Il Calabrescia pensiero

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Da una discussione nata attorno a uno scatch di Crozza sul Papa.

 

E’ molto facile farsi belli scimmiottando il Sommo Pontefice e una religione dopotutto innocua per cavalcare l’onda del populismo. E’ infatti ingenuo credere che un comico non cerchi di cavalcare il sentimento popolare al fine di aumentare il proprio personale consenso, l’apprezzamento del popolo bove. Molto facile. Così come è facile e abbastanza meschino cercare di addossare alla Chiesa, che pure di difetti ne ha, colpe generalizzate. Esempio? Lo scandalo (vergognoso e vomitevole) dei preti pedofili: da quando è esploso, giù tutti a dire con sarcasmo che le cariche vaticane, forse, prevedono il requisito della perversione sessuale per essere ricoperte.

Se vogliamo perorare la causa della civiltà anche attraverso la risata (se vogliamo, perché no, perorare un’idea laicista di vita) allora non fermiamoci così odiosamente sul Papa e sulla Chiesa. Su u Papa in particolare tra l’altro, perché Giovanni Paolo II, per esempio, è da tutti ricordato come una sorta di santo, mentre anche lui, come i suoi predecessori, ha coperto -per dirne una!- il gravissimo documento “Crimen sollicitationis”. Però lui era tanto buono. Dove sta la logica? Forse era malatissimo, biascicava più che parlare, e quindi non poteva star lì a far tanti discorsi che potessero politicamente dar fastidio?

Ratzinger?
Dalla falsa accusa di sostegno al regime nazista, al considerarlo capro espiatorio di 2000 anni di errori religiosi sparsi qua e là, fino a spingersi a cose assurde quali l’accusarlo di essere liberticida: liberticida non è chi ti consiglia di fare/non fare qualcosa, ma chi ti impone con la forza il proprio volere. Magari sparandoti salate sanzioni se non chini la testolina. Il Papa parla, parla tanto, esprime il proprio pensiero anche in vicende che riguardano leggi italiane e, generalmente, leggi di ogni Paese del mondo. E parla esprimendo giudizi del tipo “questa tale legge vi consentirebbe di far questo e quello (abortire, uccidere legalmente, drogarsi…) sappiate che da un buon cristiano, queste cose, non devono essere fatte.” Punto. Nessun obbligo, nessuna pretesa di abrogazione di leggi altrui. Semplice indirizzo dei fedeli. Che non si discosta da qualsiasi indirizzo dato da qualsiasi politico a qualsiasi popolo della terra. Anzi, in questo caso i fedeli possono fare quello che vogliono, senza incappare in sanzioni da parte della Chiesa.

Mi chiedo: se di lotta di civiltà e laicismo si tratta, perché solo il Papa? Perché solo la Chiesa? Perché questi comici guardano solo al cristianesimo? Perché non l’islamismo? Perché non -e soprattutto, visti gli avvenimenti degli ultimi anni- il satanismo? Perché (ma questo più per la civiltà che per il laicismo) non parlare -anche attraverso il sarcasmo, visto che son tanto bravi- della condizione di assoluta sottomissione femminile nelle culture islamiche più radicali?

Forse il fatto che un Papa CONSIGLI (non comandi, consigli) di non abortire è più grave di una moglie islamica che viene quotidianamente e pesantemente sottomessa dal marito, con la benedizione dei “ministri di Allah” che anzi incitano la cosa?

Forse il fatto che un Papa ritenga peccaminosa la convivenza more uxorio al di fuori del matrimonio è più grave di certi episodi di satanismo nei quali bambini, donne, giovani e chi più ne ha più ne metta vengono seviziati, ammazzati, violentati? E non sto certo parlando a cazzo, leggetevi qualche episodio di cronaca nera.

Forse no, non è più grave.

Forse è solo politicamente più utile indirizzare il popolo a pensarla così.

Così come, un mesetto fa, era utile far credere al popolo che caduto Berlusconi saremmo stati tutti meglio, vada via quel vecchio sporcaccione.

