Il Calabrescia pensiero

Eluana

Posted on: 22 novembre 2008

Avete letto il pezzo precedente? Mi scuso per il layout imperfetto, ma credo che il senso generale si capisca bene lo stesso. E’ un pezzo tratto da uno scritto di Annah Arendt, in cui si parla del decreto 1 Settembre 1939 firmato Adolf Hitler, siamo in Germania. Voi siete italiani, e vivete nel ventunesimo secolo. Siete testimoni di una vicenda in cui un Tribunale, mancando norme adeguate a riguardo, scavalca la legge e si concede una sentenza in cui l’eutanasia viene contemplata. Capite, parlo di Eluana Englaro. Nei nostri giorni, a più di sessant’anni dal nazifascismo, siamo ancora qui tutti a farneticarne il ritorno. Si sentono gli idioti manifestanti gridare "fascisti, fascisti!!" alle forze di polizia che gli impediscono di occupare le stazioni e bloccare il traffico, nessuno grida con altrettanta forza quando, invece, accadono cose di questo tipo. Eh si, l’accusa di nazifascismo la si fa a comando, per questioni di comodo. Se bisogna manifestare contro il governo Berlusconi ok, se bisogna appoggiare una sentenza che sia contraria alla morale conservatrice e cattolica, no. Bene, bravi. Assistiamo a una sentenza che non trova appoggi nelle leggi dello Stato in cui si decide della vita di una ragazza in coma, con tutte le funzioni vitali al loro posto, tranne per quanto riguarda la nutrizione, che deve effettuarsi tramite sondino gastrico. "Morte misericordiosa" per fame e per sete. Infatti, non essendoci macchinari che tengano in vita Eluana, l’unico modo per farla morire è toglierle l’alimentazione. Bravi giudici. Misericordiosi. Anche io sono uno studioso di diritto, mi sento profondamente in uno stato di vergogna. Siete andati contro le leggi, che prevedono che la vita continui fino ad ogni cessazione dell’attività cerebrale. E finchè la vita esiste, esiste il diritto di difenderla. Avete autorizzato una eutanasia, senza una legge che lo consenta, facendo così in modo che non ci siano alla base studi e garanzie adeguate. Come se si autorizzasse un trapianto senza una normativa adeguata. Chi tutelerebbe l’espiantato? Chi il trapiantato? Ed infatti, avete commesso una leggerezza assurda: il considerare dolce morte un decesso per fame e per sete. Ve ne state li, con le vostre toghe, ce ne STIAMO qui, coi nostri tomi di diritto, immacolati, facciamo semplici sentenze. Si è ordinato di staccare un tubetto dopotutto, non di sparare a una persona. Moriteci voi, di fame e sete. Non avete avuto le palle nemmeno di sporcarvi le mani, di ordinare la cessazione della sua vita per mezzo, ad esempio, di iniezione letale, la quale è già assicurato che non provochi sofferenze. Restate immacolati, mi raccomando. Fate agonizzare una ragazza per cinque o sei giorni. Non vi fa sentire assassini, non è come dire "affogatela". Fame e sete. E VOI, STRAMALEDETTI FARNETICATORI DEL RITORNO DEL NAZIFASCISMO, LEGGETE IL PEZZO SOTTO E GRIDATE ALLO SCANDALO IN CASI COME QUESTO, NON QUANDO DECIDETE DI NON PAGARE IL BIGLIETTO DEL TRENO PER ANDARE A MANIFESTARE E QUESTO VI VIENE IMPEDITO. NON QUANDO METTETE A FERRO E FUOCO UNA CITTà E VENITE ARRESTATI. IDIOTI. E ora, che si trovi un medico disposto a rendere questa decisione esecutiva. Ah, le case di riposo sono piene di vecchi con le funzioni vitali a posto, ma sono vegetali, poveretti, si nutrono con un sondino. Dai, che qualche migliaio li facciamo fuori.
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