Il Calabrescia pensiero

Onorevoli adolescenti

Posted on: 21 aprile 2011

La Giorgia Meloni è lanciatissima: disegno di legge costituzionale. Perchè non fare in modo che i diciottenni -che possono votare per la Camera- possano anche ESSERE ELETTI alla Camera allo scattare della maggiore età? E perchè i venticinquenni -che possono votare, oltre che per la Camera, anche per il Senato- non possono essere eletti in Senato allo scattare del venticinquesimo anno?

L’attuale regola è questa: alla Camera si può accedere dai 25 anni in su, al Senato dallo scattare dei 40.

Il mio parere? Una grandiosa minchiata.

Sia il progetto meloniano (caldamente accolto quasi da tutti, come se fossero obnubilati dall’oppio) sia l’attuale sistema.

Dimmi una cosa, lettore. Spiegami una cosa, ché credo di essere diventato stupido.

Una mia amica vuole fare la maestra. Ho detto la maestra, non il neurochirurgo.

Si deve pippare, tra le elementari, medie, superiori e università, diciassette anni di insegnamenti. Ma lasciamo perdere i tredici anni di elementari, medie e superiori, comuni a tutti coloro che vogliono entrare in un’università: diciamo solo che si deve sorbire quattro anni accademici, e naturalmente laurearsi.

Lasciamo anche perdere il fatto che ho sempre ritenuto le scuole medie completamente inutili. Si ripetono concetti già appresi alle elementari e che verrano ulteriormente ripresi alle superiori. Mah, tant’è.

Un’altra mia amica vuole fare l’infermiera.

Pochi anni fa (non nel Cretaceo) bastava fare tre anni di superiori o, se proprio volevi fare l’infermiera super, a livelli dirigenziali, ai tre anni ne aggiungevi altri due. In pratica ti facevi i classici cinque anni di scuole superiori in un istituto professionale infermieristico. Ed eri infermiera qualificata anche per ruoli dirigenziali. Oggi se vuoi essere infermiera “semplice” devi farti tre anni di università; se vuoi arrivare a livelli dirigenziali devi fare una specializzazione di altri due anni. Cinque in tutto.

Se vuoi essere eletto in Parlamento, se vuoi fare uno dei lavori più importanti (se determinare la Politica di un Paese non è importante, cosa lo è?) non ti serve un titolo di studio. Non ti serve un cazzo: basta che il partito di turno ti ritenga una buona calamita di voti (pensa a Vladimir Luxuria, o all’operaio sopravvissuto della Tyssen, o alla madre di Carlo Giuliani) et voilà. Sei onorevole, o senatore.

L’importante è che tu abbia (per ora) almeno 25 anni per la Camera e 40 per il Senato.

E la Giorgina, con tutta la politica sdrogazzata di non si sa che cosa, proprone di abbassare la soglia dell’eleggibilità. Come se parlamentari più giovani sia sinonimo di parlamentari migliori.

Non voglio commentare eccessivamente: parla con un diciottenne-tipo, e poi dimmi se lo riterresti in grado di assumere impegni politici di alto livello.

Io spero sempre in qualcuno che si alzi, una mattina, e dica: “Ma come cazzo è che mai nessuno ci abbia pensato prima?”

E si rechi quanto prima in Parlamento, proponendo di condizionare l’elezione a Onorevole in primis a un titolo di studio ben preciso (e se per fare il medico devo essere laureato in medicina, per legiferare credo che una laurea in giurisprudenza vada più che bene), in secundis a un periodo di “praticantato” senza stipendio di almeno uno o due anni.

Perchè il titolo di studio in sè non serve a un cazzo, se non entri prima nell’ottica dei meccanismi, alle volte arrugginiti, del Parlamento. Perchè la sola pratica non serve a un cazzo, se non hai sudato anni per capire, almeno in chiave teorica, quali siano i meccanismi dell’intero sistema.

Ti sei laureato in legge? Ti sei fatto due anni alla Camera senza prendere nemmeno un euro, assistendo a tutte le sedute ed entrando nel meccanismo? Bene, puoi diventare onorevole.

E non mi interessa se hai 25 anni, 27 o 32. Se hai questi requisiti, prego, sei accoglibile nella nostra classe politica.

Vuoi entrare in Senato? Bene! Dopo qualche anno alla Camera (che dici, facciamo almeno 5 o 10 anni?) puoi accedere anche all’altro ramo del Parlamento. E’ ovvio che in tal modo, subordinando l’elezione a Senatore a quella di Onorevole, tutti i requisiti fondamentali per la Camera sarebbero naturalmente trasposti anche al Senato. E se diventi Onorevole a 25 anni, allora potresti essere eletto senatore a 35.

