Il Calabrescia pensiero

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No, non voglio farti il pippone cercando di convincerti a votare a favore o contro il nucleare. Nemmeno per indottrinarti riguardo a chiare fresche e dolci teorie. Voglio solo darti una dritta affinchè tu possa esprimere, consapevolmente, il tuo voto.

Ecco il testo del referendum sul nucleare:

“Volete voi che sia abrogato il decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nel testo risultante per effetto di modificazioni ed integrazioni successive, recante “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria” limitatamente alle seguenti parti: art. 7, comma 1, lettera d: “realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare”; nonché la legge 23 luglio 2009, n. 99, nel testo risultante per effetto di modificazioni e integrazioni successive, recante “Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia”, limitatamente alle seguenti parti: art. 25, comma 1, limitatamente alle parole: “della localizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare,”; art. 25, comma 1, limitatamente alle parole: “Con i medesimi decreti sono altresì stabiliti le procedure autorizzative e i requisiti soggettivi per lo svolgimento delle attività di costruzione, di esercizio e di disattivazione degli impianti di cui al primo periodo.”; art. 25, comma 2, lettera c), limitatamente alle parole: “, con oneri a carico delle imprese coinvolte nella costruzione o nell’esercizio degli impianti e delle strutture, alle quali è fatto divieto di trasferire tali oneri a carico degli utenti finali”; art. 25, comma 2, lettera d), limitatamente alle parole: “che i titolari di autorizzazioni di attività devono adottare”; art. 25, comma 2, lettera g), limitatamente alle parole: “la costruzione e l’esercizio di impianti per la produzione di energia elettrica nucleare e di impianti per”; art. 25, comma 2, lettera g), limitatamente alla particella “per” che segue le parole “dei rifiuti radioattivi o”; art. 25, comma 2, lettera i): “i) previsione che le approvazioni relative ai requisiti e alle specifiche tecniche degli impianti nucleari, già concesse negli ultimi dieci anni dalle Autorità competenti di Paesi membri dell’Agenzia per l’energia nucleare dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (AENOCSE) o dalle autorità competenti di Paesi con i quali siano definiti accordi bilaterali di cooperazione tecnologica e industriale nel settore nucleare, siano considerate valide in Italia, previa approvazione dell’Agenzia per la sicurezza nucleare;”; art. 25, comma 2, lettera l), limitatamente alle parole: “gli oneri relativi ai”; art. 25, comma 2, lettera l), limitatamente alle parole: “a titolo oneroso a carico degli esercenti le attività nucleari e possano essere”; art. 25, comma 2, lettera n): “n) previsione delle modalità attraverso le quali i produttori di energia elettrica nucleare dovranno provvedere alla costituzione di un fondo per il «decommissioning»;”; art. 25, comma 2, lettera o), limitatamente alla virgola che segue le parole “per le popolazioni”; art. 25, comma 2, lettera o), limitatamente alle parole: “, al fine di creare le condizioni idonee per l’esecuzione degli interventi e per la gestione degli impianti”; art. 25, comma 2, lettera q): “q) previsione, nell’ambito delle risorse di bilancio disponibili allo scopo, di una opportuna campagna di informazione alla popolazione italiana sull’energia nucleare, con particolare riferimento alla sua sicurezza e alla sua economicità.”; art. 25, comma 3: “Nei giudizi davanti agli organi di giustizia amministrativa che comunque riguardino le procedure di progettazione, approvazione e realizzazione delle opere, infrastrutture e insediamenti produttivi concernenti il settore dell’energia nucleare e relative attività di