Il Calabrescia pensiero

Archive for gennaio 2009

Oggi le comiche. O meglio, non proprio oggi, diciamo che oggi mi è venuta voglia di scrivere di un fatto.

Michele Santoro. Un’uomo, una istituzione.

Istituzione perchè, in questo momento di crisi della sinistra, dove non si capisce più chi sia il capo, se ci sia, ed eventualmente chi cazzo debba comandare, Michelone è un alfiere irriducibile: cambiano i governi, i comunisti vengono spazzati dal Parlamento, ma lui è li, ultimo (o quasi) baluardo sinistro, fiero e impavido, oppure cocciuto e idiota.

Però ora sta esagerando. HA esagerato. Si può avere le proprie idee, per carità. Lui è di sinistra, evvabbè. Nel suo programma, "Annozero", ha ripetutamente presentato, per qualsiasi cosa succedesse, la propria versione, ha invitato vari epinionisti sinistri, sempre pochi destri. Debolezze umane, dicono a sinistra. Mancanza di professionalità, dicono a destra. Io credo che le "debolezze" vengano tirate fuori solo quando c’è da difendere un… un? Cosa è Santoro? I comunisti non esistono più, i verdi nemmeno… boh… diciamo un PDellino, mentre se un’uomo di destra osa essere parziale si tira subito fuori il "grave attentato alla democrazia". Fede docet. Stranezze della politica becera.

Nella puntata in cui si parlava della vicenda di Gaza, ad Annozero c’è stato un coro di voci pro palestina. Mi è capitato di vedere un ragazzo ebreo, rappresentante di non so che roba, che era li solo, in una apparenza di par condicio, ma era come un gladiatore in mezzo a dieci leoni. E’ la par condicio, signori, ci sono i leoni e ci sono gli uomini.
Si, ma se l’uomo è uno e i leoni 20…
Così la Annunziata, ospite del programma nonchè donna di sinistra, si indigna. Fa notare al Michelone (ma si colora con l hennè, il Michele???) che il programma si è svolto per il 99,9% dando credito alla versione palestinese. Santoro le ribatte di non rompere troppo i coglioni, che lei è ospite, e che di critiche di partigianeria politica ce ne sono già abbastanza.
Dato che la Annunziata non è l’ultima delle idiote, e perciò non credo le sia gradito essere trattata come una stronza, ha preso i suoi due e se n’è andata. Svolta storica: da questo momento Santoro non verrà criticato solo da destra, ma avrà critiche dal PD, da destra, dai giornalisti in generale. E pure dal Consiglio di Amministrazione Rai, al quale Santoro ha scritto, forse per ottenere consensi.

Risposta: zitto cazzone, sei fazioso, sei imparziale, non sei professionale.

Santoro, consentimi una domanda: ma un Editto Bulgaro non ti è bastato? Guarda che per far si che pure la sinistra ti sfotta, devi combinarne di orbe, e non ci è riuscito nemmeno Prodi a farsi criticare. Tu si.

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La avrete vista tutti la cerimonia di Barack.

Gran bel baraccone di cerimonia.
Si parte con la contemplazione dei due nuovi inquilini casabianchesi: lui sempre ineccepibile, perfetto, elegante, giovane, bello, abbronzato.

LEI.

La Barakkessa, detta Michelle, sembrava avesse ciullato la stoffa al sipario del teatro "La Fenice". Tutta d’oro, con tanti ghirigori barocchi. O, perchè no, Barakki. Sempre meglio, comunque, dell’orribile vestiario a cui ci ha abituati l’ormai ex presidente Bush, che obiettivamente, nonostante i costi non indifferenti del suo vestiario, riusciva a sembrare un profugo afghano.

