Il Calabrescia pensiero

Archive for marzo 2008

Si avvicinano, amici. Non vi farò il cazziatone politico. Non vi darò consigli, anche perchè credo che ognuno di voi, di noi, abbia già una idea definita.
C’è un gran bel casotto: c’è chi già si prepara dicendo che siamo in una situazione difficile, che non promette nulla, ma farà di tutto per far adare le cose nel verso giusto.
Chi, senza nemmeno un pò di vergogna, dichiara (probabilmente sapendo di perdere rovinosamente) che l attuale sistema di voto è incostituzionale, e chiunque vincerà deterrà un potere illegittimo. Dimenticano, questi signori, che anche loro sono stati nominati con questo sistema "incostituzionale", che hanno governato per anni due, che durante questo governo biennale hanno eletto un Presidente della Repubblica, il quale ha nominato i relativi senatori a vita. Allora, questi signori come mai non si autodenunciavano come detentori di potere illegittimo? E perchè non la dicono integralmente, affermando che (se veramente ci credono) se questo sistema elettorale è incostituzionale, lo è anche parte dell attuale Senato, e lo è pure l onorevolissimo Presidente Napolitano?
Boh.
C’è chi ciancia di dare più soldi agli italiani, ma come ultimi atti del morente Governo innalza gli stipendi di ogni anima di Palazzo Chigi di circa 1200 euro al mese.
Con incremento della spesa annuale di circa quattro milioni.
Briciole, ma con le briciole si fanno i chili di pane.
C’è chi si vanta, a ragione, di aver combattuto l’evasione fiscale, facendo il boom di entrate del fisco. E non si discute.
Ma dove sono questi soldi? Hanno salvato qualche industria in difficoltà? Hanno ammodernato gli ambienti di lavoro? Hanno permesso un incremento degli stipendi minimi?
VOI siete l’Italia: avete notato qualche cambiamento derivante dal famoso Tesoretto?
C’è chi mangia mortadella in Senato. Poco raffinato, poco onorevole.
C’è chi, ministro di Grazia e Giustizia, afferma che la Magistratura (organo sotto il suo potere!) è fuori controllo e usa i propri mezzi per scopi politici di natura oscura.
Lo dice lui che è il capo, figurati che paura dovrebbe avere il povero cittadino.
Paura che il cittadino, fortunatamente, non ha.
E’ solo il prestigio del Governo che, con suddette dichiarazioni, va un tantino a ramengo.
C’è chi, come prima del governo Prodi, ciancia di pace nel mondo, il quale è notoriamente è tutto a fiori. Di hashish, ovvio.
Ciancia e attira voti dei bravi pacifisti sognanti il mondo perfetto. Poi, i ciancioni, trovatisi al governo, si rendono conto di cosa voglia dire essere al governo e in un mondo che non è di Barbie, e che non va avanti a marijuana. E allora che fanno? Inviano militari in Libano, non li ritirano da nessuna parte. Ma non eran pacifisti?
E ora riattaccano con la solfa arcobaleno, calamiteranno voti, inculeranno i votanti (qualora vadano al governo) mantenendo i contingenti militari là dove sono. Oppure, come nel Libano, inviandoli in nuovi territori.
 
Fate voi.
 
 
 
Ora mi incazzo. Mi va leggermente su la pressione. No, perchè siamo in campagna elettorale, e tutti promettono cose assurde, inarrivabili, delle quali il cittadino medio poco si interessa.
Ora sentite qui. Vado a farmi un giro, una mattina. Ok? Ecco. Non ho fatto ancora colazione, ok? Ariecco.
Cosa fareste voi, avendo due euro in moneta in tasca, più, ovviamente, qualche banconota (poche, a dire il vero)?
Non vi fate un cappuccio e una brioche? Ma certo.
Per non essere ingordi la brioche la prendiamo vuota. Ma si.
E mica ti fai fare il preventivo. Non è come quando vuoi una macchina di seconda mano, ci sono due venditori, e tu ti informi su quale csta meno, o è meglio tenuta. Non è che entri al bar e chiedi il preventivo perchè "così vedo se al bar di fronte pago meno".
A meno che non si voglia fare la figura da pirla, per essere precisi da pirla taccagno.
Entri, bevi, mangi, e paghi. E zitto.
 