espropriazione, occupazione e asservimento si applicano le disposizioni di cui all’art. 246 del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163.”; art. 25, comma 4: “4. Al comma 4 dell’articolo 11 del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, dopo le parole: «fonti energetiche rinnovabili» sono inserite le seguenti: «, energia nucleare prodotta sul territorio nazionale».”; art. 26; art. 29, comma 1, limitatamente alle parole: “gli impieghi pacifici dell’energia nucleare,”; art. 29, comma 1, limitatamente alle parole: “sia da impianti di produzione di elettricità sia”; art. 29, comma 1, limitatamente alle parole: “costruzione, l’esercizio e la”; art. 29, comma 4, limitatamente alle parole: “nell’ambito di priorità e indirizzi di politica energetica nazionale e”; art. 29, comma 5, lettera c), limitatamente alle parole: “sugli impianti nucleari nazionali e loro infrastrutture,”; art. 29, comma 5, lettera e), limitatamente alle parole: “del progetto, della costruzione e dell’esercizio degli impianti nucleari, nonché delle infrastrutture pertinenziali,”; art. 29, comma 5, lettera g), limitatamente alle parole: “, diffidare i titolari delle autorizzazioni”; art. 29, comma 5, lettera g), limitatamente alle parole: “da parte dei medesimi soggetti”; art. 29, comma 5, lettera g), limitatamente alle parole: “di cui alle autorizzazioni”; art. 29, comma 5, lettera g), limitatamente alla parola: “medesime”; art. 29, comma 5, lettera h): “h) l’Agenzia informa il pubblico con trasparenza circa gli effetti sulla popolazione e sull’ambiente delle radiazioni ionizzanti dovuti alle operazioni degli impianti nucleari e all’utilizzo delle tecnologie nucleari, sia in situazioni ordinarie che straordinarie;”; art. 29, comma 5, lettera i), limitatamente alle parole: “all’esercizio o”; art. 133, comma 1, lettera o) del d.lgs. 2 luglio 2010, n. 104 limitatamente alle parole “ivi comprese quelle inerenti l’energia di fonte nucleare”; nonché il decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31, nel testo risultante per effetto di modificazioni e integrazioni successive, recante “Disciplina della localizzazione, della realizzazione e dell’esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare, dei sistemi di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi, nonché misure compensative e campagne informative al pubblico, a norma dell’art. 25 della legge 23 luglio 2009, n. 99″, limitatamente alle seguenti parti: il titolo del decreto legislativo, limitatamente alle parole: “della localizzazione, della realizzazione e dell’esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare,”; il titolo del decreto legislativo, limitatamente alle parole: “e campagne informative al pubblico”; art. 1, comma 1, limitatamente alle parole: “della disciplina della localizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare,”; art. 1, comma 1, lettera a): “a) le procedure autorizzative e i requisiti soggettivi degli operatori per lo svolgimento nel territorio nazionale delle attività di costruzione, di esercizio e di disattivazione degli impianti di cui all’art. 2, comma 1, lettera e), nonché per l’esercizio delle strutture per lo stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi ubicate nello stesso sito dei suddetti impianti e ad essi direttamente connesse;”; art. 1, comma 1, lettera b): “b) il Fondo per la disattivazione degli impianti nucleari;”; art. 1, comma 1, lettera c): “c) le misure compensative relative alle attività di costruzione e di esercizio degli impianti di cui alla lettera a), da corrispondere in favore delle persone residenti, delle imprese operanti nel territorio circostante il sito e degli enti locali interessati;”; art. 1, comma 1, lettera d), limitatamente alle parole: “e future”; art. 1, comma 1, lettera g): “g) un programma per la definizione