Venitemi pure a dire, ora, che sono un caprone schiavo dei preti e dei berlusconisti. Sarò felice di rispondervi che siete schiavi, a vostra volta, di un insieme di persone che vi fanno credere di parlare come uomini liberi, sparando contro questo e contro quello, per poi farvi comunque fare e dire ciò che vogliono che diciate o facciate.

Siate felici, Silvio è caduto, pagherete un mille euro in più di tasse ogni anno e (mi rivolgo ai lavoratori, astenendomi da qualsiasi giudizio di merito sul punto) vi abrogheranno l’art. 18 dello Statuto, cose che se le avesse fatte Silvio apriti oh cielo, ma voi siate felici, oh alfieri della libertà di pensiero. Oh dotti. Oh colti.

Io sarò felice di restare uno schiavo caprone. Almeno ne ho la consapevolezza.

Monti è ufficialmente nominato Presidente del Consiglio, e si prevede una fiducia parlamentare.

Monti è un tecnico. Non gli frega un cazzo di scontentare gli elettori -perché non ne ha- e può permettersi di risanare i conti senza subire conseguenze elettorali dal popolo bove. Se fossi un politico? Comincerei ad appoggiarlo, piantarla con le vaccate del tipo “la sua nomina è antidemocratica” (lo ripeto, il popolo vota il Parlamento, non il Governo, accidenti!), i piagnistei del tipo “con lui sono lacrime e sangue” (ma davvero? Non è perché è lui, ma perché con QUALSIASI soggetto che voglia risanare saranno lacrime e sangue), e alle prossime elezioni farei carne di porco con la campagna elettorale più semplice della storia: “Abbiamo, in due anni, insieme a Mario Monti, contribuito a salvare l’Italia. Con sacrifici, ma ci siamo riusciti. Vedete voi se rivotarci.”.

Chi, tanto per farsi politicamente figo, prevede e pontifica “rivolte popolari” contro Monti, e cose del tipo “ostruzionismo, il popolo non farà passare leggi di sacrificio”, forse non ricorda che il popolo bove non sarà interpellato. Non serve la sua approvazione per varare misure decise, scomode, ma necessarie. Quindi il problema non sussiste.

Quella del popolo che si rivolta mettendo il potente in difficoltà è una favola romantica. Il popolo può far casino, ma non più di tanto. O si arriva letteralmente ai forconi e alle ghigliottine, oppure un politico serio si sbatte delle manifestazioni e, in coscienza, procede verso la via scomoda ma giusta. E vedrai che queste misure scomode, se saranno legittimate con pari sacrifici della politica, il popolo bove le accetterà. La storia lo insegna: gli inglesi sopportavano le bombe e i massacri, ma Churchill era un giorno sì e l’altro pure tra le macerie. Non stava a fumarsi sigari cubani rintanato in un bunker dorato. Re Giorgio (non Napolitano, il babbo di Elisabetta II) continuava a stare vicino al suo popolo con continui discorsi e incitamenti alla nazione, senza scappare magari in un paese neutrale per salvarsi la pellaccia. Nessuno, o meglio, molto pochi si rivoltano, se in un Paese c’è grande coesione e condivisione tra governati e governanti.

SE IN UN PAESE C’è GRANDE COESIONE E CONDIVISIONE TRA GOVERNANTI E GOVERNATI, T’è CAPì, MARIO?

Ah, lo dico da leghista quale sono (e forse, se le cose continuano così, non lo sarò più): il discorso di Bossi qui sotto non ti ricorda l’assessor Cangini, di Zelig? Quello di “Noi siamo contro…!” “Siete contro cosa?” “Non lo so, dopo vediamo.”

Umbè, ti voglio bene, ma c’hai le pile scariche. Fai un passo indietro, fallo di lato, fallo adelante, fai un movimento sexy, fa il cazzo che vuoi, ma per il bene del Movimento vai in pensione.

Mi scusi MontAlfano se gli rubo l’espressione.

L’italiano è geneticamente calciofilo. A me il calcio non interessa, ma sono una mosca bianca. L’italiano generico sbava nel vedere una palla, e tende a vedere la vita, tutta, come se fosse un derby.

