Il Calabrescia pensiero

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Monti è ufficialmente nominato Presidente del Consiglio, e si prevede una fiducia parlamentare.

Monti è un tecnico. Non gli frega un cazzo di scontentare gli elettori -perché non ne ha- e può permettersi di risanare i conti senza subire conseguenze elettorali dal popolo bove. Se fossi un politico? Comincerei ad appoggiarlo, piantarla con le vaccate del tipo “la sua nomina è antidemocratica” (lo ripeto, il popolo vota il Parlamento, non il Governo, accidenti!), i piagnistei del tipo “con lui sono lacrime e sangue” (ma davvero? Non è perché è lui, ma perché con QUALSIASI soggetto che voglia risanare saranno lacrime e sangue), e alle prossime elezioni farei carne di porco con la campagna elettorale più semplice della storia: “Abbiamo, in due anni, insieme a Mario Monti, contribuito a salvare l’Italia. Con sacrifici, ma ci siamo riusciti. Vedete voi se rivotarci.”.

Chi, tanto per farsi politicamente figo, prevede e pontifica “rivolte popolari” contro Monti, e cose del tipo “ostruzionismo, il popolo non farà passare leggi di sacrificio”, forse non ricorda che il popolo bove non sarà interpellato. Non serve la sua approvazione per varare misure decise, scomode, ma necessarie. Quindi il problema non sussiste.

Quella del popolo che si rivolta mettendo il potente in difficoltà è una favola romantica. Il popolo può far casino, ma non più di tanto. O si arriva letteralmente ai forconi e alle ghigliottine, oppure un politico serio si sbatte delle manifestazioni e, in coscienza, procede verso la via scomoda ma giusta. E vedrai che queste misure scomode, se saranno legittimate con pari sacrifici della politica, il popolo bove le accetterà. La storia lo insegna: gli inglesi sopportavano le bombe e i massacri, ma Churchill era un giorno sì e l’altro pure tra le macerie. Non stava a fumarsi sigari cubani rintanato in un bunker dorato. Re Giorgio (non Napolitano, il babbo di Elisabetta II) continuava a stare vicino al suo popolo con continui discorsi e incitamenti alla nazione, senza scappare magari in un paese neutrale per salvarsi la pellaccia. Nessuno, o meglio, molto pochi si rivoltano, se in un Paese c’è grande coesione e condivisione tra governati e governanti.

SE IN UN PAESE C’è GRANDE COESIONE E CONDIVISIONE TRA GOVERNANTI E GOVERNATI, T’è CAPì, MARIO?

Ah, lo dico da leghista quale sono (e forse, se le cose continuano così, non lo sarò più): il discorso di Bossi qui sotto non ti ricorda l’assessor Cangini, di Zelig? Quello di “Noi siamo contro…!” “Siete contro cosa?” “Non lo so, dopo vediamo.”

Umbè, ti voglio bene, ma c’hai le pile scariche. Fai un passo indietro, fallo di lato, fallo adelante, fai un movimento sexy, fa il cazzo che vuoi, ma per il bene del Movimento vai in pensione.

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