Il Calabrescia pensiero

Archive for giugno 2008

Questo pezzo lo dedichiamo alla mia fedelissima Duzza (Ale nun te incazzà, fedelissima LETTRICE), poichè durante questo mio periodo infertile (non parlo in senso sessuale), ella ha sempre fedelmente visitato il mio blog, portando aria fresca in questa vallata desolata, che da qualche tempo è attraversata solo da pallottoloni di erba secca rotolante.
E alla sua richiesta di nuovi post, dico io, potevo forse sottrarmi?
Potevo, ma dai, su, sono cavaliere.
 
Non so se avete seguito, nel vostro tempo mal speso, mentre potevate migliorare le condizioni umane usando il cervello, la campagna pubblicitaria della compagnia telefonica Tre.
Quella, per intenderci, con la Littizetto che fa: "meglio cambiaaaaaaare, neh?"
 
Ecco, finchè le cose stavano così, la pubblicità era allegra, fresca, di quella freschezza imbecille di cui ha tanto bisogno il cervello ce per tutta la giornata ha sacramentato sui libri (ed è per questo che vi perdono, e MI perdono del tempo perso).
 
Ma ora è la perversione. Tutti sappiamo come il medio bifolco armato di videofonino possa riuscire, con la sua presenza molesta, come un moscone, nell colposo intento di scassare le balle rovinando un nostro momento intimo con la natura, mentre osserviamo il paesaggio, con frasi tipo "Caaaaaaaaaaaazzo! Aoh, questa la mandiamo a zia Giulia. Che dici amore? Amoreeeeeeeeeee???".
Molti, spero non tutti, abbiamo visto uno dei suddetti animali videofilmare un incidente stradale, laddove una medio-bassa intelligenza imporrebbe un uso ben diverso del suddetto apparecchio, che so, magari per fare una chiamatina cortese al 118.
 
E’ la perversione perchè con la nuova campana pubblicitaria si legittimano, si giustificano gli atti tendenzialmente imbecilli dei citati bifolchi.
 
La prima.
La Luciana Littizzetto ha una voce pacata, suadente, ben lontana da quella che aveva in passato, da gallinotta balenga piemontese. Ti viene da pensare che la mettano in lizza per l Oscar.
Dice, con tono pacato, anzi, si domanda, se sia possibile vedere un paesaggio, vivere un emozione, cose del genere, senza doverle per forza vivere attraverso un cellulare. E li cominci a tifare per lei, gridi di gioia, ti aspetti che, finalmente, si dia ufficialmente, su tutte le reti, si dia, dicevo, del pirla a tutti quelli che per vedere il vestitino del figlio lo debbano per forza videochiamare, anche se sono a 10 km di distanza, e si devono incontrare da li a due ore.
Ma il sogno svanisce. La Luciana dice che si, si può, se, dopotutto, la compagnia Tre ti permette di farlo gratuitamente.
Poi mitiga il tutto con un: "Senza esagerare, eh…".
Ma è troppo tardi, Litti.
 
La seconda.
Lei guida una spider, quasi gnocca, fa tutto un bel discorso, chiedendosi alla fine se è mai possibile lasciare il proprio fidanzato/a con un sms. NO, si risponde.
E qui esulti, capisci che forse si sta lanciando un bel messaggio contro la Moccia’s generation, che pensa ad una relazione come a un qualcosa che nasce, si sviluppa, e purtroppo si spegne solo in via digitale.
Niente (o pochi) baci, niente affetto.
Ma poi ancora tutto va maledettamente a puttane.
La Littizzetto dice che no, non si lascia nessuno con un sms, meglio lasciarlo regalandogli un cellulare intero.
 
Fate voi.
 
 
Ma l avete vista, ieri, la partita Italia-Olanda, l esordio della nostra gloriosa nazionale agli europei del 2008?
 
Da una squadra che deve, o dovrebbe, difendere il titolo di campione del mondo ti saresti aspettato per lo meno una vittoria, magari risicata.
O un pareggio, se proprio si ha sfortuna.
Ma chi cazzo si aspettasse una sconfitta 3 a 0 proprio non lo so.
 
Si, è vero, la composizione è cambiata, rispetto alla squadra che fece il miracolo mondiale, due anni fa: basta nominare un solo giocatore, che fù, ai bei tempi, compagno di squadra dei due allenatori delle due nazionali (Donadoni e Van Basten). E tutti sanno che si diventa allenatori quando solitamente sono trascorse un pò troppe primavere.
Quando si diventa anzianotti, insomma.
E già è difficile continuare a giocare in una squadra normale, a quell’età; una convocazione in nazionale è quantomeno un palese atto autolesionista.
Poi, sfiga, il capitano Cannavaro ha pensato bene di infortunarsi: e chiunque abbia seguito i mondiali sa che ruolo fondamentale abbia sempre svolto, nella difesa.
 
