Il Calabrescia pensiero

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SE NON VUOI LEGGERTI TUTTO L’ARTICOLO, SAPPI SOLO QUESTO: ANDARE IN “CAMPORELLA” NON E’ REATO. NELL’ARTICOLO SPIEGO PERCHE’, ALLA LUCE DELLA LEGGE E DELLA GIURISPRUDENZA. ISCRIVITI ALLA PAGINA FACEBOOK “IL CALABRESCIA PENSIERO”.

Caro lettore, arriva la primavera. L’ormone impazzisce. Anche se non sei un esperto di giurisprudenza, qualche mese fa sarai saltato sulla sedia anche tu nel leggere  che la corte di Cassazione aveva emesso una sentenza secondo la quale

“Praticare attività sessuale che comporti qualsiasi tipo di nudità, è di per se da considerarsi un offesa al pudore ed alla pubblica decenza in qualsiasi condizione, anche se si è in luoghi isolati e non illuminati, in quanto sono sempre da considerare luoghi pubblici, e quindi fruibili da tutti i cittadini, bambini e minorenni compresi”.

E poi

“L’antigiuridicità penale dei comportamenti osceni all’interno di un’autovettura in sosta lungo la pubblica via (o in un pubblico parcheggio) non è esclusa dal fatto che essi vengano compiuti in ora notturna o in luogo non frequentato, in quanto siffatte circostanze non eliminano in modo assoluto la possibilità che gli atti osceni siano percepiti da occasionali passanti, a meno che l’autore del fatto non abbia adottato specifiche cautele, come l’appannamento o la copertura dei vetri della macchina”.

Tale sentenza era indicata (talune volte, talaltre non era precisata) come la sentenza di Cassazione n. 4221/00. Premetto fin da ora che trattasi di colossale (e generalizzata, in quanto notizia riportata da numerosossime fonti) BUFALA!!!

Se sei un adolescente che non ha mai casa libera (o, andiamo, un sano adulto maturo con una sessualità a cui non riesci a togliere quel tocco avventuriero) il primo passo ti avrà sicuramente provocato un infarto al cuore: occazzo, mi posso beccare una accusa per atti osceni anche se vado in camporella in luogo isolato e oscuro, anche solo denudandomi in maniera molto parziale, perchè magari da lì può passare un piccolo bimbo indifeso che ne resterebbe scandalizzato, o una casalinga con le buste della spesa, la quale forse proverebbe cocente invidia. Come no. Il che equivale a dire che posso prendermi tra i tre mesi e i tre anni di galera anche se prendo, esco dal paese (o dalla città) per venti chilometri, vado su un’altura, mi infilo in un fitto bosco, il tutto di notte, monto una tenda -rigorosamente al buio- e, dopo aver eseguito una scrupolosa ronda di due ore alla ricerca di terze persone che potrebbero scandalizzarsi, consumo un veloce e fugace rapporto senza nemmeno spogliarmi (che sei, matto???) bensì scoprendo solo quelle recondite aree del mio corpo (e del corpo di lei) strettamente necessarie alla consumazione dell’atto. In quel momento, emergono un carabiniere e un bambino minorenne (MA CHE CAZZO CI FANNO QUI?) e alè, in galera.

‘na tragggggedia.

Il secondo passo (ricordiamolo, sempre rigorosamente falso!), riferito particolarmente al peccato di lombi commesso in automobile, è ben più ragionevole: non puoi metterti a bombare all’interno di una vettura sulla pubblica via (sul ciglio della strada, infatti, è prassi comune per ogni essere umano mettersi paciosamente a scopare…) o in un pubblico parcheggio, per quanto possa essere notte e il luogo possa non essere frequentato, perchè non si può avere la certezza matematica che non ti salti fuori il solito passante (ma mi passeggi in un parcheggio pubblico di notte, in una zona desertica, ma non c’hai una pluridecorata minchia d’altro da fare?) incappando inevitabilmente nella fattispecie di atti osceni in luogo pubblico. Dai tre mesi, ai tre anni. E tanti saluti.

