Il Calabrescia pensiero

Silvio molla tutto

Posted on: 28 aprile 2011

Ho avuto un sogno. O un incubo. Una manifestazione onirica, mettiamola così, almeno il lettore non si lamenterà. E poi dicono che non faccio sforzi per essere imparziale. Mah.

Silvio, finita questa legislatura, mollava tutto. La fine di un ventennio, insomma. Per lui, ringraziando il cielo, niente piazzale Loreto. Esilio in Polinesia, attorniato da quintalate di gnocca. Altro che Alcatraz. Per trattenerlo funziona più una mulatta in topless che un marine con armi automatiche ed esplosivo al plastico.

Bene, come alla fine di ogni ventennio che si rispetti, via alla stesura di una Costituzione. Sennò che gusto c’è.

Si ritiene che sia più facile scriverla sulla falsariga di quella attuale. Pronti.

Art. 1) Qui Bossi si scalda. Ha accanto un prosatore, datosi che il suo Verbo risulta oramai incomprensibile ai più. Tra un rutto, una dichiarazione di virilità e una fucilata a salve sparata in aria (si scoprirà poi che il fucile era caricato a pallettoni, e il bersaglio era Di Pietro) propone il testo.

“L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro, e porcaputtana non solo su quello dei padani, quindi la Costituzione riconosce e tutela organizzazioni di fustigatori che dal Po in giù incentiveranno la produttività. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. Se poi è il popolo padano, tanto meglio.”

Art. 2) Prende la parola Gianfranco Fini. Si infila una kippah sulla testa e una kefiah al collo. Si inginocchia verso la Mecca. Dopo quarantacinque minuti di arabo maccheronico, parte in quarta.

“La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale. In particolare, si impegna ad accogliere venti milioni di immigrati al mese, a finanziare regolarmente ogni stato africano con venti milioni di euro mensili, e a costruire quanto prima moschee e sinagoghe nel numero di venti per ogni Regione.”

Calderoli è fulminato da ictus.

Art. 3) Fini, oramai temprato come acciaio appena forgiato, è lanciatissimo. Dopo una invocazione in ebraico e una dichiarazione (che non sta mai male) sul berlusconismo -definito come “male assoluto”- propone anche l’articolo seguente.

“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. Quindi la Repubblica si impegna a riconoscere i matrimoni omosessuali, costruire luoghi di culto per ogni religione esistente sulla Terra, a tutelare il fondamentalismo islamico in quanto lecita manifestazione di opinione politico-socia…”

Viene freddato da un dardo avvelenato sparato da La Russa con una cerbottana.

Art. 4) Silenzio in aula. La Camusso, convocata alla Costituente come membro onorario, cerca di contenersi ma si fa scappare un sorrisino. Come un tuono, esplode l’ilarità generale nei confronti del riformando articolo. Casini si asciuga i lacrimoni e scandisce, al suo solito, “Susu, santo cielo… dobbiamo… recuperare… la nostra dignità… il nostro…” non riesce a concludere, gli scappa da ridere. Bossi riesce a riprendere il controllo, dà due tiri alla bombola d’ossigeno, e propone.

“La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il dovere al lavoro ( DOVERE, capito terroni???) e promuove le condizioni che rendano effettivo questo dovere. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società. Anche se la Repubblica dubita che un terrone possa concorrere al progresso materiale o spirituale, ma si sa mai.”

Art. 5) Maroni salta in piedi, fino a quel momento stava menando la polenta taragna. Sennò poi fa i grumi, e valli a rompere.

“La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento. In pratica quanto detto fino al primo “punto e virgola” non vale un cazzo, è una Repubblica federale, ogni regione fa per sè, e le regioni del nord sono separate dalla terronia (emendamento Bindi: sostituire “dalla terronia” con “dalle regioni meridionali”, accolto) con un muro di cemento armato sorvegliato da guardie autorizzate a fare fuoco. Ai terroni, non ai nordici.”

La Lega accoglie festosamente la proposta a suon di rutti.

Art. 6) Un onorevole mediorientale di fresca nomina propone:

جمهورية يحمي الأقليات اللغوية مع قواعد خاصة. ومع ذلك، اللغة العربية هي اللغة الرسمية. ما الارتياح.

Nessuno capisce un cazzo, ma il testo viene approvato sulla fiducia. Si prodighi il mio lettore nella traduzione del testo, utilizzando l’apposita applicazione di Google impostando la traduzione dall’arabo all’italiano. Poi fatemi sapere, io non lo faccio per paura.

Bersani propone una rinvio della discussione a quattro mesi dopo: deve andare a pranzo, e si sa che il tortellino con la zucca è di lenta digeribilità.

Mi sveglio di soprassalto, madido di sudore.

Dio ce ne scampi.

Comunque, caro lettore, ti terrò informato sui lavori della Costituente.

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    • Piero Sallusti: te saluto......pure i galli hanno capito che il mentitore di professione era solo un cavallo di troia per indagare Valle....un finto accusatore, d'acc
    • Franco (@Francostars1): Gli atti osceni in autovettura possono essere evitati come reato se i vetri sono appannati o tutti coperti, come citato dalle Sentenze della Cassazion
    • calabrescia: Esistono anche assassini magri. E non possiamo sapere se Simonetta non conoscesse il Valle.
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