il casino sul ponte sullo stretto che han fatto all epoca Berlusconi, c’era da aspettarsi che i compagni liquidassero tale società in un batter d ciglia.
Non ci si batteva il petto dicendo che era una socetà di sampo mafioso? E che Silvio era il capetto magnaccio con la coppola sulla testa e lupara in spalla?
L hanno sciolta? No, la società resta, manca la maggioranza.
E, via discorrendo, hanno toppato altre tre volte.
Quindi, alla quarta -e dico quarta!- scarburata della "maggioranza", il Mortadella chiede il time out: fermi un secondo, fatemi respirare, ohi!
 
Fratelli -dice- se vi ritroverete soli, a camminare per grigie strade romane con lo sterco sulla faccia vuol dire che il Governo sarà caduto. Quindi, miseriaccia boia, ricompattatevi e al mio segnale scatenate l inferno!
 
Vane le parole del generale Massimo Decimo Insaccato, i suoi generali si autotrombano altre due -dico due!- volte.
Dopo essere stati richiamati.
I suoi legionari si scannano tra loro. Antonio Di Pietro, centurione, dall incerto eloquio ma dalla mente abbastanza vigile, ricorda i suoi giorni da magistrato della res publica e tira fuori la sua rabbia per la faccenda del magisrato De Magistris, vedasi il post precedente.
Si strappa armatura e toga, il Tonino.
Mastella, ministrissimo della giustizia, si incazza col centurione: come ti permetti, plebeo, io non ho fatto nulla di male, 30 flagellate al bifolco!
La Montalcini, che il diavolo la porti, tra una tirata alla bombola d ossigeno e l’altra, da zappate al generale.
Andreotti, che ogni tanto stava con Massimo Decimo, ora si è ammutinato.
I compagni rossi rossi si incazzano e dicono "we, ma siete dementi, non volete lo scioglimento della società del ponte???".
E si incazzano.
 
E Napolitano, sgualdrinella dell esecutivo, scioglie le camere? No, le camere non le scioglie.
 
Ieri si è raggiunto il top, contro Prodino c’era una scala reale, imbattibile.
 
Solo che per una scala reale bastano cinque carte: contro di lui se ne sono trovate sei.
 
Avrete letto il post precedente. Vi saranno, scusate la volgarità, girati i maroni.
C’è Beppe Grillo che tramite blog contrasta il Governo? Bene, alè tasse sui blog. Bell esempio di civiltà.
C’è un magistrato che indaga su vari ed eventuali malefatte del Governo? Che venga trasferito! Questo non solo è scorretto, ma anche incostituzionale: lo sanno cani e porci che i magistrati sono inamovibili.
Senza il loro consenso, non li puoi schiodare.
Puoi solo per gravi motivi di necessità. Ma è motivo di necessità il trasferire perchè si indaga sul Governo?
Dov’è Napolitano, sporca marionetta dai loschi trascorsi, che dovrebbe essere il simbolo della legalità? Dove sono tutti quei giovani che si battevano il petto quando il Berlusca era indagato?
Da ricordare che il Berlusca è risultato sempre, dico sempre, innocente.
Questi qui fanno addirittura ostruzinismo alla gustizia.
Dove sono quei giovani? Il loro, alla belle epoque Berlusconi, era schifo verso chiunque sia colpevole di reati e allo stesso tempo al governo di un paese, oppure una buffoneria ad hoc che aveva, come solo obiettivo, Berlusconi, crocifisso per ogni suo respiro?
Se fosse stato amor patrio, schifo verso il potere corrotto, dove cazzo sono ora quei cialtroni bardati di rosso? Dove siete?
 
Usate il cervello, voi che leggete: immaginate Berlusconi che fa trasferire un magistrato.
Cosa succederebbe? Proteste. Scioperi. Striscioni.
Lo fa la sinistra? Non si fa un cazzo, e il Presidente para il culo.
 
Tasse, paraculate, impegni disattesi.
Mai mi stancherò di dirlo: riengo puri di cuore, brave persone, tutti coloro che si battevano per il rientro delle truppe italiane dall Iraq. Queste persone sono state ingannate da un Governo falso che prometteva la pace, l amore e i fiori nei cannoni. Nei fatti non solo i soldati sono rimasti dov erano, ma sono pure partiti per il Libano.
Qualcuno di voi ha forse visto manifestazioni per la pace, come quando all epoca Berlusconi i nostri soldati partirono per la missione "antica Babilonia"?
No.
Anche loro, erano pacifisti o cialtroni rossi antiberluscniani, che basta criticare Silvio e tutto va bene?
Ma per piacere.
Tempo fa, siano testimoni i miei post passati, ho ipotizzato la caduta prodiana sulla finanziaria: questa sera cosa sento al tg?
Casino al Senato, non si trova la maggioranza.
Si andrà al voto, fate voi.
 
Votare chi prende in giro? Votare chi non vi piace ma almeno non vi prende in giro?
 