Quest omino, alto quanto una caramella Golia, pareva onnipresente, ubiquo. Quando partiva una qualsiasi azione offensiva, lui la bloccava. E lo speaker sclerava: parte il contropiede avversario, bloccato da Cannavaro, che effetua un passaggio in profondità per… Cannavaro, che scatta sulla fascia, fa partire il traversone in direzione di… Cannavaro (???), di testa, gooooooooal!
Spaventoso. Correva e saltava come un grillo impazzito.
 
E ieri non c’era, col risultato di una difesa praticamente inesistente.
Inconsistente, impreciso, scoordinato anche l attacco.
 
Ma non credo ci sia da disperare: su tre goal, uno trovava la sua base su un fuorigioco fattuale, ma non riconosciuto dalle regole come tale, uno era un autogoal, e uno era un vero goal, oltretutto molto acrobatico e spettacolare.
 
La prossima sfida vedrà schierarsi la Romania contro la nostra nazionale: dobbiamo vicere, o si torna a casa.
 
Appurato che la nostra è una sqadra abbastanza scarsa, e tendente al perdersi d animo, è assolutamente fondamentale pianificare tutto in modo intelligente, sfruttando le nostre poche risorse: abbiamo visto come Del Piero possa essere pericoloso. E’ stato inserito in campo quando già eravamo cotti a puntino, ma ha fatto l impossibile, sembrava si fosse fatto una pera di troppo di Uliveto e Supradyn. Anche Cassano ha, secondo me, buone potenzialità, perchè ha un temperamento scazzoso. E abbiamo bisogno di rabbia.
 
Con questi due elementi e uno schema improntato sull attacco, dobbiamo puntare sul timore che una squadra campione del mondo può indurre in qualsiasi avversario. Dobbiamo indirizzare l inizio della partita su attacchi spietati, veloci, in modo da scoraggiare gli avversari e indurli a commettere errori grossolani. Per lo meno spendere quasi tutte le energie per fare almeno due goal, subito, finchè si è freschi: a quel punto, per quanto poco onorevole sia, cambiare tattica e puntare tutto sulla difesa, difendendo il vataggio acquisito. Gli attacchi avversari, causa stanchezza e abbassamento del morale, si farebbero via via più fiacchi, e vinceremmo.
 
Risultato: una vittoria, ma poco piacevole da seguire. Un gran movimento iniziale, ma una grande monotonia per gli ultimi tre quarti della partita. Dopotutto non ci si può aspettare grande spettacolo da una squadra di vecchietti disorganizzati.
 
Ed è questa la mia previsione, se si deciderà di schierare sin dall inizio i migliori giocatori e una strategia offensiva: gran spettacolo iniziale, una trentina di minuti, o addirittura tutto il primo tempo, due goal per noi (di cui uno di Del Piero), per poi veder degradare la partita in un noiosissimo gioco di difesa (da parte nostra) e di attacchi sempre più scarsi (da parte della Romania).
 
Se però la scelta dei giocatori e le strategie rimarranno simili a quelle di Italia Olanda, prepariamoci a tornare a mangiare gli spaghetti di mammà.
 
Non riesco a capire bene. Non sono sicuramente un bravo psicologo. Anzi, come psicologo sono decisamente una sega pazzesca.
 
No perchè, non si può frequentare un corso d’eccellenza di diritto penale, trovare la docente carina, tranquilla e disponibile e farsi fottere in questo modo.
Lei chiede se noi del crso desideriamo effettuare l esame con lei.
Tutti tentennano, io, psicologo fallito, alzo la manina tremula e mi offro.
 
E’ una tipa alla mano, mi immagino già con la mia sporca lode e tanti complimenti.
 
Fino a due sere prima dell esame. Incontro un amico, laueato da un anno. Un ottimo studente, tra l altro. Mi chiede che esami ho in porto e gli dico che il primo sarà "diritto penale", e salta fuori che ho fatto domanda di essere interrogato da questa gentil pulzella, che, tra l altro, è pure un giudice.
 
Lui, che ne capisce più di me, capisce al volo la mia enorme cappellata e mi averte del fatto che la bella addormentata nel bosco è in realtà la strega cattiva. E, per essere precisi, la bella addormentata sarei metaforicamente io, solo che nessuno mi avrebbe salvato dallo sbucazzamento del fuso dell arcolaio.
 
E grazie a lui sono corso immantinentemente ai ripari: due giorni di sanguinosi studi per cercare di pararmi il culo verso una interrogazione particolarmente approfondita.
 
E oggi pomeriggio, la grande impresa.
Del corso d’eccellenza siamo in due, io e un altro ragazzo, tipo simpatico.
Si decide che in prima linea ci dovrà andare lui.
Io ascolto il suo esame: mi pare di essere Tom Hanks nel film "Salvate il soldato Ryan" quando è sulla spiaggia della Normandia e vede i suoi uomini mentre vengono macellati.
Guardo questo mio amico, sento le domande, particolareggiate oltre ogni limite, lo vedo sudare sangue, vorrei tirare una bomba a mano per tirarlo fuori di li. Ma viene promosso lo stesso.
 
Poi tocca a me.
 
21.
 
Ma solo Iddio sa come cazzo io abbia fatto.
 
 
 

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