Il Calabrescia pensiero

La baia dei Proci

Posted on: 22 marzo 2011

Un paio di amici mi chiedono perchè io non scriva sulla guerra in Libia. Non scrivo perchè non c’è nulla da dire. Si inizia, si combatte, si finisce, prima o poi.

Ma se sui fatti più strettamente legati al conflitto libico credo si possa sorvolare (Il mio blog non è sottoposto a no fly zone) credo si possa invece parlare dei retroscena, della politica politicante. Perchè se un conteggio matematico delle forze che si annientano a vicenda può sembrare deprimente (e, ammettiamolo, anche un pò noioso), quello che giunge dalle bocche e dai fatti dei capoccioni coalizzati è un qualcosa di cabarettistico.

L’ONU approva la risoluzione 1973: con questa il Consiglio di Sicurezza autorizza qualsiasi azione, anche militare, volta a garantire una no fly zone sui cieli della Libia e la difesa dell’incolumità del popolo insorto. Solo questo. Non si autorizza la destituzione, anche con l’uso delle armi, del dittatore: paradossalmente, se Gheddafi decidesse all’improvviso di non far più decollare i propri mezzi e la smettesse di sparare sui rivoltosi, un protrarsi dei bombardamenti “volenterosi” sarebbe una violazione della risoluzione. Come se, nell’ottica ONU, il problema sia semplicemente una difesa attuale dei civili. Personalmente Gheddafi l’ho sempre visto come un male, borioso e insopportabile, ma un male necessario. Sia perchè garantiva un contenimento migratorio, sia perchè ha sempre visto come  fumo negli occhi l’islam più invasato e radicale. Ma se proprio si vuole arrivare alle armi, cara ONU, almeno si abbia la decenza di ammettere che l’obbiettivo non è “la difesa dei civili”, non solo quello. L’obbiettivo è tirare, una volta per tutte, un colpo fatale al vecchio beduino e metterlo a tacere per l’eternità. Non a caso ieri, se non vado errato, un “missile fuori controllo ha colpito accidentalmente il bunker di Gheddafi, distruggendolo, senza tuttavia provocare la morte nè il ferimento del raìs”.

Come no. Un missile impazzisce, e tra tutte le direzioni che può prendere decide proprio di buttarsi sul bunker del dittatore. Ecco, questo deve essere uno dei famosi “missili intelligenti” o, perlomeno, un missile non ipocrita.

Se proprio volete farlo fuori, almeno abbiate la decenza di autorizzare a livello ufficiale una guerra a tutti gli effetti. Con obbiettivo principale l’annientamento delle forze nemiche (volanti o meno, sparanti sulla folla o meno) e la destituzione del Colonnello. Fuori i coglioni, per la miseria.

Escludendo questo piccolo frutto del pacifismo imperante (dove non si riesce a DICHIARARE GUERRA formalmente manco sotto tortura, e si usano forme edulcorate tipo AZIONE AUTORIZZATA DAL CONSIGLIO DI SICUREZZA DELLE NAZIONI UNITE), ecco che si passa all’azione.

Comando io! No io! Bombardo io! No io! Io ho più navi di te! Il cazzo, io ho i Tornado ECR. Sono il più fico! Spara anche tu! No, io non sparo! Ehi ragazzi, è qui la festa? Ho portato i salatini.

Un troiaio incredibile. Tutto d’un colpo l’orgia di volenterosi (anche qui, volenterosi un cazzo, non che io abbia nulla da lamentare, ma lo vogliamo dire che non andiamo in Libia per amor del popolo bistrattato, ma per avere la nostra fetta di combustibili fossili? Ripeto, nulla da obiettare, la benzina e il gas ci servono, piantiamola con le lamentele. Si abbiano le palle di ammettere che non siamo “volenterosi” illuminati dalla misericordia di Dio che ci spinge a difendere i più deboli, cazzo. Un briciolo di onestà morale.) dicevo, i volenterosi scoprono che per fare la guerra (perchè E’ guerra) ci vuole un’organizzazione, un piano strategico, e, cosa più importante, un comando unificato. Non serve a niente avere quattrocento aerei se per colpa di un comando spaccato li si fa partire a due a due, e non tutti insieme in un attacco unito e inarrestabile, tanto per dare un’idea del concetto.

E così la Francia attacca, ma piano piano, per quanto a parole sia cattivissima, quasi nevrotica (Sarkò, mi spiace che Carlà ti soddisfi poco, passerà, vedrai), limitandosi a far fuori qualche camionetta del regime. Ore dopo, in tutta fretta, gli USA (fino a qualche ora prima decisi a inviare i propri mezzi, ma a non aprire il fuoco) fanno partire 110 missili dalle loro navi e sottomarini, iniziando, di fatto, il conflitto. Solo il Signore sa quanti porconi avrà sparato il buon Barack nel venire a conoscenza dello scherzetto francese.

