Il Calabrescia pensiero

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Barack, una volta che ti faccio i complimenti tu mi fai subito girare i torroni.

Ma che ti sei fumato? “Non mostriamo le foto di Bin Laden perchè sono troppo crude.”

Ma certo, come no. Perchè quando han mandato in onda l’impiccagione di Saddam, quello lo si poteva far vedere. Personalmente lo avrei inserito come gradevole inframezzo in una puntata dei Teletubbies. Quattrocchi? Anche lui, sparato su tutte le televisioni. Magari lui, per coerenza, potevano farlo vedere nell’intervallo pubblicitario di una puntata dei Puffi. Che è meglio. Nick Berg? Oh beh, il filmato della sua decapitazione, forse, poteva apparire come divertente e leggero scatch in una puntata di mr. Bean.

Sorvolo su altri esempi, ce ne sono a decine. Una massa di povericristi, tecnicamente dei “signor nessuno” mostrati con cinicità al popolo affamato. Magari con la sola delicatezza di un orario protetto.

Ma questo stronzo che ci tortura da dieci anni e che ha macellato mezzo occidente, lui no. Non è che si richieda il video dove si vede il cranio che esplode per un colpo d’arma da fuoco. Ma una foto, mostrata con tutte le delicatezze del caso, con tutte le avvertenze, mi sembra il minimo.

Se un bimbo di otto anni può andare in internet e guardare pornazzi estremi semplicemente eludendo il (SOFISTICATISSIMO!!!) deterrente che corrisponde alla domanda “Sei maggiorenne?”, se lo stesso bimbo può attardarsi la sera davanti alla TV e guardarsi decapitazioni ed esecuzioni (non prendiamoci per il culo, non è più il tempo di “Carosello e tutti a nanna”), una persona adulta e vaccinata avrà il diritto (magari un pò sadico, certo) di avere la prova della fine di un assassino? O il mondo, secondo Barack, ha solo la forza di vedere i nastrini e i sorrisi del matrimonio William-Kate?

Dobbiamo essere tutti come dei bambini, tutti figli di Obama, il quale, con sentimento paternalistico, ci prende per mano e ci dice “Lasciate fare a papà le cose da grandi, siete ancora piccolini, ora a nanna.”?

Ci dobbiamo sorbire la malata filosofia di un presidente che pretende di mostrare al mondo solo le rose, i fiori e le carote piantate nell’orto della Casa Bianca, perchè l’uomo comune non può reggere le visione della cattiveria umana? Toglieteci i TG, allora. Raccontateci che tutto va bene, che non esistono gli assassini, gli stupri e le stragi.

Oppure potremmo essere sempre più indotti a pensare, semplicemente, che Obama non si preoccupi particolarmente della nostra reazione emotiva alla vista del sangue. Magari potremmo pensare che… non so… che sia tutta una grande e perversa montatura, alla quale parteciperebbero pure i fondamentalisti al grido di “Avete ammazzato il nostro capo, ci vendicheremo.”

Salvo poi incontrarsi tutti insieme, nel retro della Casa Bianca, Obama e svariati agenti segreti mascherati da talebani, tutti che si tolgono barba e tuniche (si sa, la primavera avanza, fa caldo) e alè, giù a brindare a birra e Tavernello. Con Michelle che fa la lapdance. Che bello scherzone abbiamo tirato al mondo, domani facciamo un comunicato in cui diciamo che sono tutti su Paperissima. Sai che risate!

Sto scendendo nei sondaggi?

Occazzo.

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Vado a mangiarmi una pizza con la famiglia. Sto per guardare il menu. So già cosa voglio, ma guardare il menu fa sempre molto fico. Non faccio in tempo ad aprirlo.

Nel tavolo accanto al mio un signore grida. Si alza di scatto. Rovescia la tavola e corre verso la finestra. Si butta di sotto.

Subito dopo una donna grida, prende la candela sul tavolo e si dà fuoco.

Una vecchia sviene.

Tutti dopo aver aperto il menu.

