Il Calabrescia pensiero

I forconi e Mario Antonietto

Posted on: 24 gennaio 2012

E’ sufficiente leggere i pezzi precedenti per capire come personalmente non sia contrario a questo Governo Monti.

Le grida d’incostituzionalità, le puttanate riguardo alla necessità assoluta di nuove elezioni, gli stracciamenti di vesti di chi si riparava dietro a un “Ma gli italiani hanno votato noi…” mi hanno dato il voltastomaco. E non sono di sinistra, quindi si astenga chi ha già un commentino pronto del tipo “Sei un comunista”. No cari, sono uno che conosce la legge.

Questo Governo (come ogni Governo, data la nostra Costituzione) è stato nominato dal Presidente della Repubblica, le elezioni (come ogni elezione dalla nascita della Repubblica) hanno da sempre portato alla formazione di un Parlamento -non di un Governo- e di conseguenza gli italiani (piaccia o meno, non è un mio problema) NON hanno votato “il governo Berlusconi” ma hanno espresso la loro preferenza riguardo a un Parlamento che avesse una maggioranza di seggi targati “PdL”. E quel Parlamento deciso dagli italiani esiste ancora, con la propria maggioranza e opposizione. Se poi certi membri della maggioranza han fatto il salto della quaglia e sono finiti all’opposizione, beh, non è colpa di Napolitano o di Monti. Punto.

Fatte queste precisazioni, magari un piccolo suggerimento al Governo Monti lo darei volentieri.

Stiamo vedendo tutti il macello che si sta consumando in Sicilia. Stiamo vedendo tutti gli scioperi selvaggi di tassisti e benzinai.

Noi italiani siamo un popolo molto disponibile, malleabile e combattivo: non abbiamo, però, lo spirito dei martiri. Della serie che se ci sono delle magagne da sopportare, vabbè, sopportiamo, ma sopportiamo tutti. Se queste magagne devono essere sopportate solo da alcuni, allora parte l’incazzamento generale.

Per farla breve: c’è crisi e dobbiamo svecchiare, liberalizzare, tagliare, stringere. Evvabbene oh, dopotutto nessuno vuol finire culo all’aria. Ma la politica non è solo “tecnica”, è pure “psicologia” se vogliamo, è pure “tatto”, conoscenza dello spirito umano.

Quando Londra sanguinava sotto le bombe tedesche, il governo non si limitava alla “tecnica” di nuove tecnologie militari che permettessero una difesa più efficace. Churchill andava tra le macerie, re Giorgio faceva frequentissimi discorsi. E restava in Patria, non andava a nascondersi chissà dove con famiglia e ricchezze. La gente lo vedeva lì, e sopportava.

Sopportava pensando “possiamo vincere, forza!”.

Ecco signori: voi siete troppo tecnici. Tagliate, amputate, modificate -a volte in maniera discutibile, andiamo- laddove c’è da innovare e rinfrescare, ma non parlate alla pancia della gente.

Se aveste tagliato gli sprechi di un’Amministrazione mostruosamente dispendiosa per tenere, come ultima carta, l’aumento di imposte e accise varie, allora gli italiani sarebbero tutti con voi. Avremmo sopportato -a malincuore, ma avremmo sopportato- anche un’IVA al 25%, magari pure la benzina a due euro. Sarebbe stato necessario.

Nella mia terra non ci sono più sprechi, l’uomo politico lavora otto ore al giorno dal lunedì al venerdì (massì, concediamogli il sabato…), i vitalizi sono stati aboliti, il sistema pensionistico è stato equiparato a quello dei comuni mortali, le auto blu sono state relegate a ruoli di rappresentanza internazionale (un conto è presentarsi a un meeting internazionale con una bella ammiraglia italiana, un altro è andarci con una Panda bianca del 1988. Ma finché si resta in un contesto nazionale non credo che i politici si ridano addosso l’un l’altro per la scarsa cilindrata della vettura).

Le Province sono state abolite (tutti, a destra e a sinistra, concordano sul fatto che siano enti ridondanti; nessuno fa nulla) la lotta all’evasione è ai massimi storici (fino, magari, all’abolizione del contante, per una massima tracciabilità. Economia da Stato di Polizia? Evvabbè.), Parlamento monocamerale con 300 anime.

La regola del dannato pareggio in bilancio è stata inserita in Costituzione. Amen.

Taglia, sega, amputa gli sprechi e se sarà ancora necessario gli italiani ti seguiranno. Pagheranno anche loro, stringeranno la cinghia e via, prima o poi la situazione tornerà rosea.

Ma finché resterete nei Palazzi, finché un signore d’età avanzata parlerà di sobrietà e sacrifici da un Quirinale che costa più della presidenza USA e della Corona britannica messi insieme…

Mario, basta mangiare brioche, c’è una nave che affonda.

Scenda dai Monti e VADA A BORDO, CAZZO.

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1 Response to "I forconi e Mario Antonietto"

Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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