Il Calabrescia pensiero

Togliete i libri alle donne: torneranno a far figli. Ovvero, del lamentismo dei sinistri

Posted on: 1 dicembre 2011

Pensavi tu che, caduto Silvio, non ci sarebbero più state inutili e imbecilli polemiche campate per aria, tanto per fare un po’ di casino contro il governo (oramai l’ex governo), magari condendo il tutto con un pizzico di antipolitica?

ILLUSO.

L’uomo di sinistra, caduto Silvio, è orfano. Non sa più contro chi sparare. O meglio, non l’uomo di sinistra in generale; solo i sedicenti intellettuali e i caproni da osteria, quelli che provano un piacere quasi sessuale nello sparare a zero contro il politico di turno. Gli uni con fare dotto, gli altri tra un Tavernello e l’altro.

Oggetto del nuovo tormentone tra le fila dei sinistri è un articolo comparso sul quotidiano Libero, dal titolo certamente infelice, ma dal contenuto chiarissimo. Sarebbe stato eccessivo pretendere che il sinistro medio si mettesse a leggere il testo: letto il titolo, il sinistro si lancia subito in una compulsiva invettiva (che bello, che goduria, che soddisfazione!!!) contro i soliti destri caproni.

Ed ecco che inizia il papello nel quale il sinistro si fa portavoce di una classe colta e attenta, in netto contrasto con i beceri elettori destri, fino a ieri schiavi di Silvio, rozzi e pronti a schiavizzare le mogli. Riducendole a elettrodomestici ignoranti adatti a sfornar pargoli per rinfoltire la razza italica.

Se solo questi sinistri fossero veri intellettuali, magari, avrebbero letto tutto l’articolo. E avrebbero capito che il giornalista riportava -semplicemente e sarcasticamente- una ricerca statunitense per la quale le donne meno scolarizzate sfornerebbero, in media, più figli delle laureate in carriera. Terminando il suo articolo con un chiarissimo

“Così dicono i numeri: non prendetevela con me.”

Insomma, la solita lamentela sinistra, di come non se ne sentivano da quasi due settimane.

Ecco il testo dell’articolo di libero: giudica tu L’articolo “incriminato”

Questi i fatti. Ora mi permetto una piccola considerazione personale, che rivolgo a tutti coloro che si sono stracciati le vesti e a tutte le suffragette del nuovo millennio: ma è poi così stupido dire che (mediamente) una donna laureata e in carriera -che so, avvocato, economista, giornalista giramondo- che si sfonda di lavoro possa avere una minore propensione a far figli rispetto a una (per esempio) casalinga con la terza media?

Signori, per crescere un figlio ci vuole tempo, fatica e dedizione.

Non è una bestemmia dire che una donna con la possibilità di avere più tempo a disposizione possa avere un desiderio di maternità più grande rispetto a una donna che, per incombenze lavorative, vede la maternità come una situazione ingestibile e quindi poco allettante.

Vogliamo essere razionali o abbandonarci alla solita lamentela marcescente?

Io sono razionale.

E tu?

 

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27 Risposte to "Togliete i libri alle donne: torneranno a far figli. Ovvero, del lamentismo dei sinistri"

Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

Veramente, chi non sa leggere, o non vuole leggere, sei tu. L’articolo sostiene una tesi. Non si limita a esporre i dati, ma ne trae una conclusione, in maniera totalmente illogica secondo il più banale esempio di non-sequitur.
E’ vero che chi vuole perseguire una carriera avrà meno tempo per i figli; spiegami un pò come ne consegue che dovremmo ridurre l’istruzione femminile per avere un aumento della popolazione.
Detto da un uomo, liberale, eterosessuale, che se ti becca ti incula con la sabbia.

