Il Calabrescia pensiero

Festa della donna: malsane sfumature

Posted on: 8 marzo 2011

Lo sfruttamento della donna, il suo essere sminuita, l’essere sottomessa.

Sono situazioni che tutt’oggi esistono, purtroppo. Ma credo che ci si debba (magari sbaglio!) regolare su quali siano i parametri per definire cosa sia “sfruttamento”.

Senza voler far polemiche, avrai notato come questa “passione” per i diritti delle donne si sia rinvigorita dopo lo scoppio del caso Ruby. E il Presidente che va a puttane, e le donne che fanno le puttane, e via di questo passo, una valanga che ha preso dentro tutti. Tutti ad accusarsi e ad accusare di “sfruttare” il corpo della donna.

“Anche tu sei colpevole, sul tuo giornale appare spesso un culo di donna per pubblicizzare i jeans!”

“No, colpa tua, che ogni sera fai ballare due ragazze seminude nel tuo programma!”

“Non è vero, colpa tua che metti sempre un’inserzione con ammiccante figliola per pubblicizzare il push-up che ti ingrandisce le zizze senza la necessità di farsi operare”

Ma signori, diamoci una cazzo di regolata.

Rendiamoci conto che lo sfruttamento è altro. Lo sfruttamento non è quando una ragazza 25enne viene pagata attorno ai 2mila euro per farsi fotografare le proprie sode e grandi tette nude.

Sfruttamento non è prendere una barconata di soldi per ballare meno di 3 minuti a serata.

Sfruttamento non è essere elette in Parlamento per il solo merito di essere una gran bella figa.

Non è andare a ridacchiare su un palcoscenico, divertendosi per tutta una serata (magari con ampia scollatura) e prendendosi anche 250mila euro.

Questo non è sfruttamento. Questa è la libera scelta di donne che, baciate dalla fortuna di essere belle e sane, decidono di sfruttare la debolezza di noi uomini, il nostro ragionare con l’uccello, per fare in modo di poter guadagnare grandi (spropositate?) cifre al solo scotto (accettato e preventivato)  di farci vedere le loro lunghe cosce, le loro perfette e enormi tette, i loro movimenti sinuosi. Data la debolezza di noi uomini, si adeguano di conseguenza al fine di diventare dominatrici. Se non fossero dominatrici per via del loro semplice corpo, mi spiegate che senso avrebbe il metterle in mezzo ogniqualvolta ci sia un giro di soldi di svariati milioni di euro?

Per pubblicizzare il reggiseno (dai, quello della pubblicità con la tipa che si rotola nel letto, che si strizza le poppe, e che ti fa maledire il giorno che ti sei sposato quella cozza di tua moglie) potevano benissimo prendere un bell’uomo sorridente, che sorseggia una bibita, allegro, felice come una Pasqua, e fargli dire che da quando sua moglie ha comprato il reggiseno miracoloso la sua vita è cambiata, che la loro sessualità è resuscitata (ti sembrerebbe eccessivo? Ah sì? E allora secondo te i push-up per cosa li fanno? Per fare in modo che la capacità polmonare femminile sia sensibilmente ridotta a causa della compressione, o per arrapare noi uomini?) e che si sente ringiovanito.

Però mettere la strafiga (strapagata) che si rotola ammiccante fa più denaro: l’uomo magari lo regalerà alla fidanzata perchè, dai, hai visto che risultato? E la donna se lo comprerà da sola perchè, dai, hai visto che risultato?

Ecco qui, la signorina non solo ha preso una barca di soldi per rotolarsi in un letto candido, ma ha anche indotto migliaia di persone a comprare un prodotto nella vana speranza di assomigliare a lei. Io questo, porca puttana, non credo sia sfruttamento.

Per favore, basta parlare di veline, basta parlare di culi e tette, basta parlare di cosce lunghe, sode e abbronzate, e far passare il messaggio che le legittime proprietarie siano, in virtù di queste, sfruttate dalla società.

Vi ricordo che l’8 marzo si ricorda la morte, nel 1908, di 129 donne operaie, rinchiuse nella loro fabbrica per aver osato ribellarsi alle loro disumane condizioni di lavoro, e tutte decedute a causa di un incendio divampato nella stessa fabbrica. La fine del sorcio.

E io oggi devo vedere queste 129 anime associate alle decine di bellissime e sanissime ragazze strapagate per farci vedere il sederino?

NON CI STO.

Io oggi devo stare a sentire discorsi del tipo che la velina è sfruttata dalla società mentre la situazione in cui la donna musulmana viene insultata e picchiata dal marito va accettata perchè “bisogna capire e accettare le culture diverse dalla nostra” (sì, proprio così mi è stato detto)?

NON CI STO.

E tu?