Io, contento, pacifico col mondo, in estasi panica, mangio e bevo.
E vado alla cassa, mettendo sul banco la monetozza da 2 euro. Adesso mi da 40 cent di resto, penso.
 
Invece la cassiera mi guarda come fanno certi personaggi da casinò, dove punti 20 e invece la puntata minima è 50.
Ti guardano come un pirla.
 
Dato che restavo li, gaudioso, la sciura mi dice che, prego, ci vogliono 50 cent in più.
 
Prego? Cappuccio e brioche 2 euro e mezzo.
 
Pane a 5 euro al kilo.
 
E parlano di Alitalia, se cederla, tenerla, rottamarla…
 
Ma affogatevi.
Tante volte al TG si sente di un pirata della strada.
Che viene beccato, oppure che riesce a rovinare la vita a qualche famiglia investendo i loro cari.
Ma è difficile capire come possa essere scomodo trovarsi faccia a faccia con un tale soggetto, prendere delle decisioni, avere la coscienza che anche in base alle tue scelte possono esserci danni materiali, danni fisici, feriti, forse qualcosa di irreparabile.
 
Purtroppo mi è successo, oggi.
Ero su una strada stretta, a doppio senso di circolazione: non si può accostare perchè ci sono dei muri.
Alle mie spalle sento delle sirene, istintivamente guardo nello specchietto, capisco che ci sono due patuglie e, davanti a loro, una Fiat Uno. Mai più vado a pensare che il tipo è inseguito: penso che 200 metri più avanti c’è uno spiazzo, adesso la Uno accosta, loro passano, e ora che mi raggiungono ho tutto il tempo per infilarmi nello spiazzo sulla destra.
 
Ma continuo a dare un occhio alle mie spalle: il tipo va ad una velocità troppo alta, capisco che è inseguito. Guardo nell’altra corsia: fila di auto.
Non aveva spazio per superarmi, non ne aveva per frenare, e, oltretutto, nemmeno ci provava. Io ero ai 40 orari, e penso all’unica cosa plausibile.
 
"Accelero come un dannato e raggiungo la piazzola al più presto.".
 
Il tutto in un paio di secondi. Tenete conto che ho una macchina abbastanza grossa, me la avrebbe sicuramente distrutta, ma sarei rimasto illeso, o poco ferito. Ma se fossimo andati, nello schianto, ad invadere l’altra corsia, completamente intasata, avremmo fatto un macello.
E così accelero.
Ma davanti a me ho una neopatentata, che, come tutti, va adagissimo. Suono il clacson, faccio i fari come un dannato, quella capisce, accelera, e arriviamo alla piazzola. Io mi ci butto per primo, il pirata fa il pelo alla coda della mia auto.
La neopatentata tentenna nel fare la manovra brusca, la fa un pò lentamente, e rientra circa mezzo secondo dopo. Giusto il tempo per farsi raggiungere dal pazzo che, senza accennare a una frenata o a un cambio repentino di traiettoria, rischia di centrare anche lei, che, essendo già in curva, sarebbe andata rovinosamente in testacoda. Siamo riusciti entrambi a non schiantarci col guard rail inchiodando da circa 70-80 km/h. Una delle due volanti rallenta accanto a me, il militare mi guarda, mi fa un cenno inequivocabile, io guardo la neopatentata, guardo attorno alla mia auto, nessuno schianto, gli faccio OK col pollice. Si ricongiunge coi colleghi all inseguimento del pazzo.
Ma avevo notato una cosa: nella piazzola c’è una donna con due ragazzini. Senza accorgerci li abbiamo quasi centrati. Scendo di corsa col terrore che i ragazzini fossero in realtà tre e che uno fosse ferito.
Per fortuna no.
Allora andiamo a vedere la ragazza che è innaturalmente ferma. Tiene le mani sul volante e piange, dice che guida da poco, che lei li aveva visti, i ragazzini con la donna, che li ha schivati e aveva paura.
Io devo star fermo una ventina di minuti: mi tremano le mani e non riuscirei a guidare lucidamente.
 