e la realizzazione di una “Campagna di informazione nazionale in materia di produzione di energia elettrica da fonte nucleare”;”; art. 1, comma 1, lettera h): “h) le sanzioni irrogabili in caso di violazione delle norme prescrittive di cui al presente decreto.”; art. 2, comma 1, lettera b): “b) “area idonea” è la porzione di territorio nazionale rispondente alle caratteristiche ambientali e tecniche e ai relativi parametri di riferimento che qualificano l’idoneità all’insediamento di impianti nucleari;”; art. 2, comma 1, lettera c): “c) “sito” è la porzione dell’area idonea che viene certificata per l’insediamento di uno o più impianti nucleari;”; art. 2, comma 1, lettera e): “e) “impianti nucleari” sono gli impianti di produzione di energia elettrica di origine nucleare e gli impianti di fabbricazione del combustibile nucleare, realizzati nei siti, comprensivi delle opere connesse e delle relative pertinenze, ivi comprese le strutture ubicate nello stesso sito per lo stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi direttamente connesse all’impianto nucleare, le infrastrutture indispensabili all’esercizio degli stessi, le opere di sviluppo e adeguamento della rete elettrica di trasmissione nazionale necessarie all’immissione in rete dell’energia prodotta, le eventuali vie di accesso specifiche;”; art. 2, comma 1, lettera f): “f) “operatore” è la persona fisica o giuridica o il consorzio di persone fisiche o giuridiche che manifesta l’interesse ovvero è titolare di autorizzazione alla realizzazione ed esercizio di un impianto nucleare;”; art. 2, comma 1, lettera i), limitatamente alle parole: “dall’esercizio di impianti nucleari, compresi i rifiuti derivanti”; art. 3, comma 1, limitatamente alle parole: “, con il quale sono delineati gli obiettivi strategici in materia nucleare, tra i quali, in via prioritaria, la protezione dalle radiazioni ionizzanti e la sicurezza nucleare”; art. 3, comma 1, limitatamente alle parole: “la potenza complessiva e i tempi attesi di costruzione e di messa in esercizio degli impianti nucleari da realizzare,”; art. 3, comma 1, limitatamente alle parole: “valuta il contributo dell’energia nucleare in termini di sicurezza e diversificazione energetica,”; art. 3, comma 1, limitatamente alle parole: “, benefici economici e sociali e delinea le linee guida del processo di realizzazione”; art. 3, comma 2: “2. La Strategia nucleare costituisce parte integrante della strategia energetica nazionale di cui all’art. 7 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.”; art. 3, comma 1, lettera a): “a) l’affidabilità dell’energia nucleare, in termini di sicurezza nucleare ambientale e degli impianti, di eventuale impatto sulla radioprotezione della popolazione e nei confronti dei rischi di proliferazione;”; art. 3, comma 3, lettera b): “b) i benefici, in termini di sicurezza degli approvvigionamenti, derivanti dall’introduzione di una quota significativa di energia nucleare nel contesto energetico nazionale;”; art. 3, comma 3, lettera c): “c) gli obiettivi di capacità di potenza elettrica che si intende installare in rapporto ai fabbisogni energetici nazionali e i relativi archi temporali;”; art. 3, comma 3, lettera d): “d) il contributo che si intende apportare, attraverso il ricorso all’energia nucleare, in quanto tecnologia a basso tenore di carbonio, al raggiungimento degli obiettivi ambientali assunti in sede europea nell’ambito del pacchetto clima energia nonché alla riduzione degli inquinanti chimico-fisici;”; art. 3, comma 3, lettera e): “e) il sistema di alleanze e cooperazioni internazionali e la capacità dell’industria nazionale e internazionale di soddisfare gli obiettivi del programma;”; art. 3, comma 3, lettera f): “f) gli orientamenti sulle modalità realizzative tali da conseguire obiettivi di efficienza