Il Calabrescia pensiero

Livia e Alessia Schepp

Posted on: 15 febbraio 2011

E’ un casino. Un vero casino, la vicenda di Matthias Schepp, ingegnere svizzero suicidatosi il 3 Febbraio 2011 a Cerignola sotto a un treno. Non è necessario che io ricordi il perchè: non si tratta semplicemente di un uomo che per ammazzarsi ha girato mezza Europa per poi andare a morire in un posto apparentemente svincolato da qualsiasi elemento che appartenesse alla propria vita, ma ha portato con sè anche le sue due figlie di sei anni, Livia e Alessia, gemelle, apparentemente per ucciderle, comunque per separarle dalla loro mamma secondo lui colpevole di avergli rovinato la vita, averlo fatto soffrire per via della richiesta di divorzio e, soprattutto, per essersi opposta all’ipotesi di un affidamento congiunto delle bimbe stesse. Sindrome di Medea, la definiscono.

In via preliminare bisogna rendersi conto che il confine di “ciò che ha senso” è soggettivo, non ha connotazioni oggettive. Per una persona con gravi disturbi psichici è perfettamente normale prendere a capocciate un muro fino a spaccarsi la testa, se è convinto di avere il cervello pieno di insetti. Per una persona gravemente depressa è perfettamente normale suicidarsi e porre fine alla propria sofferenza. Quindi, se si vuole capire, scoprire il mistero di azioni compiute da una persona che da tempo i famigliari e gli psichiatri definivano “con la morte dentro”, bisogna sgombrare il campo dalla concezione di “normalità” per una mente sana e ordinaria, e vagliare anche ipotesi particolarmente cervellotiche, truculente e, per noi sani, apparentemente prive di logica. Come mai cervellotiche, oltre che sanguinose? Perchè ricordiamo che oltre ad essere gravemente depresso (e quindi oltre ad avere una visione del “normale” particolarmente cupa) Schepp era anche un brillante ingegnere (in grado, quindi, di architettare alla perfezione un piano di difficile comprensione, complesso, criptato, il cui fine non fosse tanto quello di ammazzarsi -avrebbe potuto tranquillamente tirarsi una revolverata a casa- ma creare un rebus per far sì che la madre delle bimbe patisse la peggiore delle sofferenze: non la morte delle figlie, ma l’impossibilità di conoscerne la sorte, non potersi ricongiungere a loro, non poter nemmeno piangere sulla loro tomba).

Si sa che quest’uomo si è recato da Marsiglia a Propriano (Corsica) col traghetto “Scandola” insieme alle figlie, partendo il 31 Gennaio e arrivando il 1 Febbraio, alle ore 6.30. Sarebbe poi ripartito da Bastia (Corsica) il 1 Febbraio stesso per recarsi a Tolone, sempre ovviamente in traghetto, ma senza le due bambine.

Testimoni dicono di aver visto l’ingengere, le due bimbe e una signora bionda insieme, prima a Marsiglia, poi due avvistamenti in Corsica, uno a Propriano e l’ultimo a Macinaggio, dove un pensionato afferma di aver visto i quattro con, in particolare, l’ingegnere e la misteriosa bionda che discutevano animatamente vicino all’auto di lui, una Audi nera targata CH, quindi svizzera.

Prende corpo quindi anche una presenza femminile, che parrebbe confermata dal ritrovamento, a casa dell’ingegnere, di un cappotto femminile che non apparterrebbe alla moglie.

Ora: se questo cappotto appartiene ad una donna non implicata nella vicenda, fosse stato dimenticato in casa da una semplice amica, a questo punto questa si sarebbe già fatta avanti per chiarire le cose e tirarsi fuori da questa brutta storia. Così come si sarebbe fatta avanti la misteriosa bionda, dicendo semplicemente “signori, è vero che ho incontrato Schepp e le bimbe, ma solo perchè lui (situazione a caso) mi voleva chiedere delle indicazioni stradali”.

Oppure potrebbe essere ipotizzabile che la bionda e la proprietaria del cappotto siano la medesima persona, persona che forse Schepp aveva inserito in qualche modo nel suo piano criminoso. Ed è probabile, a questo punto, che sia proprio così.

In tal caso gli scenari sono due: per mescolare un pò le carte decido di trovarmi in Corsica con quella donna, con la quale mi ero precedentemente accordato al fine di consegnarle le bimbe per sottrarle alla mamma (e questo la bionda lo sa, non è un semplice “affidarle” ma un vero e proprio sequestro, perchè dal momento in cui io mi butto sotto a un treno e la vicenda viene messa sui giornali correrei il rischio che lei prenda le bimbe e le riconsegni alla mamma, cosa che non voglio) dicendole che in seguito avrei inscenato un rapimento, o, semplicemente, confessandole la mia volontà di suicidarmi. Così le bimbe sono salve, ma faccio comunque venire i sorci verdi alla mamma facendole credere di averle ammazzate. Magari la bionda è anche una donna che non può avere figli e non vuole affrontare le lungaggini burocratiche di un’adozione. Ha quindi un “tornaconto” nell’aiutarmi. Poi mi suicido, così la verità muore con me.

Oppure scenario numero due: tutto come sopra, ma la bionda cede. Decide di non voler più collaborare con me (e qui potrebbe ben inserirsi il litigio testimoniato dal pensionato vicino a Macinaggio). In tal caso ho una donna che potrebbe, da un momento all’altro, andare dalle forze dell’ordine e fermarmi; non riuscirei a far sparire le tracce delle bimbe (vive o morte, c’è pericolo che vengano trovate), non riuscirei a far soffrire la madre a sufficienza. Quindi si rende necessario non solo far sparire le gemelline, ma anche la donna bionda. Poi mi suicido.

