Il Calabrescia pensiero

Concediamo il prepensionamento a Benigni

Posted on: 6 dicembre 2011

Avete dato un occhio, ieri sera, al programma di Fiorello “Il più grande spettacolo dopo il week end”? Fiore è un cavallo di razza. Fa scompisciare come sempre.

C’è stato però, in una prima serata tanto gradevole, un momento di depressione acuta, terrificante. Ora, non proprio un momento, direi un 30-40 minuti. Non ho mai cambiato canale per studiare, per così dire, quanto la tristezza di un solo uomo possa mandare a farsi benedire tre ore di allegria e il lavoro di un esercito intero di comici e intrattenitori.

Sto parlando di Roberto Benigni, per il quale, ad essere onesto, non ho mai provato particolare simpatia.

Già era nell’aria la sensazione di svariate tonnellate di Prozac consumato da piddini ed ex “oppositori” al “regime” del vecchio comandante Berlusconi: caduto il vecchio capo costoro non trovano più una vera ragione d’essere. Che bello, prima, quando si poteva andare in tivvù sbraitando che SI DEVE DIMETTERE!!! e che LA DEMOCRAZIA è STUPRATA!!! e, anche, nei giorni di festa, RACCOGLIEREMO LE FIRME E ABROGHEREMO TUTTO!!!

Ci si sentiva utili.

Ora no. Ora questi uomini versano in un diffuso stato di melancolia; prendono atto di non aver mai sostanzialmente avuto altro da dire se non il dare addosso compulsivamente al fu presidente e accettano passivamente, sorridenti e a nude terga, i sacrifici (necessari, per carità) propinati dall’esecutivo Monti. Roba che se il Silvio avesse proposto una manovra che fosse stata un decimo di quella montiana avremmo visto Di Pietro incatenarsi nei pressi del Quirinale, la Bindi crocifiggersi sull’Aventino e Bersani fare harakiri al grido di “COSSSSTITUZIOOOONEEEEE!”.

Grillo, attraccando uno dei suoi fuoribordo, avrebbe urlato al cielo uno dei suoi più sentiti e puri “vaffanculo”.

Ecco: Benigni non è, ringraziando Iddio, un politico. E’ un comico che, ahilui, ha basato gran parte del suo repertorio su una sola persona. Il Silvio. Un po’ come quei fidanzatini che abbandonano tutti gli amici per passare le loro giornate a pomiciare. Il che può essere gratificante, all’inizio, salvo quando la relazione finisce e i malcapitati cadono in solitudine e depressione.

Questo stato d’animo era palpabile, ieri: un dieci minuti buoni a riempire il tempo con sporadici (e fintamente entusiasti) “Oh!!! Se n’è andato!!!” e a gigioneggiare con Fiorello, qualche minuto iniziale per cantare “Lo porti un bacione a Firenze” (per carità, bella canzone, ma che c’azzecca?), qualche minuto finale per cantare una sua canzone arcivecchia e, francamente, non divertente (volgarotta, piuttosto, di quella volgarità che non è che faccia sorridere… semplicemente… boh!) e un ampio spazio centrale nel quale tutto può riassumersi con il vecchio modo di dire “Quando c’era lui…”

Il nostro ha pure detto una cosa tipo “Di lui non parla più nessuno, ma io no”. Ecco, Robè, fatti due domande sul perché più nessuno parli del Cav. Non c’è più motivo di farlo.

Propongo di accordare a Roberto il prepensionamento: i contributi, semmai non li avesse maturati, li paghiamo noi. Facciamo una colletta. Forse non sarà necessario visti i suoi grassi compensi, ma si sa mai. Insomma, siam gente di buon cuore, soffriamo nel vedere un uomo arrancare su di un palco pur di guadagnarsi la pagnotta; siamo disposti a tirare ulteriormente la cinghia e sobbarcarci le spese del suo mantenimento da qui fino al momento fatale.

Oppure fate tornare Silvio: sarebbe una cura tonificante e antidepressiva non per il solo Benigni, ma per tutta una ex opposizione oramai ridotta agli antidepressivi, al consumo malsano e massiccio di Tavernello e ai ritrovi domenicali, tutti insieme, alle ACLI per giocare a scala quaranta.

Ah, quando c’era lui!

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3 Risposte to "Concediamo il prepensionamento a Benigni"

A me piaceva tanto Benigni, ma ieri non mi ha entusiasmato.

cito l’aurore “E’ un comico che, ahilui, ha basato gran parte del suo repertorio su una sola persona. Il Silvio.”
Che dire..
Secondo me negli ultimi trent’anni l’autore dormiva o non era nato.
Principiante.

Effettivamente Benigni ieri sera non ha dato il meglio di sè, sono d’accordo, ma non mi è per niente piaciuto come Fiorello ha gestito la faccenda. Benigni è un animale da palco che ha bisogno dei suoi spazi e dei suoi tempi; Fiorello, molto fastidioso nel sottolineare le battute del toscano con continue risate (tra l’altro in modo tempisticamente maldestro), sembrava stargli col fiato sul collo, finchè non lo ha interrotto salendo sul palco e riprendendo in mano le redini dello show. Certo, la televisione ha i suoi tempi, ma chi invita Benigni dovrebbe mettere in conto che non può imbrigliarlo in una scaletta troppo rigida, sarebbe come dire a Messi di giocare solo ed esclusivamente in una porzione di campo limitata. Detto questo, avrebbe certamente potuto far meglio, ma non gliene faccio una colpa, d’altronde nessuno è infallibile… le emozioni che mi ha regalato con il film “La vita è bella”, con lo spettacolo (Tuttodante) a cui ho avuto la fortuna di assistere qualche anno fa e con le sue apparizioni televisive più o meno recenti rimarranno indelebilmente impresse nella mia mente e nel mio cuore, e non sarà certo una serata “storta” a farmi cambiare idea. Per me è un genio, ma rispetto anche chi non lo apprezza, ci mancherebbe… son gusti.
Per quanto mi riguarda, spero di vederlo quanto prima in tv, possibilmente senza fiato sul collo.

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    • Piero Sallusti: te saluto......pure i galli hanno capito che il mentitore di professione era solo un cavallo di troia per indagare Valle....un finto accusatore, d'acc
    • Franco (@Francostars1): Gli atti osceni in autovettura possono essere evitati come reato se i vetri sono appannati o tutti coperti, come citato dalle Sentenze della Cassazion
    • calabrescia: Esistono anche assassini magri. E non possiamo sapere se Simonetta non conoscesse il Valle.
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