Il Calabrescia pensiero

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Ora: se hai dato una veloce scorsa al mio blog, forse avrai notato che, qualche tempo fa, nutrivo ben poche speranze riguardo ad una delle maggiori case automobilistiche del Paese (la FIAT) e, in generale, avevo un senso di delusione guardando al mercato italiano dei motori, storicamente glorioso, (allora) attualmente paragonabile ad un troiaio al disarmo. Il pezzo si intitolava “La nuova Fiat 500”. Puoi trovarlo cercandolo nell’apposito riquadrino che trovi in alto a destra.

Pare, però, che le cose stiano prendendo una gran bella piega. Ecco una carrellata di novità.

Ferrari FF: andiamo, su, la Ferrari non ha mai vissuto momenti drammatici nè dal punto di vista dello stile delle sue auto, nè dal punto di vista dell’affidabilità (l’anno scorso se ne sono incendiate cinque a causa di materiale plastico non protetto dal calore delle marmitte, ma su, PICCOLE sviste…). La vera novità della FF è che sarà la prima Ferrari a trazione integrale. Quattro posti, un bagagliaio da 450 litri (ampliabile fino a 800!!!) motore V12 anteriore da 6262 cm cubici, 660 cv a 8000 giri, rapporto peso/potenza di 2,7 kg/cv. Velocità massima? 335 km/h. Pare, inoltre, che la trasmissione 4×4 sia rivoluzionaria: pesante la metà di una tradizionale trasmissione 4×4, garantisce anche una ottimale distribuzione della potenza (53% al posteriore, 47% all’anteriore). Qui sotto il link con le foto della belva. (fai copia-incolla degli indirizzi che riporterò sulla apposita barra dove inserire gli indirizzi web)

Fiat Freemont: eh, qui abbiamo fatto un grandioso salto di qualità. E’ vero che la novità sarebbe la Freemont, ma è anche vero che dall’epoca in cui scrissi il pezzo che ti linko all’inizio (non troppo tempo fa, in effetti!!!) di novità ne sono state sfornate parecchie. La nuova Punto (andiamo, quella vecchia era una scatola di latta con le ruote…) la nuova Bravo (evito commenti su quella vecchia. Notare che quella nuova, nella motorizzazione diesel, modello “sport”, ha 165 cv, e se acquistata con cerchi sportivi da 17″ e interni in pelle, viene a costare circa… 26mila euro (!!!) quando un corrispettivo tedesco si aggirerebbe sui 40mila) la 500, la Panda (che scatoletta era e scatoletta rimane). Un generale scatto in avanti sia riguardo allo stile che riguardo alle prestazioni. La Freemont, in particolare, è un SUV di prossima produzione: sarà proposto, in prima battuta, con motorizzazioni 2000 cm cubici diesel da 140 e da 170 cv, esclusivamente con cambio manuale e trazione anteriore. Trazione integrale e cambio automatico arriveranno solo in un secondo momento, abbinabili al motore da 2000 cm cubici diesel da 170 cv, e ad un motore a benzina 6 cilindri da 276 cv di origine Crysler. Non un prodotto d’eccellenza, se si guarda al fuoristrada puro: certamente una buona entrata nel mercato dei SUV. Ecco alcune foto.

http://www.autoblog.it/galleria/fiat-freemont/

Lancia Flavia: non ci sono ancora dati riguardo a questo modello, se ne conosce solo l’aspetto e che, effettivamente, entrerà in produzione. Anche questa Casa, come la Fiat, vegetava su modelli sciattini e scoloriti. Dalle foto, indipendentemente dalla mancanza di dati tecnici, non pare che la filosofia sia ancora quella del tirare a campare. Si sa, però, che verrà costruita su base Chrysler: c’è chi ancora dice che Marchionne (AD FIAT, e sappiamo che il gruppo FIAT include FIAT, Lancia e Alfa Romeo) non sia un bravo professionista. Mah. Non ho trovato immagini relative a questo nuovo modello.

