Il Calabrescia pensiero

Aborto

Posted on: 2 novembre 2007

Non posso esimermi dal ripetere. Non posso. Ogni volta che riaffiora l argomento, sento la necessità di dire la mia, perchè la ritengo una questione importante.
Sapete tutti, mi auguro, dell invito del Santo Padre alle istituzioni affichè riconoscano ai medici la facoltà di ciò che viene chiamata "obiezione di coscienza": per essere pù chiari, l’obiezione di coscienza consiste nella libertà dell individuo di sottrarsi a quegli atteggiamenti consentiti o raccomandati dalla legge poichè essi vanno in contraddizione assoluta con le credenze e i principii dell indivduo stesso.
E’ una bella cosa, in sostanza.
Chi, da giovane, ha avuto ideologie non violente, ha potuto per mezzo dell’obiezione di coscienza sottrarsi al servizio militare, proprio perchè l’addestrarsi a tecniche di guerra e all uso delle armi andava in netto contrasto con la propria ideologia pacifista e non violenta.
 
Quello che il Santo Padre propone è il dare questa possibilità anche ai medici. Ora se una donna desidera interrompere la gravidanza, leggi sull aborto permettendo, DEVE essere esaudita da qualsivoglia medico. Non ha importanza se tale medico ha principii morali o religiosi o logici contrastanti: egli DEVE procedere.
Mi si perdoni il paragone: è come se tutti gli obiettori del mondo, a loro tempo, fossero stati obbligati a prestare servzio militare. Il concetto non varia.
 
Come è ovvio, prevedibile, Benedetto XVI è stato, per questo, duramente criticato. Chi dice "ingerenza", chi dice "idiozia".
Permettetemi di dire la mia, e quindi, indirettamente, di difendere lui e la proposta dell’obiezione di coscienza per i medici.
 
La legge 194, che legalizza l aborto, parla chiaro. In una sua parte dice chiaramente che l’interruzione della gravidanza può avvenire "entro i primi novanta giorni". E qui già comincia il torbido. Novanta giorni da cosa? E’ chiaro, in buona fede, che il legislatore intendesse "entro i primi 90 giorni DAL CONCEPIMENTO". Ma questo non è citato. Una donna può dire di essersi resa conto della gravidanza dopo il primo mese di gestazione. La legge, in questo caso, le consentirebbe di abortire dopo un mese addizionato ai 90 giorni concessi, decorsi, in questo caso, dal momento in cui la donna prende coscienza della propria gravidanza.
E’ quindi cristallino che, in tal caso, si possono abortire non solo embrioni (stato umano dal concepimento al 90mo giorno di gravidanza), ma anche feti, cioè esseri la cui formazione supera il novantesimo giorno dal concepimento.
 
Altra questione, stavolta squisitamente logica. Presumo che voi, che mi leggete, siate presumibilmente ragazzi. I vostri genitori sono adulti. I vostri nonni sono anziani. E’ probabile che abbiate fratelli o cugini, che possono essere infanti.
Questo per dire: i vostri nonni sono stati tutto questo, infanti, giovani, adulti e ora anziani. Sono cambiati, ma sono sempre sè stessi. Mario Rossi è e rimane, nell’essenza, sè stesso in tutti gli stadi della propria vita.
E’ il "divenire".
Alla luce di ciò, non è, l embrione, il primo stadio del divenire umano? Chi può contraddirlo? Voi stessi non eravate embrioni?
 
Ultima argomentazione: credo che un comportamento sia determinato, si, dalla legge, ma anche dal "sentire comune". Con questo intendo tutti quegli atti che dalla gente vengono considerati come "accettabili".
Bene. Mi permetto di ricordare alcune vicende storiche: negli Stati Uniti, fino a non molti anni fa, i neri erano a tutti gli effetti considerati come sub-uomini. Avevano panchine separate, bagni separati, posti sull autobus differenziati. Questo non solo perchè la legge lo consentiva, ma perchè era SENTIRE COMUNE che i neri fossero VERAMENTE sub-uomini. Non basta una legge, per far si che un popolo abbia schifo di una etnia. La gente deve esserne convinta.
Lo stesso può dirsi sulla Germania nazista.
Medesimo concetto sulle stragi comuniste di Pol Pot, Stalin e dei Titini.
Ora è sentire comune (nonostante la chiarezza della "teoria del divenire" di cui sopra) che gli embrioni e i feti non siano esseri umani. Che non provino emozioni. Che non sentano dolore fisico.
La verità è che, a parte i ragionamenti puramente logici, non sappiamo con certezza se un feto sia in grado di provare, che so, paura.
O dolore.
Non lo sappiamo.
Ma il sentire comune ci dice che essi non sono uomini. La legge conferma l’ipotesi. L uomo non è uomo finchè non nasce.
Ma, permettetemi, le leggi razziali non erano forse leggi? Non era forse sentire comune che gli ebrei fossero bestie schifose?
E permettetemi, dati alla mano, sei mlioni di ebrei IN CINQUE ANNI in tutto il Reich tedesco, un territorio immenso.
E, dati alla mano, sei milioni di aborti ALL ANNO in Italia, territorio molto più piccolo.
 