A MENO CHE tu non adotti specifiche cautele, come l’appannamento o la copertura dei vetri della tua auto. Simpatica la dizione “appannamento”. In pratica, per questa (inventata) sentenza, non ci sarebbe reato se si dovessero coprire tutti i vetri dell’auto (con i classici giornali) oppure appannandoli. Immaginati, i due poveri amanti, lei presa da passione, gemente, vogliosa, lui discretamente informato su questioni giuridiche

“No Claudia, dobbiamo coprire i vetri, sennò andiamo in galera”

“Ma non abbiamo giornali qui, Antonio…”

“Andiamo a comprarli!”

“Sono le undici di sera, demente.”

“Ah, ok. Piano di riserva.”

E passano 45 minuti ad alitare sui vetri fino ad appannamento totale. Ce la fanno. Lei riesplode di desiderio. Lui stramazza.

Enfisema.

Come scoprire la falsità di tutto questo? In primo luogo, l’indicazione della sentenza: “4221/00”. Premesso che le ultime due cifre indicano sempre l’anno di emanazione della sentenza, dato che la notizia è stata spacciata per “freschissima” nell’ottobre 2010, tali cifre sarebbero dovute essere “10”, o anche “2010”. Ma lo “00” sta a indicare l’anno 2000. Preso da pignoleria, ho anche consultato il sito della Cassazione: non esiste, comunque, alcuna sentenza n. 4221/00.

In secondo luogo, in riferimento al secondo passo da me riportato (ma questo elemento è molto meno marchiano del precedente) si farebbe riferimento alla mancanza di reato qualora i due amanti coprano (s’intende, integralmente) i vetri della macchina. Ebbene, se nel caso (ridicolo) dell’appannamento non ci sono problemi, il coprire integralmente i vetri dell’auto è espressamente vietato dalla “legge sull’applicazione di pellicole adesive sui vetri ai veicoli”, prot. n. 1680/M360 Roma, 8 maggio 2002, che vieta applicazioni su parabrezza e vetri laterali anteriori.

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Quale è, dunque, la verità?

Con la sentenza n. 7786 dell’8.8.1996 la Corte di Cassazione ha affermato che il delitto di atti osceni è ravvisabile nel fatto di chi si espone in auto

“in un luogo pubblico, in posizione visibile ed illuminata da lampioni e con transito fitto di auto e persone”

Quindi bisogna essere in luogo pubblico (ovvio), ma per commettere reato bisogna essere anche in posizione visibile, illuminata da lampioni, e con transito FITTO di auto e persone. In pratica, a meno che tu non sia uno sporcaccione psicopatico che prende l’auto e si mette a scopare parcheggiando in mezzo a una fiera di paese, non commetti alcun reato.

Con ulteriore sentenza (Cass. 3855/1997), la Cassazione specifica

Ai fini della configurabilità del reato di atti osceni, è luogo esposto al pubblico anche un’auto in movimento. Deve perciò rispondere del delitto contestato il guidatore di un’autovettura che, mostrando i propri genitali, si affianchi anche per un breve tratto di strada a una donna che procede in bicicletta stringendola sul ciglio della strada

Dopo essermi ripreso da mezz’ora di incontrollate risa, constato che non solo configura il reato di atti osceni in luogo pubblico il trombare praticamente nel bel mezzo di una fiera, ma anche nell’improbabile caso in cui si decida di tirar fuori il glorioso arnese durante la guida affiancandosi, anche se per poco, a una donna che procede in bicicletta, stringendola sul ciglio della strada. E mostrandole esplicitamente il birillo, immagino.

Il tutto riassumibile come segue: andate tranquilli in camporella e trombate felici nelle vostre auto senza oscurare i vetri: basta che ve ne stiate beatamente e ordinariamente appartati, e non commetterete alcun reato.

Mai più bambini minorenni che emergono silenziosi dalla boscaglia. Che sollievo.

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Amici avvocati mi suggeriscono una recente pronuncia della Corte di Cassazione del 2008, la Cass. pen. Sez. III, (ud. 26-03-2008) 13-05-2008, n. 19189, per gli amici “Cass. n. 19189/2008”, riguardante il reato di atti osceni in luogo pubblico.