nei tempi e nei costi e fornire strumenti di garanzia, anche attraverso la formulazione o la previsione di emanazione di specifici indirizzi;”; art. 3, comma 3, lettera g), limitatamente alle parole: “impianti a fine vita, per i nuovi insediamenti e per gli”; art. 3, comma 3, lettera h): “h) i benefici attesi per il sistema industriale italiano e i parametri delle compensazioni per popolazione e sistema delle imprese;”; art. 3, comma 3, lettera i): “i) la capacità di trasmissione della rete elettrica nazionale, con l’eventuale proposta di adeguamenti della stessa al fine di soddisfare l’obiettivo prefissato di potenza da installare;”; art. 3, comma 3, lettera l): “l) gli obiettivi in materia di approvvigionamento, trattamento e arricchimento del combustibile nucleare.”; l’intero Titolo II, rubricato “Procedimento unico per la localizzazione, la costruzione e l’esercizio degli impianti nucleari; disposizioni sui benefici economici per le persone residenti, gli enti locali e le imprese; disposizioni sulla disattivazione degli impianti”, contenente gli artt. da 4 a 24; art. 26, comma 1, limitatamente alle parole: “della disattivazione”; art. 26, comma 1, lettera d), limitatamente alle parole: “riceve dagli operatori interessati al trattamento e allo smaltimento dei rifiuti radioattivi il corrispettivo per le attività di cui all’art. 27, con modalità e secondo tariffe stabilite con decreto del Ministero dello sviluppo economico di concerto con il Ministero dell’economia e finanze, ed”; art. 26, comma 1, lettera d), limitatamente alle parole: “, calcolate ai sensi dell’art. 29 del presente decreto legislativo”; art. 26, comma 1, lettera e), limitatamente alle parole: “, al fine di creare le condizioni idonee per l’esecuzione degli interventi e per la gestione degli impianti”; art. 27, comma 1, limitatamente alle parole: “e sulla base delle valutazioni derivanti dal procedimento di Valutazione Ambientale Strategica di cui all’art. 9″; art. 27, comma 4, limitatamente alle parole: “, comma 2″; art. 27, comma 10, limitatamente alle parole: “Si applica quanto previsto dall’art. 12.”; art. 29; art. 30, comma 1, limitatamente alle parole: “riferito ai rifiuti radioattivi rinvenienti dalle attività disciplinate dal Titolo II del presente decreto legislativo e uno riferito ai rifiuti radioattivi rinvenienti dalle attività disciplinate da norme precedenti”; art. 30, comma 2: “2. Per quanto concerne i rifiuti radioattivi derivanti dalle attività disciplinate dal Titolo II del presente decreto legislativo, il contributo di cui al comma 1 è posto a carico della Sogin SpA secondo criteri definiti con decreto del Ministro dello Sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’ambiente e la tutela del territorio e del mare e con il Ministro dell’economia e finanze che tiene conto del volume complessivo e del contenuto di radioattività. Tale contributo è ripartito secondo quanto previsto all’art. 23 comma 4.”; art. 30, comma 3: “3. La disposizione di cui al comma 2 non si applica ai rifiuti radioattivi derivanti da attività già esaurite al momento dell’entrata in vigore del presente decreto, per i quali rimane ferma la disciplina di cui all’art. 4 del decreto-legge 14 novembre 2003, n. 314, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 dicembre 2003, n. 368, così come modificato dall’art. 7-ter del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 208, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n 13.”; l’intero Titolo IV, rubricato “Campagna di informazione”, contenente gli artt. 31 e 32; art. 33; art. 34;
art. 35, comma 1: “1. Sono abrogate le seguenti disposizioni di legge: a) articolo 10 della legge 31 dicembre 1962, n. 1860; b) articoli 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 20, 22 e 23 della legge 2 agosto 1975, n. 393.”?”

