Il Calabrescia pensiero

Archive for agosto 2013

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Nome: Alberto

Cognome: Calabrò

Luogo e data di nascita: Brescia, 12 ottobre 1987

 

Ho conseguito il diploma di maturità scientifico-sperimentale (bilinguismo inglese-tedesco) presso il Liceo Scientifico “Vincenzo Capirola” di Ghedi (BS) nell’anno scolastico 2005/2006;

ho conseguito il diploma di laurea magistrale in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Brescia nell’anno accademico 2011/2012, discutendo una tesi di impostazione bioetica dal titolo “Valutazioni socio-giuridiche sulla legge 22 maggio 1978 n. 194”;

a partire dal 1 settembre 2011 sono iscritto al Registro dei Praticanti Notai, svolgendo -e completando, il 14 febbraio 2014-  la relativa pratica notarile presso il Notaio Daniela Masucci;

ho frequentato un corso di alta formazione professionale (anno 2012/2013) presso la Scuola Notarile Viggiani di Milano;

per passione automobilistica, curiosità e soddisfazione personale, sono iscritto alla Facoltà di Ingegneria Meccanica all’Università degli Studi di Brescia dall’anno accademico 2013/2014, intendendo specializzarmi a suo tempo nell’automotive.

 

Amministro il mio blog “Il Calabrescia pensiero” dall’aprile 2007, dai contenuti che variano dal faceto ad articoli d’opinione.

Dal mese di maggio dell’anno 2013 collaboro stabilmente – in qualità di redattore – con la rivista di bioetica e biodiritto “Notizie Pro Vita” e con il relativo sito internet.

Da novembre 2013 scrivo per il blog campariedemaistre.com in qualità di redattore.

 

Elenco pubblicazioni:

Sessantasette anni fa il popolo italiano, vittima del secolo più sanguinoso e liberticida della storia, costruì un’Italia repubblicana, democratica e libera. Si diede poi una Costituzione, perché i propositi di chi aveva combattuto le pene della dittatura fino alla morte non fossero dimenticati da chi, venuto dopo, avesse avuto la fortuna di goderne pacificamente i benefici.

Noi dobbiamo onorare ciò che quegli italiani ci hanno regalato; dobbiamo difendere la libertà più importante di tutte: la libertà d’espressione.

Oggi alla Camera s’è aperta la discussione generale sul disegno di legge contro l’omofobia, che dietro alle buone intenzioni della tutela di persone discriminate nasconde la mostruosa fattispecie d’un reato d’opinione.

L’omosessualità è una condizione che prescinde dalla volontà del singolo, e nessun uomo dotato di raziocinio penserebbe mai di attaccare – verbalmente o fisicamente – un altro uomo per via di un modo di essere che lui stesso non ha scelto.

Le condizioni che prescindono dalla volontà umana sono infinite: si può essere alti o bassi, bianchi o neri, mori o biondi, uomini o donne; ciascuno di noi, nei limiti di leggi che già esistono, ha facoltà di preferire – nel rispetto di tutte le altre – solo alcune di queste condizioni umane.

Ciascuno di noi, nei limiti di leggi che già esistono, ha facoltà di difendersi da chiunque pretenda di imporsi con la violenza, qualsiasi forma essa assuma.

La Costituzione ci ricorda che tutti gli uomini hanno pari dignità sociale e sono eguali di fronte alla legge. Gli omosessuali sono esseri umani; perché pretendere di tutelarli più di altre persone, impedendo alla gente di criticare costruttivamente le questioni che li riguardano?

Tutti hanno il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro modo di diffusione; perché pretendere che il pensiero possa essere liberamente espresso in tutto, tranne che in pacifiche e rispettose considerazioni che riguardano l’omosessualità?

Io non sono contro gli omosessuali, ma ritengo che l’omosessualità sia incompatibile con alcuni istituti: non credo nel matrimonio omosessuale, non credo che due omosessuali possano crescere adeguatamente dei bambini. E voglio continuare a esprimere le mie idee affinché si possa arrivare, in futuro, a un punto fermo per mezzo del dialogo democratico e civile.

E’ nostro preciso dovere impegnarci perché nessun altro uomo debba, ora come tanti anni fa, rischiare la galera per riconquistare la libertà di esprimere le proprie idee.

Ci dobbamo impegnare – e per questo chiamiamo al nostro fianco il più alto numero di persone, credenti e non credenti, di destra e di sinistra, eterosessuali e omosessuali, come già del resto sta avvenendo con l’omosessuale Nino Spirlì e alcuni intellettuali – perché, attraverso la promulgazione di questa legge, non si giunga all’annientamento di quella pari dignità sociale ed eguaglianza conquistate con il sacrificio, anche estremo, dei nostri genitori e dei nostri nonni; il nostro non è un impegno volto al contrasto della legge contro l’omofobia, è un impegno più alto, volto a garantire ad ogni uomo di essere tutelato alla pari di tutti gli altri uomini, senza che alcuno venga preferito e posto su un piedistallo.

Noi non siamo chiamati a rischiare la nostra vita come lo sono stati invece i nostri genitori e i nostri nonni, siamo chiamati a non rendere vano il loro sacrificio affinché, attraverso il rispettoso dibattito democratico, la sovranità continui ad appartenere a tutto il popolo italiano.

Sono vicino agli amici francesi (si legga http://www.ilfoglio.it/soloqui/18928) che già stanno sperimentando la morte del più basilare diritto democratico.

 

Alberto Calabrò


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