Lancia Thema: dopo la discutibile prima serie della Thema (che a me non piaceva granchè, ma è solo un mio giudizio), la nuova serie esce, ancora, su base Chrysler. In realtà altro non sarà che la trasposizione in chiave europea (e con marchio Lancia, arricchendo il tutto con interni più europei, quindi più eleganti) della nuova Chrysler 300. Anche qui non c’è una gran mole di dati tecnici disponibile: si sa solo che tra le motorizzazioni figurerà un motore 6 cilindri di progettazione italiana,  di 2987 cm cubici, e che la sua potenza sarà attorno ai 230-240 cv. Una chicca? 550 Nm di coppia disponibili già a 2000 giri. Trazione, si prevede, posteriore. Ecco la foto.

Con riferimento alle moto, potrei mai non ricordare il ritorno della gloriosa Vespa PX? Anche qui ti passo il link del sito ufficiale della Vespa, dove potrai accedere ad alcune informazioni riguardo a questo modello.

http://www.it.vespa.com/#/vespa/IT/it/news/news7

Niente male, eh?

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Mi giungono voci ululanti riguardo al fatto che Berlusconi abbia perso il contatto con la realtà. “nega che il Paese sia in crisi”, “attacca la magistratura”, “è un corrotto bastardo”, dicono.

Ora, non è mia intenzione lanciarmi in una difesa del Presidente del Consiglio più odiato (e più amato, anche) di tutti i tempi, quanto rendere evidente che, forse, non solo lui è finito nella tana del Bianconiglio. E lo farò riportando alcune dichiarazioni di alti rappresentanti sindacali della Cgil e della Fiom, in riferimento alla nota vicenda del referendum di Mirafiori -di cui forse scriverò più avanti- che vedeva contrapposti Cisl e Uil (vincitori, 54% dei voti) e Fiom e Cgil (sconfitti, 46% dei voti). Ma… cominciamo! POFFARE, POFFARISSIMO! E’ TARDI! E’ TARDI! E’ TARDI!

Cominciamo con la Lepre Marzolina e il Cappellaio Matto, alias Susanna Camusso (segretaria generale Cgil) e Giorgio Cremaschi (membro segreteria nazionale Fiom).

Siamo nel pomeriggio di quella giornata in cui, alla mattina, sono stati resi noti i risultati del referendum. Lo spettatore di Sky tg24 è invitato, suo malgrado, a “prendere il thè” con loro. Sorridono, sono felici. Wow -pensi- sono gentiluomini, hanno preso la sconfitta con filosofia. Poi però partono le interviste. Riporto alcune righe prese dal Cappellaio Matto:

E’ stato uno scarto morale, politico, totale… Marchionne ha perso! E tutti coloro che devono subire quelle condizioni di lavoro che lui vuole imporre hanno votato “no”. Han votato “sì” gli impiegati (ma logicamente il voto degli impiegati, secondo la logica del Cappellaio, non vale una cippa n.d.r.) che però quelle condizioni di lavoro non le devono fare, e che hanno votato “sì” a favore che altri le facciano (grammaticalmete verrebbe da pensare che il Cappellaio abbia dato qualche tiro al naghirlè del Brucaliffo n.d.r.). Il verdetto degli operai è chiarissimo (giusto, anche non contando gli impiegati, i “sì” degli operai sono in maggioranza di 9 voti n.d.r.): non sono d’accordo su quelle condizioni di lavoro e dicono di “no” (!!! n.d.r.). Quindi Marchionne ha, sostanzialmente, perso.”

poi ancora:

“Siccome tanti che han votato “sì” semplicemente perchè avevano una pistola puntata alla tempia io credo che la Fiom rappresenti, oggi, quella fabbrica.”

Ma certamente. Hanno vinto, loro. Non solo hanno vinto, ma rappresentano la fabbrica intera. Come nella favola, occupano solo alcuni posti, in minoranza, ma se qualcuno si vuol sedere al loro tavolo gridano immediatamente che non c’è posto, è tutto occupato, il tavolo è loro. Quasi a stabilire un collegamento tra le interviste, il Cappellaio fa poi un riferimento alla Lepre, appellandola “La compagna (si corregge n.d.r.) La Camusso…” Così, tanto per fugare ogni dubbio da che mondo ideologico provengano queste dichiarazioni… meravigliose.Il Ghiro, tra i due (simbolo del sindacato italiano) intanto dorme beatamente. Ora è il turno della Lepre Marzolina:

“La prima riflessione che dovrebbe fare la Fiat e che dovrebbe fare anche Confindustia è che non si governa una fabbrica dove la maggioranza dei lavoratori non sono d’accordo (grammaticaa parte, ancora con la storia della maggioranza dei “no”? n.d.r.) col fatto che si trasformi la loro vita in una caserma.”