Non dobbiamo ridurre un bel niente: io prendo semplicemente atto del fatto che una donna in carriera fa meno figli di una non in carriera. Punto. Poi non mi interessa né ridurre l’istruzione delle donne né mi interessa il problema demografico. Detto da un uomo che non si nasconde dietro a un anonimato.

ho letto l’articolo e il tuo post …… ma vaffanculo tu e Libero

razionale? a me sembri semplicemente coglione.

Analisi ancora più arguta.

Gli studi demografici in questo senso esistono dagli anni ’70, e dimostrano una cosa incontrovertibile e completamente diversa, cioè che ci sono 3 fasi:
il povero fa molti figli; chi si arricchisce ne fa molto meno; chi è ormai benestante, in una società davvero civile, con politiche sociali serie, torna a farne. Stati Uniti, Italia, Uk, sono nella seconda fascia, la Francia, il Nord europa eccetera nella terza, infatti hanno più natalità di noi. La scienza dice questo. Citare 1 studio e basta è pura malafede, non è razionalità.

Sarà che in Italia c’è una maggioranza di donne non appartenenti alla III fascia?

Io dico che le donne che possono farlo, semplicemente, scelgono. Chi ha solo la terza media, non credo possa scegliere chissà che. Magari una donna con una istruzione alta, può scegliere se dedicarsi alla carriera o ai figli. Ma visto che bisogna lavorare per mantenersi è più facile cedere alle lusinghe di una “posizione”. D’altra parte, poi, i figli crescono e non dovrebbero più avere bisogno di madri-chiocce. Cosa vuoi, una famiglia stile ottocento, con una nidiata di 10-12 figli? Accomodati pure. Puoi sempre sposarti una donna che ha appena la quinta elementare e non sappia nulla sui metodi contraccettivi. Pensi non ve ne siano più? Magari!
Dopo potrai riempire la testa alla tua grande famiglia di pensieri, come dire? socialmente inutili…
Ti pongo una domanda: ti sembra che nel nostro BelPaese vi sia una buona politica per la famiglia? E guarda che non parlo solo di sostegno economico.
Quoto il commento di Silverii che mi pare sensato.

Certo che è sensato. Sulle tue considerazioni riguardo all’ “ignoranza” delle donne con la V elementare, io mi sciacquerei la bocca, fossi in te. Non sanno nulla sui metodi contraccettivi? Ma tu credi che una persona con la V elementare sia una capra scesa dai monti tra una brucata e l’altra? Il mio non era un giudizio di valore, era una presa di coscienza: se sei un fottuto avvocato che deve lavorare correndo avanti e indietro anche la notte (perché è così, il mito dell’avvocato ricco e cazzaro è solo che MADE IN USA) FORSE non avrai tutta sta voglia di avere anche un lattante da seguire gg e notte; se sei una casalinga (che non è MAI inferiore a un avvocato o a una professoressa) che, semplicemente, può permettersi di restare a casa, allora è molto più probabile che il desiderio di maternità sia di gran lunga superiore. Se poi vogliamo buttarla nel caciarone, vabbè, me ne tiro fuori. Se c’è una buona politica per la famiglia? No, in effetti, visto che in Italia il giorno dopo aver scoperto di essere incinte le donne restano a casa con la scusa (sì, spesso è una scusa) della gravidanza a rischio. Di conseguenza questo si ripercuote poi nelle scelte delle assunzioni. Ma questa è altra storia.

Appunto!, quella è politica del lavoro, caso mai, ed io parlavo di politica della famiglia, di sostegno alla famiglia. E chiedo scusa alle donne con la V elementare, non era intenzione offendere.

RAZIONALMENTE DICO CHE LEGGENDO L ARTICOLO
si evince una chiara ironia allusiva e irritante contro le nuove istanze femministe, si vede chiaramente nello stile anche nella scelta dei termini usati.
se il sogetto che parla di sinistri medi, avesse almeno una ‘elementare’ cultura, l’avrebbe capito anche lui

Processino alle intenzioni? Ok. Ad ogni buon conto, l’istruzione elementare, ringraziando Iddio, ce l’ho. Spero anche tu, perché almeno, secondo le teorie esposte nell’articolo, questo dovrebbe renderti meno desiderabile il proliferare.