Il tutto in 15, 20 secondi massimo.
 
Brutte cose.
Domani è Pasqua. Potrei non fare gli auguri a voi, fedeli lettori? Potrei…
 
Ma ve li faccio.
 
Perchè non è una semplice festa, sapete? Io sono cristiano, non posso pensare alla Pasqua come semplice pausa tra un esame universitario ed un altro, tra verifiche liceali, tra le pratiche che attendono sulla scrivania dell ufficio.
E’ un momento in cui, una volta l anno, ci viene comunicata la speranza.
 
Sembrano cose idiote e romantiche. Ma tu guarda Alberto, questo bigotto che viene a farci la paternale sulla speranza e su Dio.
Non dico che sbagliate.
Non è mia intenzione fare di questo pezzo uno strumento di conversione, non intendo plagiare la mente di qualche ateo per indurlo alla conversione. Non ne sarei nemmeno capace.
 
Avete ragione, amici. Pare proprio che siamo soli. Pare che non esista un Dio, visto che proprio a noi, gente buona, capitano una serie a volte soffocante di disgrazie, mentre ad altri, bastardi, assassini, stupratori, non solo non capita alcunchè, ma quando vengono braccati per le loro malefatte escono di prigione dopo poco e vengono contattati, perversamente, per fare da testimonial per qualche prodotto, oppure per diventare noti personaggi televisivi.
Fai un servizio fotografico e hai diecimila euro.
Fai il tuo dovere, sei un uomo onorevole, e hai fatica, e se va proprio male, veri e propri casini.
Dove sta Dio?
Avete ragione, è un gran bel casino, e incazzarsi è più che legittimo.
Personalmente ho trovato una spiegazione nel fatto che Gesù stesso dica che il suo regno non è di questa terra, e quindi, religiosamente parlando, è logico pensare che qui spadroneggi il diavolo, ma è altra storia.
 
Nella Pasqua, sempre facendo un discorso religioso, una volta l anno ci vien ricordato che, oltre la sofferenza e la morte, abbiamo quel gran sollievo che è la resurrezione, alla quale, per ovvi motivi, per ora ha avuto accesso solo il figlio di Dio.
Per ora, nell immediato, possiamo solo accedere al paradiso in forma non fisica.
 
E certo, han ragione anche quelli che, oltre a non credere, ritengono questo "rimedio consolatorio" un tantino, come dire, astratto, inutile. Esiste la medicina, per chi sta male, ed eventualmente esiste la psicologia e la psichiatria. Ma sono intimamente convinto che certe paure, certe delusioni, sofferenze, possano trovare sollievo solo in queste credenze, che tanti giudicano antiche e fasulle. Credenze nelle quali trovano sollievo gli animi di quelli che ci credono. Ed è un sollievo che può valere anche per questioni incofessabili, che non diresti nemmeno allo psicologo più fidato. Perchè nemmeno la medicina più moderna riesce ad eliminare tutte le malattie di questo mondo. E finchè ci sarà anche un solo uomo sofferente, esisterà la domanda: "Perchè a me?".
Domanda che non ha risposta. Si può solo avere delle speranze, anche riguardo al mondo dopo la morte. Credo che per nessuno sia troppo sgradevole credere che, per dirla tutta, dopo la morte il nostro essere vada totalmente a puttane. Che non sia sgradevole pensare che per la sofferenza si possa avere qualche ricompensa.
La serenità, qui, non ce la può dare Dio, non ci può aiutare. La serenità la create voi, con la speranza della salvezza. Tutte le volte che aiutate un amico, tutte le volte che siete bravi genitori, voi portate qui il paradiso.
E domani a voi, a noi, verrà detto: "Voi faticherete, soffrirete, forse morirete, ma poi risorgerete."
 
E, nei miei auguri, è incluso l augurio a trovare questa serenità. Che siate credenti o meno, non è una brutta cosa.
 
Auguri, amici!
 
