Il Calabrescia pensiero

Casinò Royale

Posted on: 25 febbraio 2008

Mi sono gustato l ultimo film della saga di James Bond.
Film bello, nulla da dire. Tuttavia ci sono delle cose che balzano agli occhi: l’estrema abilità di alcuni personaggi e l’estrema inettitudine di altri.
E non si tratta di piccolezze. Tanto per non rovinarvi la eventuale visione del film, ne parlerò in modo vago.
Per fare un esempio, la scena iniziale: c’è il fustacchione Bond che affronta in un corpo a corpo il cattivone di turno.
E fin qui ci siamo abituati.
Il fatto è che la lotta rimanda la memoria ai vecchi film di Superman, con una spruzzatina di Uomo Ragno e perchè no, guarnizione di Tartarughe Ninja. Perchè, che cazzo, non si può pensare che un corpo umano possa saltar giù da una gru senza rompersi nemmeno un dito del piede. Ma loro fanno di più, saltano, strisciano, corrono (come cazzo fai a correre come un’automobile, se sei a piedi???)
Ma poi, figata: il fuggitivo si rifugia nella sua ambasciata; Bond, siccome è fico, se ne sbatte altamente i coglioni di ogni convenzione di diritto internazionale, irrompe nell’ambasciata, ammazza una trentina di militari e fa secco il cattivone.
E qui emerge la comica inettitudine dei soldati dell’ambasciata.
Piccolo inciso: io frequento un poligono di tiro, a cinquanta metri centrare un bersaglio della grandezza di un uomo non è un giochetto ma nemmeno una gran cosa; questi tangheri qui sono soldati addestrati, circondano il nostro eroe da tutte le parti, gli sparano come invsati, ma volesse Dio che gli arrivi UNA sola pallottola! No, rimane illeso. Nemmeno una scheggia.
E poi, amici, io sono un tradizionalista.
Se mi dite James Bond associato alla parola "drink" io vi rispondo: "Una vodka e Martini, agitata, non mossa, gelata, non fredda… E con l’oliva!". NO.
Questo tamarindo biondo va al bancone. Io già mi pregusto la richiesta del famigerato Martini, pronunciata con non chalance e allo stesso tempo aria di superiorità, così come insegna Sean Connery quando, anni fa, interpretava il mitico agente segreto.
Ma lui, il tamarindo, non prende il Martini. Nossignore.
Francamente lo choc è stato forte e non mi ricordo il nome del drink, ma dal colore mi sembrava qualcosa di simile al Coca e Ruhm.
Ci mancava che ci mettesse l ombrellino rosa ed eravamo a posto.
Assurdo, imperdonabile.
Ma una cosa la devo dire: il tamarindo biondo ha gusto nella scelta degli occhiali da sole; li ha uguali spiaccicati ai miei, solo che io l ho preceduto nell acquisto di un anno e mezzo.
Più di me ha solo una Aston Martin…
 
Dopotutto il mio nome è Calabrò.
ALBERTO Calabrò.
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2 Risposte to "Casinò Royale"

Che palle!!Hai sempre da criticare su tutto e per tutto…
E la politica che non va bene, ok ci sta. E il Kosovo, ok dì la tua. E San Valentino…
MA ADESSO CHE BALLE!
Se non ti è piaciuto il film dillo e basta, non rompere troppo…
è un film, non deve essere per forza realistico o cazzate varie, se no si chiamerebbe DOCUMENTARIO.
No?

Ahah, ha ragione Giuliana!
 

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