Io sono volutamente IRRAZIONALE, visto che il mondo e’ dominato – ancora- da una razio maschilista

L’articolo l’ ho letto eccome..da rabbrividire

Un’ immigrata Italiana nella ” decadente” Olanda, felice maestra elementare in una scuola elementare multi culturale nella quale materie di studio extra sono le arti e la filosofia. Pensiamoci.

Che tu sia immigrata in Olanda in una scuola multiculturale dove si studiano le arti e la filosofia, perdona il francesismo, in questo contesto non frega nulla a nessuno. Anzi, personalmente ritengo i nostri immigrati una vergogna bella e buona: si lamentano della nostra Italia, per poi andare a lavorare, portando il loro contributo, in Paesi esteri. Che restassero qui, che combattessero contro le vere o presunte ingiustizie contro le quali si scagliano con asprezza. Bello fare la morale da un Paese perfetto (poi, insomma, perfetto un Paese dove ci si può sdrogazzare felicemente…).

Piccola clausola: fa artista e da -soprattutto- filosofa, dovresti prestare attenzione a piccoli particolari, del tipo che “ratio” si scrive con la T, e non con la Z. Così, eh, per dire.

ecco infatti un’altro “destro caprone” che spara stronzate dandoci la possibilità di divertirci e sfogarci un pò “(che bello, che goduria, che soddisfazione!!!)” ps.da qui sopra, prego, passatemi il “tavernello”, va’! 😉

“Un altro” senza apostrofo, genio.

io sono pienamente d’accordo con te.
e siccome sono un destro caprone, ho cercato conferme ai dati riportati dal caprone che ha scritto l’articolo su libero. (trovandole, giusto per la cronaca: http://factoidz.com/how-literacy-effects-the-world-population-growth/)

ancora? ma non l’avete proprio capito che nessuno mette in dubbio i dati, ma le conclusioni…

TU forse non metti in dubbio i dati.
la maggior parte delle critiche che ho letto io erano proprio sul fatto che “NON E’ VERO”, indipendentemente dai dati.

Il risvolto della medaglia potrebbe essere che le donne, istruite e mediamente colte, non riescano a trovare un uomo altrettanto colto…non ci ha pensato nessuno, eh?
Subito a scagliare il dito contro le donne che dimostrano di essere allo stesso livello dell’uomo, nonostante le varie peculiarità.
PS. NON sono femminista, ci tengo a precisarlo!
Calabrò, ma ‘sto anonimo da dove sbuca? Dalle fogne?!

No, aspetta, il fatto della donna colta che non trova un uomo è un problema al quale non ho nemmeno accennato: personalmente aspiro a una donna colta, con la quale poter parlare di tutto!

Infatti ne ho parlato io, non tu 😉

Mi stupisco grandemente della confusione scatenata dalla stesura un articolo, che scopre l’acqua calda e giunge a risultati scontati.
Pare evidente che se una donna risulti impegnata a svolgere la professione, libera o meno che sia, non possa trovare il tempo per accudire figli, argomentare a contrario è come sostenere che Gesù Cristo è morto di freddo.
Ma la responsabilità è degli uomini (castrati) che accettano di relazionarsi con le “carrieriste”, che siano o meno dotate di titolo di studio. Potete star certi che le stesse assumerebbero ben altro atteggiamento se si rispondesse loro con il gesto dell’ombrello.
Ma se troviamo dei maschi “castrati” che accettano tale dirittura, la responsabilità è del nostro genere, non delle femmine.

AHAHAHAHA sì, tu sei un genio amico.
trovami una ragazza il cui sogno nel cassetto è fare la casalinga vita natural durante e me la sposo io. giuro.

Ce l’hai davanti.
Io farei la firma per poter stare a casa da lavorare ed occuparmi a tempo pieno di casa e famiglia.

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