Il Calabrescia pensiero

Italia-Germania

Posted on: 28 giugno 2012

La faccio breve: sto sentendo decine e decine di persone fare questo tipo di ragionamento: “C’è la crisi, l’euro vale come carta igienica usata, e noi siamo tutti emozionati per una partita di calcio. Bel popolo di imbecilli.”

Avete ragione, una partita di calcio è una partita di calcio. Non risolve niente. Non influisce sulla stabilità dell’euro. Dovessimo anche vincere gli europei, saremmo sempre qui a fare i conti con la crisi, il lavoro che manca, i terremoti, la criminalità che ammazza bambine davanti alle scuole.

Ma noi siamo esseri umani. Quante volte abbiamo urlato contro il gelido pragmatismo mariomontiano! Lui, il montimario, ragiona proprio così: c’è da fare questo e quello, non badiamo al superfluo, avanti andare, viaviavia! Poi magari sbaglia e ci troviamo “sull’orlo del cratere” più di prima, ma l’intenzione c’era. L’intenzione di andare avanti solo con quanto può essere ritenuto utile. Come macchine.

Non a caso la satira lo dipinge come se fosse un robot. Maurizio Crozza docet.

Lo so bene che è solo una partita. Lo so che anche se dovessimo vincere settanta a zero (per citare un vecchio film di Fantozzi: “Aveva segnato anche Zoff… DI TESTA!!!”) noi resteremmo noi, con tutta la nostra politica spendacciona e il nostro popolo in difficoltà, e i tedeschi resterebbero i tedeschi, con un debito pubblico più alto del nostro ma anche un’economia talmente forte da permettergli di sbattersene allegramente la ciolla.

Ma sono un essere umano, ho bisogno -e anche voi- anche di cose inutili. Ho bisogno, anche nei momenti più neri, di staccare il cervello e svagarmi un pochino. Non tanto, non sempre, ma 90 minuti -oddio, anche 120, se nel caso concedetemi anche i rigori- datemeli.

E dateli anche a tutti quegli italiani che stanno subendo per davvero la crisi sulla loro pellaccia, e si trovano licenziati, con mogli, figli, un mutuo e chissà Dio quali altre difficoltà. Queste persone non hanno bisogno di discorsi mariomontiani del tipo “povero buzzurro, cosa ti ecciti a fare, non lo sai che il calcio non serve a niente?”

Queste persone hanno bisogno di 90 minuti da condividere con tanti altri italiani come loro, in difficoltà, ma pronti a rimboccarsi le maniche ogni giorno.

Io non ero ancora nato, ma ho visto i filmati dell’allora Presidente della Repubblica Pertini -dico, Presidente della Repubblica, mica un operaio cassintegrato qualunque- ai mondiali del 1982. Era allo stadio a seguire la sua nazionale, e come si divertiva! E come tifava! E al ritorno, chi non ha mai visto il celeberrimo video dove Pertini -ripeto, Presidente della Repubblica- giocava a carte con l’allenatore Bearzot, di ritorno dai mondiali, dopo averli stravinti?

Un Presidente della Repubblica che segue i mondiali, si potrebbe obiettare, costa. Serve un volo che lo porti allo stadio, la sicurezza, certamente i servizi segreti che nei mesi precedenti hanno scandagliato ogni centimetro attorno al campo, che magari hanno ascoltato ore e ore di intercettazioni con i colleghi stranieri per garantire l’incolumità di un Capo di Stato.

Ma che emozione devono aver provato tutti gli italiani, nel vedere un Presidente della Repubblica comportarsi come loro. Un uomo. Gli mancava solo la famosa birrona gelata.

Il rigore e la razionalità sono buoni e giusti, ma ricordiamoci che siamo esseri umani, non calcolatrici.

E a proposito di rigore, quanto lirismo ci sarebbe nello sconfiggere -in una inutile (ma così sana!) partita di calcio- i tedeschi proprio… ai calci di rigore? Aaaah, che magra, inutile, ma così umana soddisfazione, che sarcasmo, battere i tedeschi mentre ce la si gioca su quel sostantivo maschile singolare che loro ci sbattono davanti agli occhi ogni minuto che passa, seppur in campo economico.

Cari tedeschi, il rigore ve lo insegnamo noi, per una volta.

Tra una birra, un frittatone di cipolle, una bandiera enorme e un tifo condiviso con decine di persone al bar del paese, che per quella sera vedi come se fossero tuoi familiari.

E’ solo una partita, dicevano!

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    • Piero Sallusti: te saluto......pure i galli hanno capito che il mentitore di professione era solo un cavallo di troia per indagare Valle....un finto accusatore, d'acc
    • Franco (@Francostars1): Gli atti osceni in autovettura possono essere evitati come reato se i vetri sono appannati o tutti coperti, come citato dalle Sentenze della Cassazion
    • calabrescia: Esistono anche assassini magri. E non possiamo sapere se Simonetta non conoscesse il Valle.
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