Alla luce di questo, che può essere (chi può negarlo?) il pensiero di un medico, non ritenete sia giusto consentirgli di evitare certe azioni che vadano irrimediabilmente contro quel che lui crede? Da notare che nel mio discorso non ho nominato Dio nè l’etica: solo legge, logica e storia.
 
E dato che l aborto può, come avete visto, essere contrastato anche con argomenti perfettamente laici, la smettiamo di dare dei bigotti agli antiabortisti?
 
In definitiva, mi pronuncio contro l aborto e a favore dell’obiezione di coscienza.
 
E ora datemi del bigotto.
 
Se ce la fate.
 
 
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17 Risposte to "Aborto"

Per quanto riguarda l\’obiezione di coscienza concordo, è giusto che anche un medico possa esimersi da atti che vanno contro ipropri principi. Ma ci sono due aspetti che non hai considerato: come prima cosa, uno può evitare il servizio militare perchè va contro i suoi ideali, perchè influenzerebbe la propria vita, mentre un medico che fa abortire una donna lo fa per lei, non per se stesso. Seconda cosa, devi considerare però la situazione ipotetica (che con ogni probabilità non si verificherà mai, ma bisogna considerarla comunque) che se ogni medico si avvalesse della facoltà di non operare per un aborto, una donna sarebbe costretta a partorire, anche se contro la sua volontà, e non sarebbe giusto.
E\’ giusto porsi problemi sul feto perchè non è un oggetto inanimato, ma bisogna avere riguardo anche alla situazione della madre. Per questo secondo me non si può dare una risposta univoca e certa su questa questione.
Ultima cosa: bisognerebbe controllare, ma credo comunque che i 90 giorni vengano considerati solo dalla data del concepimento, non da quando la donna se ne rende conto.

bigotto
 
(del cazzo, tra l\’altro)
 
devi decidere tu, Alberto Calabrò da Brescia, se Maria Rossi da Palermo deve abortire o tenere il SUO bambino? Robe da matti…

Eheh, risposta facile: consideriamo il fatto (improbabile!) in cui tutti, ma tutti, decidessero di fare gli obiettori dal servizio militare. La cosa cambia poco.
Certo, non sarebbe giusto un parto contro la volontà. Renderebbe la vita più complicata. Ma teniam conto che si tratta di due vite, non una. E, a logica, ritengo sia meglio aver due vivi, di cui uno ha una vita un pò più difficile, rispetto a un vivo e un morto, con il vantaggio che il vivo ha salva la propria vita spensieata.
Teniam sempre conto che la legge consente di partorire nell anonimato lasciando poi il bambino all ospedale.
Soluzione non felice, ma migliore, a mio avviso, della morte.
Grazie Mik, parlar con un giurista è come una boccata d ossigeno! Ciaoooo 

ah, dimenticavo: c\’è un altro particolare, per nulla irrilevante: in italia, nel 2006, ci sono stati 93mila aborti (di cui due terzi di donne italiane, e un terzo straniere), non 6 milioni, e dall\’82 sono diminuiti del 60%.

Ah grazie Ale. Ma per cortesia, moderati. Suo bambino, non discuto. Ma il fatto di essere suo la autorizza a farne ciò che vuole? Come fosse, che so, un orologio, un\’automobile?

scusa, errore: 130mila aborti, di cui 93mila di italiane, e i restanti di straniere. e dimenticavo di citare la fonte: la Repubblica.
http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/cronaca/aborti-italia/aborti-italia/aborti-italia.html

Abbiamo evidentemente fonti diverse per quanto riguarda le cifre.
Poniam che quello che dici tu sia l verità assoluta. Novantatremila.
Pochi? Questo fa del prolema un qualcosa di meno rilevante?

