Il Calabrescia pensiero

Vita

Posted on: 7 febbraio 2011

Ti riporto un discorso pronunciato da Gianna Jessen nel 2008. Non mi dilungherò a spiegarti chi lei sia: puoi facilmente googlare, nel caso volessi avere informazioni. Il discorso è un pò lungo, ma leggerlo vale veramente la pena. Sappi che quello che stai per leggere non è un discorso frutto di fantasia, ma una testimonianza reale. Nella speranza che le sue parole, sia se pronunciate da lei, sia se divulgate da altri, possano in qualche modo smuovere le coscienze.

“Sono stata adottata.

I miei genitori biologici avevano 17 anni. Lei era al sesto mese e mezzo quando si rivolse al “Planned Parenthood”, il più grande ente abortista al mondo. Le consigliarono un aborto salino tardivo; si inietta una soluzione salina che corrode il bambino nel grembo materno. Questo viene partorito morto nelle successive 24 ore.

Ma con grande sorpresa di tutti non sono arrivata morta, ma viva, il 6 aprile 1977, nella clinica abortista della contea di Los Angeles.

Una cosa stupenda sul perfetto tempismo del mio arrivo è che il medico abortista non era ancora in servizio, così non ha potuto terminare il suo progetto sulla mia vita, ovvero la mia morte.

So di parlare in un ufficio governativo; amo il vostro Paese quanto amo il mio, ma so che di questi tempi è politicamente MOLTO scorretto nominare Gesù Cristo in un luogo pubblico, metterlo in mezzo in questo tipo di riunioni, perché il Suo nome può causare ad alcuni un tremendo disagio.

Ma io non sono sopravvissuta per mettere le persone a proprio agio… sono sopravvissuta per agitare un po’ le acque. [ironica] E mi piace molto farlo.

Sono stata partorita viva, come già detto, dopo 18 ore. Dovrei essere cieca, ustionata. Dovrei essere morta. Ma non lo sono.

Una bellissima rivincita è il fatto che il medico abortista dovette firmare il mio certificato di nascita, così so chi é.

Chiunque esanimi le mie carte può leggere: “Nata per aborto salino”… ah! Non hanno vinto!

Ho fatto qualche ricerca sull’uomo che tentò di abortirmi. Ha la più grande catena di cliniche degli Stati Uniti, che rende 70 milioni di dollari all’anno.

Lessi una sua intervista anni fa, e diceva: “Ho abortito più di un milione di bambini, la considero la mia passione.”

Vi dico questo, cari signori, perché siamo in un’interessante battaglia. Che lo sappiate o meno, è in corso una battaglia tra la vita e la morte. Da che parte state VOI?

Così un’infermiera chiamò un’ambulanza e mi trasferirono in ospedale, ed è un miracolo. La pratica comune allora -e fino al 2002 nel mio Paese- era di sopprimere i sopravvissuti all’aborto per strangolamento, soffocamento, o lasciandoli morire o buttandoli via. Ma il 5 agosto 2002 il mio amato presidente Bush ha firmato la legge di “Protezione dei nati vivi”, affinché questo non accada mai più.

Vedete, noi facciamo sul serio. Io spero di essere odiata prima di finire questa vita, così, quando sarò presso Dio, saprò cosa significhi essere stati odiati. Lui, Cristo, venne odiato. E non mi fa piacere, ma so di essere già odiata, perché proclamo la vita, io dico “non mi avete avuta, l’olocausto silenzioso non ha vinto su di me.”

Fra le altre cose, la mia missione è anche questa: infondere umanità in un dibattito che abbiamo archiviato, messo sugli scaffali. L’abbiamo chiamato “una questione”, abbiamo rimosso i sentimenti, ci siamo induriti.

E’ veramente questo che volete?

Quanto siete disposti a sopportare e a rischiare per proclamare la verità, nell’amore e nella grazia, facendovi avanti, disposti almeno a farvi odiare?

O forse siete voi il problema? O io?

Così, mi misero in una prima casa d’accoglienza, dove decisero che non gli piacevo. [ironica] Non so come si possa non adorarmi a prima vista! Che strana gente!

Sono stata odiata fin dal concepimento da così tanti, ma amata da molti di più. Ma più di tutti da Dio. Sono la Sua bambina. La bambina di Dio non si tocca! Sulla mia fronte c’è scritto: “Trattatemi bene, perché mio padre è padrone del mondo.”

