Il Calabrescia pensiero

Posts Tagged ‘12 13 giugno

Clima da referendum. Siccome sono in periodo di critica, mi permetto un altro piccolo pezzo caustico.

Milioni di persone che si riempiono la bocca della parola “libertà”. LIBERTà DI VOTO! Siamo liberi! Evviva!

La libertà, intesa come la intendono milioni di persone, non è libertà. E’ una minchiata.

La libertà vera è una cosa stancante. E’ impegnativa. Molti scommetto che la definirebbero “noiosa”. Vuoi le prove, al tuo solito? Pronti.

Prendi questo referendum. La gente potrà votare “sì”, potrà votare “no”, potrà astenersi dal votare. Qualsiasi cosa scelga, porterà a una ripercussione sul sistema di una Nazione intera.

Ora io vorrei sapere quanti italiani (me incluso, accidenti) sono veramente preparati riguardo ai quesiti referendari. Quanti conoscono bene gli argomenti trattati. Quanti possono mettere la loro crocettina (o stare a casa e non metterla, fa lo stesso) pensando “sì, questa è davvero la scelta giusta.”.

Qui bisogna conoscere, per esprimere un voto consapevole, il funzionamento dell’amministrazione pubblica, i meccanismi delle privatizzazioni, lo stato degli acquedotti italiani, il funzionamento esatto di una moderna centrale nucleare, lo stato dell’arte delle energie rinnovabili (e una loro proiezione ventennale, perché le centrali nucleari impiegano anni prima di “carburare”, quindi la domanda diventa: “tra tot anni, le rinnovabili saranno o non saranno più vantaggiose del nucleare?”) e avere nozioni quantomeno basilari di procedura penale.

TU hai queste competenze? Io le ho? Non credo.

Votiamo, non votiamo, o sparando a cazzo (conosco gente che farà così, sul serio), o basandoci su idee altrui (ah, i dibattiti televisivi!), o basandoci su nostre convinzioni certamente incomplete o errate, data l’estrema difficoltà degli argomenti trattati. E la domanda è: sparare a caso, farsi istruire da terzi, scegliere in base a informazioni scorrette o comunque incomplete è libertà di voto? O forse è libertà di fare qualcos’altro? Libertà di sparare a caso. Libertà di milioni di persone incompetenti (io in testa) che si mettono in fila, sperando Iddio che la maggioranza di loro azzecchi, a culo, quale sia la soluzione migliore per il nostro Paese. Libertà di giocare alla roulette. Se esce il numero 10, hai vinto. Rièn ne va plus.

La vera libertà? Mettersi lì minimo minimo tre mesi a studiare. Procedura penale, tecnologia nucleare, biotecnologie, amministrazione pubblica, diritto civile… che dici, ti piace la vera libertà? Noiosa, eh? Ci scommetterei centinaia (non avendoli, mi limiterò a scommetterne due) di euro sul fatto che 80% -forse più!- delle persone preferirebbero, piuttosto, fustigarsi con le ortiche. La libertà è fatica. Altrimenti, semplicemente, non è libertà. E’ qualcosa che le assomiglia, e che gli idioti confondono per libertà vera.

Elezioni politiche? Puoi votare Tizio, Caio o Sempronio. Bene. Una volta votati, l’articolo 67 della Costituzione dice quanto segue:

Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.

Te lo traduco. “Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni nella piena libertà di fare il benemerito cazzo che vuole.” Da noi non esiste, infatti, il MANDATO IMPERATIVO. Per spiegarti cosa sia, mi rifaccio a Wikipedia, che lo dice chiaramente:

In Diritto Costituzionale si parla di mandato imperativo quando coloro che sono eletti a far parte di un organo, in particolare del Parlamento, sono direttamente responsabili nei confronti dei loro elettori e hanno il dovere di conformarsi alla loro volontà, tanto che, in caso contrario, possono essere dagli stessi revocati.

E’ quella situazione in cui l’uomo politico eletto DEVE eseguire quanto promesso in campagna elettorale e non sgarrare di un millimetro, perché in tal caso gli elettori, così come lo han votato, lo possono rimandare a casa a pedate nel culo. In Italia questo meccanismo illuminato… non è previsto.

La cosa divertente, quindi, è che alle politiche ti puoi informare quanto vuoi, puoi avere una laurea in Legge e sette dottorati, e tutto questo, potenzialmente, non ti servirà. Perché una volta eletto, non avrai più alcun controllo sul tuo candidato preferito, o sul tuo partito in generale. Ti possono promettere, che so, meno inquinamento. Tu voti, perché giustamente non vuoi l’inquinamento. Una volta votato, questo partito non solo non fa niente per abbattere gli agenti inquinanti, anzi, pare che faccia tutto quanto sia nelle sue facoltà per insozzare l’ambiente a più non posso.

E tu che fai? Nulla. Non puoi. Non c’è mica il MANDATO IMPERATIVO, non conosci la Costituzione?

Queste sono informazioni reali, non sono pareri soggettivi. Sono dati oggettivi. Qualunque scimmia che abbia concluso il primo anno di Giurisprudenza potrà confermarti ogni singola virgola.

Che fare? Non so, quella deve essere una scelta vostra. Posso solo consigliare di esprimere il proprio voto solo dopo un attento e approfondito studio delle questioni proposte. Magari non servirà a niente, come nel caso delle elezioni politiche; ma fingiamo almeno di mantenere un pochettino di decoro. Un pò come farsi la barba quando si sa benissimo che si starà tutto il giorno chiusi in casa. Non serve a un cazzo. Eppure…

In generale poi, evitate di rendervi ridicoli credendo seriamente di essere liberi. Riempiendovi la bocca con concetti altisonanti. Anzi no, liberi lo siete, in effetti. Lo siamo.

Liberi di non contare una ceppa.

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