Fino al parto è suo
 
e del padre…

Centotrentamila. Prendiamola come verità assoluta.
Stesso discorso.
Pochi?
Grazie per la completezza.

Ciao!! Mi hai chiamato ed eccomi qua!
Purtroppo non mi sento capace di esprimere una mia opinione sul campo giuridico…Non ne so abbastanza.
Per quanto riguarda l\’etica beh parlare dell\’aborto porterà sempre e comunque una marea di parole e parole e idee contrastanti.
Non la pensiamo tutti allo stesso modo. Io sicuramente sono contro all\’aborto…però non è nemmeno giusto vedere la vita o in nero o in bianco…delle volte bisogna anche tener conto delle sfumature…e penso che questo determini l\’avvio di cosi tante polemiche.

allora…secondo me alla fine il medico non ha voce in capitolo..si attiene a ciò che il paziente desidera per il suo futuro.. e anche se la decisione sarà drastica come quella di rinunciare alla vita..è una decisone del paziente..il medico adempie al suo compito..altrimenti poteva benissimo cambiare lavoro… un bacio!

Non ha voce, è vero, non sono – come si suol dire – cazzi suoi. Ma, alla luce di un ragionamento simile a quello del post, il medico può essere CONVINTO di commettere omicidio. Diamogli la possibilità di evitarlo. Non si proibisca l aborto, ma si tuteli chi lo rifiuta. Poteva anche fare un lavoro diverso, hai ragione. Ma teniam presente che un medico ha pronunciato il "giuramento di Ippocrate": una delle regole è "primum non nocere".
Se il medico è convinto di far del male, è, a mio parere, autorizzabile al\’obiezione.

Anche io mi ero schierato contro l\’aborto in un post sul mio blog (Diario di una bimba mai nata")… Credo fermamente che l\’aborto sia equiparabile ad omicidio (ad eccezione dell\’aborto motivato da violenza sessuale, ed è tutto un altro discorso), in quanto a mio parere la vita inizi a partire dal concepimento (nonostante la legge la pensi diversamente). Tengo a precisare che non sono spinto da idee religiose, mi affido solo al buon senso e a un forte attaccamento alla vita. Magari potessero dire la loro quei cento e passa mila di embrioni stroncati!

per quello che ne sapevo io…gli obiettori di coscienza sono sempre esistiti, anche se non so fino a che punto giuridicamente tutelati

In aggiunta a quel che dice Franesco (anche lui, come il Michele, esimio collega di studii!!), accetterei l aborto anche in caso di provato pericolo d vita della madre: in tal caso, per dirla brutalente, meglio un defunto che due.

In riferimento all\’ultimo commento: se si fa abortire la madre perchè rischierebbe di morire partorendo, lo si fa perchè abortendo non morirebbe, quindi non ci sarebbero comunque due morti.
E parlando del giuramento di Ippocrate, non si guarda se il medico nuoce o no dal suo punto di vista, ma da quello del paziente. Non importa cosa desidera il medico, perchè è il paziente il centro dell\’attenzione, infatti, se il medico consiglia una procedura medica, il paziente può benissimo rifiutarla.
Comunque, alla fin fine, questo è un argomento, come la procreazione assistita, o l\’eutanasia, su cui si potrà parlare per anni e anni, senza trovare una soluzione che vada bene a tutti, perchè ci sono un\’infinità di sfumature che vanno considerate, e ognuno attribuisce più o meno importanza a ognuna di esse in modo diverso.
Sta di fatto che il limite dei 90 giorni è stato posto per cercare di mediare: prima dei 90 giorni il feto non ha tante caratteristiche che lo facciano sembrare già una persona, e quindi una donna è libera di abortire; dopo i 90 giorni, il feto assume caratteristiche più da persona completa, e diventa omicidio. Punto.

Ho fatto bingo: non tanto il convincere che quel che penso io sia giusto (il che sarebbe arduo e ingiusto), quanto il far pensare che, come dice il buon Michele, esistono vari punti di vista egualmente validi.
E che essere antiabortisti non è essere, automaticamente, bigotti: è il far parte di una delle due correnti di pensiero.
Bravi ai miei lettori, ottimo dibattito.

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