Premetto che riporto, in grassetto, le esatte parole della Sentenza (l’ho qui davanti a me), come precedentemente ho riportato le esatte parole delle sentenze del 1996 e 1997, reperite da fonti ufficiali. Questo per evitare di commettere l’errore (non fatelo mai!!!) di ricercare testi delle sentenze semplicemente googlando a caso: in internet, se la fonte non è ufficiale e riconosciuta, puoi anche trovar scritto che il Presidente della Repubblica si chiama Sbirulino. Ecco i passi che più interessano, riguardo ad una vicenda di due ragazzi aretini (N.D. e N.L. le iniziali dei due). Se vi incasinerete un pò nei seguenti passaggi, andate pure alle conclusioni: ne sarete sollevati.

Il fatto:

N.D. e N.L. sono stati beccati a fare sesso nella loro automobile nel parcheggio illuminato di fronte a una discoteca, questo alle tre del mattino, circondati da un gruppo di giovani che osservavano la scena. Con sentenza del 19.9.2006 il GIP presso il Tribunale di Arezzo proscioglieva N.D. e N.L. perchè il fatto non costituiva il reato di atti osceni in luogo pubblico, in quanto, a suo avviso, mancava la prova dell’elemento soggettivo, poiché i due fidanzati non erano consapevoli dell’oscenità della loro condotta, tant’è vero che, all’intervento dei Carabinieri, chiesero cosa volessero dato che non facevano nulla di male e che non erano nè i primi nè gli ultimi a fare quelle cose: donde, vi era solo la colpa per disattenzione e imprudenza, e non la volontà di commettere atti osceni. Al che, la Procura di Firenze propone ricorso per Cassazione ritenendo che per commettere il reato in esame era sufficiente il dolo generico, cioè la coscienza e volontà di compiere un atto oggettivamente offensivo del pudore; allo stesso tempo, affermando che per la sussistenza del dolo non era necessaria la consapevolezza dell’antigiuricità della condotta.

Data la vicenda, la Suprema Corte si esprimerà come segue:

“Rientra nella più comune nozione che il compiere atti sessuali in luogo pubblico o aperto al pubblico costituisca una offesa al pudore, e, ove i soggetti di cui trattasi avessero in ipotesi un livello intellettivo tale da non averne percezione, sarebbe occorsa una specifica motivazione al riguardo, sulla base di dati specifici e concreti. A parte ciò, non risulta per nulla motivata la ragione della ravvisabilità della mera colpa, genericamente attribuita a disattenzione o imprudenza, atteso che il fatto, sia pure alle tre di notte, avvenne nel parcheggio illuminato antistante al locale notturno e davanti a più persone che attorniavano la vettura per assistere allo spettacolo. E ciò in contraddizione con quanto subito prima sostenuto nella sentenza, e cioè che, alla vista dei carabinieri, i due avrebbero manifestato la propria sorpresa, esclamando: “Cosa volete? Non stiamo facendo nulla di male, poi non siamo nè i primi nè gli ultimi che fanno queste certe cose”: donde la piena consapevolezza di quel che facevano. Ne consegue l’annullamento della sentenza, con rinvio al Tribunale di Arezzo per un nuovo giudizio.”

Tradotto: un giudice (il GIP) riteneva che i due ragazzi non dovessero esere processati per il fattaccio. La Corte di Cassazione ribatte che i due stavano scopando, sebbene alle tre di notte, un un parcheggio illuminato, davanti a una discoteca e alla presenza di più persone che osservavano la scena. Oltretutto, i due genii, ai Carabinieri che chiedevano che cazzo stesse succedendo, han risposto “Ma cosa volete, non facciam niente di male, e poi non siamo nè i primi nè gli ultimi a far certe cose…” Quindi, per la Cassazione, i due andavano processati, eccome.

