Il Calabrescia pensiero

Archive for maggio 2008

Non avete idea di quanto sia esaltante.
Oggi mi ritrovo con qualche amico, come faccio di solito la domenica. Ci imbattiamo in una manifestazione: fanno vedere delle simulazioni di interventi dei vigili del fuoco, simulazioni con la croce rossa, un’esposizine di un elicottero dei carabinieri.
Poi si nota quacosa d altro: oh minchia, fanno fare dei giri alla gente su un paio di elicotteri civili.
 
Potevo io, con la mia mente baccata, farmi sfuggire l’occasione??? NO.
Compro il biglietto (e dovrò vendere il culo per tre mesi per far riquadrare i conti…) e via.
 
Dovete sapere che soffro un pò di vertigini; in aereo non sento nulla perchè l oblò è piccolo e alto. Li invece quasi tutta la superficie è vetrata: i primi momenti in volo ho rischiato l infarto.
Poi però mi sono ripreso, e mi sono goduto al massimo il volo di "Tango Tango", il nostro identificativo.
Compresa la manovra acrobatica di impennata e picchiata.
 
Bellissimo.
 
Ora vado a vendermi per riempire di nuovo il salvadanaio… uffa.
 
(scherzo… non mi vendo…)
 
 
 
 
 
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Ora vi dirò di una affascinante scoperta, anche per fare in modo che la proviate e mi confermiate che effettivamente è un qualcosa che funziona.
Oppure no…
 
Vi capita mai di uscire dalla vostra auto, allontanarvi, ricodarvi che non l’avete chiusa, usare il tasto delle chiavi, constaare che siete troppo lontani e quindi tornare indietro, per portarvi nel raggio d’azione delle maledette chiavi?
 
Ecco, forse non sarà più necessario.
 
Mi trovo in questa odiata situazione.
Premo il bottone, ma sono troppo lontano.
Alzo il braccio, è universalmente riconsciuto che un’onda radio viene ricevuta meglio se emessa ad altezza maggiore.
Ma ancora niente.
Allora ho portato le chiavi vicino alla fronte, come a mimare "Uffa, devo tornare indietro… devo ricordarmi di chiuderla da vicino…"
 
E qui accadde il fatto.
 
Inavertitamente premo il tasto delle chiavi, e la macchina emette il carateristico suono di chiusura.
Dopo qualche tentativo posso assumere con certezza che se mi punto le chiavi alla testa, beh… la macchina riceve il segnale!
 
Non solo: per quanto riguarda il mio modello, puntandomi le chiavi alla testa riesco a coprire una distanza 3 VOLTE SUPERIORE rispetto alla normale portata delle chiavi.
 
Sembra una scemenza, e se qualcuno mi avesse raccontato una cosa del genere ammetto che lo avrei mandato affanculo dopo massimo venti secondi.
 
Ma a questo punto, dato che con me funziona, voglio vedere se sono un scherzo della natura e ho una antenna dotata di amplificatore al posto del cervello, oppure se è un fatto che accade a tutti.
 
In tal caso ci sarebbe da ridere.
 
Anche nel primo caso, ma a ridere sarei solo io…
 
 
 
 
 
 
Dottor House, scusami se ti ho pigliato per il culo.
Ora ho bisogno dell aiuto tuo e della tua equipe.
 
Rispondimi, Gregory: cosa cazzo succede alle menti dell uomo quando parla di teatro? Cosa?
 
Perchè quasi tutti sono dotati di un gran senso di discernimento nel distinguere la cosa fatta bene dalla stronzata, e tale senso si autodistrugge all atto di entrare in teatro?
Perchè ragazzi che piuttosto che dire certe cose o compiere certi gesti si amputerebbero un arto con una motosega, sul palco li dicono e compiono addirittura con orgoglio?
Perchè la gente da un lato PAGA per vedere cose che in momenti di lucidità ritene assurde, e SI ESERCITA per mesi per dire e fare cose che quando si trova nella piena capacità di agire non farebbe mai?
 
Perchè, Gregory?
 
No, perchè non puoi essere sano di mente, assistere ad uno spettacolo teatrale, e uscire senza nemmeno uno di questi dubbi. 
Non puoi vedere una storia ambientata ai giorni nostri, con personaggi vestiti in pieno stile anni ’40.
Non puoi vedere una attrice che parla col pubblico, e dietro una che fa gesti da invasata epilettica, situazione che se fosse vera, l’attrice si girerebbe e direbbe: "oh, ma che cazzo stai facendo, scema???".
Non puoi fare minuti interi di farneticazioni da eroinomane, perchè così "crei l’atmosfera". Balle, l’atmosfera la creava pure Shakespeare senza tirare in ballo la presunta poesia, la creava De Filippo, attraverso la sola recitazione.
 
E poi, perchè tutti parlano in un modo così antico, quando la storia è ambientata in epoca contemporanea? Perchè parlano come se stessero leggendo, recitando pure le virgole, i punti, e i punti esclamativi?
 
