Il Calabrescia pensiero

Barack Obama

Posted on: 21 gennaio 2009

La avrete vista tutti la cerimonia di Barack.

Gran bel baraccone di cerimonia.
Si parte con la contemplazione dei due nuovi inquilini casabianchesi: lui sempre ineccepibile, perfetto, elegante, giovane, bello, abbronzato.

LEI.

La Barakkessa, detta Michelle, sembrava avesse ciullato la stoffa al sipario del teatro "La Fenice". Tutta d’oro, con tanti ghirigori barocchi. O, perchè no, Barakki. Sempre meglio, comunque, dell’orribile vestiario a cui ci ha abituati l’ormai ex presidente Bush, che obiettivamente, nonostante i costi non indifferenti del suo vestiario, riusciva a sembrare un profugo afghano.

Lei, la Barakkessa, non dava, come Bush spesso ha dato, una sensazione di trasandatezza, ma sicuramente di cattivo gusto nella scelta della stoffa, forse addirittura dello stilista, un cubano che, probabilmente, ha scambiato un cannone per un sigaro e, sotto la sua influenza fumogena, ha scelto la stoffa. C’è chi dice che in realtà fosse una delle opzioni di scelta per foderare la cuccia del futuro cane delle piccole Malia e Sasha, le Barakkine.

Tutto fila poi liscio, fino al giuramento. Il giudice della Corte Suprema, forse colto da attacco epilettico indotto dal fulgore aureo del vestito della Barakkissima, fa la boiata più grossa della sua vita.
Voi fate conto che per un’americano il testo del giuramento è talmente conosciuto da essere addirittura automatico: lo sanno a memoria come noi sappiamo il Padrenostro.
Ebbene, il giudice, sbaglia a suggerire la formula. Inverte la posizione della parola "faithfully".
Il Barack, quindi, che comunque era partito male, preso dall’emozione, e aveva cominciato a giurare quando ancora non toccava a lui (forse per far si che la Barakkessa col suo aureo vestito si togliesse da li vicino il più velocemente possibile), si accorge della grandissima paperata del togato. Si blocca, lo guarda, sorride, e attende.

Attende. Pochi secondi, il suo viso è sereno e felice, ma se guardi bene noti una vena di odio. Sembra che pensi "Andiamo, brutto idiota testa di cazzo, sto aspettando che riformuli, non ti accorgi che hai toppato la formula, coglionazzo??? Andiaaamo… Altro che Corte Suprema, ti mando a dirigere il traffico dei trichechi in Kenia, dove è cresciuto papino…".

Poi il togato si riprende, c’è chi dice che abbia inforcato uno degli occhiali da sole di Elton John. Così facendo, non è più stato abbagliato dall’orrore del vestito della Barakkissima, ed è rientrato nel pieno delle sue facoltà. Si conclude il giuramento, partono le 21 cannonate a salve di rito.

No, scusate, in questo caso le cannonate a salve erano 20. La 21esima è stata usata per sparare al giudice fedifrago, probabilmente un gregario del Ku Klux Klan.

Segue discorsone di 18 minuti, tutto fila liscio.

Fino al pranzo a Capitol Hill.

Qui si sente male il senatore Kennedy, meglio conosciuto come "l’ultimo dei Mohicani" per via del fatto che tutta la sua famiglia è deceduta in circostanze drammatiche quali incidenti aerei, assassinii, cospirazioni.

Lui sembrava destinato a crepare causa svenimento, c’è chi giura a causa di un boccone di tacchino. Tacchino affiliato al Ku Klux Klan. ‘Sti stronzi razzisti assoldano anche i polli.

Ora resta l’ultimo intrigante interrogativo.

Riuscirà il bel Barack (a cui devo riconoscere una capacità comunicativa straordinaria) ad essere all’altezza delle aspettative? Il popolo americano, il mondo, pensa questo: "E’ un miracolo che un nero sia alla Casa Bianca, quindi il nero saprà fare miracoli". Si pensa che porterà pace nel mondo, che farà fare merenda insieme a israeliani e palestinesi, che eliminerà i soldati, che sistemerà la crisi economica.

I più esagitati affermano, in stato di trance, che entro il 2300 (???Highlander???) separerà le acque del Mar Rosso, moltiplicherà pani e pesci, recupererà Bruce Willis da quell asteroide su cui è relegato dai tempi del film "Armageddon".

Occhio, Barack, il buonismo del mondo, che fa credere e affermare che un nero possa essere migliore e più onesto di un bianco, potrebbe essere un boomerang. Occhio. Altrimenti tra 4 anni te la scordi la rielezione. Potresti fare le valigie.

O meglio, smontare Barakka e burattini, compresi Sasha, Malia, Michelle e il tendone della Fenice.

Un ringraziamento alla bellissima Francesca, che mi ha illuminato l’oscura via del linguaggio HTML.

So help me God.

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2 Risposte to "Barack Obama"

Grazie dei meriti e degli elogi, col tuo piccì c\’è da pregare in aramaico per quanto è complicato.Comunque sai, credo che alla fine il vestito di Michelle richiamava un pò la tonalità della sua pelle. Non era tutto questo \’pugno nell\’occhio\’.Confido in Obama, nonostante sia un pò scettica sul polverone di stelle luccicanti che stanno alzando i media da tutti questi mesi.Però meglio Obama che il precedente. A noi ce piace.

…ma smettila…

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