Il Calabrescia pensiero

Daje al Papa

Posted on: 19 dicembre 2011

Da una discussione nata attorno a uno scatch di Crozza sul Papa.

 

E’ molto facile farsi belli scimmiottando il Sommo Pontefice e una religione dopotutto innocua per cavalcare l’onda del populismo. E’ infatti ingenuo credere che un comico non cerchi di cavalcare il sentimento popolare al fine di aumentare il proprio personale consenso, l’apprezzamento del popolo bove. Molto facile. Così come è facile e abbastanza meschino cercare di addossare alla Chiesa, che pure di difetti ne ha, colpe generalizzate. Esempio? Lo scandalo (vergognoso e vomitevole) dei preti pedofili: da quando è esploso, giù tutti a dire con sarcasmo che le cariche vaticane, forse, prevedono il requisito della perversione sessuale per essere ricoperte.

Se vogliamo perorare la causa della civiltà anche attraverso la risata (se vogliamo, perché no, perorare un’idea laicista di vita) allora non fermiamoci così odiosamente sul Papa e sulla Chiesa. Su u Papa in particolare tra l’altro, perché Giovanni Paolo II, per esempio, è da tutti ricordato come una sorta di santo, mentre anche lui, come i suoi predecessori, ha coperto -per dirne una!- il gravissimo documento “Crimen sollicitationis”. Però lui era tanto buono. Dove sta la logica? Forse era malatissimo, biascicava più che parlare, e quindi non poteva star lì a far tanti discorsi che potessero politicamente dar fastidio?

Ratzinger?
Dalla falsa accusa di sostegno al regime nazista, al considerarlo capro espiatorio di 2000 anni di errori religiosi sparsi qua e là, fino a spingersi a cose assurde quali l’accusarlo di essere liberticida: liberticida non è chi ti consiglia di fare/non fare qualcosa, ma chi ti impone con la forza il proprio volere. Magari sparandoti salate sanzioni se non chini la testolina. Il Papa parla, parla tanto, esprime il proprio pensiero anche in vicende che riguardano leggi italiane e, generalmente, leggi di ogni Paese del mondo. E parla esprimendo giudizi del tipo “questa tale legge vi consentirebbe di far questo e quello (abortire, uccidere legalmente, drogarsi…) sappiate che da un buon cristiano, queste cose, non devono essere fatte.” Punto. Nessun obbligo, nessuna pretesa di abrogazione di leggi altrui. Semplice indirizzo dei fedeli. Che non si discosta da qualsiasi indirizzo dato da qualsiasi politico a qualsiasi popolo della terra. Anzi, in questo caso i fedeli possono fare quello che vogliono, senza incappare in sanzioni da parte della Chiesa.

Mi chiedo: se di lotta di civiltà e laicismo si tratta, perché solo il Papa? Perché solo la Chiesa? Perché questi comici guardano solo al cristianesimo? Perché non l’islamismo? Perché non -e soprattutto, visti gli avvenimenti degli ultimi anni- il satanismo? Perché (ma questo più per la civiltà che per il laicismo) non parlare -anche attraverso il sarcasmo, visto che son tanto bravi- della condizione di assoluta sottomissione femminile nelle culture islamiche più radicali?

Forse il fatto che un Papa CONSIGLI (non comandi, consigli) di non abortire è più grave di una moglie islamica che viene quotidianamente e pesantemente sottomessa dal marito, con la benedizione dei “ministri di Allah” che anzi incitano la cosa?

Forse il fatto che un Papa ritenga peccaminosa la convivenza more uxorio al di fuori del matrimonio è più grave di certi episodi di satanismo nei quali bambini, donne, giovani e chi più ne ha più ne metta vengono seviziati, ammazzati, violentati? E non sto certo parlando a cazzo, leggetevi qualche episodio di cronaca nera.

Forse no, non è più grave.

Forse è solo politicamente più utile indirizzare il popolo a pensarla così.

Così come, un mesetto fa, era utile far credere al popolo che caduto Berlusconi saremmo stati tutti meglio, vada via quel vecchio sporcaccione.

Venitemi pure a dire, ora, che sono un caprone schiavo dei preti e dei berlusconisti. Sarò felice di rispondervi che siete schiavi, a vostra volta, di un insieme di persone che vi fanno credere di parlare come uomini liberi, sparando contro questo e contro quello, per poi farvi comunque fare e dire ciò che vogliono che diciate o facciate.

Siate felici, Silvio è caduto, pagherete un mille euro in più di tasse ogni anno e (mi rivolgo ai lavoratori, astenendomi da qualsiasi giudizio di merito sul punto) vi abrogheranno l’art. 18 dello Statuto, cose che se le avesse fatte Silvio apriti oh cielo, ma voi siate felici, oh alfieri della libertà di pensiero. Oh dotti. Oh colti.

Io sarò felice di restare uno schiavo caprone. Almeno ne ho la consapevolezza.

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