Il Calabrescia pensiero

Nuovo femminismo

Posted on: 28 gennaio 2011

Stavo dando un occhio a Facebook, e ho notato, da parte dei miei contatti, alcune adesioni ad una manifestazione ideologica nazionale (dal 24 al 31 gennaio 2011) in cui ogni donna, aderendo, si unirà alla lotta silenziosa contro lo sfruttamento del genere femminile e a favore del diritto al lavoro e all’autodeterminazione.

Tutto questo è degno di nota, e trova il mio più totale accordo.

Ma ho anche notato che, per la medesima (lodevole) iniziativa, sono sorti più gruppi: alcuni con principii sacrosanti, altri dal sapore più o meno vagamente perbenista.

Perchè è sacrosanto, e dovrebbe essere ben chiaro a tutti, che una donna non debba essere sfruttata, usata suo malgrado come schiava sessuale, discriminata sul lavoro e privata di quelle libertà che devono essere garantite ad ogni essere umano, indipendentemente -in questo caso specifico- dal sesso.

Ma che da questi principii sani e indiscutibili certi gruppetti partano col solito pistolotto sulle signorine scosciate della tv, sulle ragazzine che zoccolano da ubriache il sabato sera, sui calendari zizze al vento di formose showgirls, su donne che basano la loro fortuna (in fatto di denaro e visibilità) su condotte di vita che prevedano il sesso e l’aspetto fisico come cavallo di battaglia.

Perchè un conto è essere inorriditi quando si sente di una donna obbligata a prostituirsi, o di una a cui vengano posti limiti di carriera solo perchè “le donne non sono brave come gli uomini”; altro conto è fare i moralisti e incolpare la società se una bella ragazza decide in piena autonomia e libertà di voler entrare in un mondo dove l’apparenza sia l’aspetto predominante, e dove i guadagni, consentitemi, sono così elevati da escludere una qualsivoglia forma di schiavizzazione o subordinazione disumanizzante. Perchè qui non si tratta più di uomini bastardi che prendono la ragazzetta o la donna di turno a cinghiate con l’alternativa “o vai a battere e mi porti 300 euro a sera, o ti spacco entrambe le gambe”. Qui si tratta, semplicemente, di ragazze belle e sane che intravedono la possibilità di un business e ci si buttano a pesce, molte volte riuscendo a racimolare una gran bella sommetta semplicemente agitando quei graziosi prosciutti che la natura, così generosamente, ha regalato loro.

A me, questi gruppi sul moralista spinto, più che sorretti da un sano e giusto sentimento di tutela verso le donne, sembrano spinti dall’invidia di certe amministratrici brutte come la fame che, per evitare il suicidio, negano a sè stesse (e agli altri) che la bellezza possa essere anche fonte di guadagni facili in piena libertà e serenità d’animo di chi la sfrutta.

Del tipo “io sono cessa, ma dopotutto a che serve essere belle, guarda che fine fanno le ragazze belle, tutte scosciate e sfruttate come bestie…”

Questo, a me, più che tutela dei diritti, pare più il risultato del moralismo e della frustrazione. Insomma, siamo sinceri: io Raffaella Fico nei panni della schiava bistrattata non ce la vedo. Magari sbaglio, eh!

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4 Risposte to "Nuovo femminismo"

Credo che la proposta silenziosa attuata su FB sia inutile quanto ipocrita: serve solo a sentirsi in pace con sè stessi, senza aver però mosso concretamente un dito in favore di questa o quella causa.
Per quanto riguarda, invece, lo scegliere di propria spontanea volontà l’esercizio della prostituzione o l’utilizzo della propria (temporanea) bellezza per guadagnare, niente da eccepire. Il problema però, sta nel fatto che sempre più ragazzine e donne scelgano questa strada per raggiungere gli oggetti del loro desiderio, perchè la nostra società impedisce spesso di avere un reddito tale da permettersi il superfluo (sul fatto poi che il superfluo sia, appunto, inutile, non sto a disquisire qui) e tante volte anche il necessario, e che il successo di una persona dipenda proprio dall’aspetto fisico e dall’apparire in TV.
Io voglio spezzare una lancia a favore delle amministratrici di questi gruppi: forse più che invidiose sono preoccupate dalla visione del mondo che l’attuale società inculca nelle future generazioni 🙂

Io sono d’accordo con Stefania, sia sulla Prima parte riguardante Fessbuk che (specialmente) al fatto che le nuove generazioni sono già rovinate se si parte dal presuppost oche sono rovinate dalla attuale società, ragazzini e ragazzine di 14/15 anni che si ubriacano (e fanno finta!) con il Bacardi Brizer e poi la danno al primo idiota che passa, o magari nella peggiore delle ipotesi, sono vittima di stupri e vanno a piangere dalla mamma o dal poliziotto.

Io dico, ho 20 anni neanche quindi non è passato tanto, ma dalla mia adolescenza a quella che c’è al giorno d’oggi c’è stato un salto abissale, in peggio eh! Se mio figlio dovesse tornare a casa mezzo ubriaco o fatto, la prima cosa che faccio è cinghiarlo, maschio o femmina che sia….
Ciao!

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