Il Calabrescia pensiero

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Se lo chiedono tutti: il movimento 5 stelle di Beppe Grillo riuscirà a reggere il peso della politica? A Parma, infatti, il nuovo sindaco è un grillino.

Personalmente ho una mia idea. Discutere “per partiti” non ha senso, non ne ha mai avuto e mai ne avrà. Per capire se un determinato sindaco -o qualsiasi altra carica politica- sarà o meno in grado di governare bene è necessario guardare, molto semplicemente ed esclusivamente, alla sua persona.

La cosa è abbastanza chiara, sta davanti ai nostri occhi da anni e anni. Un programma di partito, per quanto casto e puro, non porta automaticamente i membri di quel partito a prendere decisioni che siano in linea con quel programma. La Lega, per anni, ha sbraitato contro uno Stato che riteneva ladro. Eppure molti esponenti leghisti -anche di altissimo livello, non parliamo certo della manovalanza- si sono dimostrati ladri, intascandosi finanziamenti pubblici, almeno tanto quanto gli odiati “romani”. La sinistra moderata (attuale PD) che da sempre ha sbandierato come un proprio marchio di fabbrica la “questione morale” -che è una filosofia per la quale la politica deve (dovrebbe…) sempre essere esercitata guardando anche all’aspetto morale- e ne ha fatto un’arma contro qualunque avversario politico, considerato immorale e incolto, ha fatto esattamente come la Lega: si è intascata svariati milioni di soldi pubblici. Questo sta infatti emergendo dalle dichiarazioni del tesoriere Lusi. Sono così etici e morali che non hanno avuto la dignità (come almeno è avvenuto in Lega) di buttar fuori dal partito a calci nel culo chiunque si fosse a suo tempo intascato dei soldi destinati al partito.

La destra moderata, che a parole è tanto ligia alla famiglia e ai valori tradizionali, è caduta dopo mesi di scandali e scandalicchi attorno a svariate questioni di signorine ben liete di distribuire momenti di gioiosa spensieratezza sessuale. Possibilmente in cambio di qualche regalino.

Signori, i partiti, i programmi di partito, le ideologie di partito, non sono un computer centrale al quale si possano collegare le menti degli esponenti di quel partito per ispirare il loro governo solo ed esclusivamente su quelle ideologie. Ogni uomo, ogni sindaco, ogni militante di qualsivoglia partito è una persona a sé: se si tratta di una persona onesta e disinteressata amministrerà bene indipendentemente da tutto, se è un farabutto ruberà a destra e a manca anche se fosse un rappresentante del partito delle ancelle della carità.

Come superare questa condizione? Un sistema elettorale che preveda la possibilità di eliminare il concetto di “partito” e che sia più concentrato sul singolo eletto, obbligandolo a un qualcosa che in Italia ancora non esiste: il “mandato imperativo”. Cioè l’obbligo, per la persona eletta, di conformarsi a quanto promesso durante la campagna elettorale, pena la revoca dalla carica ricoperta. Un po’ come quando si assume un imbianchino: se ci accordiamo per pitturare un muro di blu e tu me lo fai verde, io ti caccio a pedate e mi rimborsi pure le spese necessarie a ricominciare il lavoro daccapo.

Il Parlamento è fatto da due camere: Camera e Senato. In tutto, 945 parlamentari. Si potrebbe modificare la Costituzione in modo tale da avere un Parlamento monocamerale e formato da 100 parlamentari. Come eleggerli? In Italia ci sono 20 Regioni. Chiunque voglia ambire alla carica di parlamentare potrebbe pubblicare in rete (magari in un sito istituito dalla Regione stessa) il proprio curriculum e il proprio progetto ideologico, sottoponendolo all’attenzione degli elettori della propria Regione. I cinque soggetti di ogni Regione che abbiano raggiunto il maggior numero di voti sarebbero eletti alla carica di parlamentare. Cinque parlamentari (eletti nominalmente e dopo aver consultato curriculum e progetto politico personale) moltiplicati per ognuna delle venti regioni porta esattamente al numero totale di cento.