Prima della caduta del muro di Berlino c’era il comunismo da combattere con la fede in Dio e nella DC. E alè, tutti a tifare per l’una o per l’altra squadra. Anche a prendersi rispettivamente a pistolettate, se necessario. La P38, dopotutto, costa poco ed è affidabile.

Poi cade il muro, e per pochi anni la politica è orfana. Non ci sono più le squadre, il comunismo muore, la politica si rinsecchisce. La DC perde mostruosamente voti, e pure i compagni si raffreddano. Tranquilli, ghe pensi mi. Ecco che, per la gioia del popolo italico, arriva un nuovo personaggio, tale Berlusconi, che ringraziando Iddio fa ripartire il campionato. E avanti per altri diciassette anni, con una politica che se prima era un “Avanti compagni! No, state indietro, in nome di Dio!” ora è diventata un “Sono il nuovo argine del comunismo! No, Berlusconi si deve dimettere!”.

E’ così, purtroppo. La politica, come tutte le scienze umane, è cosa seria e complessa. Impone studio, fatica e tempo, per essere compresa. Ma se si è in democrazia, se a contare sono anche i voti di casalinghe disperate, muratori, contadini, medici, ingegneri e architetti che di politica vera in vita loro hanno forse letto quattro righe -e sono la stragrande maggioranza- allora devi, per accalappiare il loro voto, spiegarti con termini e argomenti a loro comprensibili. L’uomo politico ha imparato a sfruttare e abusare del meccanismo del derby.

Pensi che dica idiozie? Lo spread, in questo momento, è politica reale. Quanti di noi sanno cosa sia? Quanti -addirittura!!!- parlamentari sanno cosa sia? Quanti saprebbero suggerire un diverso sistema elettorale, visto che un caposaldo del derby è proprio “l’incostituzionalità della attuale legge elettorale”? Quanti saprebbero, per lo meno, fare due esempi di sistema elettorale?

Però siam tutti qui a dire che la legge elettorale che abbiamo ora fa schifo.

Ora è finita un’altra partita. Non c’è più (non ci sarà più a breve, per essere precisi) un Silvio da contestare, niente più intercettazioni più o meno irrilevanti, niente più signorine discinte, niente più conflitti di interessi vari, niente processi. Basta.

Non mi aspetto che, per questo, il popolo italiano si metta a cercare di capire i meccanismi della politica, per sconfiggere definitivamente il meccanismo calciofilo o il disfattismo ignorante (dài, dire che “tutto fa schifo”, dopotutto, è semplice, veloce, e ti dà sempre un’aria da intellettuale). Spero solo che il nuovo personaggio che entrerà -non so chi, non ho la sfera di cristallo- sappia sfruttare il meccanismo per creare una maggioranza schiacciante che possa, in qualche modo, aiutare a stabilizzare un pochettino le cose.

Perché dico che sarà un “personaggio nuovo”?

Guardati attorno. Tra gli esistenti non ne esiste uno che possa infiammare la politica e, di conseguenza, raccattare forti consensi. Il PDL esiste ancora, ma il delfino di Berlusconi, MontAlfano, non ha assolutamente charme. Uno può avere sei premi nobel, otto lauree ed essere un genio politico, ma se non si sa vendere non verrà mai votato dal popolo bue. Dopotutto, questo era il segreto elettorale di Silvio: essere, sostanzialmente, uno showman. MontAlfano ha il brio di un tonno pinnagialla. Bersani? Non se ne parla. Bossi? Dopo aver fatto un’impennata di consensi, ha iniziato sistematicamente a prendersi a bottigliate nei maroni -e, diciamolo, prenderebbe volentieri a sprangate Maroni-: Roma è ladrona, ma metto il figliuolo in Consiglio Regionale. Federalismo, ce l’abbiamo fatta! Ma nessuno francamente se n’è accorto. Immigrazione, abbiamo bloccato i barco… occazzo, è caduto il cane da guardia Gheddafi. Ci sono più baluba di prima. Fini, appena qualcuno lo vede, scappa per paura di essere pugnalato, possibilmente alle spalle. Casini… mah, è lì. Di Pietro è anche simpatico, ma ancora non s’è trovato un interprete che lo aiuti. Il resto son frattaglie.