Ma questa sentenza non cambia il discorso fatto in precedenza: si commette reato se si è in luogo pubblico (il parcheggio), in posizione visibile (di fronte a una discoteca), illuminato da lampioni (il parcheggio era illuminato)  e con fitto traffico di auto e persone (addirittura c’era un capannello di ragazzi ad osservare la scena).

Quindi non cambia nulla, il consiglio legale che deriva da tutto ‘sto chiacchierare è, nuovamente, così riassumibile: andate tranquilli in camporella e trombate felici nelle vostre auto senza oscurare i vetri: basta che ve ne stiate beatamente e ordinariamente appartati, e non commetterete alcun reato.

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Sono Alberto Calabrò, benvenuti nella mia cucina!

Oggi vi insegnerò come preparare un ottimo LE UOVA LE UOVA no, sta tranquillo, niente uova, oggi parliamo di DELLE UOVA! DELLE UOVA! no, accendete il forno a 200 gradi e cominciate a tagliare LE UOVA LE UOVA.

Vabbè.

Parliamo delle uova, caro lettore. Almeno il folletto sulla mia spalla se ne sta tranquillo. Stasera a cena ho letto un biglietto che mi ha lasciato mia mamma con scritto “ricordati le goccine della bontà!” ma mi sentivo già abbastanza buono e non le ho prese.

Da quel momento è apparso il folletto. Mah.

Dunque, forse anche tu ti recherai, saltuariamente, al supermercato del paesello per comprarti qualche buon ovetto. Forse anche tu, come tanti, come è normale, vieni puntualmente sodomizzato da furbeschi piani orditi dagli esperti di grafica e di marketing.

Tu vai nei reparti refrigerati, vedi confezioni verdi, prati, sole, campagne, gallinelle felici sdraiate su rugiadosi steli d’erba mentre leggono il giornale, articolo di cronaca giudiziaria. La deposizione di una loro collega. Notare il sarcasmo.

A coronare l’idillio, leggi, sulla confezione, “da galline allevate a terra”. Allora ti ricordi di quel documentario su Sky, di quei pazzi scatenati degli americani, di come le loro galline siano infilate in gabbie dove non si possano muovere (eh, così ingrassano, no?), delle loro uova pallidine e piccolette, ricordi della lavorazione invereconda dei prosciutti, come se fossero automobili in una catena di montaggio. Ricordi di quella volta che hai visto tua nonna in costume a due pezzi. Atrocità.

Invece noi italiani no, noi siamo civili, le nostre bestie si allevano A TERRA. Nei grandi prati erbosi. Allevatori che cavalcano su verdi praterie col sole sulla faccia.

Poi cominci a farti delle domande. Leggi, sulla confezione “conservare in frigorifero”. Al che ti rendi conto che non sei nei reparti refrigerati, distratto che sei. Stai guardando uno scaffale normalissimo, a temperatura ambiente. Che d’estate è di -25 gradi, d’inverno è +40. Dopotutto noi della COOP ci teniamo alla climatizzazione, ai clienti, la COOP siete voi.

Col dubbio in cuore vai a casa, ti colleghi a internet, vedi se quella bella pollastrella conosciuta l’altro ieri ti ha scritto, si sa mai. Fa nulla se non ti sei presentato, e se la tua concezione di “conoscere” è un dialogo del tipo “Scusi, cameriere, potrei avere un accendino?” “Non sono un cameriere!” “Ah scusa. Hai da accendere, per caso?” “No, non fumo.” “Ah, vabbè.”

E’ già tua.

Poi pensi… pollastrella. Gallinella. E il folletto sulla spalla (andiamo, lo so che anche tu ne hai uno) comincia a urlarti LE UOVA LE UOVA nell’orecchio.

E decidi che vuoi googlare. Insomma, vuoi capire perchè ti si suggerisca la conservazione in frigo, e nei supermercati la catena del freddo venga invece interrotta. Non trovi risposta. Poi guardi cosa vuol dire “galline allevate a terra”.

La pagina internet si apre. Il folletto sviene, anche senza le goccine della bontà.