Un Parlamento molto più snello, agile, democratico e veramente rappresentativo -in maniera equa- di tutta l’Italia. Chiaramente andrebbero modificati anche gli iter legislativi e di riforma costituzionale in riferimento alla nuova struttura parlamentare.

Tutto questo per dire una cosa sola: personalmente non vedo bene Beppe Grillo nelle vesti di uomo politico. Mi sembra non sia in grado di governare. Ma mi riferisco A LUI, alla sua persona: magari il neo sindaco di Parma, che pure è un grillino, è una persona intelligente, preparata e concreta, in grado di amministrare bene indipendentemente dal partito di provenienza.

Io spero -pia illusione!- che prima o poi il sistema partitico verrà superato con una riforma costituzionale che assomigli a quanto ho scritto poco sopra, in favore di una politica che tenda a concentrare l’attenzione sulle qualità e capacità del singolo eletto e non sulla bellezza delle parole di un programma di partito.

Fino ad allora, per lo meno, cerchiamo di avere la decenza di non godere del malgoverno del tale esponente di un partito che magari non abbiamo votato: se Tizio, del tal Partito, governa male e manda il proprio territorio gambe all’aria, non è che il danno è meno grave perché provocato da un grillino o da un leghista. Tot milioni di euro buttati nel cesso sono sempre e comunque una disgrazia. Gioirne è un po’ come essere felici di finire contro un muro di cemento ai centosessanta all’ora mentre si è alla guida di un auto di proprietà di una persona che ci sta antipatica: è vero che gli facciamo un dispetto perché gli polverizziamo la sua -magari costosissima- automobile, ma è anche vero che a bordo di quella macchina ci siamo pure noi…

I grillini hanno avuto buoni risultati: auguriamo loro (e a tutti gli eletti) di svolgere un lavoro eccellente. Non nell’interesse del loro partito, magari perché possano in futuro avere più voti.

Ma nell’interesse della nostra Nazione. Checché ve ne dicano, piddini, pidiellini, leghisti, grillini, vendoliani, sono solo modi variegati e idiotamente separatisti per definire una cosa sola.

Gli italiani tutti.

Non è che si debbano elaborare grandi teorie. Non si devono analizzare territori sterminati. Non è che da Roma in giù ci sia pieno di immondizia, non si può dire “è un problema generalizzato”.

Vai a Reggio Calabria, a Santa Maria di Leuca, a Catania e a Palermo. Lì ci sono altri problemi, ma non troverai mai montagne di immondizia ai lati della strada. E’ ovvio che il problema di Napoli è un qualcosa di definito, definibile, e pure senza tanti cazzi e filosofie astratte.

Tutto inizia nel 1994, con la dichiarazione dello stato d’emergenza in relazione allo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Questo perché negli anni precedenti il sistema di smaltimento si era (colposamente? Dolosamente?) inceppato: l’immondizia non si smaltiva e, come ovvio, si accumulava. Finché nel 1994 si è arrivati a una intollerabile situazione che ha portato allo “stato d’emergenza”. Si nomina quindi un Commissario di Governo. Per essere chiari, si nomina un tizio al quale si dice “ti do poteri straordinari al fine di gestire la situazione. Vai e risolvi.”

Questo Commissario è, per sua natura, temporaneo. Nel senso che viene nominato, risolve le questioni che deve risolvere, e via. Peccato che a Napoli il commissariamento straordinario sia durato fino alla fine dell’anno 2009. Quindici anni. Senza risultati.

Come mai è così difficile risolvere la questione? Insomma, non basterebbe prendere ruspe e badili, incenerire tutto (a norma di legge, non coi falò) e “resettare” la situazione? Vabbè, magari non ci si mette una settimana, ma in un annetto…

Sbagliato.

Il fatto è che dal 1994 in poi, come è costume in quelle terre disperate, laddove lo Stato si inceppa si inserisce in automatico la malavita. L’immondizia non si smaltisce? Tranquilli, arriva la camorra.