Nella prima ipotesi le bimbe sarebbero ancora vive (insieme alla bionda), ma molto poco probabilmente si troverebbero tuttora in Corsica. Chi, infatti, si recherebbe in un’isola straniera al fine di collaborare al sequestro di due bambine e poi rimarrebbe in loco? La Corsica sarebbe semplicemente un luogo in cui effettuare uno scambio e far poi perdere le proprie tracce. Ma se l’ingegnere avesse consegnato le bambine alla bionda il 1 Febbraio in Corsica, perchè poi tornare a Tolone e farsi una tirata in auto fino a Cerignola (le gomme dell’auto sono piene di fango: perchè quest’uomo è andato per strade sterrate?) e lì uccidersi? Avrebbe consegnato le due bimbe ad una persona che le avrebbe portate con sè facendole sparire; l’intento dell’ingegnere era compiuto, poteva ammazzarsi tranquillamente in Corsica o a Tolone, se proprio voleva dare una ulteriore ingarbugliata. Ma arrivare a Cerignola…

Nella seconda ipotesi, le bimbe sono morte. Sicuramente il cadavere della bionda, in tal caso, si troverebbe in Corsica (se devo eliminare una complice che tutto a un tratto cede, diventando una potenziale testimone e mandare il mio piano a quel paese non mi perdo in chiacchiere, la secco il prima possibile). Il che non sarebbe nemmeno così poco credibile, dato che Schepp arriva in Corsica il 1 Febbraio e riparte lo stesso giorno: arrivo, voglio consegnare le bimbe, la mia complice vacilla, la ammazzo per evitare che diventi un problema, vado via dalla Corsica il prima possibile, che magari trovano il suo cadavere e io finisco nei casini prima di riuscire nel mio intento (infatti il ritorno dell’ingegnere dalla Corsica al continente sembra l’unico elemento eseguito “in estemporanea”: quel giorno pare che i traghetti fossero in sciopero, e che ne abbia preso uno che, fortunatamente, era in servizio.). A questo punto, però, non ho più complici per attuare un semplice sequestro: se voglio che la mia ex moglie soffra per la perdita (o meglio, la scomparsa) delle bambine, l’unica cosa che mi rimane da fare è ucciderle e nascondere i corpi

Però è vero che i miei spostamenti verso la Corsica sono intercettabili attraverso l’acquisto dei biglietti dei traghetti: come sfruttare tutto questo a mio vantaggio? Devo dare l’impressione che le bimbe siano rimaste sull’isola. Come? Dopo aver ucciso la bionda, uccido anche loro due, riparto dall’isola con i cadaveri delle bambine nel bagagliaio, non acquistando, così, i due biglietti supplementari che farebbero capire un loro ritorno sul continente. Dopotutto la Corsica è “bruciata”, so che le ricerche si concentreranno là. E non voglio correre il rischio che le trovino. Allo stesso tempo non posso portarle via vive: anche nascondendole nel bagagliaio correrei il rischio che piangano, e di venire scoperto. Bisogna creare l’illusione che, vive o morte, dal viaggio dalla Corsica verso Tolone in poi non fossero più con me.

A questo punto sono nel continente, da quel momento in poi mi recherò da Tolone a Cerignola, attraverso un itinerario attualmente sconosciuto dagli inquirenti. Mi reco in zone poco abitate, campagne, nelle quali evidentemente troverò un luogo idoneo a nascondere i due corpi -ecco spiegato il fango sulle ruote-

Per fare tutto questo giro in auto, però, mi serve un navigatore satellitare: sono un ingegnere, so che quando mi sarò ammazzato, da quel navigatore si potrà risalire ai miei spostamenti. E anche se non capiranno che ho ammazzato le bimbe già in Corsica e le ho seppellite tra Tolone e l’Italia, non vorrei che scandagliassero ogni metro delle aree che ho percorso nel mio ultimo viaggio, magari trovando i corpi. Così mi sbarazzo del navigatore, distruggendolo.

Per quanto, immedesimandomi nella mentalità di quest’uomo, mi paia più probabile l’ipotesi di un triplice omicidio seguito dal suicidio, non è del tutto eliminabile l’ipotesi di questa complice bionda che abbia collaborato nel sequestro delle due bimbe.

Quindi, o si cercani un cadavere in Corsica e due altri cadaveri in un area che si estende per qualcosa come 2000 km, oppure si cerca una donna scomparsa residente vicino al paese di Schepp, dal quale avrebbe potuto recarsi più volte, che lo conoscesse, che potesse aver dimenticato da lui il proprio cappotto. E non necessariamente bionda e di età compresa tra i 40 e i 50 anni: data la complessità del piano, è così difficile che i due avessero deciso anche di cammuffare i tratti di lei, magari con una parrucca e del trucco particolare, sapendo di poter essere avvistati in Corsica e volendo mescolare ulteriormente le carte?

Trovata una donna scomparsa, forse…

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1 Response to "Livia e Alessia Schepp"

Ah, ora salta fuori Katia Iritano, 27enne svizzera scomparsa dal canton Friborgo (vicino alla residenza di Schepp) il 25 gennaio (che caso!) avvistata in precedenza il 15 gennaio con Matthias Schepp. E siamo al 18 febbraio.
Connotati: corporatura snella, 170cm, occhi castani, capelli castano medio lunghi. Nata il 24/04/1983. Parla italiano e francese.

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