 
 
 
 
Bisogna rendere onore ai veri eroi del nostro tempo.
Chi sono? Eh già, perchè a dirla così sembra che si parli, che so, di soldati, di medici, di pompieri… no.
 
Gli eroi del nostro tempo sono gli istruttori di guida.
 
Ora, non so quanto questi impavidi percepiscano di stipendio, ma so che ogni giorno rischiano la loro vita per formare noi, giovani imbranati, e darci la possibilità di uscire il sabato sera.
Ho assistito, oggi, all inizio di una lezione pratica di guida. Perchè, dovete sapere, io nelle pause studio vado spesso a bermi un caffè al bar, e vicino a questo bar c’è una scuola guida. Da li partono e si concludono tutte le esercitazioni pratiche.
Io mi bevo il mio caffè ed esco.
Vedo che una ragazza sta per cominciare la sua guida e, come sempre, mi fermo a vederne la partenza.
E’ sempre una cosa divertente.
L istruttore un pò mi conosce, e mi fa un cenno di saluto, ricambio.
Sono abituato, e so che questa sarà una partenza esilarante. La ragazza infatti entra in auto e si guarda in giro.
Il suo viso esprime tanta serenità quanta potrebbe averne una suora canossiana in un porno-shop.
 
E qui, scusatemi, mi parte l infervorata. Contro tutti quei genitori che, dato che i figli hanno il foglio rosa, li spediscono direttamente agli istruttori perchè "quello è il loro lavoro". Ma cazzo, porta il tuo figliolo in un parcheggio, fagli almeno accendere la tua auto, o hai paura che il cambio della gloriosa Panda 4×4 del 1988 ceda proprio ora? Hai paura che ti fonda la frizione? Che ti si svitino le ruote?
Niente da fare, li mandano, motoristicamente vergini, tra le braccia degli istruttori.
 
La canossiana decide che sarebbe anche ora di accendere la Punto, dato che siamo li da un paio di minuti. E lo fa.
 
E da quel momento mi viene in mente un film del 1986, che da piccolo amavo tantissimo, e che nonostante lo conosca a memoria amo tuttora.
Top Gun.
Per chi non lo conosca (eresia!) è un film a sfondo militare, il protagonista è un pilota che tra un volo e un altro si ciulla una delle sue istruttrici. Ad ogni modo, non è che la ragazza sia dell’aeronautica, non è in uniforme e non sembra appartenere ad alcuna forza armata.
Però il suo modo di decollar… Pardon, partire, ricorda senza alcun dubbio, un F14.
Probabilmente ignara dell uso del cambio, e della sua esistenza, la pulzella accelera rabbiosamente mentre è ancora in folle.
La cosa simpatica è che ci vuole qualche secondo perchè afferri la situazione, probabilmente sta smanettando con la frizione chiedendosi dove cazzo sta sbagliando, e il perchè quello stronzo seduto alla sua destra non le dice cosa sbaglia. Ed infatti lo fa.
Vedo che le parla, e poi con la mano sinistra muove qualcosa al centro del tunnel: suppongo che le abbia inserito la prima.
A questo punto il cacciabombardiere comincia a rollare. Dovrebbe cominciare. In realtà sale di giri, sta fermo, borbotta, saltella, si ferma.
 
Eiezione, presto, precipitiamo, mayday mayday, tira la leva, SWASHHHHHHHHH.
 