Colui che verrà dovrà avere il coraggio di prendere la Costituzione, nella quale si dettano le norme che disciplinano la politica italiana, e cambiarle radicalmente. Non è difficile: basta guardare a un sistema democratico estero che sappia garantire la stabilità politica. Il presidenzialismo statunitense, tanto per dirne una. Non è possibile che, ai tempi della partita comunismo-anticomunismo i governi durassero, in media, poco più di un anno. Quando avrebbero dovuto durarne cinque. Non è possibile che nel 2008 venga eletta una maggioranza schiacciante, che sembrava invincibile, ma nonostante tutto caduta in disgrazia dopo tre annetti. Senza una politica forte e stabile non si va da nessuna parte, semplicemente si continua all’infinito una partita politica. Che non serve a niente e costa una barcata di soldi.

Dopotutto l’attuale sistema deriva da una situazione nella quale, caduto il fascismo, i costituenti avevano una paura dannata di commettere l’atroce errore di conferire troppo potere a una sola istituzione. Hanno così provveduto a creare un parlamento con circa mille persone, un Presidente della Repubblica che conta come il due di picche, un Governo che conta ancora meno, un baraccone enorme dove tutti possono (democraticamente, per carità) dire la loro senza però concludere nulla. E quando, finalmente, si riesce a concludere qualcosina, questo qualcosina è un insieme scoordinato di tante voci tra loro disomogenee, una gravidanza di mesi per una legge che sembra un quadro di Picasso.

Ora che lo spettro della tirannia è lontano, potremmo anche iniziare a capire che, forse, sarebbe anche bene ideare un sistema politico dove X ha tot poteri, Y ne ha altri e Z altri ancora, e nel quale questi tre soggetti non possano mettersi reciprocamente i bastoni tra le ruote, ma debbano piuttosto assumersi le responsabilità del loro operato. Perché un problema dell’attuale sistema è anche questo: tutti dicono tutto e alla fine la responsabilità del risultato non se la piglia nessuno.

Napolitano ha firmato la tale legge, non la doveva firmare! Ma accidenti, cosa deve fare, non firma, così poi (è la Costituzione che lo dice) il Parlamento gliela può rispedire tale e quale e, a quel punto, sarebbe COSTRETTO a firmarla? Un Presidente firma sempre e comunque, tanto il suo veto, potenzialmente, non vale una cicca. Almeno si risparmia tempo.

Al nuovo showman: cerca di fare incetta di voti, prenditi una maggioranza schiacciante e con questa rivedi il sistema politico. Perché avanti di questo passo non so cosa potrebbe succedere alla prossima crisi economica. Che ci sarà, eccome se ci sarà.

Il sistema-derby non cambierà: dopotutto anche negli USA esiste, da decenni, la partita repubblicani-democratici. Ma almeno la politica reale è stabile.

Io, nel mio piccolo, pur avendo sempre tifato a destra, spero che il nuovo allenatore sia Renzi. Mi piace, quel pacioccone rompipalle.

 

Looo so, è tanto che non scrivo. Mix di mancanza di ispirazione e impegni universitari.

Un breve pensiero notturno, visto che dovrei iscrivermi a un esame e il sito della mia Facoltà è impallato, almeno son stato sveglio per qualcosa.

Allora, il vecchio Silvio pare voglia andare in prepensionamento. Che facciamo? Si affaccia la figura di Mario Monti, un mostro -in senso positivo- dell’economia. Verrebbe nominato Presidente del Consiglio senza che vengano indette le elezioni. Ed ecco che alcuni politici iniziano a gridare allo scandalo, non sia mai, smacco alla democrazia, Costituzione usata per ripulirsi il deretano dopo gloriosa cagata, e via di questo passo.

Queste dichiarazioni mi fanno ribrezzo, anche perché chi le fa è consapevole della loro cretineria. Non mi credete? Ecco qua.

