Il Calabrescia pensiero

L’isola che non c’è

Posted on: 3 marzo 2011

Sto girovagando. Girovago tra i blog, vedo, tra quelli più frequentati, “Il post viola”, blog ufficiale del Popolo Viola, movimento politico-ideologico fondato da Beppe Grillo.

Ora, personalmente non ho mai avuto grande ammirazione per i seguaci ed elettori di tale movimento. Però si sa mai che possano avere qualche bella idea, qualche ragionamento acuto, leggere i loro pezzi, magari, può solo che farmi bene. Invece devo prendermi una scatoletta di Maalox plus per non farmi venire un attacco d’ulcera.

Titolo del pezzo: “Libia, il logo dell’ENI sulla giacca del mercenario”. Ecco il testo.

Journal Blog ha pubblicato questo filmato nel quale il logo dell’italianissima Eni, controllata dallo Stato, appare sul giubbotto di un mercenario a cui è stato ordinato di sparare sulla folla dei dimostranti a Bengasi. “E’ noto -scrive Journal Blog”- che Berlusconi e il colonnello libico Gheddafi siano in affari. Altrettanto noto -continua Journal Blog-  è che la politica energetica di Berlusconi è basata sui rifornimenti di idrocarburi provenienti dalla Libia (l’Italia assorbe il 38% delle sue esportazioni di petrolio) e dalla Russa. In particolare, l’Eni ha concessioni petrolifere in Libia fino al 2035; ha investito nel Paese 50 miliardi di dollari negli ultimi 10 anni e gli accordi italo-libici prevedono investimenti per altri 20 miliardi di dollari entro il 2020″. Ecco il filmato”

“I manifestanti domandano: «Di chi sono gli ordini?».
L’uomo risponde: «Degli ufficiali. Giuro. giuro.. ordini ordini».
La folla chiede ancora: «Vi hanno detto di sparare contro la gente con pallottole da guerra?»
Il prigioniero risponde: «Sì, Sì»
A quel punto si scatena la ferocia del branco.
Molti dicono: «No, No non fate così… facciamolo parlare. Non possiamo fare come loro…».”

Qui si conclude l’articolo.

 

Peccato che quella del mercenario sia la maglietta della squadra di calcio “Al-Ahly Tripoli”, squadra che, come tutte, ha uno sponsor. Lo sponsor è ENI: ecco perchè lo stemma dell’impresa spicca sulla t-shirt. Un pò come se io andassi a sfasciare una vetrina con la maglia della Ferrari, e qualcuno dicesse che sono un contractor della Marlboro. Ridicolo.

Ma loro no, loro, il Popolo Viola, movimento politico che come programma ha una sola parola (VAFFANCULO), leggono il post di un altro blog, il Journal Blog, vedono riferimenti che possano dare il la a critiche al Governo e hanno un orgasmo, come no, l’ENI è azienda di Stato, il mercenario è “marchiato” ENI, ecco qui, è Berlusconi che, avendo grossi affari in Libia, ha pagato tutti i mercenari in combutta con Gheddafi.

Ma che profonda analisi economico-politica.

Quello però che fa più incazzare è la visione da isola che non c’è che ispira pezzi come questi. “La politica energetica DI BERLUSCONI -dicono- è basata sui rifornimenti di idrocarburi provenienti da Libia e Russia.”

Eh certo. Berlusconi, che è tanto cattivo, compra petrolio dai cattivi Gheddafi e Putin e li finanzia.

Consiglio al Popolo Viola di piantarla di farsi le canne, sfanculare meno, immergersi nel mondo reale della politica. Noi non abbiamo il nucleare, e l’energia pulita e rinnovabile, per quanto intelligentissima, non sarebbe sufficiente a coprire il nostro fabbisogno. Ciò detto, dobbiamo importare energia. E se dobbiamo importarla, la importiamo da chi ce l’ha. E se la Russia e la Libia hanno petrolio, per quanto i loro leader possano essere dei pazzi suonati, questo lo compreremo da loro. Non è la politica energetica DI BERLUSCONI (che peraltro sta portando avanti una battaglia pro-nucleare), ma la politica energetica di un popolo che, attualmente, non ha mezzi sufficienti per essere indipendente. Cazzi non ce ne sono.

O cominciamo seriamente col nucleare (senza trascurare le energie rinnovabili), e limitiamo così le importazioni di idrocarburi (ma il Popolo Viola vive sull’isola che non c’è: non vogliono che s’importino idrocarburi, non vogliono il nucleare. Però vogliono l’energia, loro) oppure viviamo nelle capanne, scaldandoci  al fuoco, non usiamo automobili, non usiamo corrente elettrica.

O restiamo così come ora, ma non ci lamentiamo se per vivere da persone civili, con una casa riscaldata, con un auto che ci porti dove vogliamo quando vogliamo, dobbiamo dipendere da altri Stati con capi brutti e cattivi. Soprattutto se per scrivere certe stronzate usiamo un PC che funziona a corrente elettrica.

Quel che è certo, è che sarebbe meglio evitare di eccitarsi sessualmente ogni volta che pare esserci uno spunto per criticare il Governo, riportando ardite ricostruzioni complottiste come se fossero la parola di Dio.

 

 

Comunque, se i calciatori del Tripoli sono ridotti a fare i contractors, suppongo che la squadra non vada molto bene.

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