Il Calabrescia pensiero

Fornero: lacrime e sangue

Posted on: 5 dicembre 2011

Questo il filmato della conferenza stampa nella quale il Governo ha esposto alla Nazione i provvedimenti da prendersi per via della crisi economica.

L’emotività non è peccato, ma in certe situazioni non si può cedere. Sei un ministro, stai presentando un provvedimento. Questo è il tuo lavoro. S’è mai visto un medico piangere mentre amputa un arto, o espianta un organo a un poverocristo? No. Questo perché il medico è consapevole di agire nell’interesse del paziente: o togliamo la mano necrotica, oppure ti parte il braccio. A quel punto, o tagliamo il braccio o crepa tutta la persona. Il medico potrà essere scosso, ma durante l’operazione (e soprattutto durante le dovute spiegazioni preliminari al paziente) dovrà mantenere contegno e freddezza. Non è colpa sua se la mano è andata. Anzi, attraverso l’operazione permetterà al paziente di sopravvivere. Ha la coscienza pulita.

I più arguti avranno, forse, intuito dove voglio arrivare.

Che la Fornero sia consapevolissima del fatto che le manovre in questione, in realtà, non sono poi così eque? Che la Fornero desiderasse una riforma diversa, nella quale più che aumentare le tasse (operazione per la quale, andiamo, non serve un professorissimo economista, ma un ragioniere neodiplomato) si sarebbe, invece, dovuto tagliare gli innumerevoli sprechi, riforma non raggiunta per interessi personali o di un Parlamento recalcitrante?

Il problema, tipicamente italiano, e che deriva da una Costituzione scritta in un periodo nel quale si aveva la fobia del potere in generale, è che qualsiasi istituzione dello Stato non ha un potere decisionale netto. Il Governo avrebbe potuto elaborare delle misure economiche eccezionali, meravigiose, per un valore (che so) di settanta miliardi di euro, nelle quali semplicemente si sforbiciava tutto l’inutile: una manovra del genere (come tutto ciò che dal Governo proviene) sarebbe poi passato tra le mani del Parlamento, che avrebbe prontamente emendato tutti quei passaggi nei quali, magari, si fosse parlato di abolizione dei vitalizi, delle Province, delle Regioni, delle Authority, di Parlamento monocamerale, numero di parlamentari dimezzato e via discorrendo.

La Fornero, con il suo pianto, ha involontariamente trasmesso al popolo italiano il suo vero giudizio rispetto a questa manovra. E il giudizio, se mi è concesso interpretare il suo pensiero, suona più o meno così:

“Signori, mi dispiace, qualche miliardo di euro lo caviamo, ma finché a un Governo di alto livello verrà associato a Parlamenti come il nostro, non caveremo mai un ragno dal buco. Avremmo voluto fare di più, avremmo voluto fare meglio, ma non abbiamo potuto. E ci siamo limitati a succhiare più sangue.”

Se hai un minimo di coscienza, in effetti, ti viene da piangere.

Piccolo inciso: Monti dice di aver rinunciato allo stipendio da Presidente del Consiglio e da Ministro ad interim, ma ha taciuto, ovviamente, di aver mantenuto lo stipendio da senatore a vita.

Gli altri ministri -Fornero inclusa- non hanno nemmeno chiesto che, quantomeno, lo stipendio gli venisse dimezzato. Che poi si vive bene lo stesso con una busta paga da “mezzo ministro”.

E qui, oltre al comprendere come la manovra fosse di molto migliorabile, capisci anche che forse si tratta di lacrime di coccodrillo.

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1 Response to "Fornero: lacrime e sangue"

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