Immagino il viso dell’elettore che, recandosi alle urne senza prima aver curiosicchiato il testo in rete, entra nel segreto della cabina elettorale, prende il matitone, pronto a svolgere il suo compito di bravo cittadino italico, fiero, impettito, ligio.

Poi legge il testo.

Inizia la sudorazione fredda, palpitazioni. Una balla di fieno rotola silenziosa accanto alla cabina.

Sviene.

Siamo franchi: non si capisce una pluridecorata minchia di nulla, tralasciando il fatto che leggendo il testo, tra l’inizio e la fine ci si deve fare la barba 6 volte. Le donne entrano depilate ed escono con l’ascella a treccine. Per carità, il giuridichese è impeccabile. Peccato che non tutti abbiano studiato diritto, magari nemmeno alle superiori, peccato.

Peccato un par di ciufoli. Perchè studiare diritto, masticare il giuridichese non è mica un vanto. Ti credi figo, poi realizzi che quegli studi ti hanno rovinato. Che saper comporre periodi carpiati non è del tutto un sinonimo di cultura.

Che correggere il vigile urbano che ti dice che ti deve proprio fare la multa dicendogli “eheh, suvvia, non è una multa, è una CONTRAVVENZIONE” forse non è la cosa migliore. Cazzo.

Ma non divaghiamo.

Al che, il comune cittadino cede, e dice “vabbè, sono favorevole al nucleare, voto SI”  oppure “sono contrario, voto NO”. Tagliamo corto.

ERRORE!

Infatti, se sei favorevole al nucleare devi votare NO, se sei contrario, devi votare SI.

Infatti il testo, in breve e semplicemente, ti chiede “Volete abrogare (cancellare) quelle leggi che, a vario titolo, permettono di costruire centrali nucleari in Italia?”

Chiaro che se vuoi che venga cancellata una legge che permette la costruzione di centrali nucleari -e sei quindi contrario al nucleare-, allora dovrai votare SI. Se invece non vuoi che tale legge venga cancellata, devi votare NO.

Se sei favorevole al nucleare, tieni ben presente una cosa: questo referendum sarà valido solo se vi parteciperanno il 50% degli elettori italiani, più uno. In sostanza, anche se ci fossero (poniamo) 20 milioni di SI, e nessun NO, ma il numero minimo di votanti richiesto fosse 30 milioni, quel SI non varrebbe nulla: il referendum sarà come se non fosse mai esistito. Quindi la legge che consente la costruzione di centrali nucleari in Italia resterà intoccata.

Valuta tu, quindi, l’opportunità di andare a votare o meno. Perchè (semplifichiamo) se ci fosse bisogno di 11 voti per la validità del referendum, e ce ne fossero già 10 contrari al nucleare, se tu andassi a votare a favore faresti raggiungere il numero magico, gli 11 voti necessari, rendendo valido il referendum e facendo vincere i contrari per 10 voti contro 1. E se non fossi andato, semplicemente, i favorevoli avrebbero vinto.

Tradotto? I favorevoli al nucleare “vincono” sia nel caso di maggioranza di NO, sia nel caso di invalidità del referendum.

E’ un meccanismo contorto, è un testo referendario contorto. Per questo ho scritto il pezzo, nella speranza di esserti d’aiuto.

E pensare che i quesiti referendari sono più di uno: se per leggere il solo quesito sul nucleare ci si mette una settimana -senza capirci una fava-, per leggere e votare TUTTO bisogna portare coperte e panini. E la tenda della Decathlon.

Perchè? Vedi, il testo sul nucleare è solo il terzo su quattro quesiti referendari totali.

Il primo: Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica.

“Volete Voi che sia abrogato l’art. 23-bis (Servizi pubblici locali di rilevanza economica) del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e finanza la perequazione tributaria”, convertito, con modificazioni, in legge 6 agosto 2008, n. 133, come modificato dall’art. 30, comma 26, della legge 23 luglio 2009, n. 99, recante “Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia”, e dall’art. 15 del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135, recante “Disposizioni urgenti per l’attuazione di obblighi comunitari e per l’esecuzione di sentenze della corte di giustizia della Comunità europea”, convertito, con modificazioni, in legge 20 novembre 2009, n. 166, nel testo risultante a seguito della sentenza n. 325 del 2010 della Corte costituzionale?”

Il secondo: Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito.

“Volete voi che sia abrogato il comma 1, dell’art. 154 (Tariffa del servizio idrico integrato) del Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 “Norme in materia ambientale”, limitatamente alla seguente parte: “dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito”?”

Il terzo è il caso più devastante, il pippotto sul nucleare di cui ho parlato prima.

Il quarto: Legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale.

“Volete voi che siano abrogati l’articolo 1, commi 1, 2, 3, 5 e 6, nonché l’articolo 2, della legge 7 aprile 2010, n. 51, recante “Disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza”?”

Poi di dicono la storiella del cazzo, che il referendum è strumento di democrazia diretta, è potere nelle mani del popolo.

Sempre che il popolo abbia 8 ore da perdere per capire in prima persona cosa sta votando (escludiamo quindi quelli che votano sulla base dei “suggerimenti” che i vari politici sbraitano in TV).