Sono curioso, lo apro, non senza una punta di terrore. Le pizze mi sembrano a posto. Antipasti, primi e secondi.

Birre. Ah, diamo un occhio alle birre che servono qui.

Il sangue si gela.

Moretti Zero.

Invenzione perversa. Birra analcolica. Dice “eh ma con il nuovo codice della strada, bere qualcosa diventa un casino.” Certo. Bel ragionamento. E’ come fidanzarsi con un travestito per essere sicuri di non trovarsi nella drammatica situazione di una ragazza precocemente gravida.

S’è perso il gusto, porca miseria. Ti guardi in giro, tutti che bevono Corona. Non Fabrizio. La birra.

La Corona. Che tu ti chiedi come cazzo si faccia a berla. Una birra fatta con il riso. Poi lo capisci: Fast&Furious. Il protagonista, certamente un dotto filosofo, passa le giornate tra carburatori ed ettolitri della suddetta bevanda. La moda che vince sul gusto.

Io amo la birra, e nella birra l’alcool è una componente necessaria. La birra analcolica è come un sugo all’arrabbiata senza peperoncino. Come uno spaghetto a forma di fusillo. Come una donna col pisello, per riprendere l’esempio di cui sopra. Che possono avere i loro vantaggi eh, ma solo se sei un pervertito.

Amo il doppio malto, la birra trappista, la mia “Rochefort 10” che bevo una settimana sì e cinque no per evitare di dovermi ipotecare la casa. Amo i suoi undici e qualcosa gradi, i lieviti in sospensione, il color mogano, la schiuma densa, i profumi indescrivibili. Non posso bere alcool? Berrò una Coca Cola. Light, non Zero. Perchè la Zero è un’altra diavoleria perversa. Uguale alla Light, ma con un background pubblicitario molto più incisivo, che ne fa lievitare il prezzo. Non mi credi? Prendi una bottiglia di Coca Light e una di Coca Zero. Confronta i prezzi. Assaggiale. E poi dimmi se sto dicendo cazzate.

Oppure mi bevo un bicchiere di acqua. Una Sprite. Un quartino di pipì -come Bear insegna- piuttosto.

Ma la birra analcolica, quella no. Non mi piegherete. Non avrete i miei soldi, per far fruttare un’invenzione frutto della moda e di regole perverse.

Non mi avrete mai!

P.S.

La volete una chicca appena rivelata dalla CIA? Bin Laden si è fatto catturare e uccidere per la disperazione. Il giorno prima era andato a mangiarsi una pizza. E aveva guardato il menu…

Circa dieci anni fa iniziavo a interessarmi a cosa succedeva nel mondo. Ero appena entrato al liceo, mancava un mese ai quattordici anni. Normale essere ancora immersi in una vita fatta semplicemente di famiglia, amici, e qualche pettegolezzo di paese.

Poi cambia tutto. L’undici settembre. Ho già scritto un pezzo sulle mie sensazioni di quel giorno, lo trovi in questo blog, il titolo è semplicemente 9/11. Questo è il link.

https://calabrescia.wordpress.com/2007/05/17/911/

Dal giorno dopo sento un gran desiderio di imparare e di capire. Prendo il quotidiano di papà, e leggo. Da quel giorno lo avrei letto sempre. Sarebbe diventato una sorta di dovere. Un imperativo, davanti alle porcherie del mondo. Ho conservato quel quotidiano fino ad oggi.

Fino a quando, alle nove di stamattina, ho comprato lo stesso quotidiano, ma dieci anni dopo. Quanta sofferenza, in quello vecchio. Quanta speranza, in quello nuovo. Non voglio fare un discorso politico: chiunque abbia un briciolo di cervello sa che un’organizzazione -che sia terroristica o malavitosa- non si estingue con la morte o la cattura del suo capo. Lo sanno tutti. E’ nominato un vice, il quale prenderà immediatamente il posto del capo. E solitamente il vice è parecchio incazzato e tende a vendicare la morte del predecessore. Una organizzazione del genere o la polverizzi totalmente, o se ti limiti a catturarne il capo concludi ben poco.