Forse il Cappellaio, in privato, avrà intuito che, in realtà, il suo sindacato ha perso. E che il bolscevismo sindacale è morto e sepolto. La Lepre, avvilita, avrà inzuppato la propria spilletta con falce e martello nel thè e, tirandola fuori, l’avrà guardata. Senza saper fare altro.

Lo spettatore, confuso, cambia schermata del tg: dando un’ultima fugace occhiata alle proprie spalle, vede che la Lepre e il Cappellaio stavano tentando di ficcare il Ghiro dentro la teiera.

E compare il Brucaliffo, alias Maurizio Landini, segretario generale Fiom-Cgil. Essendo notoriamente e ingiustificatamente autoreferenziale e narcisista (“Io essere alto esattevolmente otto centimetri e trovare un’invidiabile altezza”), per coerenza caratteriale, riassume così i risultati del caso:

“Risultato straordinario, è evidente che la Fiat non ha il consenso di quei lavoratori lì. Un atto di saggezza sarebbe di riaprire una trattativa (eh come no, se vinci hai vinto, se perdi è saggio riaprire le trattative… n.d.r.) perchè le fabbriche senza il consenso di chi ci lavora dentro non funzionano. E’ un voto che chiarisce che quell’accordo lì è un accordo che non ha il consenso.”

Dopo aver detto ciò, Landini sparisce in una nuvola di fumo.

Ora è il turno della Regina di Cuori, la nobile penna del quotidiano “L’Unità”, Concita de Gregorio. Dal suo nobile giornale invita tutti a far la riverenza innanzi alla (falsa) vittoria dei “no”, aprire bene la bocca e dire sempre “sììììì maestade” alle logiche del sindacato. Ovviamente agli industriali, per correttezza, è auspicabile un “noooooooo, ‘fanculo”:

“Se il conto si fa sugli aventi diritto e non solo sui votanti, se si tengono fuori gli impiegati vedrete che la maggioranza dei lavoratori di Mirafiori non ha votato sì.”

Questa è talmente bella che io aggiungo “se non contiamo i votanti con i baffi, chi abbia la taglia 56, chi guida una Panda e chi ami indossare i boxer, allora la percentuale dei “no” arriva al 70%”. La Concita, in pratica, dice che se si conta chi si è astenuto e se non si conta il voto degli impiegati (che, ancora, vengono considerati come degli stronzi, inutili appendici marcescenti), allora la maggioranza ha votato “sì”.

E se mio nonno avesse una ruota, sarebbe una carriola.

Questo discorso non è per difendere Berlusconi dalle accuse di “aver perso il contatto con il mondo”, non ha certo bisogno di me. Il senso di tutto questo è, quantomeno, che in fatto di “aver perso il contatto” siamo quantomeno sull 1 a 1, palla al centro. Ad esser buoni…

Aveva ragione, lo Stregatto: “Guarda che al Leprotto Bisestile mancano diversi venerdì!” e Alice “Ma io non voglio andare in mezzo ai matti!!!”. E lo Stregatto, preciso e affilato: “Oh, non puoi farci niente… sono quasi tutti matti, qui!”

Piccola nota a piè di pagina, non c’entra con la questione Mirafiori. Pare che Silvio, attaccato da ogni parte, ora sia deciso a farsi processare e battagliare contro le accuse di concussione e prostituzione minorile in riferimento al caso Ruby. Per qualche vizietto procedurale prevedo (non è una presa di posizione ideologica, quanto una previsione di un seppur inesperto occhio giuridico) che il Berlusca, da uomo di piccola statura, in Aula diventerà sempre più grande finchè, a un certo punto, guarderà la giuria ed esclamerà

“Non siete altro che un mazzo di carte…”


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