Vedi che le uova sono divise in 4 categorie, identificate con una cifra, la prima del numerone stampato su ogni uovo. Questa cifra va da 0 a 3.

o: “uovo da gallina da allevamento biologico”, corrispondente a una gallina in 10 mq. su terreno all’aperto, con vegetazione

1: “allevamento all’aperto”, corrispondente a una gallina in 2,5 mq. su terreno all’aperto, con vegetazione

2: “allevamento a terra”, corrispondente a sette galline in 1 mq. su terreno coperto di paglia o sabbia, in capannoni privi di finestre

3: “allevamento in gabbia”, 25 galline in 1 mq. Ovviamente al chiuso, senza finestre.

E capisci che quando hai acquistato le uova, oltre ad aver interrotto la catena del freddo, ti hanno anche rifilato, seducendoti con verdi pascoli e argute dizioni, del cibo prodotto da sette galline infilate in un dannato metro quadrato, col sabbione come terreno, in un dannato capannone senza finestre. In pratica, deposte da bestie che, se fossero esseri umani, vivrebbero (sopravvivrebbero?) pasteggiando a psicofarmaci.

E lì capisci che a deporre non dovrebbero essere solo le galline, ma anche gli allevatori.

Bando agli scherzi: la differenza di prezzo tra le varie tipologie di uova è irrisoria. Sii civile, almeno tu che sei mio lettore, e quando compri controlla sempre di acquistare un prodotto che non solo rispetti il più possibile gli animali, ma che sia, in conseguenza al miglior trattamento, molto più gustoso e sano. Controlla, quindi, di acquistare solo uova 0, che solitamente, come detto sopra, sulla scatola riportano “da allevamento biologico”. Tenendo presente che, comunque, si tratta di animali tenuti in 10 mq.: il che equivale a uno spazio di tre metri per tre circa. Figurati le altre categorie.

Vado a prendere le goccine, il folletto sta diventando molesto.

Ricardo Franco Levi, braccio destro di Prodi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha scritto un testo per tappare la bocca a Internet. Il disegno di legge è stato approvato in Consiglio dei ministri il 12 ottobre. Nessun ministro si è dissociato. Sul bavaglio all’informazione sotto sotto questi sono tutti d’accordo.
La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro.
I blog nascono ogni secondo, chiunque può aprirne uno senza problemi e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto e video.
L’iter proposto da Levi limita, di fatto, l’accesso alla Rete.
Quale ragazzo si sottoporrebbe a questo iter per creare un blog?
La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile.
Il 99% chiuderebbe.
Il fortunato 1% della Rete rimasto in vita, per la legge Levi-Prodi, risponderebbe in caso di reato di omesso controllo su contenuti diffamatori ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale.
In pratica galera quasi sicura.
Il disegno di legge Levi-Prodi deve essere approvato dal Parlamento.
Levi interrogato su che fine farà il blog di Beppe Grillo risponde da perfetto paraculo prodiano: “Non spetta al governo stabilirlo. Sarà l’Autorità per le Comunicazioni a indicare, con un suo regolamento, quali soggetti e quali imprese siano tenute alla registrazione. E il regolamento arriverà solo dopo che la legge sarà discussa e approvata dalle Camere”.
Prodi e Levi si riparano dietro a Parlamento e Autorità per le Comunicazioni, ma sono loro, e i ministri presenti al Consiglio dei ministri, i responsabili.
Se passa la legge sarà la fine della Rete in Italia.
 
Democrazia???

 

Questo post non è mio, è stato ricopiato da un altro blog per motivi d tempo. I fatti sono questi.

Inaudito.

Premetto: questo post è nella sezione delle fregature varie, ma qui non si tratta di vera fregatura, quanto del farsi furbi. Per intenderci, nn è come la Coca Cola zero e la Coca Cola light, stesso prodotto venduto a prezzi differenti.
 
Avete presente il cioccolato Lindt? Ecco, mica male, no?
Ora, prima di continuare vi do un consiglio: provate il fondente, abbandonate il resto; ha meno calorie, soddisfa di più e… è più buono, credo. Abituatevi pian piano fino ad arrivare a quello con una percentuale di cacao pari al 99% (esiste sul serio), non fate come me, che l ho assaggiato senza passaggi intermedi esclamando subito dopo (eresia!) in perferfetto dialetto longobardo: "We, l’è amar compaign del tòsèc!" ("We, è amaro come il veleno!")
 