Queste sono le considerazioni politiche e logiche.

Ma io ora sto scrivendo con la pancia. Bin Laden era diventato un simbolo, più che un semplice capo. Era una specie di simbolo di un male silenzioso e letale, che tante volte ha attaccato l’occidente. Un uomo che aveva ispirato la morte di migliaia di persone, pur restando imprendibile. Quasi fosse fatto di aria.

Sì, non è bello gioire per la morte di un uomo. Ma forse ci sono delle eccezioni. Qui non si parla di una persona che, come tutti, ha commesso degli errori ed è meritevole di perdono e di cordoglio, in caso di prematura e violenta scomparsa. Si parla di una bestia che ha volutamente istigato al suicidio altre persone, con il chiaro intento di provocare il massimo numero di vittime possibili. E si trattava di vittime civili, persone disarmate. Che ci fossero donne, bambini, ragazzi, vecchi, giovani non contava niente: l’importante era ammazzare gli occidentali. Madrid, Londra, New York sono stati gli obbiettivi più noti, ma vi basterà informarvi un pò per capire che la lista di devastazione è molto più lunga.

Speriamo -concedetemi un pensiero utopico- che ora i fondamentalisti islamici decidano di lasciar perdere. Speriamo che capiscano che non si può andare avanti a spargere terrore, essere cercati e ammazzati per vendetta, spargere ancora terrore, essere ammazzati, spargere terrore. Non si va da nessuna parte. Speriamo che, di conseguenza, si decida di ritirare quanto prima le truppe da quei territori islamici la cui “occupazione” (ma si può parlare davvero di occupazione? Tant’è) dà un ulteriore stupido motivo di martirio e “guerra santa”. Speriamo che, dopo dieci anni di massacri, la gente si sia stancata di giocare a fare una guerra destinata a durare per sempre. Che può finire solo con un atto di responsabilità e coscienza.

Piccola osservazione: che bello sentire Obama che riconosce la metà del merito a Bush. Lo chiama, gli comunica il risultato, parla alla nazione facendo il suo nome. Si incontrano, si stringono le mani. Gli USA uniti, due uomini politici di diversa ideologia che si incontrano e si danno pacche sulle spalle. Magari da domani si riparte con le beghe. Ma per oggi siamo tutti americani. Lo stesso fa il popolo: repubblicani e democratici, tutti in piazza a strombazzare con i clacson e a innaffiarsi l’un l’altro di birra e champagne. Immagini di una partita di football nella quale lo stadio, ricevuta la notizia, inizia a battere le mani e a gridare di gioia. Tutti ripetono insieme un coro infinito “USA!!!”. I giocatori sono increduli e un pò confusi, dopotutto non possono verificare la notizia sui cellulari. Ma se avessero potuto, anche loro avrebbero mollato palla e guantoni e si sarebbero abbracciati, affanculo la partita, siamo tutti americani, ora festeggiamo.

Fosse stato un obbiettivo italiano? Consentimi di immaginare la situazione.

I reparti speciali italiani trovano il terrorista e lo accoppano. Il presidente del consiglio comunica, a reti unificate, che entro mezz’ora pronuncerà un discorso riguardo a questioni di rilevanza internazionale. La metà degli italiani se ne frega e va a dormire. L’altra metà si divide tra chi ascolta il discorso in diretta e chi prosegue nella visione di “human take control”. La metà di chi ascolta il messaggio gioisce, l’altra metà pensa subito al complotto. Le opposizioni, il giorno dopo, accusano il governo di voler strumentalizzare a fini politici il risultato ottenuto. Il governo risponde che l’opposizione è fatta di talebani. Beppe Grillo lancia un “Vaffanculo” lacerante, sbraitando che TUTTI sono talebani, escluso lui. Di Pietro, tra un corto circuito neuronale e l’altro, dice che è tutta una bufala perchè Bin Laden è Berlusconi, e Berlusconi è vivo. Quindi Bin Laden è vivo. Bersani grida “Si dimetta!!!!”. Non si capisce se si debba dimettere Berlusconi, Bin Laden, il comandante dei reparti speciali o lui stesso. Il Vaticano che dice che è scorretto gioire per la morte di un uomo. I sinistri che, da mangiapreti, colgono l’assist e diventano ferventi cristiani osannanti la Santa Sede. Il popolo che si scanna: chi crede all’uccisione del terrorista è definito “stupido servo che si beve tutte le stronzate del potere”. Chi non ci crede si becca del cretino cannaiolo che non sa vivere senza masturbarsi pensando alle cospirazioni.

