Il Calabrescia pensiero

Arrivederci.

Posted on: 9 febbraio 2009

E’ morta, alla fine, Eluana. Tre soli giorni di diminuzione di cibo e acqua dal sondino che la teneva in vita.

Può un corpo, anche se totalmente privato di acqua e cibo, morire in soli tre giorni? Mi sorge il dubbio che la causa di morte non sia questa. Ma sono illazioni.

Uccisa. La nostra legge definisce il concetto di morte, nella disciplina dei trapianti di organo; è la cessazione completa e irreversibile di qualsivoglia attività neurologica. Un soggetto morto può pure essere espiantato. Sarebbe stato interessante chiedere l’autorizzazione per l’espianto di organi di Eluana: nessuno l’avrebbe concessa, poichè il suo cervello non era completamente e irreversibilmente inattivo, ergo non era morta. E se una persona non è morta, è, ovviamente, viva. E una persona viva, dice la nostra legge, ha diritto alla vita e alla salute. Provocare la morte di una persona viva, soprattutto VOLENDO provocarla, è un reato gravissimo. In questo caso, un reato permesso e legittimato da una Corte, la Corte di Cassazione.

E non dica, il Governo, che ha fatto di tutto per impedire che succedesse quel che è successo. Decreti e disegni di legge potevano essere presentati già da mesi, non quando la situazione già si presentava come irrimediabilmente compromessa. Potreste dire di "aver fatto di tutto" se, preparandovi ad un’esame, studiaste intensissimamente per soli tre giorni? No, fare di tutto vuol dire lavorare ad un problema sin dal momento in cui esso si presenta.

Studio legge, è vero. Ma sono ancora abbastanza inesperto, sono solo al terzo anno. Non so se rendere esecutiva una sentenza sia reato, qualora la sentenza vada palesemente contro la legge, o se tutto possa diventare legale, a patto che sia permesso od ordinato da un Tribunale della Repubblica.

Spero ardentemente che si possa procedere. Che un magistrato qualsiasi possa mettere in stato d’accusa i giudici di quella maledetta Corte di Cassazione per abuso d’ufficio, omicidio volontario premeditato, e quanti altri reati concretizzino fattispecie tipiche del nostro codice penale. Spero che si possano mettere in stato d’accusa anche gli esecutori materiali dell’omicidio, i medici.

Nel caso ciò non sia possibile, nel caso sia impossibile giudicare come reato penale la decisione di un Tribunale che imponga l’esecuzione di un’atto altrimenti palesemente punito, in tal caso, ognuno di noi si dovrà temere grandemente per la propria incolumità. Se basta la pronuncia di una corte per rendere legale l’illegale, diciamo addio al Parlamento e al potere legislativo. Diciamo addio alla certezza del diritto e delle pene. Diciamo addio al nostro diritto di essere tutelati.

Se il signor Englaro, se qualsiasi medico avesse provveduto a diminuire fino a far mancare completamente il nutrimento alla ragazza PRIMA della pronuncia della Cassazione, allora tutti sarebbero stati colpevoli di omicidio. Così non è stato, le toghe hanno legittimato.

Ora che facciamo? Andate a staccare i sondini agli anziani infermi e vegetali; dite che non vi accuseranno? Medici, espiantate le persone che presentino ancora una attività cerebrale simile a quella di Eluana; non dovreste avere problemi, o forse li avreste? Certo che vi accuserebbero, certo che avreste ripercussioni: perchè la situazione di Eluana è stata trattata in modo personale e discriminatorio. Al vecchio novantenne non puoi staccare il sondino, a lei si. Una persona come lei non può essere espiantata perchè considerata non morta, lei invece era considerata una "viva-morta", un’oggetto a cui facevano capo ancora certi diritti dei viventi, e che invece altri diritti non li aveva, diritti che solitamente vengono a mancare in caso di morte.

Come i vivi aveva diritto all’integrità fisica, come i morti le si potevano e dovevano sospendere le cure.

Ma la legge, per Dio, la legge stessa, secondo i suoi stessi dogmi la considerava viva.

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6 Risposte to "Arrivederci."

Con le poche conoscenze giuridiche che mi ritrovo, l\’impressione che ho avuto è che ogni tipo di vicenda venga trattata confondendo l\’etica con la politica, che a sua volta risente del peso della Chiesa…e poi, la rapidità con cui alcune decisioni sono state prese, è disarmante…. Ma forse non ho nemmeno le competenze per dire questo… In ogni caso, non mi sento di giudicare determinati comportamenti umanamente comprensibili…o forse no…dipende dalle opinioni…dai punti di vista…ma se un giorno ci trovassimo nella stessa condizione dei familiari di eluana???

Vedi perchè non faccio riferimenti etici? Perchè sono soggettivi. Stando a fatti oggettivi, purtroppo, è lampante che ci si trovi davanti a una situazione gravissima dove la legge non viene nè rispettata nè considerata. ETICA A PARTE.