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9 Risposte to "Festa della donna: malsane sfumature"

Non pensi che forse sono sbagliati entrambi i tipi di sfruttamente? che possono essere considerati tali tutti e due MA sono di diverso grado?
E comunque mi scandalizza la tua visione dell’UOMO DEBOLE! Credi ancora in Adamo ed Eva? inoltre vuoi fare tanto il difensore delle donne, ma hai fatto un ragionamento veramente MASCHILISTA!

N°1) Io non ritengo che si tratti di sfruttamento, ma di libera scelta della donna: vedo che posso fare tanti soldi mostrando il culo, mostrare il culo non mi dispiace, quindi farò la showgirl mostrando il sederino e guadagnando fior di euro. Da dizionario: SFRUTTAMENTO: ricavare il massimo vantaggio approfittandosi di qualcuno. Se la donna (e ce ne son tante, non tutte son figlie di Maria) vuole far tanti soldi con poco sforzo, “sfruttamento” mi pare una parola quantomeno errata, sostituibile con “discutibile furbizia”.
2)L’uomo è, di fronte alla bellezza del corpo femminile, effettivamente debole. Negarlo è impensabile. E questo intendevo: uomo debole innanzi alle grazie femminili, non in generale. Credo che leggendo attentamente la cosa risulti senza possibilità di errore.
3)Non faccio assolutamente il difensore delle donne, tant’è che per tutto l’articolo affermo che esse hanno la capacità, soltanto mostrando il proprio corpo (volontariamente, non costrette) di far girare un intero sistema economico. Non credo che questa categoria di donne necessiti della mia difesa. Al contrario lamento la vergognosa e disumana situazione nella quale si trovano molte donne (ho fatto l’esempio islamico, ma ce ne sono a bizzeffe): in questi casi si può parlare di sfruttamento e disumanità. Ma considerare sfruttamento un calendario di 12 foto nude pagato 60mila euro, questa è, a mio avviso, una bestemmia.

Ma poi, tu dici che parlo di uomo debole e allo stesso tempo mi dai del maschilista. Credo tu debba rivedere alcune definizioni, le trovi sul dizionario!

Non ci sto nemmeno io, cavolo. Ottimi spunti di riflessione, comunque, che ce la dicono lunga sulla falsità generale. Che fa comodo a molti, strumentalizzata da tanti.
http://www.vongolemerluzzi.wordpress.com

Bella la spammata finale, marrano! 🙂 No dai, è ok

Lo zampino cala sempre, è inevitabile! Sii il benvenuto nel mio blog! 🙂
Comunque, a parte gli scherzi, finalmente qualcuno che prenda una posizione netta e precisa su questi argomenti!
A rileggerci 😉

A parte che il discorso dell’incendio dell’8 marzo è una bufala (http://ritacharbonnier.blogspot.com/2009/03/8-marzo-la-bufala-dellincendio-in.html), sono solo parzialmente d’accordo con te.
Sono d’accordo quando dici che definire “sfruttate” le veline è un’idiozia. Pienamente d’accordo, quella è una libera scelta peraltro molto ben ripagata.
Però secondo me bisogna parlare di sfruttamento del corpo femminile in un’altra accezione: non perchè quella specifica ragazza viene pagata per esibire il suo corpo, ma perchè il modello (culturale, purtroppo) secondo cui avere un bel corpo, e magari anche mostrarlo, è prerogativa indispensabile per il successo in qualunque campo impone (o quanto meno spinge fortemente) a TUTTE le donne di adeguarsi.
In questo senso, secondo me, chi fa del business con tette e culi, reca danno alle donne. Non a quella che fa vedere il culo facendosi pagare milioni, ma a tutte le altre.

Ti ringrazio per aver corretto l’imprecisione sulla genesi di questa ricorrenza. E per i tuoi toni pacati. Spero di continuare ad averti tra i miei lettori!

Perchè non ci chiediamo invece per quale motivo le donne sono per certi versi obbligate a fare certe cose per raggiungere posti decenti o diversi? E non venite a dirmi che non è vero! Perchè se non vi accorgete di queste cose siete ciechi…o siete uomini!

Perchè siamo in una società molto triste. Ma qui il punto non era la società in generale, nè il caso in cui una donna, per ottenere un posto, sia costretta a fare cose contro il suo volere: qui si parlava dell’assoluta idiozia di chi considera una showgirl come una povera schiava della società cattiva. Son due discorsi molto differenti! 🙂

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    • Piero Sallusti: te saluto......pure i galli hanno capito che il mentitore di professione era solo un cavallo di troia per indagare Valle....un finto accusatore, d'acc
    • Franco (@Francostars1): Gli atti osceni in autovettura possono essere evitati come reato se i vetri sono appannati o tutti coperti, come citato dalle Sentenze della Cassazion
    • calabrescia: Esistono anche assassini magri. E non possiamo sapere se Simonetta non conoscesse il Valle.
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