Così da quella casa mi trasferirono a un’altra, bellissima, la casa di Penny.

Avevo 17 mesi, 14 chili di peso morto, e quello che chiamo il dono della paralisi cerebrale, per la mancanza di ossigeno al cervello mentre lottavo per sopravvivere. Ora, mi sento obbligata a dire questo: se l’aborto riguarda solo i diritti della donna, come la mettiamo con i miei diritti? Nessuna femminista radicale manifestava per i miei diritti, quel giorno. La mia vita veniva soppressa in nome dei diritti della donna.

Io non soffrirei di paralisi cerebrale se non fossi sopravvissuta. Quando sento l’orribile e disgustoso ragionamento che dovremmo abortire i bambini perché a rischio di disabilità, il mio cuore si riempie di orrore…

Cari Signori, ci sono cose che si possono imparare solo dai più deboli tra noi. Se li sopprimete siete voi a rimetterci. Il Signore avrà cura di loro, ma voi soffrirete per sempre. E che arroganza, assoluta arroganza! E’ stato un tema a lungo sostenuto in questo nostro mondo che il forte dovrebbe dominare sul debole, stabilire chi vive e chi muore. Non vedete l’arroganza? Non capite che non potete nemmeno far battere il vostro cuore, non capite che tutto il potere che credete di avere non lo possedete affatto. E’ la misericordia di Dio che vi sostiene! Anche quando Lo odiate.

Così la gente diceva alla mia Penny “Gianna non sarà mai nulla.” [ironica] Molto incoraggiante… lei decise di ignorarli, lavorava con me tre volte al giorno. Riuscivo a sollevare la testa e, per farla breve, a tre anni e mezzo camminavo con il deambulatore e i tutori, ora sto in piedi -zoppico un pochino- senza deambulatore e senza tutori. [ironica] A volte cado elegantemente, altre volte meno elegantemente, dipende dalle situazioni. Ma è tutto per la gloria di Dio.

Sono più debole di voi, ma questo è il mio discorso: è un piccolo prezzo da pagare per poter appiccare il fuoco nel mondo come sto facendo, e offrire speranza.

Nella nostra incomprensione di come vanno le cose, ci sfugge quanto può essere bella la sofferenza. Non che me l’andrei a cercare, ma quando arriva ci dimentichiamo che Dio ha il controllo e che è capace di rendere belle le cose più miserabili.

Ho incontrato la mia madre biologica. L’ho perdonata. Sono una cristiana.

E’ una donna distrutta. Venne ad un mio incontro due anni fa, si alzò e disse: “Ciao, sono tua madre.” Fu un giorno difficile, ma mentre sopportavo la situazione -voi penserete che sono stupida- io stavo lì e pensavo: “Io non ti appartengo. Io sono di Cristo, sono la Sua bambina, e sono una principessa. Qualunque cosa tu dica nella tua amarezza, nella tua rabbia, non è un peso per me, e non lo porterò.” Dicevo queste cose dentro di me.

Avete un’opportunità, vorrei parlare agli uomini in sala, una cosa che non si fa mai. Uomini, voi siete fatti per la grandezza. Voi siete fatti per alzarvi ed essere uomini. Siete fatti per difendere donne e bambini, non per farvi da parte e voltare la testa quando sapete che è in corso un omicidio, e non fate niente. Non siete fatti per usare la donna e poi abbandonarla. Siete fatti per essere gentili, grandi, aggrazziati, forti, per prendere posizioni. Ascoltatemi. Sono stufa di fare il VOSTRO lavoro.

Donne, voi non siete fatte per essere abusate, non siete fatte per starvene lì e ignorare il vostro valore. Meritate che si combatta per voi, sempre.

Ora è il vostro momento: che tipo di persone volete essere? Immagino: straordinarie. Immagino: che siano all’altezza.

Ai politici in sala, in particolare agli uomini: siete fatti per la grandezza, mettete da parte la politica. Siete fatti per difendere il bene e la giustizia. Questa ragazza vi dice: è il vostro momento. Che uomini volete essere? Uomini preoccupati solo per la loro gloria, o uomini preoccupati per la gloria di Dio?