Chi siamo noi per giudicare la richiesta dei familiari di Eluana?
Non è possibile tenere l’etica da parte quando si parla di condannare una persona all’essere un vegetale per 17 anni (e chissà quanti anni ancora se non fosse stata presa questa decisione). Perchè non si può essere liberi di scegliere se rimanere in vita o meno in determinate condizioni?

Qui, Fania, non si tratta tanto della questione “eutanasia sì/no” quanto della questione “il nostro ordinamento, OGGI, consente l’eutanasia?”. Non essendo consentita, oggi, l’eutanasia, qualsiasi situazione dove si decida di privare della vita qualsiasi soggetto (anche se consenziente), sarebbe una situazione dove, nella migliore ipotesi, si incappi nel reato di “omicidio del consenziente”.
Quello che io reputo vergognosa non è tanto l’eutanasia (io sono contrario ad essa, comunque), quanto una pronuncia di un tribunale che sia palesemente contro la legge.

Un pò come se un tribunale dicesse che portare con sè 2 kg di marjuana non sia un reato: lo scandalo non sarebbe nel consentire di avere 2 chili di maria, quanto nell’assolvere, nell’avvalorare la posizione di una persona che CONTRO LE LEGGI VIGENTI porta con sè 2 kili di maria. Se puoi si vuol fare una legge che consenta di portare 2 kili, è 1 altro paio di maniche. Ma se la legge dice che puoi portare un grammo, se vai oltre quel grammo commetti reato.

Se la legge dice che l’eutanasia non è concessa, un tribunale che la consenta (i giudici sono SOGGETTI alla legge) commette, a mio parere, un grave illecito.

Concordo con te sull’illecito commesso dai giudici in questo caso, e su questo non ci piove: è evidente che sono andati contro la legge vigente.
Il punto però è: in casi eccezionali e straordinari, perchè non può essere possibile fare, appunto, un’eccezione, dato che sembra impossibile cambiare la legge?

Eheh, perchè in uno stato di diritto, giusto o sbagliato che sia, un magistrato deve sottostare alla legge e solo ad essa. Altrimenti, come un pò teatralmente affermo a fine articolo, sarebbe il caos. Pensa questo: una cosa giusta per me può essere un abominio per te, e viceversa. Ora, tu sei d’accordo con la decisione di quel Tribunale perchè la ritieni moralmente (non legalmente, moralmente) corretta. Ma se nei tuoi confronti (o nei confronti di uno sconosciuto, è uguale) un giudice dovesse decidere non secondo la legge, ma secondo la sua personalissima idea di giustizia, e tu fossi completamente contraria a tale idea, che faresti? Dovresti impugnare la sentenza. Che sarebbe riformata (forse) da un altro giudice, che applicherebbe ancora la sua personale idea.
Non può essere possibile perchè il nostro sistema è concepito per mantenere una condotta sociale uniformata e governabile (non puoi uccidere, non puoi rubare, non puoi insultare…), e per far ciò sono necessarie leggi a cui tutti si devono, appunto, uniformare (magistrati in primis). L’alternativa c’è, ed è l’anarchia. Ma non mi pare sia una alternativa valida. Oppure uno Stato retto da una comune idea di giustizia, non scritta, perfetta, immutabile e infallibile. Fattibile? Non credo…
Capisci? Il punto non è tanto ipotizzare casi eccezionali in cui dare carta bianca al magistrato, permettendogli di fare eccezioni, quanto chiedere al Parlamento di pronunciarsi (a favore, o contro) disciplinando determinate situazioni.

Solo per amor di completezza, il tema dell’eutanasia non è del tutto vero che non è disciplinato, in Italia: l’art 579 del codice penale (come ho ricordato nel post, il famoso reato di “omicidio del consenziente”) recita, testualmente:

“Chiunque cagiona la morte di un uomo, col consenso di lui e’ punito con la reclusione da sei a quindici anni.”

Ora, come ho ripetuto tante volte, si può discutere sulla possibilità di riformare questo articolo, fare deroghe, ma dato che per ora deroghe non esistono e dato che la legge disciplina anche il caso dell’eutanasia (perchè di questo si tratta: cagionare la morte col consenso del morituro), non si può emanare sentenza sull’idea di giustizia di Fania, del magistrato di turno, o di Alberto Calabrò. Perchè uno la pensa così, l’altro la pensa cosà.

E se non si vuole il caos, ahimè, le leggi vanno applicate, non inventate.

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    • Piero Sallusti: te saluto......pure i galli hanno capito che il mentitore di professione era solo un cavallo di troia per indagare Valle....un finto accusatore, d'acc
    • Franco (@Francostars1): Gli atti osceni in autovettura possono essere evitati come reato se i vetri sono appannati o tutti coperti, come citato dalle Sentenze della Cassazion
    • calabrescia: Esistono anche assassini magri. E non possiamo sapere se Simonetta non conoscesse il Valle.
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