Santo cielo, non rifacciam gli stessi errori.
Ricardo Franco Levi, braccio destro di Prodi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha scritto un testo per tappare la bocca a Internet. Il disegno di legge è stato approvato in Consiglio dei ministri il 12 ottobre. Nessun ministro si è dissociato. Sul bavaglio all’informazione sotto sotto questi sono tutti d’accordo.
La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro.
I blog nascono ogni secondo, chiunque può aprirne uno senza problemi e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto e video.
L’iter proposto da Levi limita, di fatto, l’accesso alla Rete.
Quale ragazzo si sottoporrebbe a questo iter per creare un blog?
La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile.
Il 99% chiuderebbe.
Il fortunato 1% della Rete rimasto in vita, per la legge Levi-Prodi, risponderebbe in caso di reato di omesso controllo su contenuti diffamatori ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale.
In pratica galera quasi sicura.
Il disegno di legge Levi-Prodi deve essere approvato dal Parlamento.
Levi interrogato su che fine farà il blog di Beppe Grillo risponde da perfetto paraculo prodiano: “Non spetta al governo stabilirlo. Sarà l’Autorità per le Comunicazioni a indicare, con un suo regolamento, quali soggetti e quali imprese siano tenute alla registrazione. E il regolamento arriverà solo dopo che la legge sarà discussa e approvata dalle Camere”.
Prodi e Levi si riparano dietro a Parlamento e Autorità per le Comunicazioni, ma sono loro, e i ministri presenti al Consiglio dei ministri, i responsabili.
Se passa la legge sarà la fine della Rete in Italia.
 
Democrazia???

 

Questo post non è mio, è stato ricopiato da un altro blog per motivi d tempo. I fatti sono questi.

Inaudito.

Oggi in facoltà, conferenza con Magdi Allam, vicedirettore del "Corriere della Sera", scrittore, pensatore a riguardo dei rapporti tra islam estremo e resto del mondo.
Da premettere è che quest uomo professa a religione islamica, e questo non fa che accrescere l importanza delle sue dichiarazioni e il rispetto che per esse bisogna avere, dato il rischio non indifferente al quale si sottopone da parte delle stesse organizzazioni estremiste.
 
Parla del velo islamico. Dice che il velo parziale, quello che copre solo i capelli, può essere giustificato per via di due versetti del Corano che sembrano citarlo; assolutamente ingiusto, dice, è il velo integrale meglio conosciuto come "burqua". Esso non è nemmeno citato dal Corano, è solo un strumento fondamentalista per la sottomissione della donna. Il ragionamento è questo: per sottomettere e islamizzare una popolazione bisogna innanzitutto cominciare dalle donne.
E qui Allam ha apostrofato lo stato italiano: come si fa a concepire leggi che "consentano" alle donne di indossare il burqua? La classe politica, ignorante, pensa che così facendo si apra una via di integrazione e civiltà: lui, musulmano, (e non un cristiano bigotto e xenofobo, non un conservatore, di quelli che i giovani chiamano "fascista") dice che anche solo pensare a leggi che consentano il burqua è come consentire all integralismo di svilupparsi nella sua forma embrionale. Come dire "vi consentiamo di spararvi in testa".
 
Mi è venuta la pelle d’oca.
 
Ma Magdi è un bulldozer, non si ferma qui. Afferma che le moschee, TUTTE, altro non sono che luoghi di indottrinamento e di farneticazioni violente. E qui ri-apostrofa l’Italia: credete che costruire moschee su moschee sia segno di civiltà e apertura culturale. Altro non fate che costruire centri dell odio. E comunque solo per voi è un segno di civiltà: per un musulmano, vedersi costruita una moschea è come avere la certezza della cultura religiosa scricchiolante di un popolo, che quindi è pronto per l islamizzazione, o con le buone o con le cattive.
E di questo porta la sua diretta testimonianza: è nato al Cairo, nel 1952.
Per 20 anni ha visto donne normali, sulle spiaggie portavano il bikini. Poi l economia del suo paese è andata a pallino. Le moschee han cominciato a dare quell’assistenza che lo Stato non poteva dare più, al prezzo, però, dell islamizzazione. Da quel momento sono comparsi i burqua. E oggi tutte le donne egizie sono col burqua.
E’ a questo, dice, che volete arrivare voi italiani e voi occidentali, col vostro lassismo e il vostro buonismo?
Quello che fate è dannoso per voi e per il mondo. Create le condizioni ottimali per la diffusione degli estremismi. I vostri giovani non sono educati alla vostra religione, dice.
E ha ragione.
Dice che in alcuni territori del Mediterraneo, per via del lassismo e del buonismo si è arrivati ad avere popolazioni cristiane al 6%.
Da notare che prima la percentuale era del 95%.
Parla poi della Turchia europea: è un miraggio, dice, una presa per i fondelli, un’idiozia. In quel paese aumentano a dismisura le donne col burqua, sintomo di un crescente estremismo.
Da notare anche le sue qualità umane: io non ho potuto far domande, perchè ancora giovane per l argomento. In sostanza non hanno permesso che studenti di formazione inferiore al 3 anno facessero domande alla presenza di tv e stampa. Io, che per l occasione mi sono letto TUTTO il Corano è ho fatto interessanti riflessioni (in forma scritta), mi sono allora sentito un tantino contrariato. Quindi, a conferenza finita, chiedo a una guardia di poter stringere la mano ad Allam, la guardia acconsente, e mi ritrovo a parlare per qualche minuto a quattro occhi con lui, sottoponendogli il mio lavoro e le mie riflessioni, e pure qualche domanda.
Sorride, è compiaciuto.
Mi chiede, quindi, quanti anni ho e che lavoro vorrei fare: venti, gli dico, per questo non ho potuto dialogare con lui a telecamere accese, e vorrei darmi alla magistratura.
Commenta con un "Giovane ma brillante!", poi mi chiede il nome, prende un foglio, e scrive testuali parole:
 
"Caro Alberto, con amicizia l augurio che tu possa, un giorno, diventare protagonista di un mondo di verità, vita e libertà.
Firma, Brescia 19/12/2007".
 
Ditemi se non son soddisfazioni. Troppo giovane per ragionare?
 
Tiè.
 
 
 

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