Il Calabrescia pensiero

Raniero Busco atto II

Posted on: 7 dicembre 2011

Ho già scritto riguardo al delitto di via Poma, lo linko qui sotto.

Precedente articolo sul delitto di via Poma

Non intendo ripetere la vicenda, che peraltro è straconosciuta. Però, in corrispondenza del procedimento d’Appello a Raniero Busco (l’ex fidanzato della vittima), vorrei fare alcune precisazioni.

Si è deciso di riesaminare, oltre al reggiseno e al corpetto della vittima, anche la questione del morso sul seno. Ho già espresso le mie riserve sulla rilevanza della presenza del DNA di Raniero sul vestiario di Simonetta, insomma, tra fidanzati è abbastanza normale che ci si tocchi, si abbiano contatti fisici, è normale che sul vestiario di due persone intime possano rimanere cellule dell’altro.

Una cosa però -secondo me, che non sono nessuno- potrebbe essere risolutiva. Le tracce di DNA su corpetto e reggiseno sono, a mio parere, ridicole: non è assolutamente certo che Simonetta lavasse il proprio intimo dopo ogni utilizzo, e quindi è più che possibile che quelle tracce siano state lasciate, per esempio, da un incontro amoroso risalente al giorno prima del delitto, e lì rimaste semplicemente per un mancato passaggio in lavatrice della biancheria intima. Non siamo mica tutti Mastro Lindo, dopotutto.

Il morso sul seno può -poteva?- essere decisamente più rivelatore. Non contesto la sua provenienza, ammettiamo che sia proprio di Busco, anche perché (vogliamo essere sinceri, santo Iddio?) non è poi così fuori dal mondo che in un momento particolarmente caldo ci possa stare una sana mozzicata al partner. Magari non è così frequente, ma c’è gente che per eccitarsi si fa strozzare, gente che si fa frustare, gente che… devo continuare?

Quel morso non è necessariamente da considerarsi contestuale all’omicidio. A meno che…

a meno che non ci siano tracce di DNA nella zona del morso stesso. Infatti, se le tracce di un incontro amoroso possono restare sugli indumenti anche per giorni (a patto che questi non vengano lavati, chiaramente) è difficile che tracce biologiche -in questo caso, saliva- rimangano su un corpo umano vivo per più di una giornata. Uno si lava, si ripulisce. Anche se non si lavasse è difficile credere che una traccia di saliva sul petto rimanga lì e non venga asportata anche solo dal semplice strofinio dei vestiti.

Morale della favola: il morso è di Raniero, e siam tutti d’accordo. Il punto è: nella zona del morso, ci sono tracce di saliva di Raniero? Se sì, allora è probabilissimo, quasi certo, che quel morso sia contestuale all’omicidio. E che quindi l’assassino sia lui. Se no, semplicemente, può essere un segno risalente, che so, al giorno precedente l’omicidio. Né più né meno quanto le tracce di DNA trovate sull’intimo della vittima.

Personalmente resto convinto di una responsabilità da parte di Federico Valle: mancino (e la vittima è stata tramortita da un forte schiaffone sulla tempia destra, quindi da parte di un mancino), dalla personalità discutibile, ricollegabile -volendo- ad un omicidio nello stesso palazzo risalente a sei anni prima, ferito -secondo un testimone- alla mano nei giorni seguenti all’omicidio Cesaroni, introvabile dal 1993 (se non hai nulla da nascondere, da chi cazzo scappi?) ecc ecc ecc.

Lo vogliamo riesumare il corpo della Moscatelli per cercare DNA appartenente a una persona estranea (l’esame del DNA, già fantascientifico nel 1990, era ancora sconosciuto nel 1984), vogliamo verificare la presenza di DNA di Busco nella zona del morso ed eventualmente liberare il prima possibile questo poverocristo che -a mio parere- non c’entra nulla ed è stato condannato in base a elementi ridicoli? Vogliamo reindirizzare il tutto, nel caso, sulla strana figura del Valle?

Oppure i signori attendono una raccomandata A/R da parte di Federico nel quale si dica qualcosa tipo “Sìsì, sono stato io, mi trovo in Brasile, residente a, in via, numero civico, codice fiscale, VENITE A PRENDERMI CHE SON PENTITO.”?

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7 Risposte to "Raniero Busco atto II"

Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

Anche per me è stato Federico Valle, lo penso ancora dai tempi del delitto che seguii con interesse

Ma come si fa a scrivere con questa disinvoltura questa sequela di castronerie? MI pare di essere in fila dal salum iere in attesa di essere servita…

Siamo tutti in attesa, allora, di un illuminante parere della sciura Mariella, evidentemente commissario (se non questore!!!) in quel di Roma. Vede, sciura Mariella, chi si interessa riguardo a casi di cronaca nera sa benissimo che in certe situazioni -il delitto dell’Olgiata, per dirne una- il colpevole non si trova per vent’anni perché nessuno s’è mai interessato a tradurre una semplice intercettazione telefonica già rilevata pochi giorni dopo il delitto. Ebbene sì: Winston Reves, l’assassino dell’Olgiata, fu intercettato mentre discuteva -nella sua lingua madre- riguardo alla vendita di alcuni gioielli che aveva rubato alla contessa Filo della Torre dopo averla brutalmente assassinata. Nessuno tradusse l’intercettazione. Un caso risolvibile in 15 giorni venne risolto (quasi per una botta di culo) dopo 20 anni. Ora, sciura Mariella, dato questo -ed altri!- poco confortanti precedenti nell’italica conduzione delle indagini, credo sia concedibile a noialtri poveri mortali di fare supposizioni riguardo a casi tuttora non risolti, purché le supposizioni stesse siano validamente supportate da fatti noti e già verificati.
La mia tesi è, oggettivamente, condivisibile e supportata da fatti.
La sua tesi, invece, semplicemente non esiste. Se vuole discutere con me o con altri lettori di questo blog lo faccia pure liberamente, si senta liberissima di perorare la causa della colpevolezza di Busco, ma lo faccia alla luce di considerazioni oggettive.

Oppure se ne torni pure dal suo salumiere: là sarà liberissima di dire a Tizio o Caio che sta dicendo una castroneria anche senza proporre una sua valida e alternativa versione dei fatti.

I miei rispetti, commissario.

Valle era magrissimo !!! Quando ammazzava chi?,

Voglio aggiungere : Ma come apre la porta valle ? ? ? Non ha le chiavi, la Simonetta non lo conosce e tutti hanno giurato che non apriva agli sconosciuti: Valle non andava mai dal nonno.

Esistono anche assassini magri. E non possiamo sapere se Simonetta non conoscesse il Valle.

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