Ha mollato la frizione di botto e il crudele motore ciclo otto la ha penalizzata.
Ma si, ritentiamo.
Accende, freccia, e via conle manovre di rollaggio. Questa volta pare che vada. L F14 sale paurosamente di giri, la velocità è minima, la ragazza allora molla i fren… pardon, la frizione, e sembra che il decollo volga verso il successo. Se non fosse che dieci metri più in la si ferma di schianto. E qui bisogna essere bravi, per far fermare la macchina quando stai gia in moto. Dovrò chiederle come ha fatto.
Terzo tentativo, stavolta parte. Ma parte come in un rally, sembra che la piccola Punto debba vincere la Parigi Dakar.
Infatti la puzella esagera ancora con la frizione, motore alle stelle, partenza lenta, e qui la divina illuminazione. Forse se do gas la carretta non si spegne. Ma a tutto, se non sbaglio, c’è un limite. Ad ogni modo, vittoria, la ragazza parte con tanto di fischio di gomme e strisciata nera sull asfalto, mi aspetto di vedere le altre auto che partono per il rally, con le loro marmitte scoppiettanti. Ma poi mi ricordo che sto davanti ad una scuola guida.
Il dilemma è che, solitamente, bisogna anche frenare. Il dilemma è che la ragazza si avviava verso un incrocio a T. Il dilemma è che se non avesse svoltato da qualche parte, o anche solo frenato, sarebbe riuscita a contare i sassolini che compongono quel bel muro di cemento armato. Ma lei se ne frega, va, dritta come un fuso, accelerando, senza cambiare marcia, col motore che ulula, e pensi che tra un momento avrà inizio un processo di fusione nucleare. Inconsciamente associ la Punto al sottomarino sovietico K19.
 
Ma poi, dal cielo, arriva la forza per l istruttore, la forza vitale di premere il freno d’emergenza, salvare qualche vita, evitare un incremento danaroso per carrozzieri e beccamorti, e tirare presumibilmente qualche porcone.
 
Poi la Punto sparisce all orizzonte, ululando.
 
Onore a loro, amici. 
 
 
Nono, non è un trattato di oculistica. Non so se avete notato: è normale, in ogni programma che si rispetti, che qualcuno pianga.
E, tra la giungla televisiva spicca, splendente di luce propria, il Grande Fratello, utile cavia per lo studio del singolare fenomeno.
Se non sbaglio siamo alla ottava edizione, forse la nona. Non ho mai avuto la curiosità di buttargli un occhio, ma recentemente ho avuto una virata nella filosofia televisiva.
 
E, ammetto, qualche pezzo me lo sono visto.
 
A parte la singolarità del/della concorrente Silvia, al secolo Giuseppe, dichiaratamente trans, che ti fa venire atroci dubbi esistenziali sul come diavolo fare a distinguere una donna vera da un trans, dato che saltano fuori così bene, che ti fa andare in analisi con la fobia di conoscere una bella ragazza che, ahimè, dopo due mesi ti confessa che l anno prima si chiamava Antonio e che, maledizione, non è sempre stata allenatrice nella palestra del paese ma era idraulico, che ti fa avere incubi nei quali incontri la donna della tua vita e la perdi perchè due minuti dopo averla conosciuta tiri fuori un test del dna per scoprirne il vero sesso e lei ti manda affanculo e, maledizione, era la volta buona, "XX".
A parte quello, piangono tutti. Passi il pianto delle ragazze, chi non si ricorda le lacrime facili della bella compagna di banco liceale? Ma gli uomini! Il "Cumenda" con tutta la sua boria e manie di onnipotenza piange nel vedere la fidanzata. Christine piange perchè il Cumenda è cattivo con lei. Altri personaggi dal nome a me ignoto piangono per motivi altrettanto ignoti.
Vuoi vedere che esiste un tariffario? Vuoi vedere che il piantino patetico aumenta l audience e comporta un premio danaroso al colui che ha appena perso la dignità davanti alla Nazione?
Chi di voi non ricorda la tragicomica scena di Dan Harrow all’isola dei fetus… FAMOSI in cui il nostro impavido, in evidente stato schizofrenico, comunicava al mondo con ducesco tono che lui era invincibile, forte, e che gli altri concorrenti avrebbero visto di che pasta era fatto, e che la sera piangeva singhiozzante scusandosi per aver rubato i cestini, perchè "aveva fame".
 
Dr. Jackill and Mr. Hyde.
 
Secondo voi, se quando tornano alla vita reale, che so, gli rigano la macchina, cosa sarebbero capaci di fare? Tirano fuori la boria alla Rambo e ammazzano tutti nel raggio di settanta metri, si mettono a piangere, o passano subito al suicidio facendo harakiri con il tergicristallo?
Inzi il televoto!
 
 

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