Il Calabrescia pensiero

Amen

Posted on: 18 marzo 2011

Soile Lautsi è diventata cittadina italiana per aver sposato il dott. Massimo Albertin, ateo. Costoro pretendevano l’eliminazione del crocefisso dalle scuole.

Luigi Tosti, giudice di pace, si era rifiutato di lavorare finchè tutti i crocefissi in tutte le aule dei Tribunali italiani non sarebbero stati rimossi.

Dopo varie peripezie giudiziarie, la Cassazione ha confermato la rimozione dall’Ordine Giudiziario del giudice di pace di Luigi Tosti del tribunale di Camerino. Ovviamente non a causa delle sue posizioni ateiste: il provvedimento è stato preso a causa del suo insensato rifiuto di lavorare. La Cassazione aggiunge anche che un crocefisso in un’aula di Tribunale non può configurare minaccia alla libertà religiosa di alcuno.

E come si è conclusa l’azione proposta dalla Lautsi? La Corte di Strasburgo, organismo dipendente dal Consiglio d’Europa afferma, in riguardo al rifiuto delle Corti italiane ad acconsentire la rimozione dei crocefissi dalle scuole, che “decidendo di mantenere il crocifisso nelle aule delle scuole pubbliche frequentate dai figli della ricorrente, le autorità hanno agito entro i limiti dei poteri di cui dispone l’Italia nel quadro del suo obbligo di rispettare, nell’esercizio delle proprie funzioni in materia di educazione e d’insegnamento, il diritto dei genitori di garantire tale istruzione secondo le loro convinzioni religiose e filosofiche; di conseguenza, non c’è stata violazione dell’articolo 2 del Protocollo n. 1”.

“Il Governo italiano (ricorrente in secondo grado alla Corte di Strasburgo, n.d.a.) sosteneva che la presenza del crocifisso nelle aule delle scuole pubbliche rispecchia ancora oggi un’importante tradizione da perpetuare. Aggiungeva poi che, oltre ad avere un significato religioso, il crocifisso simboleggia i principi e i valori che fondano la democrazia e la civilizzazione occidentale, e ciò ne giustificherebbe la presenza nelle aule scolastiche. Quanto al primo punto, la Corte sottolinea che, se da una parte la decisione di perpetuare o meno una tradizione dipende dal margine di discrezionalità degli Stati convenuti, l’evocare tale tradizione non li esonera tuttavia dall’obbligo di rispettare i diritti e le libertà consacrati dalla Convenzione e dai suoi Protocolli. In relazione al secondo punto, rilevando che il Consiglio di Stato e la Corte di Cassazione hanno delle posizioni divergenti sul significato del crocifisso e che la Corte Costituzionale non si è pronunciata sulla questione, la Corte considera che non è suo compito prendere posizione in un dibattito tra giurisdizioni interne. Di fatto gli Stati contraenti godono di un certo margine di discrezionalità nel conciliare l’esercizio delle funzioni che competono loro in materia di educazione e d’insegnamento con il rispetto del diritto dei genitori di garantire tale educazione e insegnamento secondo le loro convinzioni religiose e filosofiche. La Corte deve quindi di regola rispettare le scelte degli Stati contraenti in questo campo, compreso lo spazio che questi intendono consacrare alla religione, sempre che tali scelte non conducano a una qualche forma d’indottrinamento. In quest’ottica, la scelta di apporre il crocifisso nelle aule delle scuole pubbliche (e nelle aule di Tribunale? n.d.a.) rientra in principio nell’ambito del margine di discrezionalità dello Stato, a maggior ragione in assenza di un consenso europeo . Tuttavia questo margine di discrezionalità si accompagna a un controllo della Corte, la quale deve garantire che questa scelta non conduca a una qualche forma di indottrinamento”.

Tradotto? Signori, il crocefisso rimane, amen. Piaccia o non piaccia. Ora, visto che le cose sembrano chiarite, vogliamo andare oltre ed evitare di intasare le aule di Tribunale con questioni squisitamente inutili e ideologiche? Perchè non voglio credere che chi si scagli contro il crocefisso lo faccia per vere e concrete questioni sostanziali (davvero qualcuno pensa che un crocefisso in un’aula di Tribunale possa seriamente impensierire un imputato, o che un ragazzino a scuola ne sia più infastidito rispetto alla odiosa, terribile, interrogazione di matematica dell’ora successiva?).