Lei, la Barakkessa, non dava, come Bush spesso ha dato, una sensazione di trasandatezza, ma sicuramente di cattivo gusto nella scelta della stoffa, forse addirittura dello stilista, un cubano che, probabilmente, ha scambiato un cannone per un sigaro e, sotto la sua influenza fumogena, ha scelto la stoffa. C’è chi dice che in realtà fosse una delle opzioni di scelta per foderare la cuccia del futuro cane delle piccole Malia e Sasha, le Barakkine.

Tutto fila poi liscio, fino al giuramento. Il giudice della Corte Suprema, forse colto da attacco epilettico indotto dal fulgore aureo del vestito della Barakkissima, fa la boiata più grossa della sua vita.
Voi fate conto che per un’americano il testo del giuramento è talmente conosciuto da essere addirittura automatico: lo sanno a memoria come noi sappiamo il Padrenostro.
Ebbene, il giudice, sbaglia a suggerire la formula. Inverte la posizione della parola "faithfully".
Il Barack, quindi, che comunque era partito male, preso dall’emozione, e aveva cominciato a giurare quando ancora non toccava a lui (forse per far si che la Barakkessa col suo aureo vestito si togliesse da li vicino il più velocemente possibile), si accorge della grandissima paperata del togato. Si blocca, lo guarda, sorride, e attende.

Attende. Pochi secondi, il suo viso è sereno e felice, ma se guardi bene noti una vena di odio. Sembra che pensi "Andiamo, brutto idiota testa di cazzo, sto aspettando che riformuli, non ti accorgi che hai toppato la formula, coglionazzo??? Andiaaamo… Altro che Corte Suprema, ti mando a dirigere il traffico dei trichechi in Kenia, dove è cresciuto papino…".

Poi il togato si riprende, c’è chi dice che abbia inforcato uno degli occhiali da sole di Elton John. Così facendo, non è più stato abbagliato dall’orrore del vestito della Barakkissima, ed è rientrato nel pieno delle sue facoltà. Si conclude il giuramento, partono le 21 cannonate a salve di rito.

No, scusate, in questo caso le cannonate a salve erano 20. La 21esima è stata usata per sparare al giudice fedifrago, probabilmente un gregario del Ku Klux Klan.

Segue discorsone di 18 minuti, tutto fila liscio.

Fino al pranzo a Capitol Hill.

Qui si sente male il senatore Kennedy, meglio conosciuto come "l’ultimo dei Mohicani" per via del fatto che tutta la sua famiglia è deceduta in circostanze drammatiche quali incidenti aerei, assassinii, cospirazioni.

Lui sembrava destinato a crepare causa svenimento, c’è chi giura a causa di un boccone di tacchino. Tacchino affiliato al Ku Klux Klan. ‘Sti stronzi razzisti assoldano anche i polli.

Ora resta l’ultimo intrigante interrogativo.

Riuscirà il bel Barack (a cui devo riconoscere una capacità comunicativa straordinaria) ad essere all’altezza delle aspettative? Il popolo americano, il mondo, pensa questo: "E’ un miracolo che un nero sia alla Casa Bianca, quindi il nero saprà fare miracoli". Si pensa che porterà pace nel mondo, che farà fare merenda insieme a israeliani e palestinesi, che eliminerà i soldati, che sistemerà la crisi economica.

I più esagitati affermano, in stato di trance, che entro il 2300 (???Highlander???) separerà le acque del Mar Rosso, moltiplicherà pani e pesci, recupererà Bruce Willis da quell asteroide su cui è relegato dai tempi del film "Armageddon".

Occhio, Barack, il buonismo del mondo, che fa credere e affermare che un nero possa essere migliore e più onesto di un bianco, potrebbe essere un boomerang. Occhio. Altrimenti tra 4 anni te la scordi la rielezione. Potresti fare le valigie.

O meglio, smontare Barakka e burattini, compresi Sasha, Malia, Michelle e il tendone della Fenice.

Un ringraziamento alla bellissima Francesca, che mi ha illuminato l’oscura via del linguaggio HTML.

So help me God.


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