Il Calabrescia pensiero

Se non ora, quando? Figli di un Dio minore.

Posted on: 13 maggio 2011

Tu, tu che leggi. Dimmi la verità. Sei una di quelle persone un pò patetiche che ultimamente si stanno dando anima e corpo alla lotta “contro la mercificazione del corpo della donna”? Sei una di quelle persone che partecipano a centinaia di manifestazioni al grido di “se non ora, quando???”? Sei una di quelle persone che negli anni ’70 gridavano come scimmie urlatrici che la Chiesa era un’organizzazione repressiva, rivendicando (con tanto di forma stilizzata di una vulva riprodotta con le mani) il tuo diritto a scopare, abortire, divorziare, vestire in modo provocante, (“IO SONO MIA!!!”) salvo convertirti -quarant’anni dopo, forse per una vecchiaia che t’impedisce la zoccolaggine di un tempo- a una filosofia bacchettona dove ogni ragazza che abbia una vita sessuale spregiudicata o un abbigliamento succinto -magari in TV, orrore!!!- diventa automaticamente una puttanella ignorantona schiava di una società corrotta?

Sei una persona di questo genere?

Guarda il breve spot pubblicitario che segue, riguardo a un popolare programma statunitense. Forse ti aiuterà a capire la differenza tra sfruttamento patologico del corpo (corpo altrui, si intende) e sfruttamento furbesco e volontario delle proprie grazie di pulzelle avvenenti e provocanti.

Forse.

Ma è anche vero che non devi capire proprio nulla: sono certo che già condividi il mio pensiero. Perchè non è di pensiero e di princìpi che si tratta. Si tratta di lotta politica senza quartiere, che sfrutta qualsiasi argomento sul quale si possa polemizzare.

Le prove che si tratta di semplicissima presa di posizione politica? Ne parliamo dopo il video su Little Miss America.

Personalmente, dopo al visione di queste bimbe portate inconsapevolmente allo sculettamento da genitori lobotomizzati, consiglierei l’assunzione di massicce dosi di Valium: quanto seguirà sarà ancora più fastidioso.

Perchè vedrete un filmato nel quale emerge chiaramente come, per certe persone, il corpo della donna non sia violato in situazioni quali lo sfruttamento della prostituzione (minorile e non), né quando vi siano odiosi (e talvolta sanguinosi) maltrattamenti in famiglia. Macchè.

La signora intervistata (Lorella Zanardo) si lancia in una ardita ricostruzione della peggior tortura alla quale possono essere sottoposte le donne nel XXI secolo. FARE LA VELINA.

Partono le dichiarazioni: lo stare in ginocchio (posizione sovente adottata dalle veline a fine stacchetto) diventa un becero e crudele strumento di tortura. Le parole precise della Zanardo sono:

“Alziamoci tutti e facciamolo (inginocchiarsi nella stessa posizione delle veline, n.d.r.). Quindici secondi, venti… basta, mi fa male la coscia! Ah! E quindi da ventitré anni, tutte le sere, otto milioni di persone che lo guardano, le veline stanno in una posizione che fa malissimo! Perché? Ah, perché così la telecamera può inquadrare sotto la gonna…”

Cacchio, ha ragione. E’ una tortura allucinante. Dieci, venti secondi su un ginocchio, a un’età in cui l’artrite la fa da padrona. Come si può concepire una zozzeria simile? E poi le oscene inquadrature sotto le gonne: tutti noi ne siamo testimoni, chi di noi non guarda Striscia per risparmiare sulla pay per view a luci rosse?

Il filmato continua, e la Nostra rivela alla Barolo, che la intervista:

“Tu vieni usata dagli autori!”

Giusto. Elena Barolo, per diventare velina, non ha sgomitato con altre centinaia di ragazze. E’ stata presa a viva forza ed è stata soggiogata dalla volontà di perversi autori che la sfruttano come un animale. Speriamo le concedano un osso e una ciotola d’acqua. Anche calda, purché sia.

Ma ecco la rivelazione, la riconferma di quanto dicevo sopra

“Io non ce l’ho con te, Elena, ma con Ricci tanto! Con te non ce l’ho, te lo giuro, ma col tuo padrone tanto.”

Ah ecco. E’ una questione personale nei confronti di Ricci e “del padrone”, quando solitamente viene così definito Silvio Berlusconi. Peccato che la parola “padrone” si usi o nei confronti delle bestie, o nei confronti degli schiavi. Delicatezza a vagonate.

Ora gustati il servizio. Te lo linko, devi cliccare su “Velina di Montecristo”.

Mi piacerebbe sapere cosa ne pansa la Zanardo di un’operaia tessile. Perchè se ballicchiare e inginocchiarsi per un totale di settanta secondi al giorno -con stipendi lauti- comporta un degrado umano sia intellettuale che sociale (eh, sono stupidine e schiavette) chissà cosa comporta lavorare otto ore al giorno per trenta, quarant’anni affaticandosi gli occhi, logorandosi mani e spirito per pochi denari.

Chissà che degrado, per la Zanardo, lavorare in acciaieria. Chissà che orrore zappare la terra.

Chissà.

LE VELINE SECONDO LORELLA ZANARDO

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