Ovviamente, Onorevole o Senatore, decadresti automaticamente se non partecipassi almeno all’80% delle sedute. Perchè è facile fare il parlamentare, se quando c’è da andare in Aula si resta a casa a cazzeggiare. E succede proprio così, attualmente. Il cazzeggio, intendo.

Il punto, signori miei, miei cari politici, non è l’età in sé e per sé. Un coglione rimane coglione anche a 50 anni, un ignorante lo è a 20 tanto quanto a 60.

Il punto è la preparazione. Lo avete capito (e, a mio parere, avete forse ecceduto) pretendendo lauree e attestati per insegnare l’abbiccì ai bambini, e fingete di non capirlo quando si tratta di guidare un Paese?

Che ti sei fumata, Giorgina? Che vi siete fumati, signori tutti della politica, che mi portate la Meloncina in palmo di mano?

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4 Risposte to "Onorevoli adolescenti"

Per una volta sono d’accordo con te al 100%. Forse limitare a chi ha una laurea in giurisprudenza è eccessivo, ma comunque il senso del tuo discorso è azzeccatissimo.
Ti racconto un aneddoto: poco tempo prima di fare il grande salto da IdV a PdL, l’onorevole Razzi fu intervistato dalle Iene, raccontando dei tentativi di corruzione e ribadendo che lui mai e poi mai eccetera eccetera.
La sera stessa raccontai quanto avevo visto alla mia compagna… più che il fatto in se, la corruzione e tutto quanto, di quel servizio mi aveva colpito soprattutto l’estrema “ignoranza” (intendimi, in senso benevolo, nel senso di mancanza di cultura) della persona. Raccontava di essere una persona di estrazione operaia (e quindi, secondo me, meritevole del massimo rispetto come persona e come lavoratore).
Tuttavia, anche se in quel momento era una persona che ammiravo, perchè (fino a quel momento) aveva resistito alla corruzione e si dimostrava integerrimo, mi domandavo: ma può davvero una persona del genere, per quanto meritevole del massimo rispetto, sedere in parlamento? Non è opportuno che, quanto meno, i nostri deputati e senatori abbiano un livello minimo di cultura generale?

Sicuro sia eccessiva una laurea in giurisprudenza, in relazione a persone che discettano sul mio e sul tuo “destino”? Perchè è di questo che si tratta. Dalle loro scelte derivano, più o meno direttamente, più posti di lavoro o meno, una giustizia più equa o meno, tasse più o meno pressanti, amministrazione più o meno efficiente, e potrei proseguire all’infinito. Queste persone, di fatto, creano un mondo all’interno del quale noi cittadini possiamo -certamente- essere artefici del nostro destino, ma muovendoci sempre e comunque entro un sistema non influenzabile dalla nostra tenacia e voglia di fare. Per questo credo che se si deve creare un sistema entro il quale debbano vivere e determinarsi milioni e milioni di persone, questo debba essere formato da persone che abbiano una cultura ad hoc, oltre a una discreta esperienza pratica nella quale non siano pagati nè messi in condizione di creare casini per inesperienza operativa. Dopotutto è così per qualsiasi professione legale: vuoi fare l’avvocato (e determinare i destini non di milioni di persone, ma delle decine che avrai ogni anno)? Laureati in legge e fatti 2 anni di pratica, non pagato, nello studio di un avvocato vero. Il quale ti inserirà nel contesto operativo facendoti produrre atti e scartabellamenti, controllandoli volta per volta in modo tale che tu non possa creare casini.

Quando vedi realtà del genere, dove per difendere un tizio che contesta una contravvenzione per divieto di sosta devi per forza sorbirti tutto ‘sto macello, ti poni anche il perchè chi debba formare il destino di un Paese possa farlo senza alcuna fatica e qualifica formale (e sostanziale) precedente, anzi: ti convinci che se per fare l’avvocato siano necessari 5 anni + 2 di pratica, per fare il Parlamentare sarebbero necessarie 3 lauree e 15 anni di pratica.

Ma mi rendo conto che, forse, questo sì che sarebbe eccessivo 😉

Sono d’accordo, forse mi sono espresso male: volevo dire che magari ci sono anche altre lauree (penso ad esempio a Scienze politiche) che potrebbero essere altrettanto abilitanti. Forse la cosa giusta sarebbe un corso dedicato, post-laurea o anche post-diploma. In ogni caso, è scandaloso che non ci siano requisiti di nessun genere.
Ma soprattutto, la cosa secondo me più convincente, è la questione del praticantato. Che servirebbe, tra l’altro, oltre che a formare le persone anche a selezionare quelle veramente motivate alla carriera politica, e a scoraggiare quelli in cerca di un poltrona comoda ben retribuita.

S’intenda: praticantato SOSTANZIALE. Del tipo “Ti fai due anni, e partecipi a tutte le sedute. E quando non vieni, porti il tuo certificato medico.”

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