Come? Abbastanza semplice. La camorra si organizza al fine di smaltire i rifiuti. Ovviamente non diventano tutti dame di San Vincenzo. Non è che il mattino sparano in faccia a un poverocristo e la sera badano a smaltire i rifiuti badando all’ambiente. Prendono, caricano tutto (rifiuti speciali e pericolosi annessi) e alè via, li sotterrano, gli danno fuoco, li buttano a mare. Tutto questo a un prezzo di gran lunga inferiore a quello richiesto per un corretto smaltimento. Ed è qui che il meccanismo si autoalimenta: la camorra prende soldi facili, toglie un po di immondizia di torno, l’imprenditoria coglie la palla al balzo al fine di smaltire a basso costo i propri rifiuti, alle volte si inserisce essa stessa nel circolo dello smaltimento illegale.

Un vero e proprio sistema parallelo a quello statale. Certo, un sistema inquinante e criminale. Ma i prezzi sono bassi e il servizio è garantito; questo basta.

Come risolvere? Il punto non è tanto andare e ripulire quello che c’è. Anche se si dovesse tirare a lucido tutta Napoli e se si dovessero costruire diecimila inceneritori, rimarrebbe ancora in vita il sistema parallelo di smaltimento camorrista. E siccome qui nessuno è imbecille, sappiamo tutti che l’uomo sceglierà sempre la strada meno costosa. Quindi anche con una Napoli tirata a nuovo e inceneritori a perdita d’occhio, se non si debellasse il sistema camorrista si tornerebbe, nel giro di cinque anni (ad esser buoni) alla stessa situazione di oggi.

Forse affiancare al repulisti generale e alla costruzione di inceneritori una legislazione estremamente dura per tutti coloro che non smaltiscano correttamente i rifiuti non sarebbe male. Smaltisci male i tuoi rifiuti e sei un privato? Diecimila euro di multa. Magari associati a lavori socialmente utili, una settimanella a spalare immondizia per le strade con un cartello “non ho smaltito correttamente”. Lo fai a livello industriale? Un milioncino di multa e sequestro dell’impresa. E un mesetto di spalamenti. Poi magari dico boiate, però la strada non credo sia del tutto errata.

E a livello nazionale, preventivo, non sarebbe il caso di imporre per legge la raccolta differenziata? Vedo già alcuni comuni che l’hanno imposta: se tu produci immondizia (come è normale) la devi smaltire differenziandola. La gente lascia i sacchi fuori dalle abitazioni -quello del vetro, plastica e via discorrendo- i quali vengono quotidianamente raccolti e portati al ricicloN.

A Napoli non so quanto ci vorrebbe per attivare un meccanismo del genere: bisogna prima ripulire e debellare il sistema parallelo di smaltimento camorrista. Ma per tutte le altre zone d’Italia questo vorrebbe dire minor costo di produzione di materie prime (non devo prendere nuovo vetro per costruire -bottiglie ad esempio- ma riutilizzo quello che gratuitamente mi torna indietro dalla raccolta differenziata. La mia impresa potrà risparmiare.) e maggiore facilità di smaltimento di tutto ciò che non sia riciclabile. Perchè un conto è dover smaltire 100 tonnellate, altro è smaltirne 30, perchè 70 sono state riciclate.

Il mio non è un discorso da ambientalista coi fiorellini tra i capelli e gli striscioni pronti per la lotta alla caccia alla balena. Il mio è un discorso di pura logica.

Non dimentichiamo che a Napoli è cominciato tutto da un sistema inceppato. Potrebbe succedere anche altrove.

Ma è più facile incepparsi con 100 tonnellate o con 30?

Fate voi.

Ah, che divertimento le campagne elettorali.

No no, non è un controsenso. Vedi, una campagna elettorale è noiosa (per chi non s’appassiona di politica) solo se è veramente tale. La fortuna, per chi non mastica questioni di Stato nemmeno a livello amatoriale, è che si scrive “campagna elettorale” e si legge “puntata straordinaria di Zelig”.

Prendo spunto da alcune dichiarazioni dalle campagne elettorali delle recenti elezioni amministrative. Occhio a non farti cadere la mandibola.

