Il Calabrescia pensiero

‘a munnezza

Posted on: 10 gennaio 2008

C’è qualcosa che non mi convince. Non riesco a capire, per questo mi affido a voi, magari illuminerete questa mia testa bacata.
Il dilemma è la situazione di Napoli.
La conoscete tutti, detta in modo molto semplice i nostri connazionali sono sommersi, vivono nel pattume.
 
E, ovviamente, questa situazione li fa incazzare non poco.
 
Tralasciamo la politica, la storia dell’immondizia si trascina da due decenni, sarebbe troppo ampia una disquisizione politica sul "chi abbia la colpa", perchè, ovviamente, essa è di tutti e di nessuno.
E’ talmente vecchia, la storia dei rifiuti partenopei, che è uso comune, magari tra amici, apostrofare un amico dicendogli: "Napoli!" qualora questo amico getti dei rifiuti per terra.
 
Tralasciata la politica, resta però una questione di carattere logico: assunto il fatto che Napoli sguazza nel pattume, è ovvio che si debba trovare una soluzione.
E su questo concordano, per dirla papale papale, cani e porci.
E’ il "come" che crea casini e lascia perplessi.
In ogni regione del mondo economicamente e tecnologicamente avanzata, le condizioni sanitarie sono, per lo meno, accettabili.
Magari non esistono città lucidate a specchio, ma sicuramente, Napoli a parte, nessuno nuota nel pattume.
Perchè? Perchè tutte le regioni del mondo economicamente e tecnologicamente a livelli accettabili si avvalgono di discariche, termovalorizzatori, e così via.
Il pattume bisoga eliminarlo, non sparisce da solo.
Pare che i napoletani, o alcuni di essi, non capiscano (o non vogliano capire) questo semplice principio.
Protestano, giustamente, contro il lerciume e contemporaneamente protestano contro discariche/termovalorizzatori/dispositivi vari di smaltimento.
Perchè sono dei geni.
"Non vogliamo i rifiuti, e nemmeno le discariche", rispettando quei dogmi di quella teoria che, portata all estremo, diventa antiscientifica e idiota:
 
 "L’ecologia".
 
E qui, nel rispetto di quei dogmi, si concretizza il genio partenopeo: non vogliam le discariche, che altri territori si occupino dello smaltimanto!
 
E così si pensa alla Germania, oppure, più semplicemente, alle più vicine regioni italiche.
 
Ora, a parte il discorso squisitamente opinabile secondo il quale nè  tedeschi nè gli altri cittadini italiani sono dei martiri, e non si capisce perchè, secondo quale principio, debbano accettare di pipparsi le centomila (centomila!) tonnellate di vesuviana monnezza.
 
Ma esistono altre due questioni, sicuramente accettabili da chiunque abbia anche un minimo di illuminazione mentale:
 
1: non si calcolano i costi di trasporto? Pensano forse che caricare un camion e farlo arrivare in Germania (o a Brescia, perchè no) abbia il medesimo costo di un viaggetto verso l eventuale discarica napoletana?
E se sono veramente ecologisti, si producono più polveri sottili nel viaggio Napoli-Brescia o nel viaggio Napoli-discarica di Napoli?
 
2: se non si vogliono discariche perchè "inquinano", non credete che esse inquinino tanto Napoli quanto Brescia?
Se si, come la logica impone di rispondere, perchè altri si devono beccare agenti inquinanti altrui? Credete che siano santi, o forse più semplicemente idioti? Se foste ecologisti, non vi dovreste battere (Dio non voglia…) contro le discariche di tutto il mondo?
No, quelle tedesche, apparentemente, vanno bene.
 
Non è che i signori napoletani vogliono semplicemente salvare capra e cavoli, smaltire senza avere discariche in casa, ammantando questo essere "furbetti" con una parvenza di ecologia, scienza politicamente corretta e quindi sempre accettata anche quando si spinge verso lidi di follia?
 
Spiegatemi voi.
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2 Risposte to "‘a munnezza"

Ovviamente chiunque vorrebbe vivere in una città dove i rifiuti non si accumulano, senza bisogno di bruciarli, ripempiendosi i polmoni di schifosa aria putrida.. Purtroppo però non è possibile, qualcuno le discariche e gli inceneritori se li deve pippare! E allora, dico io, perchè non un po\’ per un uno? Si mette un grazioso inceneritore in ogni zona, secondo criteri organizzativi e logistici intelligenti, e ognuno si respira i propri rifiuti, così magari qualcuno sarebbe anche stimolato a fare la raccolta differenziata, e ad evitare gli sprechi scandalosi che si consumano nella nostra malaugurata e puzzolente penisola.Almeno, secondo me, se ognuno dovesse bruciare e quindi respirare i propri rifiuti, starebbe più attento e riciclerebbe quel che è possibile riciclare, oltre a gettare la spazzatura in modo un po\’ più oculato, invece che buttare le pile scariche e i medicinali scaduti nei rifiuti generici, che poi andranno alle fiamme.Sinceramente, io non mi spiego come si possa essere arrivati alla situazione di Napoli e, soprattutto, come ci si possa essere accorti del problema in modo così improvviso.. Cioè, che Napoli sia una città sporca a livelli disgustosi era già noto, e allora perchè in Italia, per sollevare un problema, bisogna aspettare che arrivi a livelli di emergenza estremi?? Io credo che la domanda più importante sia questa, perchè come si aspetta che la spazzatura si accumuli a tonnellate sui marciapiedi per accorgersi che a Napoli i rifiuti non vengono smaltiti, così in qualunque altro campo, per iniziare a pensare a come risolvere un problema si aspetta che sia giunto a livelli assurdi.Mi vengono spontanei solo due commenti: il primo è "che schifo!" (non riferito ai rifiuti, ma alla situazione in generale), e il secondo è "LA SOLITA MENTALITA\’ ITALIANA".. Quella che nel nord si sente attribuire ai meridionali con frasi tipo "solo a Napoli!" o "soliti terroni!", ma che invece tutto il resto del mondo attribuisce all\’italiano..Continuiamo a sprofondare nella nostra merda, e non mi riferisco ai rifiuti in sè, mi riferisco al Paese di merda che l\’Italia è ormai diventato dopo decenni in cui il potere non si è mai tolto dalle mani di persone che lo usano solo per i propri interessi, e per mantenere lo stesso potere.Ormai, qualunque problema si presenti all\’Italia, non è niente di peggio di quello che l\’Italia e gli Italiani si meritano.E fino a che questo Stato non cambierà radicalmente l\’intera classe dirigente, continuerà così, perchè qualunque politico italiano, tra il bene dell\’Italia e il proprio, sceglie SEMPRE il proprio… E quello dell\’Italia? Se resteranno tempo, spazio e soldi.. Non politici, solo politicanti.

We Michele, standing ovation.
Ma nel tuo discorso, così apassionato, avrei inserito almeno un "nevvero???" tanto per dare quel tocco di stile.
Scerzi a parte, bel commento.

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