Perchè, cari amici, poche cose sono come  l amarissimo cioccolato,  un mondo parallelo, un universo di piacere, dove ci sei tu e il pezzettino scuro (pezzettino perchè non ho notizia di esseri umani in grado di mangiarne più di 4 grammi alla volta) che assolutamente non devi masticare ma rigirarlo in bocca, farlo sposare con la tua lingua, dargli il tuo calore affinchè sprigioni il suo aroma… 
 
non so perchè ma mi sembra di aver sfiorato l erotismo… va beh…
 
Ora il consiglio: a parità di prezzo guardate sul retro della confezione. I suddetti sono fatti o in Italia o in Francia o in Svizzera. Prendete quello di fabbricazione elvetica: è migliore.
 
Provate, fate un paragone, mi darete ragione.
MaRiA

ciao…il mio problema è un altro…
NOn so a ki rivolgermi,per la seconda volta mi è stato cancellato il blog,senza che io violassi nessun codice di  comportamento,:
Nessuno me l’ha potuto cancellare perchè la mia password è abbastanza difficile,non so come si verifica ciò e non so a ki rivogermi.
Tu puoi aiutarmi? 

28 agosto 13.38
(http://cid-6963681c47d5c957.spaces.live.com/) 

 
Allora, il caso è particolare: è veramente raro (ma raaaaaaro!) che un blog venga chiuso per "violazione di codici di comportamento". E’ raro, in generale, che venga chiuso anche per contenuti espressamente vietati dalla legge italiana.
Non è raffinato a dirsi, ma credetemi, il vostro blog non sarà mai cancellato per questi motivi, a nessuno viene in mente di scartabellare tra milioni di indirizzi alla ricerca di illegaltà.
L’unica possibilità è che si vìoli il copyright: in tal caso è possibile che la persona dalla quale abbiam scopiazzato interccetti il nostro post e faccia domanda di chiusura.
Ma questo pare che non sia il tuo caso.
Unica soluzione, quella che tu scarti a priori: amica mia, qualcuno ti ha fregato la pass.
Poi ovvio, non sono frate Indovino, ma son quasi sicuro che se cambierai la tua pass, il problema sparirà.
 
Fammi sapere!    
Mi sono consultato con il mio amico: il virus in questione sembra non fare particolari danni.
La procedura da seguire è semplice.
Chi invia involontariamente i file infetti è quasi sicuramente contagiato. Il problema è che il diretto interessato non sa di essere stato colpito: voi stessi dovrete avvertire i vostri contatti msn, non appena comincino ad inviarvi file sospetti.
Il contagiato dovrà eseguire un aggiornamento dell antivirus e poi una semplice scansione automatica.
Procedura semplice, quindi, ma ricodate di avvertire i vostri contatti non appena qualcosa vi "puzzerà di bruciato".
 
Grazie al Ceco, studente del secondo anno alla facoltà di "Sicrezza dei Sistemi e delle Reti Informatiche" di Crema.
Ci risiamo. Ancora un virus che si propaga via msn. Come il Worms di qualche tempo fa, ci viene inviato dai nostri contatti msn che, ovviamente, sono all oscuro della cosa. La fortuna è che, per attivarsi, questi file dannosi devono essere accettati, altrimenti sono innocui.
 
Il nome con il quale questo virus si presenta via msn è:
 
 
Il suo nome vero dovrebbe essere:
 
Backdoor.Win32.IRCBot.acd
 
Sfortunatamente non so dirvi quale sia la procedura da seguire nel caso accettaste questo file e veniate quindi infettati. Fortunatamente, però, conosco una persona che studia informatica e sa molto più di me: gli chiedo se può fare un commento dove verrà spiegata la procedura.
Sempre che esista, e che non si debba formattare tutto il pc!
 
Non accettate file che non siano confermati!
 
 
 
 
 
 

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