–VOTERANNO PER ME PERCHè HO DEI PROGETTI PER MILANO.

Bene. Pensavo che la gente dovesse votarti perché fai un’ottima pasta alla norma.

–DEVONO VOTARE NOI PERCHè VEDIAMO MILANO DA UN’ALTRA PROSPETTIVA.

In effetti mi ero stancato della Moratti. Mi faceva vedere Milano sempre di profilo.

–STIAMO DALLA PARTE DELLA FAMIGLIA E DELLA PICCOLA-MEDIA IMPRESA.

In che senso?

NON LO SO.

–VOTERANNO PER ME TUTTI QUELLI CHE VOGLIONO UN CAMBIAMENTO.

Tecnicamente essere imballati da un TIR e rimanere vegetali a vita è un “cambiamento”. Il punto è capire quale sia questo cambiamento. A richiesta di chiarimento, il candidato risponde

LEI è UN PROVOCATORE. LA SUA DOMANDA è STUDIATA A TAVOLINO PER APPESANTIRE OLTREMODO IL CLIMA ELETTORALE.

Chiedo venia.

–SE I CITTADINI MI SCEGLIERANNO, FARò IN MODO DA ANNULLARE TUTTE LE CONTRAVVENZIONI DATE DALL’ECOPASS

Bruscolini, patatine signori! Venghino signori venghino! Un voto, un premio! Venghino! Si vince sempre signori!

–E’ EVIDENTE LA PERSONALITà DELL’ALTRO CANDIDATO: UN SUO SOSTENITORE HA PICCHIATO LA ZIA DI UN UOMO CHE VOLANTINAVA A MIO FAVORE.

Forse non si ricorda, caro signore, che il prozio di un suo trisavolo, nel 1724, osò sottrarre un pollo (ruspante, ciò è aggravante del fatto) al proprio datore di lavoro, presso il quale era mezzadro. Ciò testimonia un evidente odio verso i proprietari terrieri, il capitale e la società in generale. Indi per cui lei è -geneticamente, incurabilmente- un pericoloso bolscevico.

–INTENDO GOVERNARE IN MANIERA ILLUMINATA, SEMPRE BEN DISPOSTO VERSO IL PARERE ALTRUI, ANELO A UN GOVERNO VOLTAIRIANO.

Senta, che mi dice sul terzo punto del suo programma? Io non lo condivido…

QUESTO DIMOSTRA INEQUIVOCABILMENTE CHE LEI è UN IDIOTA.

–E’ TUTTA PROPAGANDA: MILANO NON SARà MAI UNA ZINGAROPOLI.

Mi pare ovvio: o ci metti gli imam, o ci metti i rom. Lo sanno tutti che se li mescoli poi succede un casino.

–MI SEMBRA ORAMAI CHIARISSIMO CHE IL CLIMA SIA APPESTATO DA INUTILI QUANTO DANNOSI PRETESTI PER ABBANDONARSI -COME FOSSIMO ANIMALI- A SCIOCCHI SCONTRI. INTENDO CONTRIBUIRE ATTIVAMENTE ALL’ABBASSAMENTO DEI TONI E A UN INCIVILIMENTO DEL DIBATTITO POLITICO. POTETE FARE DOMANDE, SE VOLETE.

Sì, io vorrei sapere…

LEI “VORREBBE”??? LEI è UN VILE PROVOCATORE! IL SUO MEFISTOFELICO USO DEI TEMPI VERBALI LO DIMOSTRA! “VORREBBE”! STA INSINUANDO CHE IO NON SIA UNA PERSONA DEMOCRATICA? LEI è UN INFILTRATO DEL PARTITO AVVERSARIO! CHIAMATE LA STAMPA, DIVULGATE IL MISFATTO! RINCHIUDETE QUESTO STRONZO NELLA TORRE PIù ALTA! MURATELO!

–NON è CHE IO NON VOGLIA UN CONFRONTO TV: è L’ALTRO CANDIDATO CHE NON ME LO ACCORDA.