Art. 56 Costituzione: “La Camera dei deputati è eletta a suffragio universale e diretto”
Art. 58 Costituzione: “I senatori sono eletti a suffragio universale e diretto dagli elettori che hanno superato il venticinquesimo anno di età”

Quindi IL PARLAMENTO è eletto dal popolo, con le elezioni.

Art. 92 Costituzione: “Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri”                                                                                                                                                                                 Art. 94 Costituzione: “Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere.”

Quindi E’ IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA che nomina il Presidente del Consiglio e i Ministri, nomina che successivamente deve essere “confermata” dal Parlamento.

Tradotto? Se Monti diventerà Presidente del Consiglio, non ci sarà proprio nessuno schiaffo alla democrazia. Ci sarà, semplicemente, l’applicazione di regole costituzionali. L’equivoco nasce da una sbagliata “credenza popolare”: quando nel 2008 siamo andati a votare, non abbiamo votato Berlusconi, ma il PDL (che ha, quindi, ottenuto la maggioranza parlamentare). Berlusconi è stato nominato da Napolitano, che poteva scegliere anche un’altra persona. Nel 2006 non abbiamo votato Prodi, ma il suo partito, che ha vinto le elezioni e ottenuto la maggioranza in Parlamento; ma Prodi è stato nominato da Napolitano.

Il Presidente del Consiglio, elezioni o no, non viene MAI eletto dal popolo, ma dal Presidente della Repubblica.

Quindi non credete a chi cerca di incularvi ideologicamente. Sfogliate la Costituzione, se non mi credete. Ah, un piccolo inciso: il nuovo Presidente del Consiglio (vedi art. 94), nominato dal Presidente della Repubblica, senza la fiducia del Parlamento -questo sì che è eletto dal popolo- non va da nessuna parte. Semplicemente non diventa Presidente del Consiglio. Mi pare che la democrazia sia salva, alla fine. Dopotutto sono pur sempre gli eletti del 2008, i “rappresentanti del popolo” che avranno l’ultima parola.

L’unica cosa che si può legittimamente dire è “Mario Monti non mi piace”, ma non che la democrazia sia in pericolo.

Mi dispiace solo che la fu Margherita ora si chiami PD, avrei potuto fare un gioco di parole alla pizzaiola del tipo “Bisogna capire se piace la Mari e Monti o se vogliamo andare alle elezioni e mangiare la Margherita”. Peccato.

Son costretto a dire una cosa più raccapricciante (o raccapricciosa, fai tu): se andiamo alle elezioni, i sondaggi danno vincente il PD di Bersani. Non so perché, ma improvvisamente l’accostamento funghi-frutti di mare mi pare paradisiaco.

Buonanotte!

Sto girovagando. Girovago tra i blog, vedo, tra quelli più frequentati, “Il post viola”, blog ufficiale del Popolo Viola, movimento politico-ideologico fondato da Beppe Grillo.

Ora, personalmente non ho mai avuto grande ammirazione per i seguaci ed elettori di tale movimento. Però si sa mai che possano avere qualche bella idea, qualche ragionamento acuto, leggere i loro pezzi, magari, può solo che farmi bene. Invece devo prendermi una scatoletta di Maalox plus per non farmi venire un attacco d’ulcera.

Titolo del pezzo: “Libia, il logo dell’ENI sulla giacca del mercenario”. Ecco il testo.

Journal Blog ha pubblicato questo filmato nel quale il logo dell’italianissima Eni, controllata dallo Stato, appare sul giubbotto di un mercenario a cui è stato ordinato di sparare sulla folla dei dimostranti a Bengasi. “E’ noto -scrive Journal Blog”- che Berlusconi e il colonnello libico Gheddafi siano in affari. Altrettanto noto -continua Journal Blog-  è che la politica energetica di Berlusconi è basata sui rifornimenti di idrocarburi provenienti dalla Libia (l’Italia assorbe il 38% delle sue esportazioni di petrolio) e dalla Russa. In particolare, l’Eni ha concessioni petrolifere in Libia fino al 2035; ha investito nel Paese 50 miliardi di dollari negli ultimi 10 anni e gli accordi italo-libici prevedono investimenti per altri 20 miliardi di dollari entro il 2020″. Ecco il filmato”