Dopo aver fatto la frittata (e non lo dico io, ma un generale aeronautico fuori servizio “distruggere per prima cosa le postazioni radar del nemico è il primo passo da fare, l’ABC della guerra. Mi chiedo come mai si siano concentrati su altri obbiettivi…”) alcuni si ricordano del loro corso serale di strategia bellica, sbiancano, ricordano che nessuno ha strumenti specifici contro i radar… no, ci sono i Tornado ECR, li hanno i tedeschi e gli italiani. Opporcamiseria, i crucchi non vogliono guerreggiare. Non ci danno nemmeno un fucile a tappo. Proviamo con gli italiani…

Come cazzo sarebbe a dire che i Tornado italiani non sono schierati in Sicilia? Dove cazzo sono? Decollate porcaputtanaeva, decollate!

E decollano sei Tornado ECR, in una missione di due ore circa. I nostri militi tornano, serafici, e confessano di non aver sparato perchè… non c’era niente a cui sparare. Però abbiamo portato la birra.

La cosa divertente è che a rivelare il dettaglio della mancanza di conflitto a fuoco è il maggiore Nicola Scolari in un’intervista a sky tg24, e verrà immediatamente richiamato alla sua base di provenienza come provvedimento disciplinare. E la consueta reticenza dei militari impiegati in operazioni di guerra???

Branca Branca Branca, Leon Leon Leon…

I paesi arabi nella coalizione volenterosa si ricordano di essere arabi, e di odiare pesantemente l’occidente. Che ci facciamo qui? Ahmed, che cazzo di casino hai fatto, siamo finiti in una compagnia di infedeli! MANGIANO PROSCIUTTO!!!

Al che qualche nostro ministro si incazza, inclusi pure il Presidente del Consiglio e il Presidente della Repubblica (ma quest’ultimo in maniera molto pacata e democratica): signori, ma qui chi cazzo comanda???

La festa si ferma di scatto. I danesi si mettono a fischiettare. La Merkel riprende a fare gli gnocchi, stranita. Sarkò prende una coppa di champagne e grida “MOI!!!”.

Dalla sala si leva un pernacchione generale.

Bene, dicono i nostri ministri, d’ora in poi o il comando lo prende la NATO (col cazzo: la NATO, da regolamento, deve decidere all’unanimità: avete voluto far la cazzata di tirar dentro anche la Tunisia, paese filoislamico? Adesso ve la pippate voi, col suo veto all’intervento dell’Alleanza Atlantica) oppure il comando lo prendiamo noi, visto che siamo a un tiro di schioppo dalla Libia e se fate i cazzoni chi ci va di mezzo siamo noi.

Dalla Francia arriva un sonoro pernacchione.

Dopo che i nostri hanno assicurato che non ci sono valide difese antiaeree, stamattina cade un F 15E Eagle statunitense. Mah, sarà stato un problema al carburatore. O allo spinterogeno.

Dopotutto è sempre lo spinterogeno.

In questo clima, i siciliani sono comprensibilmente preoccupati. Il nostro Presidente, sempre nella sua flemma da salotto chic, distribuisce al mondo la sua lezione accademica: “Non preoccupatevi! Non è mica guerra, scioccherelli! E’ un’azione autorizzata dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite!”

Dalla Sicilia arrivano svariate pernacchie.

Giorgio, io capisco che sei colto e pacato, io pure ho studiato diritto internazionale e so che, sui libri, questo pasticcio non lo trovi sotto al paragrafo “guerra” ma sotto a “Consiglio di Sicurezza ONU”. Ma metterti a fare una lezione breve a una nazione che teme l’arrivo di qualche missile o qualche bombardiere, andiamo, è ridicolo. Piuttosto non dire nulla. Piuttosto dì che dal Mediterraneo non può passare manco una mosca. Inventati qualcosa.

Ce lo vedo bene, il Giorgio, a fare il medico. Alla povera moglie preoccupata per il cuore malato del marito direbbe “No, signora, non è che GLI è PRESO UN COLPO. Ha avuto un infarto del miocardio.”

“Eh, certo che è morto! E’ che non sopporto queste imprecisioni terminologiche.”

Dalla moglie parte un cazzotto invisibile ai radar.

Andiamo, signori, abbiamo scelto il momento peggiore per schierarci contro il raìs. Viste le notizie sulle inclinazioni estremiste degli insorti libici, forse, avremmo addirittura fatto bene a non agire. Cinico? Da bastardi? Forse. Si vedrà in futuro chi abbiamo favorito bombardando Gheddafi, se siamo passati dalla padella alla brace o meno.

Perchè vorrei ricordare ai paladini delle rivolte del popolo che quarant’anni fa il leader della rivolta “per la libertà della Libia” era proprio un giovane colonnello ventisettenne di nome Muammar Gheddafi, che puntava a rovesciare il governo di re Idris. Che poi s’è visto quanto fosse per la libertà.

Chi stiamo difendendo? Povera gente che si ribella o una massa di estremisti?

E, se proprio vogliamo combattere contro Gheddafi, diamoci una cazzo di regolata. Con le forze messe a disposizione dalla coalizione “volenterosa” si potrebbe distruggere mezzo mondo, altro che mettere in difficoltà quattro beduini armati con cazzatelle di fabbricazione sovietica.

Evitiamo, solo per bagatelle sulla leadership, un’altra disfatta in stile baia dei porci. O meglio, dei Proci. Dopotutto, l’operazione si chiama Odissea all’Alba.

Bene, birra e salatini ci sono. Chi ha portato le patatine?

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2 Risposte to "La baia dei Proci"

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