Il Calabrescia pensiero

Mari e Monti

Posted on: 11 novembre 2011

Looo so, è tanto che non scrivo. Mix di mancanza di ispirazione e impegni universitari.

Un breve pensiero notturno, visto che dovrei iscrivermi a un esame e il sito della mia Facoltà è impallato, almeno son stato sveglio per qualcosa.

Allora, il vecchio Silvio pare voglia andare in prepensionamento. Che facciamo? Si affaccia la figura di Mario Monti, un mostro -in senso positivo- dell’economia. Verrebbe nominato Presidente del Consiglio senza che vengano indette le elezioni. Ed ecco che alcuni politici iniziano a gridare allo scandalo, non sia mai, smacco alla democrazia, Costituzione usata per ripulirsi il deretano dopo gloriosa cagata, e via di questo passo.

Queste dichiarazioni mi fanno ribrezzo, anche perché chi le fa è consapevole della loro cretineria. Non mi credete? Ecco qua.

Art. 56 Costituzione: “La Camera dei deputati è eletta a suffragio universale e diretto”
Art. 58 Costituzione: “I senatori sono eletti a suffragio universale e diretto dagli elettori che hanno superato il venticinquesimo anno di età”

Quindi IL PARLAMENTO è eletto dal popolo, con le elezioni.

Art. 92 Costituzione: “Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri”                                                                                                                                                                                 Art. 94 Costituzione: “Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere.”

Quindi E’ IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA che nomina il Presidente del Consiglio e i Ministri, nomina che successivamente deve essere “confermata” dal Parlamento.

Tradotto? Se Monti diventerà Presidente del Consiglio, non ci sarà proprio nessuno schiaffo alla democrazia. Ci sarà, semplicemente, l’applicazione di regole costituzionali. L’equivoco nasce da una sbagliata “credenza popolare”: quando nel 2008 siamo andati a votare, non abbiamo votato Berlusconi, ma il PDL (che ha, quindi, ottenuto la maggioranza parlamentare). Berlusconi è stato nominato da Napolitano, che poteva scegliere anche un’altra persona. Nel 2006 non abbiamo votato Prodi, ma il suo partito, che ha vinto le elezioni e ottenuto la maggioranza in Parlamento; ma Prodi è stato nominato da Napolitano.

Il Presidente del Consiglio, elezioni o no, non viene MAI eletto dal popolo, ma dal Presidente della Repubblica.

Quindi non credete a chi cerca di incularvi ideologicamente. Sfogliate la Costituzione, se non mi credete. Ah, un piccolo inciso: il nuovo Presidente del Consiglio (vedi art. 94), nominato dal Presidente della Repubblica, senza la fiducia del Parlamento -questo sì che è eletto dal popolo- non va da nessuna parte. Semplicemente non diventa Presidente del Consiglio. Mi pare che la democrazia sia salva, alla fine. Dopotutto sono pur sempre gli eletti del 2008, i “rappresentanti del popolo” che avranno l’ultima parola.

L’unica cosa che si può legittimamente dire è “Mario Monti non mi piace”, ma non che la democrazia sia in pericolo.

Mi dispiace solo che la fu Margherita ora si chiami PD, avrei potuto fare un gioco di parole alla pizzaiola del tipo “Bisogna capire se piace la Mari e Monti o se vogliamo andare alle elezioni e mangiare la Margherita”. Peccato.

Son costretto a dire una cosa più raccapricciante (o raccapricciosa, fai tu): se andiamo alle elezioni, i sondaggi danno vincente il PD di Bersani. Non so perché, ma improvvisamente l’accostamento funghi-frutti di mare mi pare paradisiaco.

Buonanotte!

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2 Risposte to "Mari e Monti"

Queste sono solo pignolerie sulle parole scritte nella costituzione, di fatto Berlusconi (2008), Prodi (2006), e tutti i predecessori, sono stati nominati Presidente del consiglio in quanto Capi dei partiti vincitori delle rispettive elezioni. Questi hanno nominato dei ministri, scelti tra i partiti che sono stati votati alle elezioni. Quello che accadrà adesso è che una persona (che avrà pure tutte le competenze tecniche, non lo metto in dubbio) senza nessun titolo per governare, a parte la nomina del Presidente della Repubblica (altra persona che non viene nominata dal popolo), diverrà Presidente del Consiglio (e di fatto, Capo dello Stato), e nominerà una serie di ministri di suo gradimento (di nuovo, ignorando completamente la decisione popolare).
Dire che la Democrazia è salva perchè il Parlamento potrà rifiutare la fiducia al nuovo governo è una cavolata, perchè le pressioni estere impediscono di fatto tale opposizione.

Per come la vedo io in Democrazia governa chi viene eletto; se questo non accade, non è più Democrazia, ma Dittatura.

ELEZIONI SUBITO!

Per come la vedi tu, ti stai scrivendo e applicando regole tutte tue e personalissime. Un tipo di approccio alla politica -non me ne volere, non ce l’ho con te- che non mi è mai piaciuto. In uno Stato di diritto ci sono delle regole che, finché esistono, vanno rispettate. Si possono cambiare, eccome. Ma finché non vengono cambiate, le si rispetta, e in silenzio. Altrimenti si finisce in un Paese nel quale tutti fanno il cazzo che vogliono perché, alla fine, “la legge è una pignoleria, nel mio caso va così”.

Tanto per essere chiari, nemmeno a me piace troppo questo sistema. Se leggi il pezzo scritto dopo questo (il titolo è “che vogliamo fare”) auspico con forza una riforma complessiva di tutta la disciplina costituzionale, affinché la politica diventi meno macchinosa e, possibilmente, più vicina al volere direttamente espresso dal popolo. Ma finché questa riforma non sarà realtà, è inutile stracciarsi le vesti e gridare all’illegalità e alla dittatura, perché tutto quanto si sta facendo in questi giorni è stato perfettamente previsto una settantina d’anni fa. In clausola: le elezioni costano una barca di soldi (circa mezzo miliardo di euro), formare un governo tecnico, per giunta con la direzione di una persona così incredibilmente competente nella materia più scottante di questi giorni, l’economia e la finanza, non costa una ceppa.

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