E che, magari, abbia una laurea in Legge. Allora sì è democrazia diretta.

E comunque, quella del vigile è una CONTRAVVENZIONE.

Oh, lah.

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Se questo pezzo lo avessi scritto ieri nel mio blog, invece di postarlo, sintetizzandolo, come commento al blog di Beppe Grillo, avrei anticipato di dodici ore i titoli odierni di certi quotidiani nazionali.

Peccato, lettore, leggendo questo pezzo troverai forse gli stessi concetti che avrai letto stamani sul tuo quotidiano preferito. Ma repetita iuvant, dicevano i latini…

Trattasi della solita, tipicamente italica, reazione a un evento drammatico. In particolare mi riferisco alle reazioni alla tragedia giapponese. Eh certo, perchè se l’italiano non strumentalizza non è contento. Cazzo, in Giappone crepano più di diecimila persone, imprecisi sono i dispersi, intere città sono rase al suolo, l’economia traballa, ma noi, popolo eletto, noi siamo superiori a tutto questo.

Noi, dall’alto della nostra superiorità, vista l’immane tragedia, cogliam lo spunto per profonde riflessioni e rispettosi silenzi:

“Visto che casino con la centrale di Fukushima? Lo dicevamo, noi, che il nucleare è una cazzata. Visto che cazzate energetiche propone il governo?”

“No, non son cazzate!”

“Sì!”

“No!”

“Sì!”

“No!”

“E’ esplosa un’altra parte della centrale di Fukushima! Son cazzate, pappappero.”

Un pò di strafottuto buongusto, Santo Dio. E mi rivolgo simbolicamente a entrambe le scuole di pensiero, ai pro e contro energia nucleare. Non facciamo in modo da dare l’impressione che noi si gongoli per una catastrofe che, come manna dal cielo, ci ha dato la possibilità di rafforzare o meno una nostra argomentazione politica. Ma sarebbe solo un’impressione, poi? Mah.

Dato che non sono un essere perfetto, consentitemi di dire la mia: ritengo surreale adottare come base della teoria “L’energia nucleare è un’energia pericolosa, non va utilizzata, in Italia non la vogliamo” un incidente nel quale, per avere fughe radioattive, è necessario prendere una centrale costruita nel 1966 (oltre 40 anni fa, signori), sottoporla a sei minuti di terremoto al nono grado della scala Richter (più innumerevoli altre scosse d’assestamento attorno al settimo grado), e farle piombare addosso uno tsunami di una violenza assurda.

Con quelle condizioni qualsiasi struttura cederebbe, non siamo ridicoli. E a dirla tutta, il cedimento -viste le condizioni apocalittiche che l’hanno provocato- è stato fin troppo contenuto.

Qualsiasi tecnologia costruita dall’uomo è fallibile e distruttibile. Gli aerei, purtroppo, possono cadere. Che facciamo, vietiamo gli aeroporti in Italia? Le auto possono scivolare sull’asfalto e provocare morti. Che facciamo, torniamo ad andare a cavallo (sperando non s’imbizzarrisca, altrimenti ci tocca abbandonare anche quello)? Le dighe, uno dei modi per ottenere la tanto desiderata energia pulita, possono cedere (ce lo insegnano il Vajont e la stessa diga di Fukushima). E quindi rinunciamo alle dighe? Il petrolio, quando lo si estrae, può incendiarsi e distruggere intere piattaforme di estrazione, ammazzare tutti gli operai in loco, e provocare immani disastri ecologici. O dimenticate cosa è successo qualche mese fa, la vicenda della British Petroleum? E allora che minchia facciamo, non usiamo più il petrolio, la benzina, il cazzo di gasolio?

Una centrale nucleare (UNA, su più di 50 attive in tutto il Giappone) è entrata in crisi dopo un cataclisma naturale la cui potenza distruttiva è stata paragonata allo scoppio di una carica di tritolo di 42300 tonnellate. QUARANTADUEMILATRECENTOTONNELLATE.