PERCHE’, Gregory, alla fine dello spettacolo, quando io mi trovo esterrefatto per tanta mancata naturalezza e tanta diversità tra il verosimile e il recitato, la maggior parte del pubblico si complimenta col regista NON per quei pochi punti verosimili, ma proprio per quei discorsi da fumo di marijuana, per i gesti epilettici, per i morti che prima di crepare esclamano, scandendo le sillabe: "Accidenti, muoio".
 
Forse, Gregory, sono io il malato? Sono affetto da Lupus? Il bacillo Acti Regularis mi è migrato nella testa e sto impazzendo?
 
Dicono che il teatro sia un’espressione artistica in calo. Personalmente, se questi devono esserne i caratteri peculiari, la ritengo una confortante conferma del fatto che la maggior prte della gente, sana di testa, rifiuta la visione di spettacoli da masturbati mentali.
 
Forse, Gregory, non mi risponderai, spero che lo facciano i miei lettori.
 
Per favore…
 
 
E fate qualche commentino ai miei post, su… sennò cazzo scrivo a fare???
A parte che sono n poco scazzato perchè non riesco a dare una “categoria” ai miei post, dice che l’opzione è bloccata per motivi di sicurezza. Ed è il motivo che mi ha impedito di scrivere per tutto questo tempo: ogni virgola che provavo a digitare era bloccata dal popup del cazzo, semmai si chiama così, perchè io non sono un tecnico e con sti nomi mi ingarbuglio. Lo chiamerò, quindi, “opzione rompiballe che da qualche settimana mi impedisce una tranquilla scrittura”.
Ma oggi è più forte di me.
Quando si vede qualche puntata di fila del “Dottor House” NON PUOI non dedicargli almeno un piccolo post. Un postino, insomma.
Salta all occhio, già all inizio della puntata, l’ambientazione.
Tu hai presente solo gli italici opedali, accoglienti come un cesso di Calcutta. Li invece, gli stessi cessi fanno a gara con i migliori hotel, pare di stare nella hall dell Hilton di New York.
Poi gli studi medici. Ogni medico ha uno studio gande e lussuoso quanto la Casa Bianca. Il che, costi a parte, implicherebbe un notevole bisogno di spazio. MA, signori, dalle riprese aeree della clinica risulta che la sua estensione sia pari alla metà del più piccolo ospedale italiano: è ovvio che gli statunitensi hanno scoperto come inserirsi in altre dimensioni per limitare gli spazi. Lo studio di House non è, in realtà, li, negli States, ma in un universo parallelo.
Furbi questi yankees.
Come poi non rilevare la singolarità dell’organizzazione di tale clinica. Non esiste un ordine, una differenziazione, un reparto, che so, di nefrologia, geriatria, pediatria, una sezione distaccata per gli infettivi…
NO, sono tutti ammassati in una informe massa di invalidi.
Che poi, NON sono semplici ammalati. Nella clinica di House non arriva mai un semplice ustionato, un semplice ammalato di influenza, un semplice pirla che si sia schiantato in motorino.
Arrivano solo casi in cui i povericristi di turno presentano sintomi quali il vomitare il fegato, lo schizzare degli occhi fuori dalle orbite, il distaccamento di arti superiri o inferiori (a scelta), il farneticare in aramaico in pieno stile esorcista.
E tra i medici dello staff, nessuno indossa delle precauzioni, anche una semplice mascherina, ma non capita mai che in questa massa di casi estranei alla medicina (estranei finchè non vengono catalogati da House, si intende) ci sia un infetto da virus a propagazione aerea che si insnui nei polmoni di Foremann, infettando poi tutta la squadra, e mandando tutti al Creatore.
No.
Ma analizziamo la sitazione.
Arriva il poverocristo, che presenta svariati sintomi, tra i quali il meno grave è una emorragia di mezzo litro al minuto dalle orecchie.
House convoca quindi la sua squadra, dando pressochè le medesime disposizioni terapeutiche iniziali, che stroncherebbero anche ventiquattro bestie da soma in perfetta salute.
“Somministrate dodici chili di vitamina C, quindici di aspirina, sottoponetelo a centoventi cicli di chemioterapia, iniettategli tramite flebo centoventisette litri di antibiotico a scelta, fategli una TAC e infine dategli un Benagol.”
Allorchè salta in piedi la dottoressa gnocca di turno, dicendo:
“Gregory… ma… non sarà un pò azzardato? Un Benagol???”
No comment.
Quindi il poveraccio comincia a schiumare dalla bocca a causa della infausta terapia, House viene illuminato dallo Spirito Santo, capisce quale sia la patologia (che per essere diagnosticata necessiterebbe di dodici esami, e non di dodici secondi di contemplazione Zen dell infinito), va dal paziente, scazzotta con la famiglia radunata attorno al letto, butta il bastone a terra, arriva arrancando dal moribondo, gli inietta un farmaco misterioso direttamente nel cuore, il poverocristo si riprende subito e House diventa il reuccio della siutazione.
Poi egli convoca tutto il suo staff in una grande sala, ne licenzia il 30%, invita a cena i componenti femminili dei trombati, che, ovviamente, lo mandano prontamente affanculo.
L’unica parte logica del programma.

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