Dio vi aiutera, sarà con voi.

Voglio finire con questo: alcuni potrebbero essere seccati dal mio parlare di Gesù, ma come posso andarmene zoppicando per questo mondo e non dare tutto il mio cuore, mente, spirito e forza al Cristo che mi ha dato la vita? Se pensate che sia sciocca è solo un gioiello in più per la mia corona. Il mio unico scopo nella vita, è far sorridere Dio.

Spero di aver detto qualcosa di sensato. Mi è venuto dal cuore.

Dio vi benedica e protegga.”

Potrai vedere il video di questo discorso su youtube digitando “Gianna Jensen 2008 Melbourne”. E’ diviso in due filmati. Oppure sulla mia pagina facebook, che è pubblica.

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5 Risposte to "Vita"

E’ un’opinione, rispettabilissima, ma non è L’opinione

E’ un discorso che può essere visto sotto numerosi punti di vista. Da un punto strettamente giuridico, il tutto si riduce ad una chiacchierata senza alcun peso a cui si potrebbe rispondere “sì, bella mia, però l’aborto è legale, quindi non rompere tanto le palle che qui nessuno fa niente di illegale.”
Da un punto di vista umano, avendo avuto, io, una esperienza non uguale ma simile a quella di questa ragazza (ecco perchè ho deciso di pubblicarne il discorso), posso dirti che nessuna opinione può essere considerata L’Opinione. Nemmeno quando questa sia condivisa dalla maggioranza delle persone, nemmeno quando sia supportata dalla tutela legale dello Stato (o almeno la storia ci insegna che anche quando una ideologia veniva considerata “L’Ideologia”, condivisa e tutelata, mezzo secolo dopo veniva convertita in follia di massa). Personalmente -e mi rendo conto dell'”egoismo” della mia posizione- ritengo che l’aborto (tranne nel caso estremo in cui il perdurare di una gravidanza equivalga ad un rischio di morte per la madre, e quindi questo sia necessario al fine di evitare due morti al posto di uno) soprattutto in un’era dove la contraccezione ha raggiunto livelli di sicurezza incredibilmente elevati, sia non tanto una scelta opinabile, considerabile tanto buona quanto cattiva, in base al parere di ognuno. Per quanto mi riguarda si tratta -forse egoisticamente, ripeto- di una scelta disumana e assassina. Anche perchè quello che non viene detto (preferendo, piuttosto, parlare dei casi estremi dell’aborto come azione seguente alla violenza carnale) è che più del 90% delle interruzioni di gravidanza non sono operati da povere donne violentate o da disperate madri di famiglia dal conto in banca in rosso, che non riuscirebbero sicuramente a dar da mangiare al proprio bimbo; bensì da ragazze e ragazzine che, fregandosene bellamente di qualsivoglia presidio anticoncezionale, troieggiano felicemente (o scopano con un solo partner, per carità) perchè “tanto se rimango incinta posso sempre abortire, con il preservativo lui non vuole”. Quello che non viene detto è che con la attuale legge italiana che regola l’aborto, una donna può decidere di abortire indipendentemente da qualsiasi problema effettivo, fisico, psicologico o economico, il tutto perchè la formulazione della legge è talmente generica da poter lasciare ampissimi spazi di manovra (e questo, che io avevo notato da semplice lettore non qualificato, mi è stato confermato al corso di medicina legale da un professore nonchè medico legale di lungo corso).

Mi rendo conto, tuttavia, che qui la discussione è alquanto scivolosa: o ci si mette nell’ottica che (come dice la ragazza) non si tratta solo di diritti della donna, ma anche diritti del nascituro (che è comunque un essere umano) oppure non si va da nessuna parte. Il fatto è proprio questo: la legge non considera il nascituro come un essere umano che abbia pari diritti rispetto ad un soggetto nato, e questa linea di pensiero, oltre che dai banchi della politica e della giurisprudenza, è passata anche nella mentalità ordinaria. Posso solo sperare che, con il trascorrere degli anni, indipendentemente dai discorsi parateologici e moraleggianti, si prenda finalmente atto della lampante verità che è la seguente: un feto, un embrione, non sono un qualcosa di diverso da un essere umano; sono il capitolo iniziale di esso.

