Il Calabrescia pensiero

Terremoto a Roma?

Posted on: 16 marzo 2011

Ho inserito questo pezzo nella categoria “intrattenimento” perchè si tratterà di un argomento non strettamente legato a dati oggettivi. Ma nel caso le informazioni che ho reperito (e che puoi verificare anche tu) si dimostrassero vere, allora ci sarebbe ben poco da intrattenersi e stare allegri.

Il secolo scorso è vissuto un uomo, tale Raffaele Bendandi (1893-1979). Il suo soprannome era “L’uomo che prevedeva i terremoti”.

Lo so, hai già la tentazione di ridacchiare e chiudere questo articolo, in effetti ha tutta l’aria di una bufala. Ma ti consiglio di continuare, fosse solo per leggere una storia interessante.

Si trattava di un uomo di famiglia umile, senza alcuna preparazione scientifica riconosciuta. Nel 1908, all’età di 15 anni, dopo il terremoto di Messina e Reggio Calabria, comincia a interessarsi ai fenomeni sismici.

All’epoca la geologia era ancora ai suoi primi passi, e la sismologia era pressochè al punto di partenza. Un fenomeno era, invece, conosciuto da anni: il fenomeno delle maree, spostamento di grandi masse d’acqua nei mari e oceani di tutto il mondo per via dell’azione gravitazionale della luna e degli altri pianeti.

Bendandi mise semplicemente in relazione il moto della luna e dei pianeti non solo al fenomeno delle maree, ma anche alle manifestazioni sismiche. Fin qui niente di rilevante, si potrebbe pensare a una semplice sparata senza alcun valore scientifico nè alcuna sperimentazione o riscontro oggettivo.

Ma non è così semplice.

A livello non ufficiale (quindi non ci sono prove a riguardo) previde, nell’ottobre del 1914 un terremoto che si sarebbe verificato nella Marsica: il sisma si verificò il 13 gennaio 1915. Ma si potrebbe pensare ancora a una carriolata di cazzate: anche io potrei dirvi di aver previsto il terremoto giapponese, ma se non vi porto le prove della mia previsione… dove sono le prove?

Eccole.

Il 23 novembre 1923 si reca a Faenza, da un notaio. Davanti a lui prevede (e fa certificare la previsione) che nel 1924, precisamente il 2 gennaio, si sarebbe verificato un terremoto nelle Marche. In effetti il terremoto si verificò, anche se il 4 gennaio. Un errore perdonabile, a mio avviso.

L’ultima sua previsione certificata (e, purtroppo, verificata) è stata quella riguardo al terremoto in Friuli nel 1976. La comunità scientifica, data la mancanza di referenze e di una formazione scientifica accreditata, lo trattò come un ciarlatano, un allucinato, e non gli diede ascolto. Cosa sia successo poi in Friuli è cosa nota.

Si dibatte sull’esistenza di una ulteriore previsione: l’11 maggio 2011 (ma io direi tra il 15 e il 20 maggio, data la tendenza di Bendandi a toppare le previsioni di qualche giorno) Roma dovrebbe essere letteralmente rasa al suolo da un terremoto devastante. C’è chi dice che questa previsione esista (il che comunque non comporterebbe la certezza dell’evento) e chi invece, come Paola Pesciarelli Lagorio -presidente dell’Osservatorio Bendandi, che avrebbe quindi tutto l’interesse a dar credito a questa notizia- dice: “Non esiste nessuna previsione di Bendandi. Non so chi sia la fonte della notizia che sta viaggiando sul web. So solo che noi all’osservatorio non abbiamo nessun documento in cui vi siano scritte date o luoghi e tutto ciò che Bendandi ha scritto nel corso della sua vita lo abbiamo noi. Non esiste nessun libro scritto da Bendandi sulle previsioni”.

Io non ho mai letto nulla su Bendandi, e non so dirti se questa previsione esista oppure no. Poi, nel caso esistesse, c’è sempre il fatto che nessuno può affermarne con certezza la validità. Questo va detto al mio lettore, a onor del vero e completezza.

Nella speranza che questa storia non sia stata inventata ad arte da un internauta in vena di scherzi: un conto è elaborare una teoria credendo, in fondo al proprio animo, che questa sia veritiera e finalizzata a salvare vite umane; altro conto è mettersi a fare i coglioni spargendo in rete notizie che si sanno essere palesemente false.

Nel dubbio, e lo dico col sorriso, in quel periodo eviterò gite in centro Italia.

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