L’altro candidato afferma di volere spasmodicamente un confronto. Ma il proprio concorrente lo rifiuta. Mah.

–CREDO CHE IL RISPETTO SIA UNA COSA FONDAMENTALE, UNA QUALITà NECESSARIA PER CHIUNQUE INTENDA GOVERNARE QUESTO BELLISSIMO PAESE. IL MIO AVVERSARIO? UN FIGLIO DI PUTTANA.

–SE MI VOTERETE, TOGLIERò L’ECOPASS.

Tre giorni prima, per far felici gli ambientalisti, aveva promesso un ecopass a 350 euro al giorno, venti frustate per coloro che non rispettino le targhe alterne, biciclette obbligatorie anche nei giorni di neve. Ah, ci sono gli invalidi, han bisogno di mezzo motorizzati? E’ un problema mio? Restino a casa, tanto vegetare sbavando nel loro letto o in un bar del centro, cambia un cazzo.

–NON CI ALLEEREMO CON NESSUNO, NON SIAMO INTERESSATI ALLE POLTRONE, A NOI INTERESSA SVOLGERE UNA FUNZIONE DI CONTROLLO.

Bene. Ciò attirerà i voti dei cattolici: un movimento che spera nella moltiplicazione dei pani, dei pesci e dei seggi.

–NON SIAMO DI DESTRA Nè DI SINISTRA. SIAMO NOI.

“Io sono Colui che sono.”

–PER NAPOLI SARESSE MEGLIO UN CANDIDATO CHE, PORCO MONDO, POTREBBE RENDERE LE COSE PIù CHIARE, PERCHè QUESTA POLITICA, TUTTO UN MAGNA MAGNA, TUTTI CHE LITIGANO… NOI SIAMO DIVERSI… NOI SIAMO PER LA LEGALITà, LA CHIAREZZA. CHE POI LA DROGA, SE UNO SPACCIA DROGA E SI DROGA, BISOGNA TOGLIERLA LA DROGA. DALLE STRADE. CHE POI SI SA. CON LA DROGA. INSOMMA, VOGLIAMO ESSERE IL PARTITO DELLA CHIAREZZA.

Tutto chiaro.

–MI PARE EVIDENTE CHE I CITTADINI, AL BALLOTTAGGIO, FAVORIRANNO NOI. AL PRIMO TURNO LE COSE ERANO GIà CHIARISSIME.

Il candidato, al primo turno, aveva preso i voti di mamma, papà e fratello. La sorella ha votato per un partito avversario. Ci sono già i requisiti per l’elezione al primo turno. Mica da tutti un 75%.

–UNA GRANDE VITTORIA PER IL NOSTRO PARTITO.

Gli altri quindici partiti dicono la stessa cosa, anche il movimento della torta sbrisolona.

–MA QUELLO DEI NOSTRI AVVERSARI NON è FAR POLITICA… è VOLER STRUMENTALIZZARE TUTTO… A QUANDO LE DISCUSSIONI SU DATI REALI E CONCRETI?

Giusto, senta, ho letto il suo programma e mi chiedevo: cosa intende dire lei a pagina venti, quando afferma che vorrebbe…

LEI è UN PROVOCATORE! NON HA ALTRO DA FARE CHE PASSARE LE NOTTI A LEGGERE IL MIO PROGRAMMA? PENSI AI NOSTRI AVVERSARI, GUARDI IL CATTIVO GUSTO DI QUELL’ASSESSORE NELLO SCEGLIERSI LE CRAVATTE! IL PROGRAMMA GUARDA, LUI.

–NOI VOGLIAMO ESSERE ELETTI PER CAMBIARE LE COSE E GUARDARE ALLA PROBLEMATICHE DEL TERRITORIO.

Per esempio, cosa farete per il territorio? Su quali problematiche vi concentrerete?

NO BEH, COSì ALLA SPROVVISTA NON SAPREI, SONO QUESTIONI SECONDARIE DA TRATTARSI AL MOMENTO.

INTANTO VOTATEMI; POI VEDIAMO.


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