Il Calabrescia pensiero

Sindacalisti nel paese delle meraviglie

Posted on: 19 gennaio 2011

Mi giungono voci ululanti riguardo al fatto che Berlusconi abbia perso il contatto con la realtà. “nega che il Paese sia in crisi”, “attacca la magistratura”, “è un corrotto bastardo”, dicono.

Ora, non è mia intenzione lanciarmi in una difesa del Presidente del Consiglio più odiato (e più amato, anche) di tutti i tempi, quanto rendere evidente che, forse, non solo lui è finito nella tana del Bianconiglio. E lo farò riportando alcune dichiarazioni di alti rappresentanti sindacali della Cgil e della Fiom, in riferimento alla nota vicenda del referendum di Mirafiori -di cui forse scriverò più avanti- che vedeva contrapposti Cisl e Uil (vincitori, 54% dei voti) e Fiom e Cgil (sconfitti, 46% dei voti). Ma… cominciamo! POFFARE, POFFARISSIMO! E’ TARDI! E’ TARDI! E’ TARDI!

Cominciamo con la Lepre Marzolina e il Cappellaio Matto, alias Susanna Camusso (segretaria generale Cgil) e Giorgio Cremaschi (membro segreteria nazionale Fiom).

Siamo nel pomeriggio di quella giornata in cui, alla mattina, sono stati resi noti i risultati del referendum. Lo spettatore di Sky tg24 è invitato, suo malgrado, a “prendere il thè” con loro. Sorridono, sono felici. Wow -pensi- sono gentiluomini, hanno preso la sconfitta con filosofia. Poi però partono le interviste. Riporto alcune righe prese dal Cappellaio Matto:

E’ stato uno scarto morale, politico, totale… Marchionne ha perso! E tutti coloro che devono subire quelle condizioni di lavoro che lui vuole imporre hanno votato “no”. Han votato “sì” gli impiegati (ma logicamente il voto degli impiegati, secondo la logica del Cappellaio, non vale una cippa n.d.r.) che però quelle condizioni di lavoro non le devono fare, e che hanno votato “sì” a favore che altri le facciano (grammaticalmete verrebbe da pensare che il Cappellaio abbia dato qualche tiro al naghirlè del Brucaliffo n.d.r.). Il verdetto degli operai è chiarissimo (giusto, anche non contando gli impiegati, i “sì” degli operai sono in maggioranza di 9 voti n.d.r.): non sono d’accordo su quelle condizioni di lavoro e dicono di “no” (!!! n.d.r.). Quindi Marchionne ha, sostanzialmente, perso.”

poi ancora:

“Siccome tanti che han votato “sì” semplicemente perchè avevano una pistola puntata alla tempia io credo che la Fiom rappresenti, oggi, quella fabbrica.”

Ma certamente. Hanno vinto, loro. Non solo hanno vinto, ma rappresentano la fabbrica intera. Come nella favola, occupano solo alcuni posti, in minoranza, ma se qualcuno si vuol sedere al loro tavolo gridano immediatamente che non c’è posto, è tutto occupato, il tavolo è loro. Quasi a stabilire un collegamento tra le interviste, il Cappellaio fa poi un riferimento alla Lepre, appellandola “La compagna (si corregge n.d.r.) La Camusso…” Così, tanto per fugare ogni dubbio da che mondo ideologico provengano queste dichiarazioni… meravigliose.Il Ghiro, tra i due (simbolo del sindacato italiano) intanto dorme beatamente. Ora è il turno della Lepre Marzolina:

“La prima riflessione che dovrebbe fare la Fiat e che dovrebbe fare anche Confindustia è che non si governa una fabbrica dove la maggioranza dei lavoratori non sono d’accordo (grammaticaa parte, ancora con la storia della maggioranza dei “no”? n.d.r.) col fatto che si trasformi la loro vita in una caserma.”

Forse il Cappellaio, in privato, avrà intuito che, in realtà, il suo sindacato ha perso. E che il bolscevismo sindacale è morto e sepolto. La Lepre, avvilita, avrà inzuppato la propria spilletta con falce e martello nel thè e, tirandola fuori, l’avrà guardata. Senza saper fare altro.

Lo spettatore, confuso, cambia schermata del tg: dando un’ultima fugace occhiata alle proprie spalle, vede che la Lepre e il Cappellaio stavano tentando di ficcare il Ghiro dentro la teiera.

E compare il Brucaliffo, alias Maurizio Landini, segretario generale Fiom-Cgil. Essendo notoriamente e ingiustificatamente autoreferenziale e narcisista (“Io essere alto esattevolmente otto centimetri e trovare un’invidiabile altezza”), per coerenza caratteriale, riassume così i risultati del caso:

“Risultato straordinario, è evidente che la Fiat non ha il consenso di quei lavoratori lì. Un atto di saggezza sarebbe di riaprire una trattativa (eh come no, se vinci hai vinto, se perdi è saggio riaprire le trattative… n.d.r.) perchè le fabbriche senza il consenso di chi ci lavora dentro non funzionano. E’ un voto che chiarisce che quell’accordo lì è un accordo che non ha il consenso.”

Dopo aver detto ciò, Landini sparisce in una nuvola di fumo.

Ora è il turno della Regina di Cuori, la nobile penna del quotidiano “L’Unità”, Concita de Gregorio. Dal suo nobile giornale invita tutti a far la riverenza innanzi alla (falsa) vittoria dei “no”, aprire bene la bocca e dire sempre “sììììì maestade” alle logiche del sindacato. Ovviamente agli industriali, per correttezza, è auspicabile un “noooooooo, ‘fanculo”:

“Se il conto si fa sugli aventi diritto e non solo sui votanti, se si tengono fuori gli impiegati vedrete che la maggioranza dei lavoratori di Mirafiori non ha votato sì.”

Questa è talmente bella che io aggiungo “se non contiamo i votanti con i baffi, chi abbia la taglia 56, chi guida una Panda e chi ami indossare i boxer, allora la percentuale dei “no” arriva al 70%”. La Concita, in pratica, dice che se si conta chi si è astenuto e se non si conta il voto degli impiegati (che, ancora, vengono considerati come degli stronzi, inutili appendici marcescenti), allora la maggioranza ha votato “sì”.

E se mio nonno avesse una ruota, sarebbe una carriola.

Questo discorso non è per difendere Berlusconi dalle accuse di “aver perso il contatto con il mondo”, non ha certo bisogno di me. Il senso di tutto questo è, quantomeno, che in fatto di “aver perso il contatto” siamo quantomeno sull 1 a 1, palla al centro. Ad esser buoni…

Aveva ragione, lo Stregatto: “Guarda che al Leprotto Bisestile mancano diversi venerdì!” e Alice “Ma io non voglio andare in mezzo ai matti!!!”. E lo Stregatto, preciso e affilato: “Oh, non puoi farci niente… sono quasi tutti matti, qui!”

Piccola nota a piè di pagina, non c’entra con la questione Mirafiori. Pare che Silvio, attaccato da ogni parte, ora sia deciso a farsi processare e battagliare contro le accuse di concussione e prostituzione minorile in riferimento al caso Ruby. Per qualche vizietto procedurale prevedo (non è una presa di posizione ideologica, quanto una previsione di un seppur inesperto occhio giuridico) che il Berlusca, da uomo di piccola statura, in Aula diventerà sempre più grande finchè, a un certo punto, guarderà la giuria ed esclamerà

“Non siete altro che un mazzo di carte…”

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