Il mio sottolineare che non si L’opinione stava proprio a dire che esistono diversi punti di vista.
Concordo totalmente con te sul fatto che l’aborto non dovrebbe mai (e poi mai) essere considerato un contraccettivo: sono donna, e vorrò essere madre, per cui tratto la questione con molto tatto e con la maggior consapevolezza possibile.
Allo stesso tempo, eliminando dalla discussione i casi di violenza carnale / situazione tragica della famiglia / gravi malformazioni, continuo a chiedermi se sia peggio interrompere la gravidanza durante i primi mesi o condannare il nascituro a un’infanzia e magari un’adolescenza, passate in orfanotrofio.

Non saprei. Io, subito dopo la mia nascita, ero considerato talmente malmesso da essere battezzato da mio papà (si pensava dovessi crepare di lì a poco), poi hanno ipotizzato che, essendo sopravvissuto, avrei comunque vissuto in carrozzina e con un grave ritardo mentale. Non sono morto, nè in carrozzina, nè ritardato. Per inciso, la signora che mi ha partorito sarebbe la ex moglie di mio papà (tanto per non creare fastidiosi qui pro quo!) ed era lei a non volere me, non lui. Per pura casualità, prima della mia nascita, l’ecografista sbagliò diagnosi: non risultavo malato, ma perfettamente sano. Gran botta di culo, perchè se la signora era stata convinta mollllto a fatica a tenermi (non vi erano difficoltà economiche, nè “morali” (erano sposati), semplicemente a lei non andava di avere un figlio), se avesse anche saputo che non ero perfettamente in salute, si sarebbe immantinentemente recata ad abortire. Poi sono nato, gran casino, morirà, non morirà, se vive vivrà come una specie di vegatale, e via discorrendo.

Quello che voglio dire è che orfanatrofio o meno, malattia o meno, qualsiasi questione o meno, non possiamo sostituirci alla volontà del nascituro dicendo “non sono sicuro se sia meglio per lui morire o vivere una vita da malato/adottato” e questo perchè non possiamo sapere come effettivamente evolverà la situazione medica del bimbo (se all’epoca avessero detto che avrei frequentato -per ora, perchè chissà cosa mi riserva il futuro!- con profitto la facoltà di Giurisprudenza, recandomici sulle mie gambe, i medici sarebbero schiattati dal ridere) nè se effettivamente il fatto di essere stato rifiutato dalla propria madre diventerà, per lui, un disagio insuperabile.

Io ti dico che vabbè, non è che il mio corpo sia funzionantissssssssimo, non è che il mio passato sia per me motivo di idilliache riflessioni, ma posso anche dirti che sono felice di essere vivo, e che la vita mi piace. Chi mi conosce, poi, potrà anche dirti che posseggo una forza d’animo incredibile, che forse alle volte mi rende insopportabile: è il frutto del male che, senza un perchè o un colpevole, mi è piombato sulle spalle; ma non è stato un male che mi ha distrutto. Piuttosto un male che mi fa vivere con gioia e gustando ogni piccola cosa che io (come tanti nella mia condizione, e come altri peggio di me), al contrario di chi è sano, devo guadagnarmi con molta più fatica (ma che goduria quando la raggiungo, magari con migliore profitto di un sano!!!). Un male che mi ha regalato un carattere che potrebbe essere paragonato (come alcuni, scherzosamente, affermano) ad uno schiacciasassi. Ma non credo di aver detto nulla di nuovo, rispetto al discorso della ragazza. Il fatto è che, forse, bisogna trovarsici in certe situazioni, per capire che esse non sempre portano disperazione e debolezza, come potrebbe invece sembrare. Un saluto! :*

Riuscissi a capire perchè non ricevo più le notifiche di nuovi commenti per mail – nonostante abbia flaggato l’apposita casellina – sarei anche più contenta! 😀
Detta questa (stupidata), torniamo all’argomento di discussione.
La questione è mooolto delicata, su questo non ci piove. D’accordo o meno, purtroppo nel momento in cui l’adulta/o X che si trova a dover decidere se proseguire una gravidanza o meno, ha il coltello dalla parte del manico. Poi, come detto anche sopra, i metodi contraccettivi esistono, e DOVREBBE esserci anche l’intelligenza per usarli…dovrebbe..condizionale..perchè in molti casi non è così 😦
Un saluto a te 🙂

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