Siamo seri.

Andiamo oltre. E se sei ateo, o non cristiano, allora vedila così: quella cosa lì appesa al muro altro non è che un pezzetto di legno, un oggetto di arredamento. Perchè è così che viene visto (legittimamente) da una persona non cristiana. Datosi che si tratta di semplice oggetto di arredamento, magari per te carente di buon gusto, trattalo come tale. O magari vuoi portare in Tribunale qualche scuola perchè detesti il design dei cancellini? Un oggetto, un soprammobile. Nulla più.

Nota a piè di pagina, argomento diverso: qualche tempo fa auspicavo un intervento militare contro le forze di Gheddafi, in quel momento in apparente e totale disfatta, con la Libia quasi completamente conquistata dal popolo insorto. Successivamente, intervento militare mancato, analizzavo la situazione rivedendo la mia posizione: dato che Gheddafi, non fermato nel momento della sua massima debolezza, si stava rafforzando sempre più, una azione militare contro di lui rischiava di diventare un bagno di sangue epocale e, comunque, in caso di (improbabile?) sconfitta delle forze antilibiche, un grandissimo problema dal punto di vista dei rifornimenti di gas e petrolio; è inverosimile pensare che uno ti dia ancora il petrolio di cui necessiti dopo che gli hai dichiarato guerra, e dopo che lui ti ha randellato di sana ragione. “abbiamo perso tempo, non si può più far nulla”, dicevo.

Ora che Gheddafi non solo si sta rafforzando, ma ha totalmente riconquistato la Libia e sta spazzando via gli ultimi quattro gatti che gli si oppongono, ORA, l’ONU cosa mi inventa? Il via libera alla no fly zone. Che come ricordavo in un precedente articolo altro non è che una azione di guerra nella quale si elimina tutta l’aviazione militare del nemico, le sue postazioni antiaeree, e se ne pattugliano notte e giorno i cieli con aeremobili militari. Abbattendo tutti quei velivoli militari che, sopravvissuti all’eliminazione iniziale, osino infrangere il divieto di sorvolare la zona.

Fatto quando il Colonnello era rintanato a Tripoli, sarebbe stata un’ottima e risolutiva idea. Fatto ora, anche nella migliore delle ipotesi (la sconfitta del dittatore) sarà un interminabile, terribile bagno di sangue. Una guerra pericolosissima. Ricordo a lorsignori che la Libia non è in culo ai lupi, è incollata all’Europa. E che il Colonnello non ha alcun problema a inviare (magari su di noi, che siamo i più vicini) i suoi bombardieri. Dopotutto ha bombardato la sua stessa gente. Lo ricordo non solo ai paciocconi dell’ONU, che forse sono carenti in geografia, ma anche alla politica italiana, che sembra rapita dall’eroico progetto, e ha prontamente messo a disposizione svariate basi aeree e svariati mezzi della Marina Militare. Ricordo anche che nessuno sa se Gheddafi abbia accordi militari con altri stati filoislamici, in caso di attacco. Chi è il nemico?

Nel caso si giungesse realmente alle vie di fatto, sono costretto a dirlo: spero in una azione violentissima che spazzi via in men che non si dica ogni forza pro-Gheddafi; ciò significa una strage assurda, ma non si può fingere di non capire che, se non si agisce con violenza estrema, se si lascia respirare il Colonnello un secondo in più, la controffensiva sarebbe un bombardamento immediato del territorio italiano. Con buona pace di Sicilia e Calabria. Se va bene.

Continuando a credere che una azione militare avrebbe dovuto essere condotta molto prima, spero che all’ONU d’ora in poi mettano dei militari esperti, come consulenti per certe risoluzioni.

E che licenzino Paperino e Topolino.

 

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    • Piero Sallusti: te saluto......pure i galli hanno capito che il mentitore di professione era solo un cavallo di troia per indagare Valle....un finto accusatore, d'acc
    • Franco (@Francostars1): Gli atti osceni in autovettura possono essere evitati come reato se i vetri sono appannati o tutti coperti, come citato dalle Sentenze della Cassazion
    • calabrescia: Esistono anche assassini magri. E non possiamo sapere se Simonetta non conoscesse il Valle.
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