Per far entrare in crisi una centrale nucleare costruita più di quarant’anni fa è stato necessario un cataclisma che ha fatto spostare di dieci centimetri l’asse terrestre.

Se sulla base di un evento così improbabile vogliamo fondare il nostro rifiuto all’energia nucleare, allora io dico che, per coerenza e realismo, dobbiamo anche rinunciare alle auto, agli aerei, alle dighe, e ai fornelli a gas (eh sì, possono provocare incendi e sterminare famiglie). Dico: “torniamo alla vita delle caverne!”

Oh cazzo, anche con le torce per illuminare una caverna ci si può ustionare.

Pronti, al buio, cali il sipario.

Un terremoto d’intensità devastante ha investito stamattina (14.46 ora locale) il Giappone nord orientale.

Uno tsunami di dieci metri si è successivamente abbattuto sulla costa della città di Sendai, il capoluogo della prefettura di Miyagi, sempre nel nordest del paese.

Il sisma ha causato fino a questo momento migliaia di morti e dispersi, bilancio provvisorio. Una nave con cento persone a bordo è stata spazzata via dallo tsunami.

IL SISMA La prima scossa ha raggiunto magnitudo 8.9 della scala Richter, alle 14.46 locali (le 6.46 in Italia) con epicentro a una profondità di 24.4 km e a 130 km da Sendai, nello Honshu. Un’altra forte scossa di 7.8 gradi si è registrata alle 15.15 locali (le 7.15 in Italia) al largo delle acque della prefettura di Ibaraki, alla profondità di 80 km. Il terremoto è stato seguito da dodoci potenti scosse di assestamento, sei delle quali almeno di magnitudo 6.3, esattamente come la scossa che ha colpito recentemente la Nuova Zelanda.

La scossa che oggi ha colpito la costa orientale del Giappone è stata la più potente mai registrata nella storia nel Sol Levante.

LO TSUNAMI La situazione è particolarmente drammatica nel porto di Sendai, città capoluogo della prefettura di Miyagi. Da qui si è abbattuto sulla terraferma uno tsunami alto una decina di metri. Lo tsunami si è spinto fino a 5 km all’interno della prefettura di Fukushima. La pista dell’aeroporto è stata invasa dalle acque. L’onda ha distrutto ogni cosa, prima che le acque si ritraessero trascinando tutto con sé verso il mare. In molte case si sono sviluppati incendi, probabilmente causati dello scoppio dei tubi del gas. A Miyagi, capoluogo dell’omonima prefettura, l’acqua dal mare si è riversata all’improvviso nelle strade, trascinando via con sè auto e cartelloni pubblicitari. Il porto si è riempito di carcasse di veicoli. Un’onda ha anche inondato il parcheggio del parco divertimenti di Disneayland, nella regione di Tokyo. Quattro treni sono stati travolti e fatti deragliare dalla massa d’acqua: sono andati distrutti, spariti nel nulla. L’allarme tsunami è stato esteso a tutto il Pacifico, Australia, Messico, Nuova Zelanda, America Latina e a tutta la costa ovest degli Stati Uniti. Le onde telluriche sono state avvertire distintamente fino a Pechino.

LE COMUNICAZIONI Le comunicazioni telefoniche attraverso le linee fisse o mobili sono impossibili nell’area di Tokyo, dove invece ha resistito la rete internet.

EMERGENZA NUCLEARE Emergenza attorno a una centrale nucleare a Fukushima. L’ente che gestisce la centrale ha spiegato che il sistema di raffreddamento del reattore è andato in panne (e questo è un grosso, ma grosso problema). Il governo di Tokyo ha deciso di dichiarare la situazione di emergenza nucleare, ordinando lo sgombero in un raggio di 20 km tutto attorno al reattore danneggiato. Il livello di radiazioni nell’ambiente circostante alla centrale è di mille volte superiore alla norma.

CROLLO FINANZIARIO A condire tutto, ovviamente la Borsa di Tokyo ha subito uno spaventoso ribasso, in una situazione già resa poco simpatica dalle vicende mediorientali.

Che Dio li aiuti.


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