Il terrorista che, due giorni dopo, appare in video e dice “Mah… in verità io sono ancora qui, poi oh… fate voi…”

Dopotutto si sa: l’inefficienza italica colpisce un pò dappertutto. Si scopre così che il defunto era in verità un sosia.

Gran figura di merda.

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Bin Laden è stato ucciso in un blitz americano mentre si trovava nella sua casa fortezza vicino a Islamabad (Pakistan) da un commando U.S.A. di quattordici Navy Seals. Obama lo ha annunciato in un discorso in diretta alla nazione, svegliando gli americani nel cuore della notte (4 del mattino circa, ora italiana).

Il terrorista ha opposto resistenza armata quando le forze speciali americane sono entrate nel suo rifugio, così riferiscono fonti del Pentagono.

La prima foto diffusa che mostra il volto sfigurato di Bin Laden è palesemente un falso: lo conferma un comunicato della CIA, il quale suona pressappoco così: “Qualsiasi foto circoli riguardo al cadavere di Bin Laden è falsa: le foto le abbiamo noi e non le abbiamo ancora rese pubbliche.” Non bisogna, sulla base di questa fotografia taroccata, credere che tutta la vicenda sia una bufala: sarebbe stupido credere che un presidente degli Stati Uniti basi un discorso alla nazione e dia notizie di questa portata sulla base di una storiella inventata, e portando come prova una semplice fotina modificata maldestramente. Scatenando -tra le altre cose- l’ira dei terroristi che si sarebbero certamente sentiti presi per il culo e non avrebbero esitato a divulgare un video con Bin Laden vivo che, semplicemente, dice: “Oh, che cazzo vi siete fumati?”

Solo questo ragionamento logico dovrebbe spazzare ogni dubbio sulla veridicità della vicenda.

I talebani prendono spunto dall’evidente sofisticazione della foto per dichiarare che tutta la vicenda sia, in realtà, una colossale montatura. Insomma, “Avete usato photoshop, in verità Osama è ancora vivo.” Salvo poi arrendersi all’evidenza dei fatti e ammettere l’avvenuto decesso.

Per ora ci sono filmati e fotografie che verranno pubblicati quanto prima, oltre a un esame del DNA sul cadavere che ne accerta in maniera inequivocabile l’identità. Per essere sicuri, si è anche ricorso all’identificazione da parte di una delle mogli del terrorista, arrestata nelle circostanze della medesima operazione militare, la quale ha, oltre ogni ragionevole dubbio, confermato che si tratta proprio di Osama.

Il presidente Obama ha detto che l’operazione d’intelligence durava da mesi, a partire, per la precisione, da agosto 2010. Grande festa dal momento della divulgazione della notizia. A New York la gente si è raccolta festante a Times Square e a Ground Zero. Il Dipartimento di polizia di New York ha diffuso immagini del crollo delle Torri Gemelle dell’undici settembre mai viste in precedenza.

Stiamo a vedere.

A seguire, potrai visualizzare il rifugio visto dal satellite, le immagini girate dagli americani nel rifugio di Bin Laden immediatamente dopo lo scontro a fuoco, il comunicato del Presidente degli Stati Uniti, e la falsa fotografia girata in rete.

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La falsa fotografia del cadavere. Evidente fotomontaggio.


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