“I manifestanti domandano: «Di chi sono gli ordini?».
L’uomo risponde: «Degli ufficiali. Giuro. giuro.. ordini ordini».
La folla chiede ancora: «Vi hanno detto di sparare contro la gente con pallottole da guerra?»
Il prigioniero risponde: «Sì, Sì»
A quel punto si scatena la ferocia del branco.
Molti dicono: «No, No non fate così… facciamolo parlare. Non possiamo fare come loro…».”

Qui si conclude l’articolo.

 

Peccato che quella del mercenario sia la maglietta della squadra di calcio “Al-Ahly Tripoli”, squadra che, come tutte, ha uno sponsor. Lo sponsor è ENI: ecco perchè lo stemma dell’impresa spicca sulla t-shirt. Un pò come se io andassi a sfasciare una vetrina con la maglia della Ferrari, e qualcuno dicesse che sono un contractor della Marlboro. Ridicolo.

Ma loro no, loro, il Popolo Viola, movimento politico che come programma ha una sola parola (VAFFANCULO), leggono il post di un altro blog, il Journal Blog, vedono riferimenti che possano dare il la a critiche al Governo e hanno un orgasmo, come no, l’ENI è azienda di Stato, il mercenario è “marchiato” ENI, ecco qui, è Berlusconi che, avendo grossi affari in Libia, ha pagato tutti i mercenari in combutta con Gheddafi.

Ma che profonda analisi economico-politica.

Quello però che fa più incazzare è la visione da isola che non c’è che ispira pezzi come questi. “La politica energetica DI BERLUSCONI -dicono- è basata sui rifornimenti di idrocarburi provenienti da Libia e Russia.”

Eh certo. Berlusconi, che è tanto cattivo, compra petrolio dai cattivi Gheddafi e Putin e li finanzia.

Consiglio al Popolo Viola di piantarla di farsi le canne, sfanculare meno, immergersi nel mondo reale della politica. Noi non abbiamo il nucleare, e l’energia pulita e rinnovabile, per quanto intelligentissima, non sarebbe sufficiente a coprire il nostro fabbisogno. Ciò detto, dobbiamo importare energia. E se dobbiamo importarla, la importiamo da chi ce l’ha. E se la Russia e la Libia hanno petrolio, per quanto i loro leader possano essere dei pazzi suonati, questo lo compreremo da loro. Non è la politica energetica DI BERLUSCONI (che peraltro sta portando avanti una battaglia pro-nucleare), ma la politica energetica di un popolo che, attualmente, non ha mezzi sufficienti per essere indipendente. Cazzi non ce ne sono.

O cominciamo seriamente col nucleare (senza trascurare le energie rinnovabili), e limitiamo così le importazioni di idrocarburi (ma il Popolo Viola vive sull’isola che non c’è: non vogliono che s’importino idrocarburi, non vogliono il nucleare. Però vogliono l’energia, loro) oppure viviamo nelle capanne, scaldandoci  al fuoco, non usiamo automobili, non usiamo corrente elettrica.

O restiamo così come ora, ma non ci lamentiamo se per vivere da persone civili, con una casa riscaldata, con un auto che ci porti dove vogliamo quando vogliamo, dobbiamo dipendere da altri Stati con capi brutti e cattivi. Soprattutto se per scrivere certe stronzate usiamo un PC che funziona a corrente elettrica.

Quel che è certo, è che sarebbe meglio evitare di eccitarsi sessualmente ogni volta che pare esserci uno spunto per criticare il Governo, riportando ardite ricostruzioni complottiste come se fossero la parola di Dio.

 

 

Comunque, se i calciatori del Tripoli sono ridotti a fare i contractors, suppongo che la squadra non vada molto bene.

Altro video girato con gli amici della Red Bandana. Attualità in chiave sarcastica. Io sono il tizio spelacchiato e azzoppato. 😀


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